ESTRATTO da “REICH E GURDJIEFF – La sessualità come strumento di evoluzione della coscienza”


Reich e Gurdjieff
di David Brahinsky
in corso di pubblicazione per Spazio Interiore
previsto per Dicembre 2014

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All’interno de I racconti di Belzebù a suo nipote, [1] a un certo punto il protagonista condanna l’uomo moderno e lo rimprovera duramente per non essere riuscito ad adempiere ai partk/dolg/doveri esserici, tanto da considerare questo fallimento come una malattia, dal momento che per lui il lavoro cosciente e la sofferenza volontaria costituivano la naturale e sola funzione che l’essere tricerebrale maturo manifestasse. Ma se sono così naturali, perché allora l’uomo odia tali pratiche? Perché odia intraprendere un percorso necessario all’evoluzione del proprio essere?
Lo studio di Reich fornisce una risposta alla questione di cui sopra: odiamo fare qualsiasi cosa sia necessaria per proseguire il nostro sviluppo perché sin dall’infanzia, e poi anche nell’adolescenza, proprio le funzioni primarie che ci contraddistinguono sono state represse. Ci è stato insegnato a temere l’evoluzione creativa, ad aver paura del libero fluire dell’energia orgonica all’interno del nostro corpo, e da queste paure è nata la corazza. Essa ci rende pigri, ci frammenta internamente in diversi “io” e ci impedisce di assimilare le impressioni legate all’evoluzione. Quando impressioni di tal genere, infatti, sono disponibili in un individuo molteplice, pigro, arrabbiato, frustrato, pauroso, represso, apatico, pieno di desideri infantili, che rigetta le idee del Lavoro, queste non possono essere assimilate in modo adeguato e pertanto si rivelano inutili. L’elemento alla base di questo processo, che è volto a reprimere la capacità di evolvere, consiste nella soppressione della sessualità, cioè di quella funzione base della creatività che sta all’origine dei processi creativi dell’evoluzione, prevista peraltro in ogni piano dell’esistenza.
Ora, se l’analisi sin qui condotta è esatta, il ripristino di questa funzione svilupperebbe nell’individuo la capacità di introdurre le impressioni tramite il secondo shock cosciente, impressioni che vengono registrate all’interno del centro emozionale superiore come “sentimento religioso”, “sacralità o divinità di ogni cosa che esiste” e, al contempo, “rimorso di coscienza”. Questa descrizione sottintende che le impressioni sono contraddistinte da un amore fortemente radicato nei confronti di tutti gli esseri, un sentimento così straordinario e onnicomprensivo che comporta il pieno sentire; pochi, oltre ai santi, sono in grado di provarlo. In effetti, c’è da chiedersi come possiamo noi, che ci lamentiamo continuamente per questioni riguardanti il tempo, i vicini, i politici, le tasse e via dicendo, giungere a provare un sentimento di tali proporzioni. Alcune religioni si fanno portatrici di tale messaggio, sebbene non sia poi automatico che esso venga incarnato da coloro che ne seguono i dettami.

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Sprofondando all’interno – conversando di esoterismo con Claudio Marucchi


10502255_798093236910162_1661330995_nClaudio Marucchi (Torino, 1977)
Laureatosi in “Religioni e Filosofie dell’India e dell’Estremo Oriente” (Facoltà di Filosofia), con votazione 110/110, presso l’Università degli Studi di Torino, con una tesi di laurea sull’impiego rituale dello Sri-Yantra nel contesto tantrico Kaula. Pubblicazione del testo “Il Tantra dello Sri-Yantra – Il corpo umano reso divino”, ed Psiche 2, Torino (2009), con nota introduttiva del prof. Mario Piantelli, docente di Religioni e Filosofie dell’India e dell’Estremo Oriente a Torino. Il testo è stato presentato dall’autore in occasione del “Festival nazionale dell’India”, 2-3-4 ottobre 2009, Grugliasco (Torino); alla fiera esoterica nazionale “ESOTERIKA” presso Roma, il 7 febbraio 2010 e in diverse librerie, associazioni culturali, centri olistici e scuole di Yoga in Italia.
Pubblicazione del testo “Yoga Marg – la Via dello Yoga”, in collaborazione con Marco Russo, edito dall’Associazione Monginevro Cultura (Torino) all’inizio del 2010. Praticando Yoga con regolarità da 15 anni, ha affiancato Marco Russo, insegnante di Hatha Yoga, per introdurre ogni lezione con una breve spiegazione teorica dei contenuti filosofici e tecnici relativi alle pratiche. Dalle dispense che raccolgono queste lezioni è nato il libro.
Pubblicazione del testo “I Tarocchi e l’Albero della Vita”, edito da Psiche 2 (Torino) alla fine del 2010. Avvalendosi dei dipinti dell’artista inglese Susan Jameson, la presentazione del libro – presso il Teatro Alpha di Torino – è stata l’occasione per esporre, per la prima volta in Italia, alcuni dei quadri relativi alle lame dei Tarocchi che l’artista ha realizzato ispirata da visioni notturne. La seconda edizione del libro è stata ristampata nel 2013.
Pubblicazione del testo “Crux Christi Serpentis – Sulle tracce dei più intimi segreti delle Sacre Scritture”, edito da Atanòr (Roma) nel 2012. Seconda edizione prevista per il 2014.
Pubblicazione del testo “Erotismo e Spiritualità – Introduzione alla Liberazione attraverso il piacere”, edito da L’Età dell’Acquario (Torino) nel 2013.
Da alcuni anni organizza e tiene lezioni/seminari a carattere prettamente culturale, incentrati su tematiche filosofiche, mitologiche e simboliche, con particolare attenzione al confronto tra Oriente ed Occidente.

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Lo Zaum di Zeena


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Self-portait di Zeena, anni 90, mai pubblicata prima.

Tra le personalità del Left Hand Path emergenti oggi in Europa molto importante è Zeena Schreck, il cui lavoro di una vita è dedicato a rilanciare in Occidente la consapevolezza della differenza che c’è tra un autentico percorso-sinistro delle tradizioni mistiche e tra le imitazione occulte. Gran parte delle sua ricerche, esperienze e insegnamenti riguardanti questo ambito sono presenti nel suo autorevole libro “Demons of the Flesh: The Complete Guide to Left Hand Path Sex Magic”, scritto con Nikolas Schreck.

Zeena Schreck è di origini Americane, vive a Berlino dove è conosciuta come artista interdisciplinare con l’unico nome ZEENA. Icona della controcultura, è famosa soprattutto per i suoi lavori come fotografa, artista grafica, musicista/compositrice, scrittrice, attivista dei diritti degli animali, Maga e Mistica. Ha praticato e insegnato Magia e meditazione per più di 30 anni. Le sue opere scaturiscono dalla sua esperienza mistica. A causa dell’ambiente familiare, fin da bambina, Zeena è stata esposta alla magia e alla stregoneria. Nel 1990, Zeena rinuncia alla religione pseudo-satanica della sua famiglia per trovare il suo percorso nei lignaggi spirituali del percorso sinistro nell’autentica tradizione Orientale. Oggi, è una praticante del Buddhismo Tibetano come yogini ed è la guida spirituale del Sethian Liberation Movement (SLM, fondato nel 2002).

Fra il 1988 e il 1993 Zeena è stata compositrice, cantante, musicista e graphic designer per il progetto magico-musicale Radio Werewolf (attivo dal 1984 al 1993). L’album più recente è : “The Vinyl Solution-Analog Artifacts: Ritual Instrumentals and Undercover Versions”.
Il suo progetto di graphic-art, “God Bless Charles Manson” è stato pubblicato in “The Manson File: Myth and Reality of an Outlaw Shaman”.

La sua istallazione artistica più recente (Novembre 2013) è “Zeena Schreck, Live From Eye of the Storm” in cui vengono trasmesse le sillabe sacre dalle pratiche tantriche del Vajrayana, dello Shaktismo e del percorso Sethiano-Tifoniano della mano sinistra, organizzato dall’artista visivo Frank Haines e presentato al Performa-13 (http://13.performa-arts.org/event/frank-haines-zeena-schreck).

Zeena ha scritto per VICE Magazine e per il periodico Beatdom ed attualmente lavora a progetti musicali e artistici.

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Dialectics

Come definiresti l’Arte?

Ci sono tanti tipi differenti di arte ed è per questo motivo che le persone si sentono spinte a creare. Nel mio caso utilizzo un approccio olistico. C’è sempre stato un inseparabile unità tra le mie pratiche spirituali e la mia arte. Questo approccio olistico all’arte, esattamente identico alle tecniche tantriche che pratico, si concretizza quando tutte le attività e gli aspetti della vita sono una parte di un continuo “work in progress” che contribuisce all’ultimo completo lavoro – sia dell’arte che del lavoro spirituale. Quindi ciò coinvolge tutte le attività, sia se stai comprando strumenti, preparando l’opera, mangiando, prendendoti cura di te, dipingendo, facendo sesso, dormendo, pulendoti, confezionando un regalo, guidando, facendo il genitore, contemplando, aiutando un amico malato, cantando, ecc. – tutti gli aspetti della vita se portati a termine coscientemente fanno parte di un possibile percorso, in modo che ogni più piccolo gesto contribuisca al più grande lavoro, che alla fine, metti da parte. Il tuo Magnum Opus – questa vita.

In questo senso, mi auguro che tu possa pensare che io sono un’artista ispirata, piuttosto che un’artista perfezionista o che sviluppa una particolare scuola o tipo d’arte, o ancora, un’artista che è più interessata all’aspetto tecnico dell’Arte. L’Arte ispirata è, letteralmente, quando il respiro delle energie divine o spirituali si muove insieme a te, e quindi non sei più la persona comune che sei abitualmente; costituita delle tue abitudini, condizioni, gusti, inclinazioni, circostanze, ecc.. Sei invece un medium per le energie che ti ispirano (inspirare) a creare. In antichità, il fenomeno era conosciuto come l’essere ispirati da una Musa. Sono nata con questo tipo di ispirazione a creare. Fin da quando ne ho memoria, ho da sempre avuto un impulso a disegnare e volevo solo stare lì, al centro del pavimento, nel tetto della nostra casa, o alla base delle scale bloccandole …solo per disegnare. Disegnavo su qualsiasi cosa trovassi in casa – spesso solo per irritare i miei genitori! Ero una disegnatrice maniacale. Disegnare mi dava una sensazione di totale pace lungo tutto il corpo, questo mi portò ad avere una sensazione di disagio come se ci fosse qualcosa di “sbagliato” se non avessi potuto immediatamente disegnare quando l’impulso mi fulminava. Non riuscivo a capire da dove provenisse questo sentire. Tutt’oggi non posso adeguatamente spiegarlo, è come un sogno: non puoi descriverlo completamente. Più tardi imparai che in antichità nascere con l’ispirazione creativa era considerato un dono degli Dei. Era pensiero dell’epoca, che se non si avesse fatto onore a questa ispirazione divina (o dono), adempiendo al proprio destino di creatore, gli dei non ti avrebbero visto favorevolmente. Lo considerano un oltraggio alla propria generosità, quando gli uomini sprecano le potenzialità che non sono concesse a tutti. Per questo motivo c’è la possibilità di perdere il proprio dono e la divina ispirazione passerà a qualcuno che ne è più degno. Questo è ciò che originariamente significava la frase “la Musa è andata”. Cosicché tu la attendi a lungo e la divina ispirazione è stata strappata da te per sempre. Quindi, probabilmente, da bambina ho avuto una specie di “ricordo” karmico circa qualcosa di simile a questo fenomeno mitologico.

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Da bambina non ho mai desiderato le solite cose che i bambini chiedono come regali, giochi, giocattoli, bambole o vestiti popolari. Quello che realmente mi entusiasmava era avere strumenti e materiali artistici, in particolare materiali con cui fare le mie marionette. Da qualche parte dovrei avere depositato i miei disegni da bambina e alcune marionette di carta fatte da me, che risultano molto divertenti se si considera l’influenza alla quale ero esposta durante la crescita. Ho un ritaglio di giornale che riguarda una competizione giovanile d’arte che vinsi all’età di 6 anni. Era anche l’età in cui creavo degli spettacoli o dei balletti con gli amici del vicinato. A quel punto mio nonno mi spiegò come usare una vecchia fotocamera e mi innamorai della fotografia. Dai quattordici anni iniziai ad esercitarmi nel dramma e in teatro. Feci sei film sperimentali con dei compagni di classe e scrissi monologhi e scene per presentazioni ed esibizioni. Vidi quanti più film stranieri possibile generando un sempre crescente desiderio di vivere e lavorare nell’industria dei film Europea. Gli americani all’epoca si riferivano ai film stranieri come la “art-house” dei film. Dopo divenni una compositrice musicale. Quindi, il punto è, questa ispirazione creativa non può essere smorzata.

Nelle pratiche del Buddhismo tantrico ci sono molti fattori che determinano il perché una persona abbia predisposizioni per certe cose. Tralasciando per un attimo questa ispirazione a creare, ci sono sicuramente composizioni tematiche ricorrenti in molti dei miei lavori. Uno di questi elementi, che tu hai notato, sono la natura e gli animali. Un altro dei temi comuni che ho notato attraverso gli anni, è che io adoro lavorare con i chiaroscuri, e gli estremi. Qualche volta lavoro con colori molto vibranti e altre volte mi focalizzo soltanto sul nero e sul bianco. Inoltre faccio uso dello spazio come un elemento importante di un lavoro. Nella terminologia artistica mi riferisco allo “spazio negativo”. Lo uso al meglio nella mia musica e nei miei paesaggi sonori. Il silenzio è molto importante, tanto nei suoni quanto sulla tela o nella fotografia. Creare uno spazio vuoto, o comunicante ed espansivo, consente allo spettatore o all’ascoltatore di focalizzare l’attenzione e aprire la propria mente su cosa non è stato prontamente recepito. Lo spazio negativo è importante su molti livelli. Senza lo “spazio negativo” non ci sarebbe modo di riflettere sui contrasti di un oggetto in un quadro, o sulle note nella musica. Lo spazio è quindi molto importante soprattutto in senso spirituale. Mi riferisco alla comprensione tantrica della vuotezza.

Vedo l’arte anche come una forma di comunicazione – su molti livelli differenti e differentemente messi in atto da ogni artista. Nella mia arte provo a comunicare una circolazione inscindibile di energia tra i mondi interni ed esterni, lo stato di sogno e quello di veglia, il sottile e il grezzo, il massimo e le realtà relative, il mistico e l’ordinario, il femminile e il maschile. L’Arte è anche una riflessione. Tutto ciò che creo riflette su altri livelli cosa sto provando o ho provato. Questo è vero per qualsiasi lavoro artistico in qualsiasi epoca storica. Puoi riuscire a vedere o ascoltare un riflesso del suono, dell’energia o dello standard di vita in cui era l’artista durante la creazione. Lo trovo affascinante. Per farti un esempio, mentre ti scrivo questo, un vicino ha acceso la radio nella strada qui fuori dalla mia finestra, con un pezzo di Johann Sebastian Bach che ha attratto la mia attenzione. Ho notato ascoltandola che, oltre al talento, la precisione e l’energia del compositore, ci sia anche un effetto di capsula-del-tempo musicale che riguarda la pace e il modo di vivere all’epoca del compositore e che si riflettono nella composizione. Anche il mondo interiore dell’osservatore, o dell’ascoltatore, è riflesso posteriormente – questo ci riporta all’elemento della comunicazione. Da artista, sei in comunicazione remota con le persone di tutte le epoche – come Johann Sebastian Bach che è con me e il mio vicino in questo momento! Ho sempre trovato affascinante vedere come un’opera può essere differentemente percepita da persone diverse. Quanto spesso accade che percepisci un umore o una sensazione in un’opera d’Arte e qualcun altro percepisce qualcosa di totalmente differente nello stesso lavoro. Questo accade perché il tuo stato mentale contribuisce a selezionare cosa viene percepito, incluso l’Arte.

La mia arte è anche paradisiaca e ispirata dai sogni e dalle esperienze mistiche. Questi messaggi possono essere notevolmente chiari, senza significati ambigui, o possono essere espressi in un linguaggio di simbolismo e atmosfera. Tutta l’arte deriva dalla comunicazione tra i reami della veglia, dello spirito e dei sogni. Le pitture rupestri, le sculture degli animali totem, i ritmi ipnotici dei tamburi, i canti degli oracoli o la personificazione nei personaggi delle commedie morali – tutti questi sono esempi di arte che in origine erano trasmesse attraverso le esperienze mistiche ed oniriche. Non molto tempo fa, prima del nostro sviluppo obbligato dal mondo dall’ideologia antropocentrica-umanista, l’arte ispirata era sinonimo di magia, misticismo, animismo, sciamanismo, divinità, religione e magia. Questo è ciò che l’Arte è per me.

Burg Lockenhaus

Emanation

Cos’è la Magia (magic) per te?

Prima di tutto, grazie per averlo scritto correttamente, e per non aver aggiunto una “k” alla fine di “magic”. Vorrei rendere chiaro che la parola “magic” non ha alcuna connotazione positiva né negativa. Il mio libro Demons of the Flesh (a breve in ristampa in edizione rivisitata) spiega in dettaglio le origini e il significato della parola “magic”. Per farti un riassunto, la magia è un metodo o una tecnica. La parola ha radici nel Greco antico magike tekhne o “arte dei magi”. Da Demons of the Flesh:

«Il mago moderno fa bene a ricordare l’antica concezione di magia come arte, facendo attenzione al fatto che “tekhne” è la radice etimologica di “tecnologia”. Avvicinarsi alle pratiche magiche come se fossero un delicato equilibrio di intuito, arte estetica, logica e razionalità tecnologica – al tempo stesso come se fosse una scienza esoterica o (quella che una volta era chiamata) Magia Nera – può consentire un approccio più attento allo sviluppo delle proprie abilità».

In base a ciò, uno dei miei primi insegnanti Buddhisti mi disse che, per comprendere la complessità e la disciplina della pratica del Dharma, era davvero buono che io fossi un’artista perché queste pratiche sono più affini ad un arte piuttosto che a una religione. Mi disse che probabilmente il miglior modo che avevo per insegnare, era attraverso la mia arte. Questo, naturalmente, fu musica per le mie orecchie!

Per descrivere cos’è per me la Magia, è d’aiuto fornire la più ampia e accurata definizione di magia, che sorvola la cultura e le molte opinioni differenti. Questo estratto viene da alcune note che ho usato per una presentazione nel 2009 a Berlino sull’ argomento, Magic, Media and Meditation, brevemente riassunto così:

«La Magia ha una interpretazione molto soggettiva presso i differenti tipi di praticante. Ma c’è uno standard di base, una costatazione comune, che ogni mago accetta come nucleo della propria definizione. Come il praticante sviluppa poi le proprie basi, è determinato da molte variabili differenti in accordo alle proprie opinioni e alla pratica degli insegnamenti magici accessibili dalla propria cultura. Il nucleo pratico della magia è: l’esecuzione di un intento volitivo per creare un cambiamento nel mondo materiale, con cui resistere, affrettare o purificare l’effetto consequenziale della legge naturale di causa ed effetto».

Come l’arte, la magia è anche una forma di comunicazione che si rivolge a molti livelli apparenti e sottili. Il comunicatore infelice ha difficoltà a praticare magia con successo. Un mago potrebbe pensare di essere un comunicatore perfetto perché parla, scrive e legge molto. Ma collaudando le proprie abilità comunicative con esseri non-umani, diventa immediatamente chiaro dove è, o non è, capace a entrare in contatto con Gli Altri. Ad esempio, quelli che non sono in connessione con tutti gli animali, o che non hanno mai provato a comunicare insieme ad un animale, provando più spesso a controllarlo, saranno maghi infelici. Allo stesso modo, qualcuno che si sente sciocco o imbarazzato provando a comunicare con un’entità non visibile (cosa necessaria nella pratica Theurgica): invocazione, preghiere, incantesimi, visualizzazioni, e fondamentalmente qualsiasi tipo di magia, sarà un mago infelice. Una buona tecnica comunicativa (vorrei chiarire), non vuol dire che c’è il bisogno di avere molto da dire, o che bisogna parlare in continuazione per colmare i vuoti nella conversazione. Al contrario molti risultati effettivamente magici arrivano da una comunicazione chiara ma leggera, o attraverso emozioni indisturbate, o, ancora, in un linguaggio comprensibile soltanto da te e dall’essere con cui stai comunicando consapevolmente.

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C’è un energia inerente a qualsiasi cosa che costantemente fa vibrare le particelle sottili che formano tutta la materia. Noi oggi sappiamo che focalizzando e dirigendo i pensieri, possiamo cambiare la struttura molecolare, la qualità e l’energia della materia. Questo richiede, quindi, una chiara comunicazione con la mente, in stato di concentrazione. Considerando ciò, si può immaginare come la motivazione di un artista e del suo stato mentale influenzerà l’esito finale del lavoro. Questo è vero per tutti gli aspetti del vivere e del morire. Non solo riguardo al fare arte.

Per esempio, se vai in un ristorante e mangi un piatto preparato da un cuoco arrabbiato perché ha da lavorare fino a tardi, che è impaziente per la fine del suo turno, ed è risentito per il fatto che lavorerà di sabato notte mentre potrebbe fare qualcos’altro, tu mangerai queste emozioni tossiche attraverso il cibo. C’è una differenza nel modo di gustare un cibo quando è preparato da qualcuno che ti ama e fa pensieri amorosi incanalandoli nella pietanza (anche quando il cibo non è preparato perfettamente), paragonato ad una pietanza simile in un locale di una catena ristorativa pieno, preparato da un cuoco pagato da schiavo. I nostri pensieri sono quindi molto importanti quando creiamo qualcosa di artistico. Se abbiamo una mente dispersiva, distratta, emotivamente disturbabile, ciò si manifesterà – naturalmente – nell’arte. Se focalizziamo la nostra motivazione su cosa speriamo di realizzare facendo arte, anche se è semplicemente pensare o ripetere un’unica parola o frase, questo pensiero verrà trasportato all’interno dell’opera d’arte. Il tema potrebbe comunque essere spiacevole o disturbato (cioè, un fotografo di guerra, oppure, un’opera o poesia creata dopo l’esperienza di un regime politico repressivo o di una famiglia violenta). Se c’è una motivazione compassionevole mentre si lavora sull’opera, l’effetto dei pensieri compassionevoli resisterà comunque oltre il lavoro, nonostante il tono o l’apparente acidità dell’opera ultimata. Naturalmente, anche l’inverso è vero: soggetti piacevoli creati da una mente emotivamente disturbata, assorbiranno e convoglieranno questa energia.

Quindi, come se fosse una tecnica magica, uno dei pensieri più importanti per qualsiasi artista è di ricordare – prima di iniziare – di essere chiari circa la motivazione. In un contesto inferiore, è come iniziare a intendere la magia in un contesto di crescita: la pratica non finisce mai.

C’è sicuramente da dire molto di più sull’argomento Magia – abbastanza per un’altra intervista. Ma questo può darti un’idea di come io utilizzi la magia nelle mie creazioni.

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Spesso nelle tue foto i soggetti sono paesaggi e animali, perché questa scelta?

La risposta più semplice è che io amo la bestia. Essere attorniati dagli animali e la natura mi fa sentire bene, quindi perché non fare ciò che ti fa sentire bene? È per questo che vivo nella foresta di Berlino e non nel centro della città. Il segreto più bello di Berlino è questo: ha la foresta più larga in estensione del resto delle capitali Europee. In contrasto a questo, prendi in considerazione uno dei film più famosi provenienti da Berlino, Metropolis, e il suo ritratto del lavoratore industrializzato e che svolge un lavoro monotono denigrando il lavoro in fattoria. Bene, questa era un riflesso della vita nella città di Berlino negli anni ‘20. Ma ciò che il film rappresenta, sul come la vita industrializzata aggredisca la psiche, oggi è molto più reale e interessa qualsiasi metropoli. La vita in città crea una dis-empatia, un malessere anedonico che scarica la vitalità e pesa sul sistema immunitario. Hai una libertà limitata di movimento e spazio, e confini te stesso in uno spazio personale molto selettivo e sorvegliato. Sei costretto a vivere nelle città come se fosse un grande macello umano, categorizzando tutto e nutrendo un desiderio di segregare. Ma in natura, i limiti sono poco definiti, avrai quindi, una sensazione di espansione piuttosto che di costrizione. In Giappone il Corpo Forestale ha creato l’idea di pulizia forestale ed oggi è ufficialmente riconosciuta ovunque come un attività di gestione dello stress. Ho notato che quando le persone vengono dal centro della città per visitarmi, commentano abitualmente su quanto istantaneamente si sentano meglio soltanto essendo attorniati da alberi, laghi e spazi aperti senza traffico o strade. Quando ritraggo le persone, attorniate dalla natura, nelle loro espressioni c’è una differenza evidente. Le persone si sentono molto più sollevate in natura. Negli ambienti di città, sottostando a circostanze frenetiche e frettolose, le espressioni utilizzate dalle persone sono molto differenti. Di continuo le persone felici mostrano una sottile tensione perché non possono interamente rilassarsi, prevedendo la prossima interruzione da qualsiasi dispositivo elettronico – non posso lavorare in questo modo.

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Cosa pensi sia necessario per fare Arte?

Pazienza. Auto disciplina. Pratica. Fiducia. Gratitudine. Un senso dello humor, e di ciò che in Sanscrito è conosciuto come lila, il divino gioco creativo. Una “preparazione di sfondo della mente” è necessaria. Facendo chiarezza dal disordine mentale, si potrà raggiungere una trance sicura o uno stato meditativo che aiuti a diventare completamente assorbiti durante il lavoro. Se ti prepari prima di iniziare a lavorare, l’arte scorrerà liberamente. Non hai bisogno di “pensare” a cosa fare. Questo stato meditativo della mente creerà un tipo di entusiasmo (che significa letteralmente: un infusione di energia da una forza pura e potente) che influirà sul prodotto finale.

A causa del mio modo di lavorare, sono molto selettiva riguardo alle persone con cui lavoro e i progetti a cui collaboro. Considero accuratamente l’energia, l’abilità e lo stato mentale delle persone con cui lavoro perché questo influirà sul risultato finale del progetto. Nella scelta di un apprendista o un assistente, è molto importante per me lavorare con quelli che hanno un temperamento simile volto a mantenere un’atmosfera coesiva e favorevole durante la creazione. Quando è il momento di fare il lavoro, scelgo chi non si distrae, ha una buona concentrazione, non è preoccupato dalle frivolezze, non è impaziente, e non è in attesa dello “spasso” di iniziare, sono cose importanti. Questo è vero per tutti gli artisti ispirati. È un temperamento particolare; un modo di lavorare con cui hai una visione chiara e puoi quindi lavorare solo con persone che comprendono il tuo modo di operare. In altre parole, non sono quella che tendo a chiamare “congregational artist” (artista da congregazione) – ovvero, qualcuno che si impegna nell’arte, solo per sentire un senso di accoglienza tenue in comunità con “persone che la pensano uguale”. Fareste meglio a unirvi agli Hare Krishna, se è questo ciò che cercate.

Northern Symptom

Per creare c’è bisogno del “fuoco nel ventre” (fire in the belly, è anche un idioma che significa “lottare con tutte le forze”, n.d.t.). Un impellente sensazione del tempo che passa e della sua caducità. È la consapevolezza che se non ne approfitti nel momento in cui ce l’hai, non l’avrai più nello stesso modo. Non registrerai mai il pezzo in modo soddisfacente senza completarlo…ora; non filmerai mai la scena come lo faresti in questo momento se aspetti domani. Il “fuoco nel ventre” è il senso di necessità. Che non c’è tempo da sprecare. A prescindere dalle circostanze, l’accessibilità a materiali utili, tempo, condizioni finanziare o ostacoli …gli artisti che sono ispirati a creare hanno un fuoco inarrestabile. Essere realmente ispirati a creare significa che non puoi dire di dover aspettare di comprare un nuovo notebook per scrivere: scriverai con qualsiasi cosa tu hai o troverai un modo per farlo comunque. Non puoi dire che hai bisogno di aspettare quando avrai più tempo per iniziare a disegnare. Crei il tempo o lo sacrifichi dalle attività sciocche della tua vita. Non affermerai i tuoi gusti creativi se non sei già con il giusto compagno sessuale nella tua vita. Integrerai i tuoi desideri per il giusto partner sessuale nella tua creazione. Quindi probabilmente, come nel Pigmalione, la tua Galatea apparirà nella tua vita. Non sarai un ansioso geeky nerd riguardo ai materiali o strumenti che ti servono, e nel caso della loro mancanza non potrai creare. Se hai con te il fuoco per creare musica, creerai i tuoi strumenti. Se sei realmente ispirato, non avrai voglia di bere o prendere droghe per simulare la creatività perché altrimenti verrai intossicato dal processo di creazione. Quando hai l’ispirazione adeguata e la fiamma interiore creativa, è come essere un bambino che è pronto a nascere – non può essere partorito in un momento migliore rispetto a quello in cui accade. Questo è ciò che succede ed è come essere innamorati, non puoi resistere.

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Intersection

Hai dei progetti in sviluppo?

Sto lavorando a tre progetti differenti simultaneamente, coinvolgono la musica, la scrittura e l’arte. In generale non parlo dei progetti in corso, prima che siano completati o siano vicini al completamento. Ma per questa intervista, ho incluso alcuni esempi di fotografia al quale sto lavorando. Considerando questa intervista, come il mio lavoro passato, presente e futuro, tutti come frammenti del mio Gesamtkunstwerk, o del mio progetto artistico di ispirazione olistica… un “work in progress”.

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Performa Review: http://bushwickdaily.com/2013/11/the-left-hand-path-leads-to-performa-13/

[English version]: http://www.zeena.eu/index.php?option=com_content&view=article&id=114:interview-with-zeena-schreck-by-luca-piccolo-for-italian-art-magazine-wsf-social-center-for-art-february-21-2014&catid=41:articles-a-interviews

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