GOU (AFTERTASTE) di Manuel Paolino


La poesia…
(dietro la siepe gialla)
è l’Alchimia.

Se un giorno dovessi precipitare
al di là
degli ermetici sigilli,
(sembra che a ritroso mi stia muovendo)
sarà pago
il mio destino?
(Spinto dalla corrente Antica). (1)

Una delle cose che penso di aver capito fin qui – ma chissà quante altre ho colto, quante mai avranno risposta e quante invece non ho ancora compreso – è che se la Poesia diviene un potere dell’uomo/poeta, capace di carpire lo spirito della musa dai luoghi, dalle storie, dagli oggetti, dalle cose nello spazio attorno, è perchè costui, scelto da quell’ignoto dove le stesse parole vengono forgiate, liberate, e verso il quale sempre sarà istintivamente sospinto, è passato per un addestramento fatto di innumerevoli possessioni, subitanee, inattese, alle volte attese. Il poeta si trasforma non soltanto in un essere umano con un dono, ma in un uomo speciale che utilizza un dono a seconda della propria volontà, in sintonia con la musa. In questo senso sì, allora, egli può essere paragonato ad un veggente.
Se in tutti questi anni ho trascorso le giornate in compagnia della purezza di Ungaretti, e perchè mi preparavo alla follia del crepuscolo di Rimbaud, all’intenso vivere delle notti con Baudelaire e Verlaine, al brillio delle albe insieme a Pascoli e Leopardi, all’acquietarmi fra le ali di Poe, a divertirmi con l’irrequietezza di Catullo, a consolarmi tra i versi di Salinas e Lorca.

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Danilo Capua, pittore


Autoritratto

“Autoritratto”

Benvenuto su WSF Danilo

Grazie a te, Christian, per concedermi la possibilita’ di far conoscere il mio pensiero e i miei “colori”.

Come il Danilo Capua Uomo definirebbe il Danilo Capua artista?
Dal momento che vedo le due entita’ inscindibili, la domanda potrebbe avere anche una valenza speculare e la risposta, di conseguenza sarebbe la medesima. Solitamente, sono le persone esterne che si pongono questi quesiti ma non di rado, i diretti interessati, vengono a fare i conti con se stessi, da questo punto di vista, anche per una questione di coerenza sul proprio operato.
Nel Danilo Artista, emerge molto della mia umanita’ e iconograficamente, talvolta, attraverso metafore. Talune cose, son sicuro, che sono celate anche a me stesso e sovente, mi capita che l’osservatore faccia emergere (con mio piacevole stupore) particolari,  dandogli significati che trovo estremamente pertinenti. Sicuramente, i presupposti sono in parte cambiati dagli inizi, difatti le mie prime serie di “urla”, non nascondo a dirlo, avevano ben poco di allegorico e la mia emotivita’ si frantumava nella mia espressione artistica, rendendo partricolarmente “credibili” le mie immagini, ad ogni modo, il Danilo odierno che emerge dalla mia pittura, lo vedo come una persona riservata ma profonda che esterna quando lo sente, cercando un delicato equilibrio tra le forme attraverso un cromatismo appena accennato, non invadente.
In sintesi credo che il disegno (per usare un eufemismo) che ritrae Danilo Artista, sia di un soggetto che vive fuori dal contesto temporale in cui e’ relegato ma “assente” solo in apparenza.

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