Fantasmi e sbuffi intervista a Monia Themonia de Lauretis


 

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Ghosts 

Benvenuta su WSF Monia,

 

Come e quando nasce il tuo percorso artistico?

 

da quando disegnavo cavalli sulle porte di casa per la somma felicità dei miei genitori 🙂 quindi direi da sempre…

 

Chi o cosa ha influenzato il tuo modo di creare?

 

mi piacerebbe dire tutto e niente, tutti e nessuno… ho sempre avuto la tendenza ad assorbire una pluralità di fonti d’ispirazione e a rielabolarle nella maniera a me più naturale, con cocciutaggine e libertà, incurante dei modelli e anche della discutibilità dei risultati… ovvio che potrei fare una lista lunghissima di artisti che ho assorbito di più anche come attitudine e approccio all’arte… da david bowie a egon schiele, da michael ackermann a wim wenders… passando per una miriade di artisti semisconosciuti e incazzati neri 😀

Tra le tematiche dei tuoi lavori pittorici e fotografici ci sono sempre rimandi all’eros, alla morte e (se così vogliamo dire) alla ricerca “dell’altrove”. Per questo ti chiedo dove e da cosa trai ispirazione per le tue opere?

io sono morbosamente interessata alle devianze, agli aspetti più intimi e “inconfessabili” della natura umana, alle paure, ai segreti, al nascosto… quindi la sfera dell’eros è sicuramente una delle fonti primarie vista la primordialità/bestialità che contiene e i numerosi taboo che la riguardano. idem per la morte, da sempre argomento cruciale…

indago me stessa, ed empaticamente cerco di calarmi nelle viscere e nei baratri altrui…

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Quali sono i baratri che hai visto e di cui ti senti parlare e quanto hanno influenzato il tuo modo di creare?

Non ho chissà quale affascinante esperienza alle spalle… mi faccio accompagnare dalla mente mentre leggo, mentre parlo con la gente, mentre osservo. Problemi mentali, paure, devianze, malattie, superstizione, violenza, criminalità, banalità, ridicolo, grottesco, morte… direi che sono tutti temi immancabili, qualsiasi cosa io faccia.

Ghosts, Blowjobs, Exposing the Sickness, In between, Sistema Morboso… a quale progetto ti senti più legata e perché?

Tendenzialmente sempre all’ultima cosa fatta o a quella in corso 🙂 è come se una cosa, una volta finita, o anche solo concepita, già mi suoni vecchia, superata… vabbé a parte questo pensiero estremo… fra questi nominati ce ne sono almeno un paio perennemente aperti e in evoluzione, come Ghosts e In Between, senza dimenticare la mia eterna passione per la Street Photography che è un progetto di vita ormai 🙂

Ricollegandomi alla domanda precedente. Come nascono le figure di ghosts, questi fantasmi quasi per nulla erotici, ma allo stesso tempo sensuali?

Ho sempre cercato di immaginare scene di vita accadute in posti ora abbandonati… le presenze che hanno abitato luoghi… e ovviamente i miei fantasmi non sono di nobildonne con abiti d’epoca.

I miei sono nudi, squallidamente normali, con tutti i loro difetti. Grassi, magri, storpi, volgari, pensierosi, colti in atti segreti, innominabili, “sporchi”… reali, pesanti. Memorie incancellabili.

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Cosa desiderano veicolare i tuoi lavori? Qual’è il messaggio dietro al colore e al B/N?

A me interessa far arrivare impressioni e sensazioni, non ci sono necessariamente messaggi chiarissimi o morali della favola dietro. Ci sono sicuramente delle idee, e se arrivano anche quelle… beh… benissimo.

Per me il colore è molto importante, adoro il colore anche se non si direbbe dalla generale oscurità che pervade le mie cose… ma lo utilizzo solo quando ha un ruolo determinante, altrimenti, specie per la street photography, risulta spesso irrilevante e anche di disturbo.

Che cos’è per te il corpo?

E’ triste se dico un peso? E’ come un vincolo. Non una gabbia… ma di sicuro un forte condizionamento.

Puoi anticiparci qualcosa sulle tue future produzioni artistiche?

Ehhhh….. metto sempre troppa carne al fuoco… sempre messa troppa carne al fuoco!

Ecco perchè alla fine fra musica, arti visive e compagnia bella non ho mai sviluppato bene una cosa… risultato: tante cose ma fatte male!

Negli ultimi anni mi sono imposta di concentrarmi sulla fotografia ma ovviamente già sto buttando dentro addirittura un tentativo di cortometraggio… comunque direi il prossimo progetto in “uscita” è fotografico e si intitola Lazarus, un lavoraccio sulla morte e sulla dimenticanza che porto avanti da un anno e mezzo fra alti e bassi… è estremamente impegnativo a livello emotivo e spesso lo devo accantonare per riprendere fiato…

All images are copyright protected and are property to Monia Themonia De Lauretis

Christian Humouda

Official Flickr: https://www.flickr.com/photos/themonia/sets

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