VERSO|| DOPPIO|| SENSO – 5 – di Silvia Rosa


19441096_10213952469635506_1741104824_n

E se poi l’amore fosse solo il bianco che sta di sentinella quando gli occhi si fissano in amplessi di realtà ingombrante, la mano occupata troppo a fare il mondo, la testa con il tarlo del futuro che rimbomba il vuoto dentro e una lancetta svelta per cappello a oscurare l’orizzonte.
Bisognerebbe invece avere amore sotto i denti e corpi impastati nel silenzio lasciati a lievitare giorni interi, toccarsi dove il bianco si fa luce e poi crescere in case di vento senza finestre e porte, stare ad aspettarsi, stare nella notte come fosse l’ultima frontiera, stretti, fino all’inizio del tempo.

Silvia Rosa

*

19415774_10213952477395700_321622828_n

LAMPIONI

L’aspetto della discesa è cambiato, sembra di passare da un’altra parte
per ciò che vedevo che più non vedo, l’aria che il sale ispessisce rivela
che qualche corsa rilasciava argento, tra i lampioni così meno malati
dove lì sotto hai imparato la grazia, di uno sguardo in penombra
[innamorato
che tra le labbra si accoglie la lingua, che la saliva segna a vita il
[vento.

19457772_10213952477875712_1014707107_o

TENTATIVI

Tutto è così distante e ho perso il punto, qualche discreta catena di
[brezza
non finisce di stringere le aiuole, poteva sembrare la prima volta
per come i petali erano sorpresi, vorresti toccare quello che vedi
poi sparire coperto di mattino, svanisce come riprendi a pensare
il tentativo di renderti inutile, alcuni sistemi includono il sonoro.

19441243_10213952477435701_2090738728_n

DAVANZALE

Ti ricordo insensata d’allegria, dispersa tardi nei giorni in odori
più nessuno alla finestra che suda, il davanzale che si lega alle guance
il contrasto fresco dove allungarti, sembrava un abbraccio al quartiere
[al mondo
alla parte più distante uno sguardo, bastava e avanzava ad avvicinare
l’infinito tenace a trattenerlo, legarlo ancorato alle poche nuvole.

19427824_10213952476955689_1112240291_n

PUNTI

Sembra semplice come cade l’acqua, quasi farfuglia nella stessa
[lingua
che hai nella testa nei giorni tremendi, quando il palato è sordo e
[arroventato
si sta zitti per non fare più male, i lati piacevoli nelle sterpaglie
spostate dal vento come capelli, sono gli stessi che affollano i sogni
che intralciano nel raggiungere il punto, quello su cui se ti siedi
[rifuggi.

19403479_10213952477715708_1160119071_o

CUSTODI

Un’isola non nasconde mai nulla, le cose perse ritornano a galla
ti avrei fatta felice certo fiera, se smettevo di rovesciare i banchi
ribellarmi e lasciare buchi bianchi, senza sapere bene per che cosa
m’innamoravo della catechista, la volevo come angelo custode
spariva dalla finestra dell’aula, e vedevo solo il cielo appesantirsi.

Testi di MAURIZIO MANZO, tratti da “Rizomi e altre gramigne” (Zona Editrice, 2016)
Immagini di JAMIE HEIDEN (http://jheidenphoto.net/)

Giovani Prospettive. Omaggio di parole a Rosangela Betti


Immagine

rosangela

Rosangela Betti nasce a Mercatale-Sassocorvaro (PU) il 27 ottobre 1946.
Studia alla scuola d’Arte F. Mengaroni di Pesaro. Non porta a termine gli studi. E’ autodidatta in tutte le sue forme espressive. Vive e lavora a Rimini.
Prima mostra di pittura a Pesaro nel 1968.
Dall’ottobre del 1980 inizia ad esprimersi con il mezzo fotografico.
Prima personale di fotografia alla galleria Ken Damy a Brescia nel 1982.
E’ stata pubblicata su varie riviste di settore e non. In Italia e in Giappone.
Hanno scritto di lei: Italo Zannier-Giovanna Calvenzi-Roberta Valtorta-Giuliana Scimé-Roberto Mutti-Paolo Barbaro-Denis Cur-ti-Ken Damy-Ando Gilardi.
Vari articoli che parlano del suo lavoro sono apparsi su importanti quotidiani, quali: La Repubblica-Corriere della Sera-L’Unità-Il Resto del Carlino e settimanali quali L’Espresso.

WSF rosangela

STONATE ECLISSI di Fabio Bosco

Sangue
sulle ali degli angeli
e sulle rive di presagi indecifrabili,
rossi riflessi che non sono alba,
ma ferite
a dipingere contorni
di un pianto che mi corrode i tendini,
accovacciato in angoli di letti disfatti.
Benvenuta ora in questi luoghi ostili…
entra,
e divorami gli occhi
danzando scalza in giardini marmorei,
dona sussulti alle mie indegne notti
dove piogge sventrano silenzi
di salmastre lacrime
e neri vellutati germogli
di sospiri insalubri
scindono svenduti attimi
dall’eterno declino
di due lugubri amanti…
entra,
e osservami disciogliere
in sospirati sguardi
di un etere ipnotico,
disegni scarlatti di un sogno morente;
come graffiti di luce
in un abbraccio di nero,
il tempo sarà vigile assenza,
giallastro vomito
di luci al neon
a inquinare l’armonia geometrica
che queste mani invocano…
vieni,
e non conoscerai odio più grande
di quello che provo per me stesso;
da un grembo a una tomba,
ciò che sarò
non è poi così diverso
da ciò che sono stato:
un corpo imputridito
consegnato al tempo che ci separerà,
per sempre.

***

Continua a leggere

Sette Terribili ostriche e una perla: alcune poesie di Maurizio Manzo – proposta di Sonia Lambertini


Immagine

Nato a Cagliari nel 1961, nel quartiere Castello, quartiere che influenzerà non poco la sua infanzia, Maurizio Manzo ha iniziato a scrivere fin da giovanissimo. Il suo primo poemetto, “Coreografia del ghetto storico” racconta il “delirio” di quattro donne ai margini, ambientato nelle stradine di Castello, e mostra, nonostante la giovane età, una forza stilistica già matura. Il poemetto scritto nel 1981 è stato pubblicato nel 1985, Edizioni Castello, con la presentazione di Tonino Casula. Dopo molti anni da questa prova e grazie alle possibilità offerte dal web, Maurizio Manzo pubblica diversi testi e lavori raccolti in ebook nei vari Litblog, testi che raccontano il disagio sociale senza retorica: “Le anamorfiche”, “Le assistenziali”, “All’ombra dei pixel”, ”Distorsioni a occhi nudo” con un’attenzione particolare all’aspetto metrico-ritmico e al suo farsi suono-immagine-senso.
Con il racconto Il Mutamento è stato finalista alla II edizione del premio Ulteriora Mirari, sezione prosa, Edizioni Smasher.
Premiato con Menzione alla Ventottesima Edizione del premio Lorenzo Montano, sezione Raccolta Inedita, con la raccolta Anamorfiche e altre Distorsioni.
Sette terribili ostriche e una perla è la sua seconda raccolta.

Continua a leggere