Inediti di Gustavo Bit


GUDEA IL SUMERO

Scrissi sulle rocce inumidite dalla luna
in lettere cuneiformi
con una fioca fiaccola fra i denti
miliardi di parole,
mentre il resto di noi correva giù alle spiagge, rossi di vino,
a rubare ancora un po’ di sole
lungo le palpebre innamorate della notte,
o su cavalli madidi,
pelle seccata dal bagliore delle spade,
raggiungeva il corpo martoriato dell’Asia
-Bocche soltanto. Da capo a piedi-
Le ginocchia iniziano a dolermi anche la notte.
Non è più tempo di dormire.
Alla mia lingua di pietra, in realtà,
sarebbero bastati pochi sciocchi di scalpello
per urlare fino al vomito
“NON VOGLIAMO MORIRE MAI PIÙ”
Il resto
non conta.
Voglio che resti di me soltanto
questa palla di vetro scuro
che come una perla maligna
mi è cresciuta negli anni tra il fegato e lo stomaco.

Fui un battito di occhi impauriti
tra le dita dell’Assassino degli universi.

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Giovani Prospettive. Omaggio di parole a Peter Zelei


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Peter Zelei è un fotografo ungherese, che ama il bizzarro e il surreale.

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