British Art Show 8 – Lo sconfinamento delle Percezioni (Edimburgo /13 Febbraio – 8 Maggio) di Nausica Hanz


Diciamolo chiaramente, senza timori, al giorno d’oggi entrare in un museo e vedere solo quadri è una routine a noi troppo famigliare, a cui siamo fortemente abituati. In quella passeggiata tra le opere esposte non ci aspettiamo nulla: camminiamo tranquilli, perché le nostre esperienze al museo non hanno mai riservato sorprese. In un museo non siamo mai stati vittima di un agguato.
Certo, nessuno mette in dubbio il potere catartico e allucinatorio che possiedono i quadri di alcuni artisti (penso ad esempio a Van Gogh, Bosch o a Escher, etc etc…) che ti permettono di entrare in un altro mondo solo attraverso il mezzo della vista, ma cercare negli artisti contemporanei viventi un livello altrettanto alto di energia manifestato soltanto (e sottolineo soltanto) attraverso la pittura è alquanto ingenuo … anche se sarebbe molto bello!
Oggi noi spettatori abbiamo bisogno di qualcosa di più. Abbiamo bisogno di toccare le opere, di sentirle, di fonderci con esse, di esserne invasi a 360°. In questa era super tecnologica in cui quasi ognuno di noi è stimolato più dal mondo digitale e virtuale che da quello reale, un’opera d’arte statica e silenziosa, per quanto seducente, non potrà mai competere con i mille stimoli che la tecnologia ci infonde ogni giorno, anzi ogni minuto. Ecco dunque che la maggior parte degli artisti ha sostituito la tavolozza e il pennello con dispositivi audio-video di ultima generazione,apparecchiature meccaniche e ultra sensoriali e creato ad doc ambienti immersivi in cui l’osservatore vive/prova fisicamente ciò che è esposto.

1(Sequencer/Benedict Drew)

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