Intervista ad Aunia Kahn – Interview with Aunia Kahn


Suter ed Verb

Sutered Verb

Non è per niente facile riuscire in poche righe introdurre l’arte di Aunia Kahn. Artista che ama sfidare le opinioni, autodidatta in continua crescita sia nell’arte pittorica che in quella fotografica.
Benvenuta su Words Social Forum, Aunia!

It’s not easy to succeed in a few lines to introduce the art of Aunia Kahn. Artist who loves to challenge the views, self-taught growing both in painting and in the camera. Welcome Words of Social Forum, Aunia!

Come inizia la storia artistica di Aunia Kahn?

Ero tremendamente creativa, come la maggior parte dei bambini, e la creatività è stata parte integrante dei miei anni di formazione, ma avevo abbandonato l’idea che la creatività potesse diventare una carriera. Inoltre, era un’idea così strana che non mi era neanche passata per la mente quando ho iniziato a pensare a una scelta di carriera. Questo finché non ho ceduto alla malattia che mi ha trascinata su un percorso di totale distruzione di massa, caos e nessuna diagnosi per oltre un decennio, che mi ha riportata all’arte, in modo da trovare un po’ di pace e conforto nel caos della mia vita. È sempre stata una cosa molto personale, ma una volta condivisa pubblicamente e dopo la mia prima mostra ho scoperto che ha aiutato gli altri a sentirsi legati, ha toccato delle vite. È stata una piacevole sorpresa capire come l’arte, anche quella più dark, può unire le persone in un nuovo linguaggio di scoperta del sé. Ho trovato la mia tribù.

As the story begins artistic Aunia Kahn?

I was tremendously creative like most children and creativity was an integral part of my formative years, however I abandoned the idea that creativity could be utilized in a career. Plus, it was such a foreign idea that it was not even a passing thought as I started to think about a career choice. It was not until I succumbed to an illness that took me down a path of total mass destruction, chaos and being undiagnosed with no answers for over a decade that drew me back into art so I could find some peace and solace in the chaos of my life circumstances. It’s always been very personal, yet once I shared it publicly and had my first exhibition I found that it helped others feel connected and touched lives. It was pleasantly surprising to learn about how art, even how really dark art can bring people together in a whole new language of self-discovery. I found my tribe.

Continua a leggere

Annunci

L’esoterismo alchemico di Cesare Minucci


Cesare Minucci, nasce a Salerno nel 1973, oltre a sue mostre private ha partecipato anche a mostre di pubblico rilievo.

Amante delle texture di Klimt, è a lui che si ispira principalmente nella sua arte digitale. Forma d’arte spesso svalutata, in quanto, si pensa che sia frutto di semplici “lavori computerizzati”, e che sia lasciato poco spazio alla bravura insita nel genio. Basta guardare una semplice opera di questo eccezionale artista per capire che non è così. Ogni lavoro è frutto di profondi studi dell’immagine e delle sue possibili fusioni. Come è possibile osservare da soli, i pennelli digitali, i filtri e i vari software grafici, non sono che  uno strumento nelle dita di questo moderno “pittore” che dà voce alla propria anima … Osservando le sue opere ci si sente sospesi in ammaliata osservazione, sull’abisso tumultuoso e vivo risvegliato dalle sue creature.

Con le sue “armi” tecnologiche riesce a sondare gli inferi della propria anima e quella della società, riscoprendo non solo se stesso, ma aiutando anche l’osservatore che cammina e sente (proprio come lui) a riscoprire gli aspetti più profondi della propria persona.

Come l’osservatore più ferrato in materia avrà notato, nelle creazioni di Minucci è possibile riscontrare una vasta presenza di elementi e tematiche esoteriche ed alchemiche con cui l’artista si nutre da diversi anni. Tuttavia è possibile capire che la maggior parte dei lavori non sono che un vero e proprio dialogo interiore dell’artista, il quale –come già detto – ci aiuta a penetrare in noi stessi.

FRAMMENTI

È nei frammenti (raccolta di opere) che inizia realmente la scoperta del nostro artista digitale. Qui Cesare Minucci con le sue capacità da alchimista, crea una vera e propria pietra filosofale – panacea di ogni debolezza dell’animo -, guidandoci con la sua stessa anima, a mo’ di psicopompo, dalla “disgregazione” dell’illusione materiale, ad una coagulazione dei “pensieri assemblati” dove l’oro risplende oltre noi.

LA MIA ANIMA

Con la serie di opere che sono racchiuse sotto il nome “La Mia anima”, Minucci, tenta seguendo le teorie freudiane di dare voce al proprio “Id”, cito l’autore: «l’Es (o Id), quella istanza intrapsichica che “rappresenta la voce della natura nell’animo dell’uomo”. L’Es, infatti, contiene quelle spinte pulsionali di carattere erotico (Eros), aggressive ed auto-distruttive (Thanatos) che sono il modo squisitamente umano in cui gli istinti si sono evoluti. È l’istanza intrapsichica più arcaica della nostra mente ed è definito anche inconscio (a differenza dell’Io che è parzialmente inconscio ma contiene anche la maggior parte degli elementi consci)».

In questo percorso illustrato si rivede la forza dell’artista, che si risveglia per ergersi aggressivamente, fino ad andare oltre le immagini della mente razionale e sondare gli archetipi.

HUMA-NO-ID

Le sue opere legate dal nome “HUMA-NO-ID” sono (come l’autore stesso dice) una provocazione alla psicoanalisi moderna, che ha completamente perso il ricordo della parte più interiore e pura dell’uomo: l’anima ancestrale. Ed è questa anima ancestrale che viene ricercata particolarmente attraverso queste opere.

L’uomo, detentore del libero arbitrio, non è schiavo della propria psiche ma artefice del proprio destino.

Riguardo alle stampe l’artista tende a precisare, che anche nelle opere digitali ogni immagine ha proprie peculiarutà, infatti in una sua intervista dichiara: “Tutto è riproducibile, ma nulla è simile anche nell´arte digitale, se la stampa non è in serie, si hanno, per calibrazioni e “tagli” ogni volta diversi, una sorta di opere uniche per quanto uguali, almeno apparentemente”.

Nella sua più recente evoluzione artistica, Minucci s’è avvicinato anche a creazioni d’artigianato. Abbiamo avuto il piacere di intervistarlo al riguardo.

Com’è nato il progetto ARTEM e in cosa consiste?

ARTEM (che ovviamente sta per ARTigianato Esoterico Minucci) nasce da una intuizione involontaria. Nonostante il mio stile pittorico appartenga alla digital art,  i miei lavori subiscono sempre, dopo la stampa, una elaborazione manuale. La manualità è sempre stata parte fondante del mio Spirito Artistico. Dai Telai alle cornici prodotti da me, recuperando materiali o oggetti che a prima vista non si prestano allo scopo, ho sempre avuto quel fattore “percettivo” che mi forniva quella visione ulteriore, il “vedere” oltre la forma intuendo la possibile “trasformazione” dell’oggetto; per intenderci: come lo scultore che avendo un blocco di pietra dinanzi, in esso già vede la scultura delineata … così, ARTEM è nato così, come evoluzione di una predisposizione già prepotente e, come ogni mio progetto, non nasce mai da uno studio a tavolino di fattibilità bensì quasi come sfida con me stesso. Nel caso di ARTEM, una affettuosa affermazione di un Amico Artista ha innescato il processo: “hai una buona manualità, dovresti dedicarti anche alla manipolazione”. Bene, quella affermazione non ha suscitato in me la valutazione della fattibilità, quanto, il mettermi subito all’opera con la ricerca dei materiali, e, giorno dopo giorno, eccoci arrivati in pochi mesi, a quello che oggi è ARTEM, un laboratorio artigianale dove ogni gioiello è realizzato da me completamente a mano e senza ausilio di stampi … una sorta di dualismo artistico, dal digitale pittorico all’artigianato puro nella modellazione.

La prima linea ufficiale di creazioni è chiamata “Shaman Art” com’è nata l’idea?

Il simbolismo esoterico è alcune volte palesato, altre volte celato per dare vita ad oggetti essoterici all’occhio poco ricettivo ma, essendo caricati creativamente con materiali naturali e figure ancestrali, anche la persona non vicina al simbolismo riceve una sorta di richiamo dalle forme e dai tratti usati. Elementi come le rune ad esempio, sono strumenti divinatori che potremmo considerare come alla portata di tutti. Bene o male anche il profano, sa cosa sono altri elementi come le collane della linea Dono di Ninfa – linea costola di SHAMAN ART – che si rifanno al principio fondante dello sciamanesimo, e cioè la guarigione e il contatto con il mondo degli spiriti. La guarigione è sancita dall’utilizzo di materiali quale il legno, il bamboo e così via: tronchi spezzati che, abilmente lavorati e riportati allo splendore, tornano a vivere in nuova forma ma conservando la loro Natura Madre. Nella lavorazione delle collane sciamaniche vi è, quindi, una simbolica guarigione ritualistica ed artistica: da qui il termine SHAMAN ART.

Potremmo aggiungere che spesso il simbolismo è celato per smuovere la memoria ancestrale dell’uomo. Il fatto che si senta attratto da forme sconosciute e non subito facilmente riconoscibili ne è la dimostrazione.

Ha in mente altri progetti per il futuro?

Diversi sono i progetti in cantiere per il futuro. Posso anticiparti che, con la primavera, tornerò con una nuova collezione di dipinti questa volta ispirati alle carte dei tarocchi. Il progetto artistico si chiamerà “IO TAROT” progetto mirato ad una interpretazione personale degli Arcani Maggiori.

Sito personale dell’artista: www.cesareminucci.com

articolo di Luca Piccolo