I libri di domani/2 – Intervista a Milena Edizioni


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La vita di un editore è molto diversa da come te la immaginavi?

È un lavoro molto piacevole, quando riesci a farlo diventare un lavoro, perché guadagnare vendendo libri è impegnativo, talvolta sembra impossibile. Ha tutte le noie di un’attività imprenditoriale (e in Italia è molto difficile, se non addirittura angoscioso, fare imprenditoria), ma ha la bellezza che solo le attività culturali possono avere.

Quali sono le maggiori difficoltà che incontra oggi un editore che parte dal basso?

La principale difficoltà è la credibilità. Le persone, quando comprano un libro, non investono solo soldi, ma soprattutto tempo. E il tempo da dedicare alla cultura o all’intrattenimento è sempre poco. Quindi perché dovrebbero investire il proprio tempo nel leggere un libro di un editore appena nato e di un autore sconosciuto? Se partiamo da progetti “dal basso” e non abbiamo denaro da investire è sempre tutto difficile. L’unico modo per crescere è portare avanti un progetto con idee chiare, e così pian piano si acquista la fiducia del lettore. Non bisogna mai avere l’ansia del successo immediato: è così bello il processo di crescita, non capisco perché molti lo vorrebbero saltare! Vale anche per gli autori: tutti vorrebbero vendere milioni di copie alla loro prima opera. Vorrebbero che il successo piovesse dal cielo e non fosse la conseguenza del loro impegno. Invece vedere mese dopo mese le cose andare sempre un po’ meglio ti fa capire che stai lavorando bene, e a ogni tua azione corrisponde un riscontro positivo.

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Dialoghi – Antonella Taravella e Daniela Montella – parte seconda


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Quello che vi presentiamo oggi è la seconda parte di un lavoro poetico poco convenzionale.
Uno scambio poetico-epistolare, nato dall’intesa profonda fra me e Daniela Montella, che ci ha portate a scambiarci e ricambiarci frasi, versi e parole fino a fonderle in qualcosa di unico. In questi versi ci siamo unite, perse e ritrovate tantissime volte. Buona lettura!

La prima parte: https://wordsocialforum.com/2014/11/20/dialoghi-antonella-taravella-e-daniela-montella/

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XIV

I tuoi sguardi sono colmi di linee oscure
tutto tace di fronte al tuo nettare
alla mia preghiera sottotono
mi scuoti l’impossibile
a braccia tese mi degrigni addosso
l’invasione della tua lingua
chiostri e braci insane
e di tutto quello che non siamo, diventeremo.

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Prospettive. Omaggio di parole ad Antonio Palmerini


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Antonio Palmerini è un fotografo italiano contemporaneo.
Le sue fotografie mostrano personalità multipla, malinconia, disturbo bipolare, depressione, paranoia e sociopatia.

***

Omaggio di Paorole Antonio Palmerini

Sei al di fuori di ogni istinto.
Mi parli. Non dici nulla.
Mi guardi con gli occhi chiusi.
Tocchi senza mani.

Il tuo corpo è una libellula in un sudario di aghi di pino,
leggera e inerte;
vola nel vento, non si libra più.

Una foglia che cade dall’albero,
la linfa ancora fresca,
morta tocca terra.
Sgranata in una coltre di fango
sarà terra d’estate.

Il tuo corpo come il suo
cambierà col mutare delle stagioni
e lo vedo con i miei occhi,
è ancora mio, sei già da un’altra parte.

Di Daniela Montella

***

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Intervista ad Aunia Kahn – Interview with Aunia Kahn


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Sutered Verb

Non è per niente facile riuscire in poche righe introdurre l’arte di Aunia Kahn. Artista che ama sfidare le opinioni, autodidatta in continua crescita sia nell’arte pittorica che in quella fotografica.
Benvenuta su Words Social Forum, Aunia!

It’s not easy to succeed in a few lines to introduce the art of Aunia Kahn. Artist who loves to challenge the views, self-taught growing both in painting and in the camera. Welcome Words of Social Forum, Aunia!

Come inizia la storia artistica di Aunia Kahn?

Ero tremendamente creativa, come la maggior parte dei bambini, e la creatività è stata parte integrante dei miei anni di formazione, ma avevo abbandonato l’idea che la creatività potesse diventare una carriera. Inoltre, era un’idea così strana che non mi era neanche passata per la mente quando ho iniziato a pensare a una scelta di carriera. Questo finché non ho ceduto alla malattia che mi ha trascinata su un percorso di totale distruzione di massa, caos e nessuna diagnosi per oltre un decennio, che mi ha riportata all’arte, in modo da trovare un po’ di pace e conforto nel caos della mia vita. È sempre stata una cosa molto personale, ma una volta condivisa pubblicamente e dopo la mia prima mostra ho scoperto che ha aiutato gli altri a sentirsi legati, ha toccato delle vite. È stata una piacevole sorpresa capire come l’arte, anche quella più dark, può unire le persone in un nuovo linguaggio di scoperta del sé. Ho trovato la mia tribù.

As the story begins artistic Aunia Kahn?

I was tremendously creative like most children and creativity was an integral part of my formative years, however I abandoned the idea that creativity could be utilized in a career. Plus, it was such a foreign idea that it was not even a passing thought as I started to think about a career choice. It was not until I succumbed to an illness that took me down a path of total mass destruction, chaos and being undiagnosed with no answers for over a decade that drew me back into art so I could find some peace and solace in the chaos of my life circumstances. It’s always been very personal, yet once I shared it publicly and had my first exhibition I found that it helped others feel connected and touched lives. It was pleasantly surprising to learn about how art, even how really dark art can bring people together in a whole new language of self-discovery. I found my tribe.

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Intervista ad Alessandra Maria Peters – Interview with Alessandra Maria Peters


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Eleganza è la prima parola che mi viene in mente guardando l’arte di Alessandra Maria, colpiscono e incantano. Felice di ospitarla nelle pagine di WSF.
Benvenuta Alessandra Maria!

Elegance is the first word that comes to mind looking at the art of Alessandra Maria, they affect and enchant. Happy to host it in the pages of WSF.
Welcome Alessandra Maria!

Hai sempre percepito che saresti diventata artista? Cos’è che ha fatto scattare in te la scintilla artistica?

Io non sapevo che sarei finita nel campo dell’arte già a vent’anni. Avevo sempre disegnato da bambina, e per tutta la mia adolescenza… Sono andata a Pratt con il presupposto che avrei ottenuto un buon lavoro come graphic designer, carriera che mi sembrava la scelta più pratica. Era un presupposto giovane e ingenuo.

Più tardi nella vita mi sono resa conto che ero molto decisa su quello che volevo fare, ed ho iniziato a realizzare che questo cercare di fare puramente e unicamente quello che mi piace, era la definizione stessa dell’essere un artista. Si è come insinuato dentro di me, perché chi è che crede davvero di poter scegliere una carriera simile? Io no di certo, e sono ancora un po’ stordita ogni giorno che mi è stato concesso finora.

Have you ever felt that you would become an artist? What’s that triggered the spark in you artistic?

I didn’t really know I would end up in art until I was in my 20s. I had always drawn as a kid, and later throughout my teenage years.. I went to Pratt with the assumption that I would get a good job doing graphic design, as that struck me as the most practical career choice. It was a young and naive assumption.
Later in life I realized that I was very specific about what I wanted to make, and began to realize that this pursuit of making purely and only what I love is the definition of being an artist. It sort of crept up on me, because who honestly believes they can pull this bizarre career off? I certainly didn’t, and I’m still a bit dazed every day that I’ve been blessed enough to so far.

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La meravigliosa arte espressionista e terrena di Joseph Loughborough [ITA/ENG]


 

Ci sono artisti che ti colpiscono per lo stile, l’eleganza, il movimento o il significato che portano. Gli splendidi lavori di Joseph Loughborough colpiscono come una carezza e un pugno allo stomaco nello stesso momento. Il suo stile schietto, meravigliosamente calibrato e oscuro, ma vivo come una creatura pulsante anche attraverso lo schermo di un computer, è qualcosa di totalmente nuovo, bellissimo e folle, che volevamo assolutamente condividere con voi. Oltre a questo, come vedrete, è una persona assolutamente adorabile.

There are artists that strike you with their works for their style, or the elegance, the movements of the lines, or the meaning they carry on. The beautiful works of Joseph Loughborough hit you like a caress and a punch in the stomach at the same time. His outspoken style is wonderfully calibrated and dark, but is alive at the same time, as a pulsating creature which vibes goes through the screen of a computer – and is something totally new, beautiful and crazy, that we really wanted to share with you. In addition to this, as you will see, he’s an absolutely adorable person.

 Did you always knew you wanted to be an artist? What gave you the “spark” of art? 

To say a spark sounds so instant! Really it has been a slow build up of influences, incidents and stubbornness that shaped me to an artist. Since childhood i been a creative person so I guess I have always had a bearing on my compass, but I can’t say that there was a particular moment when I consciously decided to take this road. To self mythologize, I could talk about the  mummified rat my father found in our chimney and varnished, the Portsmouth shipwrecks or my grandfather’s book collection….or perhaps my mother’s watercolours? hehe…

Hai sempre saputo di voler essere un artista? Che cosa ti ha dato la “scintilla” dell’arte?

Parlare di “scintilla” suona così immediato! In realtà è stato un lento accumularsi di influenze, incidenti di percorso e testardaggine che mi hanno reso un artista. Fin da bambino sono stato una persona molto creativa, quindi credo di essere sempre stato rivolto in quella direzione, ma non posso dire che ci sia stato un momento particolare in cui ho consapevolmente deciso di prendere questa strada. Per mitologizzarmi, potrei parlare del topo mummificato mio padre ha trovato nel nostro camino e verniciato, i naufragi di Portsmouth o la collezione di libri di mio nonno… o forse sono stati gli acquerelli di mia madre? Eheh… 

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La Senza Nome [Narrativa]


La città sprofondava lentamente nella pioggia, silenziosa e immensa, con il solo rimbombo dell’acqua ad eccheggiare lungo i vicoli. Tutto era immerso in un’atmosfera caotica e sognante al tempo stesso, come un’antica città sommersa sul punto di riemergere dalle acque in cui era sprofondata. Le strade erano fiumi, le pareti dei palazzi cascate. Da qualche parte, qui e là, lungo le strade più disastrate, le buche traboccavano d’acqua come geyser sul punto di esplodere. Non si salvava nulla da quel rumore imponente che pretendeva silenzio assoluto. Il rombo di una macchina, un treno che arrancava sui binari rigonfi d’acqua zampillante, perfino lo schianto dell’albero lungo la strada principale – nessuno di questi rumori sembrava rilevante. Tutto veniva assorbito dal continuo e assordante ruggito dell’acqua scrociante. Era cominciata come una bazzeccola, un evento da poco conto; una pioggerellina invernale e nulla più. Ma ecco che la notte era calata e la città si ammutoliva attonita di fronte a quell’attacco inaspettato, quella pioggia incessante che come un dio affamato e crudele chiedeva il suo tributo di sangue.

L’albero, sradicato dal forte vento, bloccava la strada principale. I lunghi rami si piegavano sotto la pioggia mentre le radici, forti della loro inaspettata uscita all’aperto, si drizzavano rigogliose in ogni direzione come grandi tentacoli di una piovra di marmo. Erano libere! L’albero si era ribellato alla dittatura che l’aveva voluto incatenare nel cemento; era servito l’intervento divino dal cielo per liberarlo. Se avesse potuto camminare, si sarebbe alzato sulle proprie radici per liberare i fratelli. Invece, figlio e schiavo della terra, sarebbe morto lì, lontano da ogni cosa Naturale. Il giorno dopo sarebbe stato trascinato via come spazzatura, unico elemento di disturbo nella civiltà dell’uomo. L’ultima umiliazione prima dell’oblio: la morte che non trasforma ma si limita ad ammuffire, incancrenire, abbrutire. Non sarebbe mai tornato a far parte del ciclo Naturale; la catena era spezzata per sempre.

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