I consigli di WSF


Libri

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Il libro delle mie vite di Aleksandar Hemon

Libro fuori dai confini della letteratura. Hemon ha scritto un libro denso e straordinario. La realtà esplode a ogni passo; lo sorprende, sconvolge, supera. Eppure sa ricomporre in una serie di testi autobiografici secondo un’intima cronologia che li rende ancora più eloquenti e interrelati. Dalla nascita della sorella, che lo costringe a rivedere i confini del proprio io, alla scoperta del mondo oltre i confini della ‘terra promessa del socialismo’ durante uno sfortunato quanto esilarante viaggio in Italia; dai progetti ingenuamente sovversivi partoriti con un gruppo di artistoidi nella Sarajevo socialista, allo shock di vedere il proprio mentore trasformarsi in mostruoso braccio destro di Karadzic; da un soggiorno di studio negli Stati Uniti divenuto esilio involontario, al ritorno nella Sarajevo post-assedio dove ‘era tutto straordinariamente diverso da quello che avevo conosciuto e tutto straordinariamente uguale a prima’ – in ogni stazioni Hemon segue il proprio vissuto, orchestrando un’insieme di personaggi che con la loro forza terrena controbilanciano un orizzonte impietoso, e dai quali distilla una dimensione narrativa che gli consente di ‘estendere se stesso’ e forse di ‘capire quello che mi è difficile capire.

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La passione ribelle di Paola Mastrocola

Credevamo nell’immortalità. Una volta i grandi ci mettevano la vita per completare una sola opera, che magari vedeva la luce solo dopo la loro morte. C’erano progetti lunghi, che superavano il nostro limitatissimo tempo. Credevamo nell’immortalità, e questo ci toglieva la fretta, la smania di arrivare. Eravamo felici di non arrivare. Scrivevamo trattati, che radunavano in sé, e ordinavano, tutto lo scibile su un dato argomento. Scrivevamo, anche, a mano: scrivere a mano è lento, e quella lentezza favorisce i pensieri, li accompagna, li plasma meglio. Li rende più profondi, meno buttati lì, estemporanei. Vedevamo le cancellature che è un po’ come rivedere le foto dei vecchi amici e fidanzati. È dare tempo all’immagine di noi, capire che siamo esseri stratificati, farciti di momenti diversi, e che la vita è un mutamento continuo, e volgersi a vedere le prime forme ci rassicura sulle future. Non si studia più, lo studio è sparito dalle nostre vite. La cosa più incredibile e clamorosa è che non importa a nessuno. I ragazzi non leggono o non fanno proprio ciò che leggono. Gli insegnanti stessi hanno poco tempo per studiare. Gli adulti in generale non leggono più come una volta. Forse c’entra la scomparsa dell’introversione: se cade il gusto di stare dentro di sé, cade anche il gusto di fermarsi sulle parole di un libro. Vogliamo rinunciare al piacere delle idee e dei pensieri? Oggi tutto ci spinge a vivere fuori di noi, a contatto perenne con gli altri. Sempre relazionati e connessi, mai soli. La scuola – ma anche la famiglia, la società – non ama i timidi, i solitari, forse neanche i ragazzi studiosi: celebra il lavoro di gruppo, la socializzazione, i social network. Ma se nessuno sarà più capace di trovare in sé gli stimoli necessari, come potranno ancora essere favorite attività quali la lettura, la riflessione, la scrittura, l’arte e lo studio? E ci importa ancora favorire queste attività o preferiamo lasciarle cadere, in nome del cambiamento.

Film

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Le regole del caos di Alan Rickman

Sabine De Barra, donna e non nobile, è in lista per un incarico alla corte di Luigi XIV. Il sovrano e la sua cerchia stanno per trasferirsi a Versailles e l’artista di corte André le Notre, nonostante il disappunto iniziale, sceglie proprio Madame De Barra per realizzare uno dei giardini principali del nuovo palazzo. Mentre lei cerca di fare i conti con una tragedia del passato, Le Notre li fa con il disagio del suo presente. La malinconia di lui, attrae Sabine, mentre la tenacia di lei, e la sua sincerità, le avvicinano André. Il titolo originale, A Little Chaos, non fa il paio con quello normativo che ha scelto la distribuzione italiana: in fondo, Alan Rickman non voleva probabilmente dettar legge in campo cinematografico, bensì confezionare un piccolo film originale, nel quale vestire “modestamente” i panni del Re Sole. E se suona contraddittorio, è perché Le regole del caos è un progetto che si regge da cima a fondo su un balletto di contraddizioni, a partire dalla manciata di grandi attori anglofoni che giocano a fare i massimi francesi. La corte di Versailles, poi, non si direbbe certo lo sfondo ideale di un film di (relativamente) piccolo budget, ma in questo senso la scommessa è vinta, perché, pur girando esclusivamente in Inghilterra, il regista e la sua troupe tecnica sono riusciti a ricreare le dinamiche estetiche e relazionali della corte con gusto e autenticità (meravigliose le pantofoline di seta che affondano nel fango, a riprova di un’esistenza spesa nel nome dell’ideale, contro ogni buon senso). Teatrale nell’impostazione, come da scena madre tra Sabine e il re nel frutteto, esplicito nel sottotesto, con la protagonista nobile d’animo di contro ad una nobiltà di sangue meschina e capricciosa, e comoda nei suoi abiti senza corsetto perché lavora e non sta a guardare, il film di Rickman è effettivamente, nonostante tutto, un oggetto originale, in virtù principalmente del suo soggetto: la sfida sociale e creativa di una paesaggista alla corte del Re Sole. Peccato che la sceneggiatura non si accontenti di essere un gioco che si prende sul serio, come una danza a Versailles, ma si carichi del peso di fantasmi familiari e drammi ingombranti, fuori tema e fuori stile. Kate Winslet da sola ha la forza di farci credere qualunque cosa, ed è senza dubbio lei a salvare dall’annegamento Matthias Schoenaerts, anche se il film racconta il contrario. Solo Stanley Tucci è in grado di rubarle la scena: nell’interpretare il Duca D’Orleans, fratello del re, è evidentemente il più felice della compagnia, nonché il più à l’aise.

Serie TV

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Outlander

Nel 1945 Claire Randall, un’infermiera della seconda guerra mondiale, ritorna da suo marito Frank dopo la fine dei combattimenti. I due partono per le Highlands scozzesi in occasione della loro “seconda” luna di miele e, durante il soggiorno a Inverness, Claire viene misteriosamente catapultata indietro nel tempo nella Scozia del 1743 grazie ad un cerchio di pietre misteriose, chiamato Craigh na Dun. La donna si ritrova in un mondo sconosciuto, dove la sua vita è costantemente in pericolo. Un antenato di suo marito, il capitano Jonathan “Black Jack” Randall, cerca di stuprarla, ma la donna viene portata in salvo da Murtagh Fitzgibbons, il quale la conduce dai MacKenzie, il clan di scozzesi residenti a Castle Leoch. Durante la sua permanenza nel territorio dei MacKenzie, Claire fa la conoscenza di Jamie Fraser, giovane guerriero ricercato dalle Giubbe Rosse per furto e nipote del laird Colum MacKenzie. Quest’ultimo costringe la donna a rimanere al castello come guaritrice e le impedisce di dirigersi alle pietre, grazie alle quali spera di poter tornare da Frank. Claire cerca di ambientarsi nella società scozzese e fa la conoscenza di Geillis Duncan, la quale sembra comprendere la sua natura di “straniera” dandole consigli. Durante un viaggio nel territorio MacKenzie per la riscossione dei tributi, Claire incontra nuovamente Jonathan Randall ed è costretta a sposare Jamie. Col tempo, però, tra i due si accende un’intensa passione, che divide così il cuore di Claire tra due uomini molto diversi in due vite inconciliabili. Dopo il matrimonio, Jamie e Claire ripartono per Castle Leoch, ma prima Jamie intende incontrare un disertore inglese che potrebbe aiutarlo a far cadere le accuse di furto. Lasciata nei boschi vicini a Craigh na Dun, Claire vede un’occasione irrinunciabile di tornare da Frank e si precipita verso il cerchio di pietre, dalle quali sente provenire la voce di Frank urlare il suo nome. Dopo sette settimane di ricerche, infatti, l’uomo è tornato anch’egli a Craigh na Dun, per cercare una spiegazione alla scomparsa improvvisa di Claire. La donna si avvicina e chiama in risposta il marito, ma improvvisamente viene catturata dalle Giubbe Rosse. Frank, sconfortato, lascia le Highlands per recarsi ad Oxford. Gli inglesi conducono Claire a Fort Williams da Jonathan Randall, il quale cerca per la terza volta di scoprire la verità sulla donna, ricorrendo alla violenza. Ma prima che il capitano possa ferire Claire, Jamie irrompe dalla finestra e minaccia l’uomo di sparargli se non lascia andare sua moglie.

I consigli di WSF per l’inizio dell’estate


Ah, l’estate! Tempo di vancanze, di fuga dalla realtà di tutti i giorni, di deliziosi di gelati… o, a seconda dei punti di vista, tempo di caldo, lavoro e zanzare. In ogni caso, nulla ci vieta di passarla spendendo un po’ di tempo al fresco con una bibita ghiacciata ed un buon libro, che sia in spiaggia o in città. Senza indugio alcuno eccovi i nostri consigli per una lunga estate di libri e film all’ombra!

FILM 

Creature dal cielo

Un film estremo e particolare, che segna l’esordio di Kate Winslet nel cinema e vede la regia di un Peter Jackson ancora lontano ai futuri fasti della terra di mezzo. La bellezza di questo film sta nel suo assoluto equilibrio fra follia e sanità mentale, tenerezza e brutalità, e l’infantile ingenuità delle due protagoniste adolescenti già “macchiata” dalla malizia del mondo degli adulti. Riesce davvero difficile vedere della tenerezza e dell’ingenuità in un film che parla di un terribile fatto di cronaca, peraltro realmente accaduto nella Nuova Zelanda Jacksoniana, eppure è così: ci si sente al tempo stesso affascinati e disgustati dalle due “creature dal cielo”. E, nonostante la loro mente criminale e distorta, non si può non provare una dolcezza e una compassione infinita per la loro storia.

Quando la moglie è in vacanza 

Un classico intramontabile, perfetto per un pomeriggio d’estate; è infatti in questa stagione che si consuma tutta la storia del “povero” Richard Sherman, che si ritrova una donna splendida e frizzante come vicina di casa, mentre la moglie e il figlio sono in vacanza. La tentazione è forte, ma Richard non vorrebbe davvero tradire sua moglie… se non lo avete ancora visto non vogliamo anticiparvi niente: ma questo film è delizioso e perfetto per chi abbia voglia di tuffarsi nella nostalgia dei meravigliosi anni ’50 e nel fascino senza tempo di Marilyn Monroe.

Vacanze romane

Film delizioso e malinconico, dal finale agrodolce. La storia è delle più semplici: una principessa “ingabbiata” dalla propria posizione, durante un viaggio decide di fuggire e di comportarsi come una normale ragazza in visita a Roma. “Vacanze Romane” è un altro grande classico perfetto per l’estate, che ci riporta ai tempi della Roma che fu: ancora grande, gloriosa e genuina al tempo stesso. Ma, sopratutto, ancora capace di far sognare chi la visitava. Per molti è “solo” un bel film; per noi italiani è anche grande motivo di nostalgia. A parte la personale percezione che una persona ne possa avere, è un film che va visto e rivisto, specialmente per chi vive le estati in città e vuole immaginarsi un po’ Audrey Hepburn in Italia.

LIBRI

LE SULTANE – Marilù Oliva

Tre donne regnano sovrane sul palazzo popolare di via Damasco, a Bologna. Sono soprannominate le Sultane e hanno dai settant’anni in su. C’è Wilma, piccola e astuta mercante in grado di vendere l’acqua santa al diavolo, che nomina incessantemente il suo morto. C’è Mafalda, la donna più tirchia sulla faccia della Terra. E infine Nunzia, bigotta fuori e golosa dentro, incapace di contenersi. Le loro imperfezioni sono state marchiate a fuoco da una vita poco gentile: Wilma non sa fare i conti col suo lutto e litiga in continuazione con la figlia Melania, una disgraziata adescata da una setta satanica, che bussa alla porta solo quando necessita di un piatto caldo; Mafalda è costretta ad accudire il marito malato di Alzheimer; Nunzia, in delirio tra i suoi crocifissi, trova sempre il tempo per estorcere pettegolezzi e per concedersi i peccati che riesce ad arraffare. I loro desideri sono palliativi al grande sconforto dell’indifferenza che suscitano. Sono ignorate da un mondo a misura di giovinezza, un mondo incarnato dalla frastornante vicina del secondo piano, Carmela, cui Wilma prova a chiedere maggiore educazione e rispetto delle regole. Ma niente, quella continua a riderle in faccia. Le vecchie sono abituate a non ricevere considerazione, ragion per cui, quando improvvisamente l’esistenza le costringe a una svolta forzata, osano quello che non hanno mai osato fare e rompono tutti i tabù. Così, come tre parche potenti che inseguono disperate lo scoccare del loro tempo, nell’ombra filano i destini di chi ha tentato di metter loro i bastoni tra le ruote… Dopo la fortunata trilogia della Guerrera, Marilù Oliva racconta una storia irresistibile di amicizia, solitudini, rivincite e desideri inconfessabili, tra sorrisi amari e atmosfere noir.

 

LA TREDICESIMA STORIA – Diane Setterfield Margaret

Lea è una giovane libraia antiquaria che negli anni trascorsi con il padre tra pagine immortali e volumi sepolti dall’oblio, ha coltivato una quieta passione per le biografie letterarie. La sua prevedibile esistenza viene sconvolta un giorno da una lettera tanto enigmatica quanto perentoria: “L’ora è giunta. Venga lunedì con il treno delle quattro e mezzo. Manderò una macchina a prenderla alla stazione di Harrogate. Vida Winter”. E’ questo l’invito con cui Vida Winter, carismatica scrittrice alla fine dei suoi giorni, informa Margaret della sua investitura a propria biografa ufficiale. Dopo mille esitazioni – perché proprio lei? sarà all’altezza delle aspettative di una delle più grandi scrittrici viventi? – la giovane parte alla volta dell’isolata magione dell’anziana autrice, nelle campagne dello Yorkshire.

LA MORTE DEL PADRE – Karl Ove Knausgård

Un libro complesso, estremamente lento, che cerca di portare alla luce la vera scrittura, o almeno ha il merito di provarci. Un classico moderno da odiare o amare senza sconti.

“Quando si sa troppo poco, è come se questo poco non esistesse, ma anche quando si sa troppo, è come se questo troppo non ci fosse. Scrivere significa portare alla luce l’esistente facendolo emergere dalle ombre di ciò che sappiamo. La scrittura è questo. Non quello che vi succede, non gli avvenimenti che vi si svolgono, ma lì, in se stessa. Lì, risiede il luogo e l’obiettivo dello scrivere. Ma come si arriva a questo lì? Era questa la domanda che mi ponevo mentre seduto su una panchina di quel quartiere di Stoccolma bevevo caffè e i muscoli si stavano rattrappendo dal freddo e il fumo della sigaretta si dissolveva in quell’enorme spazio fatto d’aria che mi sovrastava. Per molti anni avevo cercato di scrivere di mio padre, ma senza riuscirci, sicuramente perché tutto questo era troppo vicino alla mia vita e quindi non era facile costringerlo in un’altra forma, che invece costituisce il presupposto base della letteratura. È la sua unica legge: tutto deve piegarsi alla forma. Se qualcuno degli altri elementi letterari è più forte della forma, per esempio lo stile, l’intreccio e il tema, scavalca l’importanza della forma, il risultato sarà debole. Ecco perché gli scrittori che posseggono uno stile marcato scrivono spesso libri deboli. Ecco perché quegli autori che si occupano di argomenti e temi forti scrivono libri deboli. La potenza insita nel tema e nello stile deve essere spezzata affinché possa nascere la letteratura. È questa demolizione che viene definita ‘scrivere’. Lo scrivere riguarda più il distruggere che il creare.”  – Karl Ove Knausgård

ALBUM 

 “The Smiths”, l’album d’esordio dell’omonima band è ad oggi considerato uno dei dischi più importanti degli anni ’80. Rimasto per 33 settimane nella classifica inglese dei dischi più venduti, il gruppo britannico riesce in 45 minuti circa di disco a riassumere, stigmatizzandola un’intera epoca storica. I testi e il messaggio nascosti tra le note altro non sono che un inno universale a tutti i dubbi e alle paure di una generazione. Un capolavoro assoluto che tutti dovrebbero ascoltare almeno una volta.

Libri, film, musica: i consigli di Maggio del WSF


[Film]

Storie pazzesche 

Erroneamente consigliatomi come il nuovo film di Almodóvar (che invece lo ha prodotto), questa bizzarra “antologia di cortometraggi” diretta da Damián Szifrón è una delle cose più assurde che mi sia capitato di vedere quest’anno. Si tratta di sei cortometraggi separati fra loro che, sulla lunghezza della pellicola, portano avanti il tema della vendetta e del rancore. A suo modo comico, drammatico, bizzarro, sconvolgente, coloratissimo e folle, non c’è nulla che colpisca più di questo film fra quelli usciti nell’ultimo anno. Assolutamente consigliato.

Vizio di forma 

Questo è un film quasi snobbato agli Oscar, a parte un paio di nomination (anche se va detto che l’Academy ha preso spesso degli abbagli, negli ultimi anni) e che avrebbe meritato un po’ più di considerazione anche da parte della critica. Tratto dall’omonimo romanzo di Thomas Pynchon (distribuito in Italia da Einaudi), il film vede, nel suo cast di stelle, un bravissimo Joaquin Phoenix nei panni del disincantato protagonista. La narrazione è al tempo stesso gotica e surreale, e si lascia guardare dall’inizio alla fine senza annoiare neanche per un istante, coinvolgendo in maniera spettacolare la mente e l’occhio dello spettatore (la fotografia è una delle migliori dell’anno); e, alla fine, possiamo anche perdonare al regista i cambiamenti apportati alla trama rispetto al romanzo. Da vedere.

Whiplash 

Uno dei film-sorpresa del 2014, “Whiplash”, è di quei film che vanno assolutamente visti: non perché sono i più chiacchierati o i più attesi, ma perché sono talmente belli che vanno visti e basta. Questo, in particolare, parla dell’ascesa, della caduta e della ripresa di Andrew, un giovane batterista di talento e ambizioso che vuole assolutamente diventare il migliore di tutti; di Fletcher – suo insegnante, nemico e mentore (uno strameritato Oscar a J. K. Simmons per questo ruolo), e del loro complicato rapporto. Della fatica che ci vuole per diventare i migliori, dell’alto prezzo della bravura, e delle infinite insidie del mondo dello spettacolo.

[Libri]

CopertLa zona morta – Stephen King 

Stephen King è da sempre un autore o molto odiato o molto amato; ma ci sono romanzi che, anche se lo si odia, non si può non leggere. Parliamo in questo caso de “La zona morta”, meraviglioso romanzo ad alta tensione che, fra quelli della bibliografia di King, resiste agli acciacchi del tempo (fu pubblicato più di trent’anni fa) e se la gioca ancora fra i più recenti. “La zona morta” è la parabola di un uomo solo, costretto a confrontarsi con un potere ben più grande di lui e da lui stesso odiato, e che deve agire per salvare quella stessa umanità da cui è escluso e che non crede né alle sue parole né al suo potere. Una lettura che è consigliata a tutti, amanti o meno di King.

Delitto e Castigo – Dostoevskij 

Uno dei romanzi migliori di Dostoevskij è proprio “Delitto e castigo”, che con le sue profonde riflessioni esistenziali è in grado di far riflettere anche il lettore più ottuso. Cosa porta al delitto? Quali sono le strade che la mente di un uomo compie prima di compiere un crimine? E dopo, qual è la punizione – non solo quella legale, politica, burocratica, che vede l’uomo come un numero e lo chiude in un carcere, ma quella umana, della mente che sa di aver fatto del male? La punizione non è solo quella della legge, ma anche – e sopratutto – quella della mente. Un romanzo di grande attualità che racconta anche della Russia di un tempo, nelle sue mille sfaccettature storiche e umane, e indaga a fondo nella psiche dell’uomo e dei suoi sensi di colpa.

Mariella Mehr – Ognuno incatenato alla sua ora 

Mariella Mehr – coniugando Celan, Nelly Sachs e Artaud in una prospettiva di riscatto, di laica redenzione o di lucido delirio – rimane strettamente legata, soprattutto nella produzione più recente, al cortocircuito verbale, alla ‘Wortbildung’ (la parola tedesca composta che diventa trampolino di lancio per l’invenzione) cui segue la concatenazione sghemba dei versi, sempre inaspettata, provocatoria, materica e mai astratta o fine a sé stessa. Mariella Mehr arreda il suo universo linguistico come fosse un parco selvatico. Cosi la sua ricerca poetica approda a volte a una magia crudele, altre volte a un meticoloso esercizio speleologico, il tutto avvolto e travolto da una notte che inghiotte, restituisce e sottrae: s’insinua ovunque. (dalla prefazione di Anna Ruchat)

[Telefilm]

Secrets and lies 

Ben Garner (Ryan Phillippe) è in procinto di passare da buon samaritano a primo indiziato di omicidio, dopo aver trovato nel bosco il corpo del giovane figlio del vicino. Quando la Detective Andrea Cornell (Juliette Lewis) scava per trovare la verità, emergono i segreti e le bugie che coinvolgono tutti gli abitanti della città. Nessuno è al di sopra di ogni sospetto. La vita della famiglia di Ben sarà capovolta e l’uomo sarà costretto ad intraprendere un complicato percorso per riuscire a dimostrare la sua innocenza.

Wsf Consiglia: Speciale Primavera


Cari lettori e lettrici,
a breve arriva la primavera e, con voi, vogliamo accoglierla con un po’ di nuovi consigli per voi. Film, libri, fumetti, chi più ne ha più ne metta per cominciare al meglio la nuova stagione!

Film:

Lupo solitario

“Lupo solitario” è il film del che segna l’esordio di Sean Penn alla regia; una bella storia, drammatica e profonda, che segue il rapporto di due fratelli completamente diversi nel corso del tempo. Uno, posato e tranquillo poliziotto di campagna, cerca in tutti i modi di essere un buon fratello per l’altro, veterano del Vietnam scapestrato e apparentemente impossibile da recuperare (interpretato da un giovane e selvaggio Viggo Mortensen). Il film è intenso e grottesco, popolato da personaggi bizzarri che fanno da sfondo alla vita di una piccola città di campagna, tranquilla e serena, eppure piena di ipocrisie e dubbi che fioriscono sottopelle. Inspiegabilmente, nonostante sia un buon film, solido e ben narrato, è passato quasi completamente in sordina, senza lasciare il segno. Forse, è ora di riscoprirlo.

La promessa dell’assassino

Forse uno dei migliori film del Cronenberg più recente, “La promessa dell’assassino” è un crudo spaccato della criminalità russa e dei suoi mille intrighi, i suoi tradimenti e le sue macchinazioni che strisciano lungo la vita normale di Londra e dei suoi abitandi. La storia è narrata attraverso gli occhi di Nikolai, fidato autista di una importante famiglia mafiosa russa, e Anna, giovane infermiera decisa a tutti i costi ad addentrarsi nel mondo russo alla ricerca dei parenti di una neonata data alla luce da una giovanissima donna morta in ospedale sotto i suoi occhi. Il film è magnetico, ermetico, persistente e doloroso, ma alla fine c’è un piccolissimo barlume di speranza.

The dreamers

Mistico e mitico, rivoluzionario e onirico, citazionistico, drammatico e al tempo stesso leggero come una nuvola: “The Dreamers” di Bertolucci è tutto questo, e anche altro. È un inno all’amore e al cinema, alla bellezza, un’ode alla continua ricerca del dare un senso a noi stessi. Il rapporto fra uno studente americano (il sempre bravo Michael Pitt) e due meravigliosi gemelli parigini (l’evanescente Louis Garrel e la meravigliosa Eva Green) sullo sfondo dello scoccare della scintilla rivoluzionaria del ’68 francese è un’esperienza cinematografica unica, sognante e sognata come i suoi stessi protagonisti.

A Dangerous method

Ancora Cronenberg, ancora Viggo Mortensen, un altro bel film: “A Dangerous method” racconta del complicato rapporto fra Carl Gustav Jung e Sabina Spielrein edella mai riconosciuta (ma reale) influenza che quest’ultima ebbe sulle teorie elaborate da Jung e da Sigmund Freud; un aspetto, questo, che “Prendimi l’anima” di Faenza non ha trattato, pur riconoscendo l’importanza degli studi di Sabina (cosa, invece, che è stata messa un po’ in secondo piano da Cronenberg). Paragoni a parte il film narra con forza e decisione argomenti ancora poco conosciuti al grande pubblico. Sensuale, imperdibile e consigliatissimo.

Libri

Spider – Patrick McGrath

Patrick McGrath è uno di quei pochi autori in grado di farti entrare con forza nelle loro storie, volente o nolente; e, nel caso di “Spider”, l’immedesimazione è dolorosa ma necessaria, terribile e triste, sorprendente e selvaggia. “Spider” è una storia crudele narrata con maestria, un romanzo che non vi permetterà di alzarvi dalla poltrona fino alla fine. Non posso dilungarmi sulla trama per evitare di rovinarvi la storia (se avete già letto questo libro sapete di cosa sto parlando: non spoilerate!)… ma Patrick McGrath è una delle poche garanzie della letteratura contemporanea, quindi fidatevi: amerete e odierete “Spider” come pochi libri a questo mondo.

 

Telefilm

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Lost Girl

Pensate di sapere tutto del mondo che calpestate? Ebbene no!
C’è una cosa che non sapete. Loro sono tra noi, nella coda alla posta, nel bar seduti accanto a voi.
No, non sto parlando degli extraterrestri, parlo dei Fae.
E non è che sono solo di una fazione…no ragazzi ne abbiamo ben due: Fae Della Luce (i buoni) e i Fae Dell’Oscurità (i cattivi).
E poi c’è lei, Bo, che con l’umana Kenzi, sta al centro, perchè deve prima scoprire chi è per unirsi ad una delle due fazioni, che cerca di relazionarsi con gli altri della sua specie, di gestire i propri bisogni, aiutare chi ha bisogno e scoprire il proprio passato con l’aiuto di nuovi amici.
Bo è una succube, ossia una demone che seduce gli uomini alimentandosi della loro energia attraverso l’attività sessuale. Cresciuta in una famiglia adottiva umana senza conoscere il suo status, prende atto del suo vero essere solo quando si innamora per la prima volta e finisce per uccidere il suo primo amore. Da allora, è stata quindi costretta ad allontanarsi dalla sua casa nativa e a farsi una nuova vita, vivendo senza la possibilità di farsi una famiglia o degli amici e spostandosi da un luogo all’altro ogni volta che uccide qualcuno.

Merita una visione!

Fumetti

The Walking Dead

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The Walking Dead è una serie mensile americana survival horror a fumetti pubblicata dalla Image Comics a partire dall’ottobre 2003, creata da Robert Kirkman ed illustrata da Tony Moore per i primi 6 numeri e da Charlie Adlard per i successivi. Tratta delle vicissitudini di un gruppo di persone che cercano di salvarsi da un’invasione di zombie, che ha portato al crollo delle istituzioni centrali e alla fine della civiltà così come la conosciamo. In Italia l’opera viene pubblicata in due diversi tipi di raccolte: il trade paperback (composto da 6 numeri regolari americani) venduto esclusivamente nelle fumetterie dal 2005, e il formato bonelliano (composto da 4 numeri) ristampa venduta anche nelle edicole a cadenza mensile, a formato e prezzo ridotto dal 2012. Entrambe le pubblicazioni sono realizzate da Saldapress. La pubblicazione dell’opera di Kirkman continua tuttora.

WSF Consiglia: Speciale San Valentino


Ave, o lettori innamorati!
Come ben saprete, domani è San Valentino: festa disgraziata o beata per molti (e completamente indifferente agli altri) e causa di spese smodate in fiori e cioccolatini per molti, in barba alla crisi. Noi, in redazione, che siamo meno frivoli e non ci attacchiamo a certi mezzucci terreni (anche perché nessuno ci regala mai dei fiori), abbiamo pensato di festeggiare a modo nostro consigliandoci – e consigliandovi – il meglio che potreste vedere, ascoltare o leggere con la vostra dolce metà per San Valentino. A voi!

Film

La famiglia Addams 1 e 2

“Sei infelice, mia cara?”
“Oh, sì… completamente”

Da “La famiglia Addams”, striscia di fumetti comparsa sul “The New Yorker” dagli anni ’20 agli ’80, c’è anche una serie televisiva degli anni ’60 che non ha eguali per delicato umorismo e brio; ma, per questa rubrica, vi consigliamo i film degli anni ’90 perché la fascinosa coppia composta da Gomez e Morticia, in questi due film, è semplicemente irresistibile. Il loro non è un semplice amore “mordi e fuggi”, non un colpo di fulmine che ti porta a far follie, ma un amore consapevole e duraturo. Innamorati e folli, complici e mai rivali, genitori attenti e amanti appassionati (e interpretati meravigliosamente dalla splendida Anjelica Huston e dal compianto Raul Julia), Gomez e Morticia rappresentano la coppia perfetta e l’amore perfetto che tutti, sotto sotto, speriamo di vivere.

Moulin Rouge!

“La cosa più grande che tu possa imparare è amare e lasciarti amare”

Il film colorato, musicale e bohemièn che ha reso Baz Luhrmann  noto al grande pubblico è il film di San Valentino per eccellenza: l’amore breve, fugace e meraviglioso fra uno squattrinato scrittore e una bella e irraggiungibile ballerina di can-can ha commosso tutti. Si piange per la bella Satine e la sua “condizione”, l’ingrato lavoro impostole dalla bellezza e dal talento che la condanna a non potersi innamorare di nessuno se non per soldi o fama, e si fa il tifo per Christian e il suo amore puro e ingenuo. Il film è, personalmente, dei pochi musical che regge anche a livello cinematografico (cosa che non si può dire di tutti i film musicali). Ha inoltre il grande pregio di aver dato a Nicole Kidman il ruolo della sua carriera: ha vinto l’Oscar come migliore attrice protagonista l’anno successivo per la sua interpretazione di Virginia Woolf nel film “The Hours”, ma la sua vera prova di attrice è stata Satine (per cui ebbe comunque una nomination all’ambita statuetta): essere bellissime, cantare meravigliosamente, alternare una recitazione leggera ad una drammatica senza mai risultare ridicole non è da tutte.

Parla con lei

Questo meraviglioso film di Pedro Almodovar (forse, finora, il miglior film della sua carriera) può non essere considerato un film d’amore convenzionale, eppure l’amore ne permea ogni fotogramma. L’amore idealizzato, il bisogno di amare con tutto il cuore un altro essere vivente, la devozione, l’enormità infinita di un amore che mette in secondo piano l’orrore di un atto fisico con una donna in coma – l’amore, solo l’amore. Nonostante i temi trattati, questo film è puro, magico. Parla di amore e si lascia amare. Da vedere assolutamente.

2046

“Nella vita il vero amore si può mancare se lo si incontra troppo presto, o troppo tardi. In un’altra epoca in un altro luogo, la nostra storia sarebbe stata diversa. […] Anch’io avrei preferito un lieto fine, ma non sapevo come scriverlo. Qualche anno fa ce l’avevo un bel finale fra le mani, ma me lo sono lasciato scappare.”

Il capolavoro (uno dei tanti) di Wong Kar Wai parla dell’amore infelice, ottenuto e perso, e proprio per questo straziante e difficile da superare; perché la felicità ha un sapore molto più amaro, quando si conquista e si perde di nuovo. Uno scrittore, nel suo processo creativo, cerca di superare il dolore per la perdita del suo amore scrivendone su carta, cercando disperatamente di affidare alle parole il compito di guarire le sue ferite; ma quelle d’amore, purtroppo, non possono essere guarite in nessun modo. A volte, neanche dall’Arte.

Love Story

L’amore sa essere crudele ma la vita, a volte, lo è di più. Sembra questo il senso finale di “Love Story”, un film tristissimo e bellissimo che finisci con l’adorare anche se dopo averlo visto piangi per ore. Non esiste sempre l’amore perfetto, il colpo di fulmine, il “e vissero per sempre felici e contenti”; tutto può succedere, anche il peggio. E bisogna davvero cercare di catturare ogni momento possibile di felicità e catturarlo nella propria memoria, serbarlo per sempre, perché non si sa mai il futuro cosa può riservare. “Love Story” è un film meraviglioso e crudele, romantico e realista, commovente e tristissimo, ma va visto. Nella sua tristezza, nella sua crudeltà, è davvero una visione imperdibile.

Libri

L’amore ai tempi del colera – Marquez

“Era inevitabile: l’odore delle mandorle amare gli ricordava sempre il destino degli amori contrastati.”

Una delle storie d’amore per eccellenza, classiche e meravigliose, raccontate da uno dei più grandi e ora compianti maestri della letteratura mondiale, impiega ben “cinquantatré anni, sette mesi e undici giorni, notti comprese” per diventare realtà. Ma, prima di allora, c’è un romanzo intero da leggere e di cui innamorarsi, così come ci vuole tempo per Fermina Daza e Juvenal Urbino a innamorarsi uno dell’altra. Ma è solo questione di tempo; per tutto, e sempre, è solo questione di tempo; come nella vita.
Consigliato sempre, non solo per San Valentino, questo romanzo è IL romanzo, un caposaldo della letteratura da leggere e rileggere.

Le intermittenze della morte – Saramago

La storia d’amore meno convenzionale per eccellenza, la più bella, comincia nel modo più assurdo possibile; in un luogo sconosciuto, improvvisamente e senza nessun motivo, la gente smette di morire. La Morte non esiste più e se questo, all’inizio, sembra qualcosa di favoloso, ben presto cominciano i problemi. Perché senza morte, semplicemente, la vita non può essere la stessa e il ciclo stesso della natura non può fare il suo corso. Forse quello che avviene alla fine del romanzo può non essere definito “amore” nel senso comune del termine, ma personalmente dissento: l’assoluta poesia che irradia questo romanzo può spiegare l’amore a chiunque, a partire dalla Morte.

I due libri di Daniel Glattauer

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Le ho mai raccontato del vento del nord e La settima onda, imperdibili per gli amanti del buon vecchio San Valentino. Freschi ed originali ci portano dentro ad una love story decisamente 2.0, quella di Emmi e Leo, raccontata esclusivamente tramite le loro e-mail in un misto di felicità, ironia, tradimento e amore.
Il tutto nasce da un fortuito caso del destino, Emmi vuole disdire un abbonamento di sua madre e sbaglia mittente e da lì…beh comprateli meritano.

Musica

 Più che un disco singolo proponiamo una sorta di hitlist…

HIM – Like Saint Valentine
Goo Goo Dolls – Iris
Muse – Neutron Star Collision (love is forever)
John Legend – All of Me
Sam Smith – Stay With Me
Jack White – Would You Fight For My Love?
Lenny Kravitz – The Chamber
Sia – Chandelier
A Great Big World & Christina Aguilera – Say Something
Rihanna – Stay ft. Mikky Ekko
Beyoncé – Halo

Libri, film, musica: I consigli di WSF per l’anno nuovo


Cari lettori,
ognuno di noi, nel corso della sua vita, ha aperto l’anno nuovo con dei buoni propositi.
I nostri sono: offrirvi sempre articoli di qualità, farvi conoscere sempre nuovi artisti da tenere d’occhio, e continuare con le nostre rubriche di consigli che, a quanto sappiamo, molti di voi hanno seguito con entusiasmo. Quindi ripartiamo alla grande anche questo mese, e questo nuovo anno, con i nostri immancabili consigli!

Libri

Anne Rice – Il principe Lestat

Anne Rice non è solo una brava scrittrice: è un capisaldo della letteratura horror e della sensualità su carta. Il suo “Intervista col vampiro”, primo capitolo delle fortunatissime Cronache dei Vampiri, ha aperto gli occhi del grande pubblico sul mondo dei vampiri, dove questi ultimi non sono dei semplici “succhiasangue” ma creature terribili, meravigliose e incredibilmente affascinanti.
Lestat, indiscusso protagonista, deus ex machina dell’intero mondo vampiresco, torna alla ribalta in prima persona con il nuovo, attesissimo lavoro della Rice dal titolo, appunto, “Il Principe Lestat”. Un libro in cui il fascino, l’eleganza, la sensuale bellezza e la tensione che caratterizzano lo stile della Rice sono intatti e riempiono ogni pagina. Una meraviglia che attanaglia cuore e viscere in un pugno che tormenta e ammalia, che vorremmo ci abbandonasse per sempre e non ci lasciasse mai. Per chi di voi non ha mai letto nessun libro delle “Cronache dei Vampiri”, non possiamo far altro che consigliarvi caldamente di cominciare: potreste disprezzare i vampirelli beceri della Meyer, o quelli che impazzano nelle serie televisive di ultima generazione (e con ogni buona ragione); ma i Vampiri della Rice sono oltre ogni squallida operazione di marketing. Sono oscuri, tormentati, maligni e meravigliosi, e dovreste assolutamente imparare a conoscerli.

Washington Irving – Il mistero di Sleepy Hollow e altri racconti

“Egli sarebbe andato avanti così tranquillamente per tutta la vita, a dispetto del diavolo e dei suoi malefici, se una creatura che è per i mortali fonte di maggior sgomento di qualsiasi spettro, folletto e dell’intera genie di streghe messe insieme, non gli avesse attraversato la strada: una donna.”
[Washington Irving, Il mistero della valle addormentata]

Capita, a volte, che un bravo scrittore diventi noto al grande pubblico per i motivi sbagliati: come Schnitzler, il cui romanzo “Doppio sogno” ha conosciuto la gloria solo dopo il film di Kubrick, molti buoni romanzi hanno raggiunto la fama dopo una trasposizione cinematografica né fedele né pertinente gettando il libro stesso, dopo un breve e veloce successo, in un dimenticatoio ancora più buio di quello di prima. In Italia Washington Irving è diventato celebre dopo il film “Il Mistero di Sleepy Hollow” e immediatamente pubblicizzato come tale inserendo il titolo del singolo racconto come titolo principale della sua raccolta di racconti: ma il vero titolo della racconta è “Il libro degli schizzi di Geoffrey Crayon”, di cui “Il mistero della valle addormentata” (Sleepy Hollow) è solo l’ultimo racconto. Nell’edizione italiana, essendo il racconto motivo di richiamo per molti, quest’ultimo è stato messo come primo racconto. Personalmente consiglio a tutti di lasciare “Il mistero della valle addormentata”, che comunque ha poco a che fare col film, come ultimo racconto, così come lo aveva inteso il suo autore; e godersi per intero una raccolta di racconti fra l’horror e l’autobiografia, il diario e il romanzo gotico, così sottovalutato eppure così ricco e pieno, tradotto splendidamente. La lettura di Washington Irving, se cominciata con i giusti presupposti (e non solo dopo la visione di un film) può aprire cuore e mente verso infiniti mondi di poesia mescolata a realtà. Consigliatissimo.

Telefilm

House of Cards
Questo telefilm, che ha da poco concluso con successo la seconda stagione, narra per filo e per segno ogni intrigo, gioco, strategia e astuzia ideata e applicata da Francis Underwood, politico americano, nella sua sfrenata corsa al potere nella casa bianca. Machiavellico, spietato, furbo e testardo lupo che può, all’occorrenza, paventare una maschera da agnello, Underwood è l’incarnazione del politico disonesto e geniale, talmente al di sopra del contesto da esserne superiore. E nonostante l’assoluta crudeltà della sua persona, non si può fare altro che ammirarne l’astuzia e, quasi, tifare per lui. Interpretato e prodotto da un impareggiabile Kevin Spacey, che torna con forza alla ribalta dopo un periodo di silenzio, come ha già fatto il collega Bob Thorton con la sua straordinaria interpretazione in “Fargo”, “House of cards” è l’ennesima prova che i telefilm sono la nuova frontiera della narrazione audiovisiva, molto più del cinema.

Curiosità: ad una domanda circa questo telefilm, un noto politico americano l’ha definito “assolutamente perfetto” nel descrivere ciò che si muove all’interno del mondo politico; “a parte la drammatizzazione”, ha detto, “è più o meno così che funziona”. Cosa, questa, che attira e fa paura al tempo stesso.

Masters of sex 

In America sono gli anni ’60: una mentalità maccartista pervade l’intera nazione e due pionieri, William Masters e Virginia Johnson – lui ostetrico e ginecologo importante, sposato con Libby Masters e padre di famiglia; lei prima sua segretaria, poi assistente nelle ricerche e infine amante – infrangono molti tabù con una ricerca che va dall’omosessualità all’orgasmo femminile.

In Italia è già andata in onda la prima serie; dall’anno prossimo andrà in onda anche la seconda mentre la showtime, la casa di produzione del telefilm, ha già confermato le riprese per la terza edizione. Sfacciato, impudente e consigliatissimo.

Musica

a2335210707_10Hapax, Michele Mozzillo e Dye Ki Nlooln, rilascia il suo debut album Stream Of Consciousness. Undici tracce coldwave, atmosfere che evocano i colori spenti di una visione nordica, ed un disco il cui titolo sembra un richiamo a Joyce, gli Hapax paiono essere riusciti là dove molti altri della loro generazione e formazione culturale si sono in precedenza arenati: proporre una formula originale e nettamente italiana che riallacci le fila di tanta esperienza e passione wave mediante gli stimoli dati da una ‘ipersensibilità’ sottile, tutta moderna ma ‘sofferente’ come quella di trent’anni fa.

WSF Consiglia: Speciale Telefilm – 2° parte


once-upon-a-time

ONCE UPON A TIME: Quel “C’era una volta…” che ha accompagnato l’infanzia di molti di noi e che spero sia un’abitudine anche per i bambini dell’oggi, nonostante la presenza massiccia di altre forme di divertimento pre-nanna. Ancora adesso io ricordo mia madre che si sedeva sul mio lettino e leggeva favole per me e mio fratello, io adoravo Cappuccetto Rosso per esempio e per mio fratello Pinocchio.

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