Giovani Prospettive. Omaggio di parole a Daria Endresen


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Daria Endresen è una fotografa, artista digitale e modella, nata ad Oslo in Norvegia. Lei trae la sua ispirazione dalle sue storie personali. Come riferimento per le sue immagini, cita spesso Frida Kahlo: “Dipingo autoritratti perché sono così spesso da sola, perché io sono la persona che conosco meglio”. Attenta e sensibile, Daria crea paesaggi da sogno surreale, annegati in atmosfera gelida, carica di dolore e mistero. I suoi lavori sono stati presentati in numerose pubblicazioni sia in Europa che all’estero.

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E così si ritrovò nella foresta.

Subiva cambi di gravità

Con movimenti flessuosi alzava le foglie, le scuoteva.
Loro volteggiavano, fluttuavano nel vento
Nella danza rabbiosa tutto le tornava incontro.

Poi il vortice svanì, e con lei i volteggi.

Come pulviscoli le foglie le si posavano sui rami, e nascevano. Rinascevano mille volte come polvere dorata, bucavano i germogli per creare nuove parti di lei. Verdi estensioni del suo essere.

Si accorse del benessere che provava nell’accudire, dell’amore che donava nel guardarle crescere.

E come una sinusoide infinita, ricominciò a danzare.

Di Angelica D’Alessandri

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Il primitivismo delle forme. Intervista ad Andrea Fiorino


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Benvenuto su WSF Andrea

Andrea Fiorino come descriverebbe se stesso come artista e uomo?

Nel mio lavoro cerco di descrivere quello che sono

Come e quando nasce il tuo percorso artistico?

Nasce attraverso il disegno, ogni dipinto è accompagnato da una lunga serie di schizzi che realizzo su taccuini che porto sempre con me

Quali autori hanno maggiormente influenzato il tuo modo di fare arte?

Non c’e un autore in particolare , ci sono tanti piccoli dettagli che noto nelle opere di altri autori che mi affascinano e che in un certo senso cerco di metabolizzare e   inconsciamente riporto nel mio lavoro

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Dentro fuori.

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Cos’è per te una tua opera? Come la definiresti?

Un contenuto  che mi deve smuovere a livello intellettuale e emotivo.

Il 22 maggio del 2015 c’è stata la tua prima personale: “Lost paradise”, curata da Elisa Fusi presso la galleria Circoloquadro  di Milano. Cosa ti ha portato a ricreare il tuo personalissimo Paradiso perduto?

la volontà di rendere immagine un idea di mondo che avevo.

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Cadde dal cielo – Tecnica mista su cotone 220×160, 2016

A quale dipinto ti senti più legato e perché?

mi sento legato a tutti i lavori che realizzo; questa sensazione di legame la provo solo quanto li sto realizzando, nell’istante in cui termino un dipinto , svanisce.

Qual è il messaggio che desideri veicolare attraverso le tue opere?

Una sensazione di ambiguità e perturbante.

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Arte e denaro il connubio è possibile?

Si penso sia necessario , poiché permette la sopravvivenza fisica dell’artista

Puoi anticiparci qualcosa sulle tue future produzioni artistiche?

Per scaramanzia preferisco tenere per me i progetti futuri, ma presto faro una mostra fuori dall’italia

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Grazie Andrea

All images are copyright and are property to Andrea Fiorino

 

Official Istagramhttps://www.instagram.com/andreafiorino/

Official Tumblrhttp://andrea-fiorino.tumblr.com

L’evanescente e surreale visione mitologica di Simona Bramati


Oggi vi presentiamo un’artista italiana molto simpatica e di grande talento, che ci ha colpito subito per lo stile meravigliosamente poetico, delicato e di grande impatto visivo. Simona Bramati si divide con grande agilità fra la mitologia, la pura narrazione pittorica e impegno civile, ed è un piacere poterla ospitare su questa piattaforma.

 

 

Ciao Simona, grazie per aver accettato la nostra intervista. Quando hai cominciato a dipingere?

Grazie a voi! Si potrebbe dire che sono nata col pennello in mano?

Dipingere è sempre stato il tuo sogno o hai cominciato “da grande”?

Ricordo di aver sempre subito il fascino per tutti quegli “oggetti” che producevano segni! Ero veramente piccola eppure passavo le ore a disegnare ed ero in pace con me stessa…me lo ricordo bene!

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ILLUSELFISMO – LA FRUSTRAZIONE ANATOMICA DELL’HOMO SELFIE


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Foto di WSF

“Io sono la forma – la cui conoscenza – è illusione” (da Petrolio, Pier Paolo Pasolini)

AVVERTENZE: L’articolo che segue non è un articolo, è una selfie alla selfie. Qualcosa di estremamente inutile ed utile allo stesso tempo. Pertanto si consiglia il pubblico che dovesse ritenersi senza selfie, di scagliare la prima posa, prima di continuare.

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Ascoltare con gli occhi – il NoirDesire di Flavio Di Nardo


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La fotografia di Flavio Di Nardo è un mezzo d’indagine dell’anima umana. Gli elementi centrali attorno cui si sviluppa la foto sono solitamente due: in primo luogo abbiamo l’interiorità denudata delle modelle lasciate libere di esprimersi – lontane dal mondo – tramite le contrazioni delle proprie carni, svelando i propri desideri; in secondo luogo entra in gioco il fotografo che modifica la propria flessibilità cercando di cogliere l’assoluta e pura bellezza dell’essere che si mostra ormai privo di carcassa.
Gli spazi nudi e crudi che fanno da contorno, si annientano in un profondo e infinito nero, che sotto le dolci carezze delle muse si lascia agitare parendo quasi un mare oscuro in frenetica agitazione. Questi vuoti di colore hanno la funzione di mantenere l’attenzione dell’osservatore sull’enigma centrale: la rilucente modella.
La soluzione al gioco si trova nell’opera completa e perfettamente coagulata. La prospettiva come chiave estetica di riscoperta: uno sguardo sui lembi umani che spesso trascuriamo o di cui ignoriamo l’affascinante bellezza, una reinterpretazione del linguaggio del corpo.

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Brontis Jodorowsky, un dialogo tra Teatro e Cinema


Il théatron, in greco antico è una parola che indica lo “spettacolo”. Il teatro è sempre stata una rappresentazione a beneficio del pubblico, un’opera visiva scagliata contro gli spettatori. È di solito il prodotto di una fusione di Arti, la cui più importante è sicuramente la recitazione, pratica che spinta agli estremi diveniva addirittura sacra presso molte culture.

Il cinema ha poi catturato quell’arte e l’ha posizionata sotto una cinepresa, in modo da immortalare e rivedere l’atto ogni qualvolta il pubblico ne avesse sentito il bisogno. Purtroppo questo ha anche favorito la produzione di materiale scadente, che ha aiutato l’avvento di attori e registi egocentrici e narcisisti, che hanno sfruttato il cinema per crearsi un’immagine commerciale.

Molti sono gli attori che hanno preferito sviluppare una carriera teatrale seria per accrescere la propria arte recitativa e poi si sono successivamente avvicinati al cinema. Brontis Jodorowsky ha eseguito un’orbita più o meno simile come vedremo dalla seguente intervista.

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La disubbidienza tra mondanità e iniziazione


Quando il nostro caporedattore ha proposto un articolo sulla disobbedienza per gli amici di Maintenant, ne sono stato inizialmente molto entusiasta. E ho subito accettato.
Ho poi pensato che non c’è migliore articolo che non sia in realtà “azione”, e l’opera di disobbedienza in questi termini poteva essere assolta non presentando l’articolo. Sì, su Words Social Forum siamo un po’ tutti degli “scoppiati”.

Ho preferito in questo caso però ob audire al mio desiderio più alto (anche se alterando i tempi di consegna), ovvero quello di esprimermi per una volta al riguardo. “Ubbidire” in base alla radice etimologica significa “prestare ascolto”, per estensione quindi ha assunto il significato di ottemperamento e rispetto di una norma.

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