Inediti di Armio Neloci


1.

Mattino d’oro spumante
mi ispira mani di brina
a incollarti bene le gambe:
e piove luce dal naso
e in miele bagna le lingue.

**

2.

Stasera vado a XM24:
la fiamma azzurra in petto
si infuoca incandescente
a esplodermi la fetida caldaia
che scalda il puzzo della città.
Entro:
ho in corpo un coro di sax scordati
lucidati da un cielo rosa perla.
Ballo:
mi srotolo il rullino dei ricordi
e brucio con lo spirito la merda
che riscrivo qui: nel santuario grigio
dove col cappuccio mi incorono

**

3.

Oggi ho deciso che ti chiamo
dalla cabina telefonica
(quella arancione anni novanta):

come da una conchiglia, la tua voce
dalla cornetta, in aria si disperde,
si confonde, all’aroma dei papaveri
(i fiori corteggiati
da tutte le lucertole)
poi attraversa le frequenze radio
(le frequenze che ballano
le libellule e le api)
poi segue lo sbadiglio delle volpi,
poi il volo degli uccelli migratori, e …
si stende infine al gelo delle alpi
(sterminato fazzoletto balsamico)
per svegliarsi neve rosa all’aurora
in una voce di aria pura.

**

4.

In una vasca di gelato
le mie emozioni bianche e
il cucchiaio di coscienza
scava il fiordilatte.
Nella crema i coni sciolti
dei cerotti senza colla
di ferite più violente
con la buccia di amarena.

**

5.

ho di nuovo strappato il lenzuolo:
cento punti luce sul pavimento
arcobaleno (incastrato) in una biglia
tre anelli in plastica
sei wafers di vaniglia,
provi un po’ a giocare con me?

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