Giovani Prospettive. Omaggio di parole a Mirjam Appelhof


Mirjam-Appelhof6

Mirjam Appelhof artista che nasce e vive nei Paesi Bassi.
Ha iniziato a lavorare con la fotografia per tradurre i sentimenti interiori, immagini che la riflettono.
Le sue immagini non sono mai ferme, dice che il movimento continua nel tempo.
Per creare usa Photoshop, ma anche ama dipingere sulle sue immagini o utilizzare materiali diversi.

***

Continua a leggere

Bologna in Lettere – 4° edizione – Il crowdfunding


logo-bil-nuovo

Il festival Bologna In Lettere è un luogo di incontro tra autori, performer, critici ed editori nel quale stimolare e generare un dibattito sulla letteratura, in particolare la poesia, che vada oltre la promozione del singolo testo, e che sviluppi ricerca, condivisione e scambio attraverso la multidisciplinarità. Naturale in questa ottica mantenere la completa gratuità degli eventi e il profilo internazionale delle proposte.
Lateralmente, il festival promuove concorsi per adulti e ragazzi, redazione e pubblicazione di libri, antologie e cataloghi, organizzazione di convegni, workshop ed eventi letterari, al fine di promuovere la realtà bolognese quale punto focale della diffusione della letteratura contemporanea. La IV edizione si svolgerà nel mese di maggio 2016 (12-13-14, 20-21, 27-28).
Ora siamo alla ricerca dei locali e delle librerie che accoglieranno gli eventi, la proiezione di cortometraggi, le esposizioni di fotografia e poesia visiva, i workshop e i momenti conviviali.
SARÀ PIÙ FACILE CON IL TUO AIUTO!
A PARTIRE DA LUNEDÌ 15 FEBBRAIO 2016 E PER 40 GIORNI PUOI SOSTENERE IL NOSTRO CROWDFUNDING!
COME?
È semplice!
Collegati al sito eppela.com e cerca il nostro progetto, o direttamente seguendo il link https://www.eppela.com/it/projects/6541-bologna-in-lettere-2016 scegliendo la ricompensa che preferisci!
Oppure basta un click: semplicemente condividendo la nostra campagna con i tuoi contatti mail o quelli del tuo profilo facebook, twitter o instagram. O puoi solo parlare di noi ai tuoi amici, ai tuoi parenti, ai tuoi colleghi.
L’importante è che tu non ti dimentichi di noi e lo faccia il più spesso possibile!
Con il tuo sostegno potremo pagare tutti i professionisti che collaboreranno con noi, la locazione degli spazi e dei service audio-video, i materiali promozionali: insomma POTREMO DARE VITA AL NOSTRO FESTIVAL NEL MIGLIORE DEI MODI POSSIBILI.

Grazie per il tuo contributo
Lo staff di BOLOGNA IN LETTERE 2016

se volete sapere chi siamo e cosa abbiamo fatto in questi anni: https://boinlettere.wordpress.com/

Giovani Prospettive. Omaggio di parole a Simona Fedele


Simona Fedele, artista italiana che vive e lavora in Friuli Venezia Giulia, per conoscerla meglio, potete andate a leggere l’intervista che ci ha concesso, sempre qui su WSF:

https://wordsocialforum.com/2014/01/24/simona-fedele-di-baratri-e-picchi-l-arte-che-fiorisce/

1stramboloz e schiribiz55x29 011

Continua a leggere

X° FESTIVAL del CINETEATRO | Cinema Teatro Danza Poesia Musica Pittura – dal 9 all’11 ottobre 2015


Logo-Festival-FB

X° FESTIVAL del CINETEATRO
9 – 10 – 11 ottobre ore 21.00
_____________________________________
Cinema Teatro Danza Poesia Musica Pittura
Siamo lieti di invitarvi al nostro X° Festival del CineTeatro.
Anche quest’anno ospiti importanti tra registi, danzatori,
scrittori, musicisti, poeti e performer.

Tre serate all’insegna dell’Arte e della Bellezza
impreziosite dalla mostra personale della pittrice Mariarita Renatti

INGRESSO GRATUITO – tessera nuovi soci 4 euro

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA:
339-2601057 / 06-8175275 visionivisioni@gmail.com
presso il CineTeatro via Valsolda 177 (Montesacro RM)
http://www.cinetetaro.it

PROGRAMMA:

9 OTTOBRE ore 21.00
mostra personale dell’artista Mariarita Renatti
21.00 | Presentazione Festival
21.10 | Teaser della webserie “Cloni” produzione CineTeatro,
presentazione a cura del regista Federico Greco
21.20 | video clip del film “Sonderkommando “ regia di Nicola Ragone
21.30 I Ilaria Palomba presenta “Homo homini virus”,
con lettura di Antonio Bilo Canella
21.40 | ENEIDE ROOM 1 – Spettacolo di Performazione (totale improvvisazione)
con Antonio Bilo Canella (performer), Alessia D’Errigo (performer),
Andrea Camerini (musicista, cantante, performer)
22.00 | “Anatema” spettacolo teatrale con Giulia Pomarici,
Mimosa Maniaci, Giacomo di Biasio, Francesco Sisto,
Gloria Iaia, Lorenzo Continenza, Giacomo Colavito

10 OTTOBRE ore 21.00
mostra personale dell’artista Mariarita Renatti
21.00 | Presentazione Festival
21.15 | primo episodio della webserie “Spread Zero” produzione CineTeatro,
presentazione a cura del regista Federico Greco.
21.30 | trailer del film documentario “Fatti Corsari”
regia di Stefano Petti e Alberto Testone
21.45 | lettura poetica di e con Luigia Sorrentino + Performazione
(totale improvvisazione) con Antonio Bilo Canella (performer),
Alessia D’Errigo (performer), Roberto Bellatalla (contrabbasso)
22.15 | lettura de “l’Elogio del fuoco” di Biancamaria Frabotta
dal libro “Quartetto per masse e voce sola” + Performazione
(totale improvvisazione) con Antonio Bilo Canella (performer),
Alessia D’Errigo (performer), Giulia Pomarici (music improvisation),
Roberto Bellatalla (contrabbasso)
22.40 | “Dido on my mind” spettacolo di danza contemporanea
a cura di Tessa Gibran
23.00 | ENEIDE ROOM 2 Spettacolo di Performazione (totale improvvisazione)
con Antonio Bilo Canella (performer) e Marta Æmeth (musicista e compositrice elettronica)

11 OTTOBRE ore 21.00
mostra personale dell’artista Mariarita Renatti
21.00 | Presentazione Festival
21.10 | trailer di “E.N.D. the movie” co-produzione CineTeatro,
presentazione a cura del regista Federico Greco.
21.20 | “Non pervenuta” con l’attrice Stella Novari
21.30 | ENEIDE ROOM 3 Spettacolo di Performazione (improvvisazione totale)
con Antonio Bilo Canella (performer) Maria Borgese (danzatrice e performer),
Giovanni Greco (performer), Giulia Pomarici (music improvvisation)
22.00 | “Canto per un Dio bambina” spettacolo di teatro,
regia Alessia D’Errigo con Angela Botta, Emanuela Bianchi,
Vidi Kadiu, Silvia Saccomanno, Andrea Sciorio
22.45 | ENEIDE ROOM 4 Spettacolo di Performazione (improvvisazione totale)
con Antonio Bilo Canella (performer), Alessia D’Errigo (performer),
Andrea Camerini (musicista, cantante, performer)

CineTeatro scritta piccola.jpg
via Valsolda 177 (Montesacro RM)
INFO: 339-2601057 06-8175275
visionivisioni@gmail.com
http://www.cineteatro.it

Contest: I racconti della Mezzanotte – I° Edizione – Rosario Campanile – “Maria”


contest

Maria di Rosario Campanile

Quella sera uscii dal bar un po’ prima di mezzanotte, lo ricordo bene questo.
Avevo finito le sigarette, pioveva, ero stanco e gli occhi non reggevano più la sua vista.
Quindi i tre motivi precedenti erano solo scuse.
Vederla appoggiata con il gomito sul tavolino mentre rideva e scherzava con due perfetti sconosciuti m’irritava al punto che non riuscivo a buttare giù nemmeno una nocciolina, osservarla mentre metteva in pratica l’arte della seduzione in modo perfetto, mi graffiava l’esofago molto più del solito Matusalem 7 anni con cui condividevo l’attesa di un suo sguardo.
Che non era mai arrivato.
Lo conoscevo bene il suo nome, un nome comune, Maria.
Se non per il fatto che addosso a una sudamericana, un nome del genere assume un contorno esotico che rimanda a chiese missionarie e tango, a passioni coltivate nel barrio e sandali aperti su piedi abbronzati.
Non so dire nemmeno perché tre mesi prima avessi notato proprio lei, tra tutte le ragazze che il venerdì sera affollavano il Cicabum Bar.
Forse perché non era la più bella, forse per quella sua piccola cicatrice sul sopracciglio destro o per i denti bianchi e leggermente ricurvi verso il palato, forse per la sua risata muta, o per le orecchie piccole e definite.

O forse per i suoi occhi.
Neri come un salto nel buio, come un inchiostro sulla pergamena.

Non era mai sola, Maria, ma non era mai con le stesse persone.
Che fossero donne o uomini, in tre mesi non l’avevo mai vista rivolgersi alla stessa faccia per due venerdì di fila.
Di chiedere di lei al barista non me la sentivo, di appoggiare il mio trench nero in una sedia accanto alla sua, nemmeno.
Mi fermavo al bancone, ordinavo e la guardavo di sottecchi, ogni tanto, tra un sorso e l’altro, uscivo a fumare una sigaretta.
Fino alle due, le tre, o comunque fino a che non la vedevo raccogliere la borsa, dirigere lo sguardo verso l’accompagnatore o l’accompagnatrice della serata, alzarsi, andare.
Per darmi un contegno che non era notato da nessuno, allora ne ordinavo un altro, l’ultimo.
Di solito lo bevevo lentamente, una volta sola lo buttai giù di colpo e mi precipitati fuori, giusto il tempo per specchiarmi nelle luci posteriori di una mini minor, nera.
Nel frattempo l’estate era diventata inverno, i sandali avevano ceduto il posto a un paio di ballerine, nulla di più, come se le rigidità della temperatura non riuscissero a sfiorare il calore del suo corpo.
Tornavo direttamente a casa e continuavo a pensare a lei, come quando hai un mal di testa che appare e scompare ma è sempre presente.
Per il resto della settimana, nulla.
Lei non si vedeva in giro, io non andavo al bar, non pensavo a lei: era un veleno presente solo in una notte a settimana, quando mi si gonfiavano cuore, testa e calzoni.
Non erano le occupazioni settimanali a tenermi lontano da lei, proprio non mi veniva in mente, fino a che, alle 19,30 di ogni venerdì, uscito dall’ufficio, andavo a d occupare il mio posto al bancone.

Comunque, a sigarette finite e occhi doloranti, non si procede lontano, così mi avviai all’esterno, indeciso
se arrivare al bar della stazione , o incazzarmi con il distributore automatico, ben cosciente che senza la dose di nicotina giusta non avrei nemmeno preso sonno.

Scelsi la stazione, ancora due passi nel freddo, mi sarebbero serviti per riposare le pupille, confondere i miei pensieri con i suoni della notte.
Il Matusalem mi scaldava le viscere, non il viso, cominciai a stropicciarmi la faccia con la manica del trench, in un tentativo infantile di riscaldarla, e strofinai anche gli occhi, per cancellare ricordi recenti.
La sala d’aspetto della stazione era adiacente al bar, e le anime disperate o raminghe la popolavano in cerca di riparo.
Il barista guardava una replica televisiva in cui s’inventavano nuovi cantanti, le sigarette mi furono allungate senza uno sguardo, né una parola.
Misi i cinque euro sul banco e lo mandai mentalmente a fare nel culo, scartai il pacchetto e me ne accesi una.
Dalla macchina posteggiata all’angolo della strada venivano movimenti e mugugni, si accese la luce del cruscotto, e il viso di Maria emerse dal buio.
Fu la prima volta in cui mi fissò negli occhi. La seconda, circa cinque secondi dopo, quando uscita dall’abitacolo me ne chiese una.
Mi accorsi che batteva i piedi in terra dal freddo, del resto le ballerine non potevano essere di grande riparo.
Le feci accendere, senza fiato, cercando di scrutare nell’abitacolo, per capire quale dei due compagni di tavolino ci fosse con lei.
Il fiato non tornò certo quando li vidi entrambi, e soprattutto quando vidi che si baciavano tra loro.
Non capivo: perché allora al bar sembravano amoreggiare con lei?
Maria mi guardava con un mezzo sorriso, e taceva.
La osservai con nuova attenzione, faticavo a riconoscerla, poi sentii la sua mano nella mia, e una parola sola.
Vieni.
Non mi domandai dove, andai, anzi la seguii. Mentre camminavamo i miei occhi seguivano solo le sue anche e il loro movimento divino.
In quel momento, chi ci avesse visto da lontano, avrebbe notato solo due braci rosse, intermittenti, che si avvicinavano e si allontanavano.
Non avrebbero notato la mia espressione imbambolata, né la sua quasi sognante.
Il portone del palazzo in cui mi portò era buio più della notte, ma si accese improvvisamente quando la sua lingua scivolò nella mia bocca.
La luce trovò i miei occhi sbarrati per lo stupore, le mie mani che la stringevano all’altezza della nuca.
Avevo mille domande da farle, che rimanevano chiuse in me, e quella che più m’interessava, perché, era proprio quella che volevo evitare.
Fu lei a dirmelo. Che i due nella macchina avevano provato a spogliarla. Che le avevano messo le mani addosso, dappertutto, che lei era rimasta ferma, immobile, fino al momento in cui i due si erano immobilizzati, e un attimo dopo avevano preso a baciarsi tra loro.
Perché, chiesi.
Volevano scoparmi per esibire un trofeo, rispose. Ora si confrontano con le loro vanità.
Succederà anche a te, se non sarai sincero con me.
Impossibile, pensai, io ti amo.

Ricordo che lo pensai di getto, con forza, talmente forte che lei sembrò sentirlo.
Anzi, lo sentì. E cambiò il suo volto. Divenne il mio.
Lei tutta divenne me. I miei occhi, la mia bocca, il mio naso, stavo baciando me stesso, senza riuscire a fermarmi.
Solo la voce che sentivo nella mia testa era ancora la sua, e mi ripeteva, no, tu ami solo te, hai amato solo e sempre te.
La mia bocca stava divorando la mia lingua, masticandola con forza e incurante del dolore, del sapore di sangue, dell’orrore.
Quando riuscii a staccarmi dall’altro me stesso, tutto acquistò realtà, tutto si compose nell’istante in cui provai a urlare senza voce.
Lei era ancora, di nuovo davanti a me, che mi guardava, con disgusto.
Si levò le ballerine, me le mostrò, e me le scagliò addosso, nemmeno troppo forte, ma con disgusto.
Ora i suoi piedi erano diventati scuri, le sue anche si erano allargate, il suo viso pieno di macchie.
I suoi denti, ancora leggermente ricurvi, erano colmi del mio sangue.
Non fu questo che finì di terrorizzarmi, nemmeno la sua voce.
La sua voce che era diventata lontana. Sembrava provenisse da un’altra stanza, rimbombante e sorda assieme.
Fu quello che mi disse.
Vivrai, ancora, per tanto, troppo tempo.
Tu, e tu da solo.

Non riesco più a fumare, ora.
Non sento i sapori, e la nicotina non basta a rallentare i miei pensieri.
Cammino per le strade vuote, senza meta.
Osservo le case fatiscenti, i palazzi crollati, le piazze piene di immondizia.
Non ci sono musiche né canti di uccelli a confortare le mie orecchie, non esiste più un sole che mi scaldi, o una luna che mi faccia sognare.
Le mie notti e i miei giorni si assomigliano, tempi e ritmi ormai confusi.
Le mie mani non sfiorano cose vive.
Tranne il mio corpo.
L’unica cosa non morta sulla faccia della terra.
Mi amo completamente ora.
Aveva ragione Maria. Amo me, solo me.

Rosario Campanile

***

Primo racconto pubblicato: https://wordsocialforum.com/2015/09/04/contest-i-racconti-della-mezzanotte-i-edizione-adriana-pedicini-un-viaggio-senza-fine/

Congiunzioni Festival 2015


congiunzioni

Congiunzioni Festival internazionale multimediale e performativo
di poesia, scrittura, fotografia, videoarte

Il nucleo del Festival sarà costituito da narrazioni multidisciplinari, sotto forma di letture performative, di produzioni videoartistiche e fotografiche, nonché di installazioni visuali.

L’intento è di tratteggiare il tema della congiunzione tra le arti e tra i popoli, focalizzandosi sulla relazione narrazione-performance/immagine-video.

Il Festival si terrà a Spinea (Venezia), presso la Biblioteca Comunale e l’ex Cinema Bersaglieri, il 12-13 settembre 2015 (ore 16-23).

Artisti: Sebastiano Adernò, Enza Armiento, Sandro Battisti, Daniela Bedeski, Armando Bertollo, Alessandro Burbank, Giorgio Cornelio, Daniele D’Antoni, Pino Dal Gal, Lella De Marchi, Antonio Devicienti, Davide Gambino, Fabia Ghenzovich, Anna Maria Giannini, Lucia Guidorizzi, Ksenia Laginja, Santina Lazzara, Fernando Lena, Martina Acazi e Damiano Sandei, Alessandro Manca, Daìta Martinez, Svetlana Mikhailova ed Enrico Bazzo, Camelia Mirescu, Luciano Nota, Alessandro Pagano, Pinina Podestà, Theo Putzu, Silvia Rosa, Salvatore Sblando, Renato Sclaunich, Elio Ticca, Ed Warner

A cura di Maria Grazia Galatà, Giovanni Asmundo, Chiara Frigatti, Daniele D’Antoni, in collaborazione con il Cantiere Peripli

Con il Patrocinio di
Città di Spinea, Biblioteca Comunale di Spinea,
Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia

Sito: http://congiunzionifestival.altervista.org/
FB: https://www.facebook.com/congiunzionifestival

WSF va in vacanza…


Words Social Forum va in pausa estiva…da oggi fino al 31 agosto!

Ma non vi lasceremo soli…seguiteci nella nostra Fan Page perchè vi terremo aggiornati su eventi, proposte cinematografiche, mostre, omaggi (che riprenderanno a settembre, ma che a metà agosto già lanceremo l’evento!) e tante tantissime altre cose!

En plein air - Sebastiano Adernò

En plein air – Sebastiano Adernò

Ringrazio Sebastiano Adernò per aver permesso l’utilizzo di questa sua bellissima fotografia.