I consigli di settembre


Dopo le famose impressioni di settembre ci sono i nostri puntuali e immancabili consigli, per un ritorno agli studi – o al lavoro, o alla routine di tutti i giorni – intervallato dalla lettura di qualche nuovo romanzo o saggio. Abbiamo radunato qui qualcosina che potreste leggere durante le vostre pause di lettura, mentre l’estate pian piano fa posto all’autunno. A voi!

Libri

downloadDio di illusioni – Donna Tartt

Questo romanzo della Tartt, che rappresentò il suo esordio a soli ventotto anni, divenne così popolare da diventare un libro di culto per un’intera generazione. La voce disincantata e cinica del narratore ci accompagna attraverso il mondo dorato e incantato dei suoi compagni di college, creature perfette e privilegiate che lo ammaliano con il proprio fascino prima di rivelare l’orribile verità celata sotto la maschera.

Lo studio del greco antico in una classe fuori dal mondo, fra riti bacchici e stravizi, porta il lettore a sognare quello stesso ambiente magico e a rivivere con i suoi protagonisti le fasi rituali dell’estasi dionisiaca. È un romanzo di formazione fuori da ogni schema, imprevedibile e malinconico, con qualche venatura thriller.

frida_01Frida – Herrera Hayden

Il libro indispensabile per chiunque adori Frida Kahlo, o sia intenzionato ad approfondirne la storia. Con uno stile che spazia dalla pura narrativa al romanzo storico, fino al documentario, questo volume ripercorre passo passo tutta la storia di Frida Kahlo raccogliendo testimonianze, foto, passi del suo diario, lettere, pettegolezzi, storie. Dopo la lettura di questo libro chi la conosceva se ne innamora, e chi già la amava la ama ancora di più. È impossibile restare indifferenti alla breve e tormentata vita di questa meravigliosa artista che, fino alla fine, ha amato con tutto il cuore il suo Diego, la sua terra, la sua realtà distorta. Curiosità: questo libro è stato alla base della creazione – e fonte principale di ispirazione – dell’omonimo film con Salma Hayek.

image_bookLo specchio nello specchio – Michael Ende

Una serie di racconti stregati, mistici, un po’ inquietanti, apparentemente scollegati fra loro ma condotti dal filo comune dell’ignoto e della letteratura fantastica come metafora dell’esistenza reale. Michael Ende è uno dei più grandi scrittori di sempre – e per definirlo tale basta leggere La storia infinita – ed è inevitabile sentirsi trascinati in una dimensione parallela dopo poche pagine, e trascinati in un’altra all’inizio di un’altra storia, fino a viaggiare nello spazio e nel tempo in più mondi distopici, angoscianti o dolcissimi. Da leggere tutto d’un fiato o un racconto alla volta, da centellinare come un raro filtro magico.

copL’anima del mondo – James Hillman

In questa lunga conversazione con Silvia Ronchey, James Hillman parla delle inquietudini e delle incoerenze del mondo moderno con la pacatezza e la lucidità che lo hanno sempre caratterizzato. La sua analisi scorre su binari precisi e veloci in una lettura intensa e, al tempo stesso, scorrevole. Nulla viene risparmiato: il terrorismo, le guerre, la crisi economica, la condizione umana, l’anima mundi e, ovviamente, il ‘fare anima’, concetto che si ritrova approfondito ed ampliato nell’ottimo “Il codice dell’anima”. Alla conversazione segue un ottimo saggio di Silvia Ronchey.

Dalla parte delle bambine – Elena Gianini Belotti88-07-88260-9_Gianini Belloti_Dalla parte delle bambine.indd

Una delle cose più comuni che una persona si sente dire fin da piccola è che uomini e donne sono diversi per genetica, perché semplicemente sono due generi differenti, perché è una cosa naturale. Queste, come altre mille scuse, fanno parte di un enorme disegno che copre e nasconde il massiccio condizionamento culturale a cui uomini e donne sono sottoposti fin dalla prima infanzia. Un saggio breve e molto interessante sul condizionamento psicologico e sulla condizione maschile e femminile con interviste, testimonianze, ricordi e riflessioni sulla questione di genere, che non può mancare in nessuna libreria.

copertLa zona morta – Stephen King 

In questo romanzo degli anni ’70 Stephen King racconta, con elementi un po’ horror un po’ thriller che tanto gli si addicono, la storia di un uomo con un potere del tutto unico: vedere il futuro di una persona semplicemente toccandola. Una maledizione che lo perseguita man mano la sua vita va in pezzi: dopo cinque anni di coma a seguito di un incidente Johnny, il protagonista, non ha più niente se non la sua abilità. Riesce a salvare delle vite, collabora con la polizia, riesce a fare del bene; ma resta un dono che non ha mai voluto. Un romanzo vecchio, dalla storia solida, certo forse inusuale come consiglio da parte del nostro sito; ma non si può fare a meno di volerlo rileggere quando si trovano tante affinità fra Greg Stillson, l’orrido e ipocrita candidato alla presidenza degli Stati Uniti, tanto malvagio dentro quanto simpatico all’esterno, amato dalle folle e odiato da Johnny per quello che lo ha visto fare nel suo futuro come presidente – un futuro che Johnny vuole fortemente impedire – e il vero candidato alla presidenza degli USA Donald Trump. Un consiglio a parte: l’omonimo film diretto da Cronenberg, con Christopher Walken come protagonista.

Telefilm

The Night Manager

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Jonathan Pine è un ex soldato dell’esercito britannico che si è rifatto una vita lavorando come direttore d’albergo. Un giorno viene ingaggiato da Angela Burr, un’agente dei servizi segreti, per incastrare Richard Roper, uno spietato uomo d’affari corrotto legato al traffico di armi. Pine cerca di entrare nel mercato nero delle armi e avvicinare così Roper, ma dovrà vedersela con Corkoran, tirapiedi di Roper. A complicare di più le cose sarà l’attrazione tra Pine e la fidanzata di Roper, Jed.
I primi due episodi di The Night Manager sono stati presentati in anteprima alla 66ª edizione del Festival internazionale del cinema di Berlino. È stata trasmessa nel Regno Unito su BBC One e negli Stati Uniti d’America su AMC. In Italia la miniserie è stata trasmessa da Sky Atlantic dal 20 aprile al 18 maggio 2016.

Outcast

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Nella fittizia cittadina di Rome, nella Virginia Occidentale, Kyle Barnes, dopo una vita tormentata da possessioni demoniache che hanno afflitto lui e i suoi cari, cerca di trascorrere la sua vita alienandosi quanto più possibile dal resto della società. Dopo un incontro fortuito con il reverendo Anderson, un pastore evangelico che aveva tentato di aiutarlo da bambino, questi gli chiede aiuto per un esorcismo da compiere su un bambino con il quale apparentemente non ha legami. Tuttavia, scopre presto di essere direttamente coinvolto in tali nuove manifestazioni soprannaturali, accorgendosi nell’occasione di come il suo sangue abbia un effetto repellente nei confronti del demone. Insieme a Anderson, decide quindi di provare a comprendere cosa si nasconda dietro tali esternazioni demoniache e quale sia il suo ruolo.

Outcast è una serie televisiva horror statunitense che va in onda dal 3 giugno 2016 su Cinemax.
Ideata da Robert Kirkman, che i fan di The Walking Dead conoscono già, è un adattamento dell’omonimo fumetto pubblicato in Italia con il titolo Outcast – Il reietto.

Scream Queens

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Dopo il successo mondiale di Glee e American Horror Story, Ryan Murphy ha deciso di unire gli elementi caratteristici delle sue due creature in un ibrido horror-commedia ambientato in un campus universitario: Scream Queens racconta di efferati omicidi di studentesse uccise da un killer che indossa la maschera di Red Devil, la mascotte dell’università. Nel cast alcune facce note ai fan delle serie firmate da Murphy: Emma Roberts, Lea Michele e Darren Criss, accompagnati da Jamie Lee Curtis, signora dell’horror grazie alla saga di Halloween – La Notte delle Streghe, che ritorna in scena dopo anni, e guest star dal mondo della musica, ovvero Nick Jonas e Ariana Grande. La serie è antologica, come American Horror Story, e, se avrà successo e sarà rinnovata, avrà personaggi e ambientazioni nuovi ogni anno.

Colony

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Carlton Cuse, dopo Lost, ci riprova con la fantascienza: Colony, ambientata in una Los Angeles del futuro occupata dagli alieni, vede infatti Josh Holloway, che sull’isola era Sawyer, impegnato a proteggere la sua famiglia e a resistere contro gli invasori, con cui invece altri hanno deciso di collaborare. Nel cast anche Sarah Wayne Callies, l’odiata Lori di The Walking Dead, che interpreta la moglie di Holloway, con cui ha già lavorato nell’horror Il respiro del diavolo.

I consigli di WSF


Libri

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Il libro delle mie vite di Aleksandar Hemon

Libro fuori dai confini della letteratura. Hemon ha scritto un libro denso e straordinario. La realtà esplode a ogni passo; lo sorprende, sconvolge, supera. Eppure sa ricomporre in una serie di testi autobiografici secondo un’intima cronologia che li rende ancora più eloquenti e interrelati. Dalla nascita della sorella, che lo costringe a rivedere i confini del proprio io, alla scoperta del mondo oltre i confini della ‘terra promessa del socialismo’ durante uno sfortunato quanto esilarante viaggio in Italia; dai progetti ingenuamente sovversivi partoriti con un gruppo di artistoidi nella Sarajevo socialista, allo shock di vedere il proprio mentore trasformarsi in mostruoso braccio destro di Karadzic; da un soggiorno di studio negli Stati Uniti divenuto esilio involontario, al ritorno nella Sarajevo post-assedio dove ‘era tutto straordinariamente diverso da quello che avevo conosciuto e tutto straordinariamente uguale a prima’ – in ogni stazioni Hemon segue il proprio vissuto, orchestrando un’insieme di personaggi che con la loro forza terrena controbilanciano un orizzonte impietoso, e dai quali distilla una dimensione narrativa che gli consente di ‘estendere se stesso’ e forse di ‘capire quello che mi è difficile capire.

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La passione ribelle di Paola Mastrocola

Credevamo nell’immortalità. Una volta i grandi ci mettevano la vita per completare una sola opera, che magari vedeva la luce solo dopo la loro morte. C’erano progetti lunghi, che superavano il nostro limitatissimo tempo. Credevamo nell’immortalità, e questo ci toglieva la fretta, la smania di arrivare. Eravamo felici di non arrivare. Scrivevamo trattati, che radunavano in sé, e ordinavano, tutto lo scibile su un dato argomento. Scrivevamo, anche, a mano: scrivere a mano è lento, e quella lentezza favorisce i pensieri, li accompagna, li plasma meglio. Li rende più profondi, meno buttati lì, estemporanei. Vedevamo le cancellature che è un po’ come rivedere le foto dei vecchi amici e fidanzati. È dare tempo all’immagine di noi, capire che siamo esseri stratificati, farciti di momenti diversi, e che la vita è un mutamento continuo, e volgersi a vedere le prime forme ci rassicura sulle future. Non si studia più, lo studio è sparito dalle nostre vite. La cosa più incredibile e clamorosa è che non importa a nessuno. I ragazzi non leggono o non fanno proprio ciò che leggono. Gli insegnanti stessi hanno poco tempo per studiare. Gli adulti in generale non leggono più come una volta. Forse c’entra la scomparsa dell’introversione: se cade il gusto di stare dentro di sé, cade anche il gusto di fermarsi sulle parole di un libro. Vogliamo rinunciare al piacere delle idee e dei pensieri? Oggi tutto ci spinge a vivere fuori di noi, a contatto perenne con gli altri. Sempre relazionati e connessi, mai soli. La scuola – ma anche la famiglia, la società – non ama i timidi, i solitari, forse neanche i ragazzi studiosi: celebra il lavoro di gruppo, la socializzazione, i social network. Ma se nessuno sarà più capace di trovare in sé gli stimoli necessari, come potranno ancora essere favorite attività quali la lettura, la riflessione, la scrittura, l’arte e lo studio? E ci importa ancora favorire queste attività o preferiamo lasciarle cadere, in nome del cambiamento.

Film

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Le regole del caos di Alan Rickman

Sabine De Barra, donna e non nobile, è in lista per un incarico alla corte di Luigi XIV. Il sovrano e la sua cerchia stanno per trasferirsi a Versailles e l’artista di corte André le Notre, nonostante il disappunto iniziale, sceglie proprio Madame De Barra per realizzare uno dei giardini principali del nuovo palazzo. Mentre lei cerca di fare i conti con una tragedia del passato, Le Notre li fa con il disagio del suo presente. La malinconia di lui, attrae Sabine, mentre la tenacia di lei, e la sua sincerità, le avvicinano André. Il titolo originale, A Little Chaos, non fa il paio con quello normativo che ha scelto la distribuzione italiana: in fondo, Alan Rickman non voleva probabilmente dettar legge in campo cinematografico, bensì confezionare un piccolo film originale, nel quale vestire “modestamente” i panni del Re Sole. E se suona contraddittorio, è perché Le regole del caos è un progetto che si regge da cima a fondo su un balletto di contraddizioni, a partire dalla manciata di grandi attori anglofoni che giocano a fare i massimi francesi. La corte di Versailles, poi, non si direbbe certo lo sfondo ideale di un film di (relativamente) piccolo budget, ma in questo senso la scommessa è vinta, perché, pur girando esclusivamente in Inghilterra, il regista e la sua troupe tecnica sono riusciti a ricreare le dinamiche estetiche e relazionali della corte con gusto e autenticità (meravigliose le pantofoline di seta che affondano nel fango, a riprova di un’esistenza spesa nel nome dell’ideale, contro ogni buon senso). Teatrale nell’impostazione, come da scena madre tra Sabine e il re nel frutteto, esplicito nel sottotesto, con la protagonista nobile d’animo di contro ad una nobiltà di sangue meschina e capricciosa, e comoda nei suoi abiti senza corsetto perché lavora e non sta a guardare, il film di Rickman è effettivamente, nonostante tutto, un oggetto originale, in virtù principalmente del suo soggetto: la sfida sociale e creativa di una paesaggista alla corte del Re Sole. Peccato che la sceneggiatura non si accontenti di essere un gioco che si prende sul serio, come una danza a Versailles, ma si carichi del peso di fantasmi familiari e drammi ingombranti, fuori tema e fuori stile. Kate Winslet da sola ha la forza di farci credere qualunque cosa, ed è senza dubbio lei a salvare dall’annegamento Matthias Schoenaerts, anche se il film racconta il contrario. Solo Stanley Tucci è in grado di rubarle la scena: nell’interpretare il Duca D’Orleans, fratello del re, è evidentemente il più felice della compagnia, nonché il più à l’aise.

Serie TV

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Outlander

Nel 1945 Claire Randall, un’infermiera della seconda guerra mondiale, ritorna da suo marito Frank dopo la fine dei combattimenti. I due partono per le Highlands scozzesi in occasione della loro “seconda” luna di miele e, durante il soggiorno a Inverness, Claire viene misteriosamente catapultata indietro nel tempo nella Scozia del 1743 grazie ad un cerchio di pietre misteriose, chiamato Craigh na Dun. La donna si ritrova in un mondo sconosciuto, dove la sua vita è costantemente in pericolo. Un antenato di suo marito, il capitano Jonathan “Black Jack” Randall, cerca di stuprarla, ma la donna viene portata in salvo da Murtagh Fitzgibbons, il quale la conduce dai MacKenzie, il clan di scozzesi residenti a Castle Leoch. Durante la sua permanenza nel territorio dei MacKenzie, Claire fa la conoscenza di Jamie Fraser, giovane guerriero ricercato dalle Giubbe Rosse per furto e nipote del laird Colum MacKenzie. Quest’ultimo costringe la donna a rimanere al castello come guaritrice e le impedisce di dirigersi alle pietre, grazie alle quali spera di poter tornare da Frank. Claire cerca di ambientarsi nella società scozzese e fa la conoscenza di Geillis Duncan, la quale sembra comprendere la sua natura di “straniera” dandole consigli. Durante un viaggio nel territorio MacKenzie per la riscossione dei tributi, Claire incontra nuovamente Jonathan Randall ed è costretta a sposare Jamie. Col tempo, però, tra i due si accende un’intensa passione, che divide così il cuore di Claire tra due uomini molto diversi in due vite inconciliabili. Dopo il matrimonio, Jamie e Claire ripartono per Castle Leoch, ma prima Jamie intende incontrare un disertore inglese che potrebbe aiutarlo a far cadere le accuse di furto. Lasciata nei boschi vicini a Craigh na Dun, Claire vede un’occasione irrinunciabile di tornare da Frank e si precipita verso il cerchio di pietre, dalle quali sente provenire la voce di Frank urlare il suo nome. Dopo sette settimane di ricerche, infatti, l’uomo è tornato anch’egli a Craigh na Dun, per cercare una spiegazione alla scomparsa improvvisa di Claire. La donna si avvicina e chiama in risposta il marito, ma improvvisamente viene catturata dalle Giubbe Rosse. Frank, sconfortato, lascia le Highlands per recarsi ad Oxford. Gli inglesi conducono Claire a Fort Williams da Jonathan Randall, il quale cerca per la terza volta di scoprire la verità sulla donna, ricorrendo alla violenza. Ma prima che il capitano possa ferire Claire, Jamie irrompe dalla finestra e minaccia l’uomo di sparargli se non lascia andare sua moglie.

I consigli di WSF per l’inizio dell’estate


Ah, l’estate! Tempo di vancanze, di fuga dalla realtà di tutti i giorni, di deliziosi di gelati… o, a seconda dei punti di vista, tempo di caldo, lavoro e zanzare. In ogni caso, nulla ci vieta di passarla spendendo un po’ di tempo al fresco con una bibita ghiacciata ed un buon libro, che sia in spiaggia o in città. Senza indugio alcuno eccovi i nostri consigli per una lunga estate di libri e film all’ombra!

FILM 

Creature dal cielo

Un film estremo e particolare, che segna l’esordio di Kate Winslet nel cinema e vede la regia di un Peter Jackson ancora lontano ai futuri fasti della terra di mezzo. La bellezza di questo film sta nel suo assoluto equilibrio fra follia e sanità mentale, tenerezza e brutalità, e l’infantile ingenuità delle due protagoniste adolescenti già “macchiata” dalla malizia del mondo degli adulti. Riesce davvero difficile vedere della tenerezza e dell’ingenuità in un film che parla di un terribile fatto di cronaca, peraltro realmente accaduto nella Nuova Zelanda Jacksoniana, eppure è così: ci si sente al tempo stesso affascinati e disgustati dalle due “creature dal cielo”. E, nonostante la loro mente criminale e distorta, non si può non provare una dolcezza e una compassione infinita per la loro storia.

Quando la moglie è in vacanza 

Un classico intramontabile, perfetto per un pomeriggio d’estate; è infatti in questa stagione che si consuma tutta la storia del “povero” Richard Sherman, che si ritrova una donna splendida e frizzante come vicina di casa, mentre la moglie e il figlio sono in vacanza. La tentazione è forte, ma Richard non vorrebbe davvero tradire sua moglie… se non lo avete ancora visto non vogliamo anticiparvi niente: ma questo film è delizioso e perfetto per chi abbia voglia di tuffarsi nella nostalgia dei meravigliosi anni ’50 e nel fascino senza tempo di Marilyn Monroe.

Vacanze romane

Film delizioso e malinconico, dal finale agrodolce. La storia è delle più semplici: una principessa “ingabbiata” dalla propria posizione, durante un viaggio decide di fuggire e di comportarsi come una normale ragazza in visita a Roma. “Vacanze Romane” è un altro grande classico perfetto per l’estate, che ci riporta ai tempi della Roma che fu: ancora grande, gloriosa e genuina al tempo stesso. Ma, sopratutto, ancora capace di far sognare chi la visitava. Per molti è “solo” un bel film; per noi italiani è anche grande motivo di nostalgia. A parte la personale percezione che una persona ne possa avere, è un film che va visto e rivisto, specialmente per chi vive le estati in città e vuole immaginarsi un po’ Audrey Hepburn in Italia.

LIBRI

LE SULTANE – Marilù Oliva

Tre donne regnano sovrane sul palazzo popolare di via Damasco, a Bologna. Sono soprannominate le Sultane e hanno dai settant’anni in su. C’è Wilma, piccola e astuta mercante in grado di vendere l’acqua santa al diavolo, che nomina incessantemente il suo morto. C’è Mafalda, la donna più tirchia sulla faccia della Terra. E infine Nunzia, bigotta fuori e golosa dentro, incapace di contenersi. Le loro imperfezioni sono state marchiate a fuoco da una vita poco gentile: Wilma non sa fare i conti col suo lutto e litiga in continuazione con la figlia Melania, una disgraziata adescata da una setta satanica, che bussa alla porta solo quando necessita di un piatto caldo; Mafalda è costretta ad accudire il marito malato di Alzheimer; Nunzia, in delirio tra i suoi crocifissi, trova sempre il tempo per estorcere pettegolezzi e per concedersi i peccati che riesce ad arraffare. I loro desideri sono palliativi al grande sconforto dell’indifferenza che suscitano. Sono ignorate da un mondo a misura di giovinezza, un mondo incarnato dalla frastornante vicina del secondo piano, Carmela, cui Wilma prova a chiedere maggiore educazione e rispetto delle regole. Ma niente, quella continua a riderle in faccia. Le vecchie sono abituate a non ricevere considerazione, ragion per cui, quando improvvisamente l’esistenza le costringe a una svolta forzata, osano quello che non hanno mai osato fare e rompono tutti i tabù. Così, come tre parche potenti che inseguono disperate lo scoccare del loro tempo, nell’ombra filano i destini di chi ha tentato di metter loro i bastoni tra le ruote… Dopo la fortunata trilogia della Guerrera, Marilù Oliva racconta una storia irresistibile di amicizia, solitudini, rivincite e desideri inconfessabili, tra sorrisi amari e atmosfere noir.

 

LA TREDICESIMA STORIA – Diane Setterfield Margaret

Lea è una giovane libraia antiquaria che negli anni trascorsi con il padre tra pagine immortali e volumi sepolti dall’oblio, ha coltivato una quieta passione per le biografie letterarie. La sua prevedibile esistenza viene sconvolta un giorno da una lettera tanto enigmatica quanto perentoria: “L’ora è giunta. Venga lunedì con il treno delle quattro e mezzo. Manderò una macchina a prenderla alla stazione di Harrogate. Vida Winter”. E’ questo l’invito con cui Vida Winter, carismatica scrittrice alla fine dei suoi giorni, informa Margaret della sua investitura a propria biografa ufficiale. Dopo mille esitazioni – perché proprio lei? sarà all’altezza delle aspettative di una delle più grandi scrittrici viventi? – la giovane parte alla volta dell’isolata magione dell’anziana autrice, nelle campagne dello Yorkshire.

LA MORTE DEL PADRE – Karl Ove Knausgård

Un libro complesso, estremamente lento, che cerca di portare alla luce la vera scrittura, o almeno ha il merito di provarci. Un classico moderno da odiare o amare senza sconti.

“Quando si sa troppo poco, è come se questo poco non esistesse, ma anche quando si sa troppo, è come se questo troppo non ci fosse. Scrivere significa portare alla luce l’esistente facendolo emergere dalle ombre di ciò che sappiamo. La scrittura è questo. Non quello che vi succede, non gli avvenimenti che vi si svolgono, ma lì, in se stessa. Lì, risiede il luogo e l’obiettivo dello scrivere. Ma come si arriva a questo lì? Era questa la domanda che mi ponevo mentre seduto su una panchina di quel quartiere di Stoccolma bevevo caffè e i muscoli si stavano rattrappendo dal freddo e il fumo della sigaretta si dissolveva in quell’enorme spazio fatto d’aria che mi sovrastava. Per molti anni avevo cercato di scrivere di mio padre, ma senza riuscirci, sicuramente perché tutto questo era troppo vicino alla mia vita e quindi non era facile costringerlo in un’altra forma, che invece costituisce il presupposto base della letteratura. È la sua unica legge: tutto deve piegarsi alla forma. Se qualcuno degli altri elementi letterari è più forte della forma, per esempio lo stile, l’intreccio e il tema, scavalca l’importanza della forma, il risultato sarà debole. Ecco perché gli scrittori che posseggono uno stile marcato scrivono spesso libri deboli. Ecco perché quegli autori che si occupano di argomenti e temi forti scrivono libri deboli. La potenza insita nel tema e nello stile deve essere spezzata affinché possa nascere la letteratura. È questa demolizione che viene definita ‘scrivere’. Lo scrivere riguarda più il distruggere che il creare.”  – Karl Ove Knausgård

ALBUM 

 “The Smiths”, l’album d’esordio dell’omonima band è ad oggi considerato uno dei dischi più importanti degli anni ’80. Rimasto per 33 settimane nella classifica inglese dei dischi più venduti, il gruppo britannico riesce in 45 minuti circa di disco a riassumere, stigmatizzandola un’intera epoca storica. I testi e il messaggio nascosti tra le note altro non sono che un inno universale a tutti i dubbi e alle paure di una generazione. Un capolavoro assoluto che tutti dovrebbero ascoltare almeno una volta.

Libri, film, musica: i consigli di Maggio del WSF


[Film]

Storie pazzesche 

Erroneamente consigliatomi come il nuovo film di Almodóvar (che invece lo ha prodotto), questa bizzarra “antologia di cortometraggi” diretta da Damián Szifrón è una delle cose più assurde che mi sia capitato di vedere quest’anno. Si tratta di sei cortometraggi separati fra loro che, sulla lunghezza della pellicola, portano avanti il tema della vendetta e del rancore. A suo modo comico, drammatico, bizzarro, sconvolgente, coloratissimo e folle, non c’è nulla che colpisca più di questo film fra quelli usciti nell’ultimo anno. Assolutamente consigliato.

Vizio di forma 

Questo è un film quasi snobbato agli Oscar, a parte un paio di nomination (anche se va detto che l’Academy ha preso spesso degli abbagli, negli ultimi anni) e che avrebbe meritato un po’ più di considerazione anche da parte della critica. Tratto dall’omonimo romanzo di Thomas Pynchon (distribuito in Italia da Einaudi), il film vede, nel suo cast di stelle, un bravissimo Joaquin Phoenix nei panni del disincantato protagonista. La narrazione è al tempo stesso gotica e surreale, e si lascia guardare dall’inizio alla fine senza annoiare neanche per un istante, coinvolgendo in maniera spettacolare la mente e l’occhio dello spettatore (la fotografia è una delle migliori dell’anno); e, alla fine, possiamo anche perdonare al regista i cambiamenti apportati alla trama rispetto al romanzo. Da vedere.

Whiplash 

Uno dei film-sorpresa del 2014, “Whiplash”, è di quei film che vanno assolutamente visti: non perché sono i più chiacchierati o i più attesi, ma perché sono talmente belli che vanno visti e basta. Questo, in particolare, parla dell’ascesa, della caduta e della ripresa di Andrew, un giovane batterista di talento e ambizioso che vuole assolutamente diventare il migliore di tutti; di Fletcher – suo insegnante, nemico e mentore (uno strameritato Oscar a J. K. Simmons per questo ruolo), e del loro complicato rapporto. Della fatica che ci vuole per diventare i migliori, dell’alto prezzo della bravura, e delle infinite insidie del mondo dello spettacolo.

[Libri]

CopertLa zona morta – Stephen King 

Stephen King è da sempre un autore o molto odiato o molto amato; ma ci sono romanzi che, anche se lo si odia, non si può non leggere. Parliamo in questo caso de “La zona morta”, meraviglioso romanzo ad alta tensione che, fra quelli della bibliografia di King, resiste agli acciacchi del tempo (fu pubblicato più di trent’anni fa) e se la gioca ancora fra i più recenti. “La zona morta” è la parabola di un uomo solo, costretto a confrontarsi con un potere ben più grande di lui e da lui stesso odiato, e che deve agire per salvare quella stessa umanità da cui è escluso e che non crede né alle sue parole né al suo potere. Una lettura che è consigliata a tutti, amanti o meno di King.

Delitto e Castigo – Dostoevskij 

Uno dei romanzi migliori di Dostoevskij è proprio “Delitto e castigo”, che con le sue profonde riflessioni esistenziali è in grado di far riflettere anche il lettore più ottuso. Cosa porta al delitto? Quali sono le strade che la mente di un uomo compie prima di compiere un crimine? E dopo, qual è la punizione – non solo quella legale, politica, burocratica, che vede l’uomo come un numero e lo chiude in un carcere, ma quella umana, della mente che sa di aver fatto del male? La punizione non è solo quella della legge, ma anche – e sopratutto – quella della mente. Un romanzo di grande attualità che racconta anche della Russia di un tempo, nelle sue mille sfaccettature storiche e umane, e indaga a fondo nella psiche dell’uomo e dei suoi sensi di colpa.

Mariella Mehr – Ognuno incatenato alla sua ora 

Mariella Mehr – coniugando Celan, Nelly Sachs e Artaud in una prospettiva di riscatto, di laica redenzione o di lucido delirio – rimane strettamente legata, soprattutto nella produzione più recente, al cortocircuito verbale, alla ‘Wortbildung’ (la parola tedesca composta che diventa trampolino di lancio per l’invenzione) cui segue la concatenazione sghemba dei versi, sempre inaspettata, provocatoria, materica e mai astratta o fine a sé stessa. Mariella Mehr arreda il suo universo linguistico come fosse un parco selvatico. Cosi la sua ricerca poetica approda a volte a una magia crudele, altre volte a un meticoloso esercizio speleologico, il tutto avvolto e travolto da una notte che inghiotte, restituisce e sottrae: s’insinua ovunque. (dalla prefazione di Anna Ruchat)

[Telefilm]

Secrets and lies 

Ben Garner (Ryan Phillippe) è in procinto di passare da buon samaritano a primo indiziato di omicidio, dopo aver trovato nel bosco il corpo del giovane figlio del vicino. Quando la Detective Andrea Cornell (Juliette Lewis) scava per trovare la verità, emergono i segreti e le bugie che coinvolgono tutti gli abitanti della città. Nessuno è al di sopra di ogni sospetto. La vita della famiglia di Ben sarà capovolta e l’uomo sarà costretto ad intraprendere un complicato percorso per riuscire a dimostrare la sua innocenza.