Simone Cattaneo, la poesia dei giudizi sospesi ovvero di come addomesticare l’Idra


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Questa è una poesia anti-sperimentale, necessaria e profetica… i toni caustici dell’autore rivelano un tormento, il dramma “dell’abitare il corpo”. Per Simone Cattaneo la bellezza si declina in una folgore, nel prodigio che sospende, ma non salva. Lo stupore di certe figure celesti addomestica l’Idra-vita ma non lo decapita, fungendo dunque da contraltare all’orrore dell’essere umano, alla recessione spontanea delle stagioni, degli “adorati ascoltati meno”. Fossero i benvenuti loro, scriveva Bellezza.  Ecco il canto dimenticato dei reietti, la subornazione di un testimone ostile. Buona lettura.

Giovanni Ibello

Da Nome e soprannome

Me ne stavo sdraiato sul pavimento del bagno
a cantare l’unica canzone in inglese
che conosco e a sputare cercando di colpire
un piccolo ragno sul muro,
quando la forma indecisa del mio braccio mi è parsa
simile alla bacchetta di un rabdomante che si piega
in prossimità di una qualsiasi sorgente d’acqua ormai prosciugata,
e allora ho deciso che non sarei morto soffocato dalle parole
che incendiano la giornata e ci frustano il viso senza motivo
avrei bene o male tirato a campare ancora per un po’,
il tempo necessario per non regalare
tutti i fiori di legno che offuscano la mia casa
a donne amate da anni e non incontrate mai.

***

Scarpe, lattine, una porta blindata e
delle posate si muovono nei campi
di grano a sud di Solaro
scintillanti carte da gioco nuove.
Non c’è bisogno di nessun sacrificio,
la memoria del sangue qui non cicatrizza
alcuna ferita.

***

Non venirmi a parlare d’amore né di lavoro
non so nemmeno paragonarti al vento
figurati se mi può succedere qualcosa,
potrei svegliarmi di soprassalto dal rumore
del vetro sbriciolato e trovarmi riempito
di cinghiate chiuso nel baule della tua Alfa,
sarebbe un sogno, sbiadire piano nella mattina
in un lampo liquido di metallo.

 

Da Made in Italy

***

Si è buttato sotto la metropolitana di Milano
linea rossa, fermata Cairoli. Ha urlato che il cielo
aveva bisogno di un’iniezione di rosa, lui di un lavoro e
che la Madonna si era scordata di aiutarlo.
Quand’ero ragazzino pregavo la Madonna che si occupasse
di quei porci che mi bucavano le gomme della bicicletta
ma visto che non smettevano ho preferito affidarmi
ai puntati della ‘ndrangheta. Anche loro in fondo
pregano la Madonna.

***

La cagna ha cambiato canile, mia moglie ha cambiato marito.
Così una sera di novembre, il mio amico Pino mi ha descritto
la sua vita sentimentale sdraiato sulla poltrona di plastica verde
della mia cucina. Poi ha spento la lampada al magnesio
macchiata dalle mosche, mi ha chiesto come stavo e
senza aggiungere altro se ne è andato.
E’ rincasato camminando sulla striscia a linea continua
della provinciale sperando che la notte si potesse tagliare.

***

 

Appena terminato di servire pasti caldi giù all’ospizio
mi infilo un cappello di carta con le orecchie foderate di pecora e
mi imbuco nel solito bar ad osservare fumi grassi attraversare
le finestre a forma di rombo e i feti sottoaceto nei vetri.
Tre Negroni e due Campari e poi di corsa fin dietro il vecchio ufficio postale
dove ormai solo cinesi e egiziani giocano a dadi
sperando di centrare un doppio sei che mi permetta di comprare
ogni alone di sole
e qualsiasi milligrammo di colore.

 

Simone Cattaneo

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Giovanni Ibello intervista Dana Colley dei Morphine


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La redazione di WSF ha deciso di intervistare per i suoi lettori Dana Colley, l’eclettico sassofonista dei Morphine. I Morphine sono considerati dalla critica uno dei gruppi “alternative rock” più innovativi degli anni ’90. Hanno certamente segnato un genere oltreché un’epoca. Il suo frontman (nonché poeta), Mark Sandman (alcuni giornalisti americani paragonano la sua voce a quella di Tom Waits) morì a Roma, il 2 luglio del 1999. Era sul palco, aveva annunciato al suo pubblico l’arrivo di “una canzone supersexy”…

Ciao Dana. So che è la prima domanda, ma lasciamo da parte i convenevoli. Voglio andare subito al sodo, se per te va bene, perché mi porto dentro questa cosa da troppo tempo come fan dei Morphine.

Eh eh, certo. Spero di poter soddisfare la tua curiosità.

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