Ankhagram – Thoughts di Giorgio Gubbiotti


Label : Endless Winter
Year : 2012
Genre : Atmosferic Funeral Doom Metal
Sentence : Strange progessive thoughts [7.5]

Del pacco di roba mandatomi dalla Russia da Endless Winter gli Ankhagram sono indubbiamente l’episodio più curioso che ne è saltato fuori. Infatti a differenza ad esempio dei Krief de Soli e del loro Funeral claustrofobico di stampo finlandese qua si va veramente oltre i confini del genere, ma in realtà anche ben oltre i confini del metal. Infatti questa stranissima one man band russa non si fa troppi problemi a mischiare con tranquillità sonorità doom lentissime con tastiere ed effetti ambientali che sanno di industrial e passaggi sconfinanti con la musica classica e qualche passaggio anche vagamente jazzato. La cosa più sorprendente è che tutta quella che può sembrare una strana accozzaglia di suoni di provenienza diversa funziona assai. Attraverso i lunghissimi brani del disco (eccetto il primo che serve da intro ed è lungo come una canzone normale) sia proiettati in una galleria di dolore e sconforto con tutti i mezzi possibili, dai più delicati ai più pesanti, dal suono dolce del pianoforte acustistico al growl lancinante del mistico mastermind Dead.
Thoughts è un disco non per tutti, infatti bisogna avere la pazienza di entrarci dentro e di capirlo a fondo, cosa non facile proprio perché bisogna superare l’ostacolo di queste diversissime e non collimanti influenze. Una volta fatto però resta a mio avviso quasi impossibile non commuoversi di fronte a passaggi come il malinconico treno in transito che apre Lost in Reality o i passaggi con le tastiere sfacciatamente progressive che vanno a chiudere il disco con la title-track Thoughts. Un disco che si indirizza forse più agli amanti dell’ambient che del doom in generale, ma che comunque non manca di avere il suo fascino anche su chi è ben abituato alle sonorità Funerarl.

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Reflections – The Fantasy Effect – di EdoCFH


Label : Indipendent
Year : 2012
Genre : Djent/Metalcore
Sentence : Good Pusher [7.0]

In America è noto oramai che il Djent abbia soppiantato il Deathcore nell’ultimo anno e dopo un dominio di 6 anni ha lasciato definitivamente il trono del trend USA. Realtà come i Reflections sono il sintomo di perfetta salute della scena, la band è indipendente ma la qualità compositiva e studio è altissima, questo conferma quanto le band puntano su se stesse. Prende un po di virtuosismi alla The Human Abstract e qualche riflessione più Periphery in alcuni stacchi, marcatamente progressivi in alcuni frangenti e totalmente monocorde in altri. L’ottima varietà è il punto di maggior forza del combo statunitense, una capacità di non ripetersi non comune, una grande abilità nel non ripetere in generale niente nelle proprie strutture, intervallare suite con momenti ambient elettronici, catturare il momento adatto per fare aperture melodiche. La band è linfa grezza senza un sound definito ma ha tante strade davanti su cui incamminarsi e siam sicuri che basterà sceglierne una per ritrovarci davanti ancora ottimi lavori, di livello si spera maggiore rispetto The Fantasy Effect.
Se volete puntare 100 euro su un nome che diventerà grosso puntate sui Reflections.

di Edoardo Del Principe

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Bologna Violenta – Utopie e Piccole Soddisfazioni – di EdoCFH


Label : Wallace Records
Year : 2012
Genre : Avant-Garde Metal
Sentence : Symphony of Destruction [7.5]

Nicola Manzan nel 2005 mette in piedi il progetto solista denominato Bologna Violenta. Il progetto in questione vede il parto terzo nel gennaio di quest’anno con il qua presente Utopie e piccole soddisfazioni.

“Nessuna citazione da film in questo nuovo album, dove è la musica a farla da padrone, e solo poche parole a sottolineare che dietro alle grandi utopie che muovono il mondo, sono le piccole soddisfazioni a rendere migliore la nostra vita.”

I 21 pezzi del lavoro presentano una vasta gamma di influenze e quindi di soluzioni, più orchestrali e potenti, Finale – con rassegnazione, ed altre che mettono insieme Metal,Noise e qualche sentimento un po nichilista alla Cripple Bastards, Sangue in bocca, Piccole soddisfazioni,Mi fai schifo.
Ma il maggior pregio di questo lavoro è proprio la musica classica, le parti orchestrali, perfettamente dentro un concetto potente ed onirico che richiama cori e sezioni più Sci-Fi, dove anche i riff più -core trovano un senso ed uno sbocco che non è necessariamente violento ma sempre potente, incalzato spesso da una batteria schizofrenica e martellante.
In effetti è un po una bestemmia definire questo Metal nonostante l’influenza ci sia (Costruirò un castello per lei ha qualche richiamo ai Septic Flesh tra sinfonia e batteria). Nel contesto generale sono minuzie, forse è la batteria quella a dare l’accento più metal al lavoro grazie a qualche galoppata e trovata Grindcore.
Nel complessivo il lavoro di Nicola risulta fortemente personale ma sopratutto originale nel contesto nazionale. I 30 minuti del lavoro sono abbastanza per riuscire ad apprezzare ognuno dei brani anche se dato il gusto nello scegliere le melodie mi aspetterei lavori più complessi in futuro e non solo smitragliate da 40 secondi.
di EdoCFH

Vulture – Oblivius to Ruin – di Edoardo Del Principe


Label : The Innervenus Music Collective
Year : 2012
Genre : Sludge/Doom Metal
Sentence : Nice Tits! [8.0]

Aggressivi e paranoici, il Doom dei Vulture è ricco di parti aggressive e laceranti, non dimenticando certo l’atmosfera e il sapiente uso degli stacchi tipico del genere. Le canzoni hanno una una durata media attorno i 6 minuti ed in questo lasso di tempo ne troppo lungo ne troppo breve sviscerano tutte le loro soluzioni concludendo il lavoro con 7 canzoni tutte assolutamente valide.
Incazzati, la influenze Hardcore sopratutto a livello vocale aiutano a far scorrere il cd in maniera perfetta interpretando ogni singola atmosfera nel modo migliore possibile.Anche i classicisti del genere rimarranno ben impressionati visto che il riffing prima di cimentarsi in richiami Hardcore tenta sempre la via più Sabbattiana possibile.
Un cd da ascoltare obbligatoriamente.

di EdoCHFC:http://churchofdeviance.blogspot.it/