I consigli WSF di Febbraio


Dopo un lunghissimo Gennaio, ci stiamo abituando pian piano anche al 2018. E perché non farlo seguendo qualche nostro consiglio?

Libri:

9781501175466_p0_v2_s550x406It – Stephen King: con l’uscita dell’omonimo film anche il romanzo più celebre di Stephen King è tornato alla ribalta, per la gioia degli amanti dell’horror. Nonostante King abbia dimostrato, con il tempo, di non essere solo un autore di genere horror ma uno scrittore a tutto tondo, It è il romanzo spaventoso per eccellenza. Un romanzo corale che ricopre quasi trent’anni di vita dei protagonisti, che avanza di flashback in flashback a un ritmo incalzante, e attanaglia il lettore dalla prima all’ultima pagina. La lunghezza del romanzo (parliamo di oltre 1200 pagine) scoraggia molti, ma non bisogna lasciarsi ingannare: lo stile fluido della scrittura quasi non fa pesare la lunghezza. Imperdibile per gli amanti del genere, o per quelli che hanno visto il film e sono curiosi di sapere come andrà a finire. Da evitare, però, se non volete spoiler.

Olga di carta. Il viaggio straordinario: Olga Papel è una ragazzina esile come un ramoscello e ha una dote speciale: sa raccontare incredibili storie, che dice d’aver vissuto personalmente e in cui può capitare che un tasso sappia parlare, un coniglio faccia il barcaiolo e un orso voglia essere sarto. Vero? Falso? La saggia Tomeo, barbiera del villaggio sostiene che Olga crei le sue storie intorno ai fantasmi dell’infanzia, intrappolandoli in mondi chiusi perché non facciano più paura. Per questo i racconti di Olga hanno tanto successo: perché sconfiggono mostri che in realtà spaventano tutti, piccoli e grandi. Un giorno, per consolare il suo amico Bruco, dal carattere fragile, Olga decide di raccontargli la storia della bambina di carta che un giorno partì dal suo villaggio per andare a chiedere alla maga Ausolia di essere trasformata in una bambina normale, di carne e ossa. Il viaggio fu lungo e avventuroso: s’imbatté in un venditore di tracce, prese un passaggio da un ragazzo che viveva a bordo di una mongolfiera e da un altro che attraversava il mare remando. Più volte rischiò la vita, si perse, ma fu trovata da un circo. E quando infine trovò la maga, solo allora la bambina di carta comprese quante cose fosse riuscita a fare…

Olga di carta. Jum fatto di buio: È inverno a Balicò, il villaggio è ammantato di neve, si avvicina Natale. Gli abitanti affrontano il gelo che attanaglia la valle e Olga li riscalda con le sue storie. Ne ha in serbo una nuova, che nasce dal vuoto improvviso lasciato dal bosco che è stato abbattuto, e quel vuoto le fa tornare in mente qualcuno. Anche Valdo, il suo cane fidato, se lo ricorda, perché quando conosci Jum fatto di Buio non lo dimentichi più: un essere informe e molliccio. La sua voce è l’eco di un pozzo che porta con sé parole crudeli, e tutto il suo essere è fatto del buio e del vuoto che abbiamo dentro quando perdiamo qualcuno o qualcosa che ci è caro. Jum si porta dietro tante storie che Olga racconta a chi ne ha bisogno, come dono, perché le storie consolano, alleviano, salvano dal dolore della vita e soprattutto fanno ridere.

Multimedia:

bright-1-sheet

Bright: Ennesimo film di produzione Netflix, che ormai ci ha abituato a tante produzioni originali e innovative, Bright è un prodotto riuscito a metà: buone le interpretazioni e originalissima l’ambientazione (un mondo moderno dove umani, orchi ed elfi convivono fra di loro con gli inevitabili problemi di stereotipi e razzismo), ma trama non chiarissima e finale un po’ troppo veloce. Da vedere per l’idea e l’originalità della storia, sperando che il già annunciato sequel faccia un po’ più luce su alcuni punti della trama rimasti oscuri.

86ca54d1831c9ca0d58ff4f021292b0cBlack Mirror [4° Stagione]: Le stagioni di Black Mirror targate Netflix hanno diviso i fan in due: chi si dispera per il tradimento delle prime stagioni, e chi accoglie favorevolmente il cambio di rotta dello stile. Che voi siate pro o contro l’americanizzazione di Black Mirror, questa quarta stagione va vista senza ombra di dubbio: gli episodi sono stati girati con maestria, narrati con un alto livello di tensione, e interpretati in modo eccellente (specialmente l’inquietante “Crocodile”). Se proprio non sopportate l’abisso fra le prime due stagioni e le nuove, prendete queste storie come dei bei mediometraggi da vedere per passare il tempo e avere qualche brivido, senza pretese nostalgiche. Che il vecchio Black Mirror sia ormai sparito è fuor di dubbio, ma anche il nuovo ha qualche buon asso nella manica.

a70hcDbx_400x400Dark: Considerato da molti l’erede tedesco di Stranger Things, questo piccolo capolavoro europeo targato Netflix è, per certi versi, di molto superiore al suo “predecessore” per intensità e bellezza estetica. Dark ha uno stile crudo, viscerale, intenso, oltre a una storia complicata e quasi perfetta. Il finale aperto lascia intendere una seconda stagione, che speriamo arrivi presto. Non intendiamo spoilerare, ma i colpi di scena sono tanti. Per chi non è pratico di lingua tedesca consigliamo di vederlo doppiato in italiano, perché è un po’ difficile la storia seguendo solo i sottotitoli.

Godless: E’ una serie televisiva statunitense prodotta e distribuita da Netflix, ambientata nel vecchio West.
Nel 1884, Frank Griffin è un fuorilegge che va alla ricerca del suo ex amico e figlio adottivo, Roy Goode, che lo ha tradito. Tutto diventa complicato per Frank Griffin quando scopre che Roy si nasconde in una città chiamata La Belle, dove le donne regnano. Loro faranno di tutto per proteggere la loro città dalla vendetta di Griffin, il quale aveva giurato di uccidere chiunque avesse aiutato Goode.

Annunci

Children


“CHILDREN”

di

Tukuya Okada

Giappone – 2011

In un futuro imprecisato e dispotico si muove il bambino “4483”. Un numero tra tanti che ogni giorno compie la sua routine scolastica e calcistica con zelo e dedizione. E’ proprio in questo mondo cupo e ricoperto di polvere che si muove il protagonista, un’ombra come tante chiusa dentro a spazi troppo stretti. La storia si muove su più livelli concettuali, mostrando come il microcosmo della società adulta non sia null’altro che un insieme di esseri inespressivi e freddi, che si limitano a ricoprire un ruolo che qualcuno ha dato loro. Di contro sarà proprio il sentimento umano, ad uscire prepotente per dare vita, in un giorno qualsiasi, a una vera e propria rivoluzione fisica e culturale.

Il corto è dunque un vero e proprio attacco al sistema sociale ed economico Giapponese, all’interno del quale modernità e tradizione s’incontrano, cortocircuitando la personalità emotiva e sessuale degli individui. La freddezza della ripetizione viene a cozzare contro la sottomissione culturale che porta ad uno stile di vita alienante e insalubre. Sarà infatti compito delle nuove generazioni combattere per riappropriarsi della loro identità attraverso la riscoperta delle più basiche emozioni umane.

Un corto questo che riporta concettualmente alla memoria il messaggio musicale presente nella discografia di fine anni settanta presente in dischi come: The wall e Animals dei Pink Floyd.

Un opera formalmente semplice, che ricerca e stigmatizza l’abbandono della delicatezza insita nell’impero verso la società “penetrativa” occidentale che crea e riproduce mostri.

Il messaggio quindi è la vera forza di questo corto che coniuga ad una devastante prospettiva futuristica la possibilità di scelta di un’alternativa.

Perché ognuno di noi non è una semplice goccia nell’oceano, ma un oceano dentro ad una goccia.

Christian Humouda