Tormento e colori Intervista a Stefany “Bahira” Pepe


 

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Pittrice autodidatta nata a Roma il 03/08/1987 , vive a Roma.
La passione per il disegno è nata e cresciuta insieme a lei nel corso degli anni ma solamente nel luglio del 2016 colta da una forte ispirazione ha deciso di sfogare la sua creatività sulla tela. Da li ha inizio il suo percorso artistico.
Nei suoi quadri troviamo i frutti della sua mente ,dei suoi pensieri, e soprattutto le emozioni e le sensazioni che la circondano. Firma le sue opere con il nome Bahira.

Benvenuta su WSF Stefany,

Come e quando nasce il tuo percorso artistico?

La passione per il disegno è nata e Cresciuta con me, mentre il mio percorso artistico inizia per caso, nel luglio del 2016 con l’idea dei quadri personalizzati.

 

La tua produzione spazia toccando più generi e stili diversi, quale pensi ti rappresenti di più?

 

E’ proprio così! Mi piace molto variare, sperimentare e soprattutto mettermi alla prova, mantenendo però il mio stile  fantasioso e surreale.

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Qual’è il messaggio che desideri veicolare attraverso il linguaggio surrealista che ti contraddistingue?

 

Il messaggio che cerco di veicolare è che anche dietro ad una moltitudine di colori si può nascondere il nero. Le apparenze sono sempre pronte ad ingannarci e io cerco di mostrare il lato più profondo e oscuro, pur mostrando all’apparenza tutt’altro. Un esempio è dato dall’opera: “la donna bicolore”. In questo dipinto il rosso rappresenta la violenza mentre il verde ne racchiude la libertà. I sei quadri che compongono questa collana hanno come comune denominatore la violenza sulle donne

Il messaggio che veicolano non è dei più allegri, ma ricollegandomi alla mia riposta precedente sono pieni di colori e speranza.

In questi quadri descrivo inquietudine, la  gioia di una libertà piena di stenti, dolore e  speranza. La donna appare ma rimane allo stesso tempo nascosta. La sua intenzione è quella di non mostarsi, una forma di autoprotezione che tuttela però anche il suo accusatore. I temi che cerco di mostrere sono inoltre quelli dello stalking, della capacità di giocare d’azzardo con la propria vita. La presenza di alcuni oggetti che servono a ferire il corpo che altro non sono che l’autolesionimo fisico di un’anima lesionata. Questi sono i temi che ho rappresentato nei miei lavori intrecciandoli in una percorso guidato.

 

Qual’è la difficoltà e la fortuna di lavorare su commissione?

 

Le difficoltà sono sempre tante e come ogni evento della vita vanno affrontate.

Lavorare su commissione è una fortuna  perché ha il duplice scopo di mostrare il mio lavoro e imparare nuove tecniche. Poi vedere le persone soddisfatte grazie ad un mio lavoro è un emozione immensa.

 

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L’essere un autodidatta è stato un limite o un incentivo alla tua produzione artistica?

 

Sicuramente è stato un incentivo. Chi come me è un autodidatta non ha nessun tipo di limite se non la sua fantasia. Lo studio è fondamentale per avere basi solide ma è il tempo e la  fantasia a fare la differenza. Non si deve avere paura a contaminare il proprio lavoro e contaminarsi con tutto ciò che ci circonda.

 

Picasso ha detto: “Impara le regole come un professionista, affinché tu possa infrangerle come un artista.” Che cos’è per te l’arte?

 

L’arte è l’anima che ha bisogno di uscire allo scoperto rimanendo protetta.

 

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Arte e denaro il connubio è possibile?

 

Si è un connubio possibile, come ogni cosa del resto. Grazie alle commissioni io ricavo il denaro necessario per proseguire la mia passione .

 

Puoi anticiparci qualcosa sui tuoi futuri progetti?

 

Ho in mente molte idee e progetti che al momento sto studiando.

Voglio ancora mantenere il segreto ancora per un po’. Se avrete il piacere di seguirmi lo scoprirete.

Grazie

All images are property to Stefany Pepe 

Christian Humouda

Pagina Fb:  https://www.facebook.com/bahira/

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I consigli di WSF per affrontare il ritorno alla vecchia vita


L’estate è finita (almeno per alcuni), riprendono i normali ritmi di lavoro e studio e anche noi, come voi, riprendiamo le nostre attività preferite, fra cui i nostri amatissimi consigli. Per questa mezza stagione, un po’ estate un po’ autunno, vi proponiamo tre telefilm e un film da guardare per rimettervi in pari con quello che in estate ha fatto più parlare di sé. Bentornati a tutti!

Libri 

_Avolteritorno_1328640946A volte ritorno – John Niven 
Questo romanzo, ironico e divertentissimo, parla di una seconda venuta di Gesù sulla terra. Un viaggio del Messia nell’umanità moderna che, come lui e suo padre hanno modo di vedere, non si è evoluta neanche un po’ rispetto a duemila anni fa. La vita di Gesù sulla terra si ripropone quasi uguale alla prima, con un pubblico feroce pronto a giudicarlo e lapidarlo e una disillusa, novella Maria Maddalena che cerca di aiutarlo come può.

Caustico, irriverente e a tratti filosofico, è il romanzo ideale per tornare alla vecchia vita con qualche idea nuova e qualche riflessione in più.

Film e Telefilm

rick and morty 2Rick e Morty

Negli ultimi anni, complice il passaparola e lo sdoganamento dei capolavori anime, l’animazione non è più considerata “roba da bambini” ma ha dato vita a nuovi e sorprendenti stili della narrazione moderna. Lo stile occidentale, a differenza di quello giapponese, è meno filosofico e più paradossale o comico, come si può notare nei più famosi esempi de “I Simpson” o “I Griffin”, ma comincia a prendere nuove e inaspettate strade grazie anche ad un nuovo coraggio dei produttori. Ispirato forse vagamente alla scienza parodistica di “Futurama”, “Rick e Morty” prende spunto dai suoi predecessori per cancellarne completamente gli insegnamenti. Pungente, ironico, intelligente e divertentissimo, ma senza disdegnare colpi di scena e picchi tragici capaci di sconvolgere lo spettatore, questa serie Tv si distingue per una meravigliosa coerenza della narrazione e una colonna sonora da pelle d’oca. In America siamo nel pieno della terza stagione. In Italia, le prime due sono disponibili su Netflix.

American Gods Season 1 2017American Gods

Neil Gaiman, per alcuni, è fortemente sopravvalutato. Per altri, è vergognosamente sottovalutato. La sua produzione letteraria è infinita e i lavori cinematografici che hanno preso spunto dalle sue opere sono quasi sempre di ottima qualità. “American Gods” non fa eccezione né per potenza narrativa né per forza estetica; le (magnifiche) interpretazioni degli attori si mischiano in un’emozionante escalation narrativa che si snoda fra scene d’azione e altre di innegabile poesia. La fotografia è uno dei punti di forza di questa serie, al punto che ogni fotogramma è un’opera d’arte. Ironico, graffiante e deliziosamente blasfemo; un telefilm che, se non avete ancora visto, dovete recuperare al più presto!

1493304255_the-handmaids-taleThe Handmaid’s Tale

Negli ultimi consigli abbiamo già parlato dell’omonima opera della Atwood; oggi siamo qui per consigliarvi la sua trasposizione sul piccolo schermo. Il telefilm ha delle importanti differenze con il libro, ma sono funzionali ad una narrazione fredda e precisa che taglia il cuore come una lama affilatissima. “The Handmaid’s Tale” è di una composta crudeltà che tiene asserragliato lo spettatore dalla prima all’ultima scena, indigna e spaventa, fa arrabbiare e commuovere e inquieta per i sottili parallelismi con i nostri giorni. Al tempo sembrava una distopia lontanissima, oggi questo racconto degli anni ’80 rivisitato in chiave moderna sembra più plausibile che mai. Interpretazioni splendide da parte dell’intero cast. Super consigliato.

062017-to-the-boneTo the bone

Le produzioni Netflix veleggiano spesso dai capolavori ai flop assoluti: un fenomeno, questo, che trova le sue radici nell’assoluta libertà di sperimentazione della piattaforma online più famosa al mondo. “To the bone” si trova in un dignitoso centro: non ha la forza trascinante di “Stranger Things”, ma neanche l’incoerenza narrativa di “Death Note”. Ciò che lo rende un film consigliabile è l’assoluta onestà con cui viene trattato il tema dell’anoressia, senza fronzoli né luoghi comuni, cosa non comune per gli stessi film sul tema. Da segnalare un Keanu Reeves in ottima forma.

(S)consigli

Fantasmi e sbuffi intervista a Monia Themonia de Lauretis


 

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Ghosts 

Benvenuta su WSF Monia,

 

Come e quando nasce il tuo percorso artistico?

 

da quando disegnavo cavalli sulle porte di casa per la somma felicità dei miei genitori 🙂 quindi direi da sempre…

 

Chi o cosa ha influenzato il tuo modo di creare?

 

mi piacerebbe dire tutto e niente, tutti e nessuno… ho sempre avuto la tendenza ad assorbire una pluralità di fonti d’ispirazione e a rielabolarle nella maniera a me più naturale, con cocciutaggine e libertà, incurante dei modelli e anche della discutibilità dei risultati… ovvio che potrei fare una lista lunghissima di artisti che ho assorbito di più anche come attitudine e approccio all’arte… da david bowie a egon schiele, da michael ackermann a wim wenders… passando per una miriade di artisti semisconosciuti e incazzati neri 😀

Tra le tematiche dei tuoi lavori pittorici e fotografici ci sono sempre rimandi all’eros, alla morte e (se così vogliamo dire) alla ricerca “dell’altrove”. Per questo ti chiedo dove e da cosa trai ispirazione per le tue opere?

io sono morbosamente interessata alle devianze, agli aspetti più intimi e “inconfessabili” della natura umana, alle paure, ai segreti, al nascosto… quindi la sfera dell’eros è sicuramente una delle fonti primarie vista la primordialità/bestialità che contiene e i numerosi taboo che la riguardano. idem per la morte, da sempre argomento cruciale…

indago me stessa, ed empaticamente cerco di calarmi nelle viscere e nei baratri altrui…

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Quali sono i baratri che hai visto e di cui ti senti parlare e quanto hanno influenzato il tuo modo di creare?

Non ho chissà quale affascinante esperienza alle spalle… mi faccio accompagnare dalla mente mentre leggo, mentre parlo con la gente, mentre osservo. Problemi mentali, paure, devianze, malattie, superstizione, violenza, criminalità, banalità, ridicolo, grottesco, morte… direi che sono tutti temi immancabili, qualsiasi cosa io faccia.

Ghosts, Blowjobs, Exposing the Sickness, In between, Sistema Morboso… a quale progetto ti senti più legata e perché?

Tendenzialmente sempre all’ultima cosa fatta o a quella in corso 🙂 è come se una cosa, una volta finita, o anche solo concepita, già mi suoni vecchia, superata… vabbé a parte questo pensiero estremo… fra questi nominati ce ne sono almeno un paio perennemente aperti e in evoluzione, come Ghosts e In Between, senza dimenticare la mia eterna passione per la Street Photography che è un progetto di vita ormai 🙂

Ricollegandomi alla domanda precedente. Come nascono le figure di ghosts, questi fantasmi quasi per nulla erotici, ma allo stesso tempo sensuali?

Ho sempre cercato di immaginare scene di vita accadute in posti ora abbandonati… le presenze che hanno abitato luoghi… e ovviamente i miei fantasmi non sono di nobildonne con abiti d’epoca.

I miei sono nudi, squallidamente normali, con tutti i loro difetti. Grassi, magri, storpi, volgari, pensierosi, colti in atti segreti, innominabili, “sporchi”… reali, pesanti. Memorie incancellabili.

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sistema morboso

 

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Cosa desiderano veicolare i tuoi lavori? Qual’è il messaggio dietro al colore e al B/N?

A me interessa far arrivare impressioni e sensazioni, non ci sono necessariamente messaggi chiarissimi o morali della favola dietro. Ci sono sicuramente delle idee, e se arrivano anche quelle… beh… benissimo.

Per me il colore è molto importante, adoro il colore anche se non si direbbe dalla generale oscurità che pervade le mie cose… ma lo utilizzo solo quando ha un ruolo determinante, altrimenti, specie per la street photography, risulta spesso irrilevante e anche di disturbo.

Che cos’è per te il corpo?

E’ triste se dico un peso? E’ come un vincolo. Non una gabbia… ma di sicuro un forte condizionamento.

Puoi anticiparci qualcosa sulle tue future produzioni artistiche?

Ehhhh….. metto sempre troppa carne al fuoco… sempre messa troppa carne al fuoco!

Ecco perchè alla fine fra musica, arti visive e compagnia bella non ho mai sviluppato bene una cosa… risultato: tante cose ma fatte male!

Negli ultimi anni mi sono imposta di concentrarmi sulla fotografia ma ovviamente già sto buttando dentro addirittura un tentativo di cortometraggio… comunque direi il prossimo progetto in “uscita” è fotografico e si intitola Lazarus, un lavoraccio sulla morte e sulla dimenticanza che porto avanti da un anno e mezzo fra alti e bassi… è estremamente impegnativo a livello emotivo e spesso lo devo accantonare per riprendere fiato…

All images are copyright protected and are property to Monia Themonia De Lauretis

Christian Humouda

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