Inediti di Ilaria Pamio: – Assolo per Joel-Peter Witkin


cammina

CAMMINA CAMMINA

“Cammina cammina
sciocca bambina imbellettata
col girello d’acciaio fiorito
e il pizzo consunto.
Non li vedi?
Tutt’intorno a te
ridono, sbellicandosi a terra
e anche il pittore s’è fermato.
L’unico è un uomo
immobile sull’uscio
non parla, pensa:
sì, ma chissà a che cosa”

(lila Ria, 16 ottobre 2016)

*

il-cappello

IL CAPPELLO

“Andai al matrimonio
col mio cappello migliore.
Tutti mi guardavano
la pelle dai fianchi
strabordava.
Indossavo le mie calze
d’acciaio fino
e, sebbene avessi scordato lo smalto,
me ne fregavo!
Avevo pur sempre una cosa
per cui tutti m’invidiavano:
il mio bellissimo cappello”

*

immagine

IL ROSSETTO

“Tic tic tic tic tic
li hai sentiti i miei tacchi sul pavimento?
Sono pronta da mezz’ora
agghindata per l’appuntamento.
Ho messo le calze
di seta
le culottes, il bustier
e ho legato i capelli in un elegante chignon.
Poi ho acceso una sigaretta
, sai… nell’attesa,
e fanculo!
ho rovinato il rossetto”

*

imm

ORGE MAGNIFICHE

“Quante volte
, nei sogni,
vidi l’intreccio di quei corpi.
Sconosciuti misti a sconosciute
e io
lì in mezzo
a far l’amore con loro
su nudi materassi polverosi.
Senza preoccupazioni
nessuna nebulosa nella testa
solo una pace interiore
)quasi( magnifica”

*

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[SOLO DUE SOGNI, NESSUNA POESIA]

Ero lei nel mio sogno
con il mio taglio di capelli nuovo
il seno nudo
e quell’appendice fiacca tra le gambe.
Mi sedetti al tavolo
intinsi il pennino nell’inchiostro
e con Rocky sulle gambe
scrissi tutto affinché non dimenticassi:
“ho sognato
che nuotavo sopra gli squali.
c’era un cunicolo immenso
con tantissima acqua limpida
profonda cinquanta metri
che mi chiamava
bloccandomi il respiro.

ho sognato
di masturbarmi tra la gente
guardandola fissa negli occhi.
e sotto la mia gonna rossa,
come modellassi creta,
la mia vagina diventava un pene
cortissimo e largo”

(Lila Ria, 16 ottobre 2016 e 12 maggio 2010)

*

lib

VOLEVO SOLO LIBRARMI NELL’ARIA

“Volevo solo librarmi nell’aria
, nient’altro che quello,
e non sentire più il peso
delle mie ginocchia, nelle mie ossa.
Spinsi il mio busto un po’ più avanti
, come fossi in mare,
e anziché nuotare
mossi le braccia e mi misi a volare”
(16 ottobre 2016)

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