Inediti di Stefano Della Tommasina


1

Belvedere

Per sollevare il fiume privo d’acque
urgono forze di un’estate intera
e in rapida rovina i suoi prospetti
l’alchimia di un ponte immaginario
squadre cresciute nella disciplina
di paesi in guerra. Eccola la piena,
un pungere di vespe minacciate,
il fuggi fuggi di capelli un po’
ridicolo, di braccia, di molestie
squallide, prima che la sera annunci
il suo miracolo di aloni, illeso
ronzio di mare: il Belvedere acceso.

2

Gazze

Di grano in grano arriva al fiume abbandonato,
al campo. Un valico di forze, segni sconosciuti
ai libri dei pro feti. Qui non si cammina: gazze
rubano le orbite. Rifarsi gli occhi è pura rappre
sentazione. Di grano in grano lo spaventapass
eri r esiste, ombra e girasole, fisica di una me
tafora. La terra disco nosce i suoi b ottoni gr i
gi, il visto, il fondo scuro di un bot tino im pur o.

3

A lad insane

Giovane insano, il tempo per sgranare
vetri, la perfetta ellisse delle orbite
puntate al cuore, al fegato. Se osservi
le parabole contando i tetti ancora
liberi ti resta una metà del pomeriggio,
il rigore di un cortile disatteso con le
funi al ramo, un cappio e un’altalena
che si guardano per gioco o per amore.

4

Il segreto

Le donne liberano i fianchi
assumono medicamenta dalla scienza
sieri dall’estetica, colpe dalla religione.
E dire all’aria vigile dai tetti “siamo qui”
è un incipit, il salto dalla penna all’opera.

I bimbi giocano continuamente
lo fanno per definizione, con l’istinto
di ferire, spingere una sfera, rotolare sotto,
rincasare non sapendo in quale stanza
chiudere il segreto.

Agli uomini il finale
come le autostrade, i luoghi pubblici
i pontili. A cose fatte sono solo nomi
tentativi dignitosi, veri
(il sabato davanti ai cimiteri per dovere
si risvegliano, segnandosi severi).

5

Il tema

Se amore è inascoltabile
chi spiega la natura dell’orecchio,
la facoltà di cogliere un fonema
nella moltitudine. O l’animosità,
tra l’aria e la voliera, del vissuto:
la perdita reciproca del tema.

6

Scirocco

Ti godi quel ritorno che del colore
è lettera, felicitazione.
Sei, di mattina e dopo il mezzogiorno,
un carro senza ruote
la parodia di un viaggio.
Finestre aperte! Domandatemi
se vengo o se vi dico addio.
Le case vuote, bianche, invocano
invasioni: questo scirocco della notte
– dici – ha il viso giallo.

***

Della Tommasina Stefano nato a Massa il 28-01-1962.
Laureato (cum laude) in Lingue e Letterature Straniere all’Università degli Studi di Pisa, nel 1986. Insegna tennis (è Maestro nazionale F.I.T.) nel 2015 ha vinto il concorso di poesia Opera Prima, con conseguente pubblicazione del libro, “Museo Bianco”. Sempre nel 2015 ha vinto il Premio Lorenzo Montano per la poesia inedita con “Global”. Entro la fine del 2016 è prevista l’uscita del libro di poesie “Global”, per Oedipus edizioni. Alcune sue poesie sono state pubblicate in Critica Impura, Interno Poesia, La Presenza di Erato, Versante Ripido, Forma Vera . Inoltre è presente in alcune antologie edite da Lietocolle.

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