Inediti di Francesca Dono


dono

-cinque palazzi-

si aspetta l’aria.
Il caffè nuota dentro una tazzina.
Al di là del davanzale cinque palazzi nel vuoto. Molti sono consumati.
Osservo la stasi.
Un uomo si sporge dalla ringhiera .
Sistema di sistema
da ricomporre la ragione del mondo.
Ma un parco verde entra nel vetro. Apre un largo di finestra.
Giunge ora un’altra scena a sollevare dai fondi
Arrivo persino a stare a bordo del palazzo con una valigia.
La valigia dentro una tazzina. Un attimo.
-La valigia legge il mio destino: compio un dovere, non posso sciuparmi
al primo confine-

*

-eureka-

sei venuto
impeccabile e silenzioso.
Pieno alla piuma
come un succo di lime.
Lauda di leggerezza
fuggita dall’oscura corteccia.
E’ un giorno comune, ma che suggerisce ai veli notturni
alla spiaggia in ritrovo nel flusso verso il mare.
Allora potete dire a tutti
che questo pennello è spumeggiante?
Tropicale nel fieno
cammino tra cortili marini.
Un vuoto luminoso.
Eureka, dico e mi tingo le mani .
Un istante .
Poi un cerchio di sudari scende
senza titolo né nome.
Siede la mia sinistra
con una cetra sfibrata.
L’approprio della città è improvviso.
S’infossa agli occhi e all’ asta volatile.
L’Ade inghiotte.
L’intorno si taglia tra le ombre
e il mio corpo discende a loro. Dei infernali.

*

-frammenti dentro vorticosi condotti –

un campo
lungo foglie minute.
Dove l’ikebana per un filo d’erba. Ma tu guardami dal ponte durante l’ora di fuliggine.
Dimmi se saremo anche noi dentro vorticosi condotti.
Byte in movimento .
La sera ci sorpassa dietro i tralicci.
E dietro un angolo di stanza Lorna era una casella nel suo veleno
di terre. Domani tornerà a nascere con un vestito di fiori. Muri della città
allestiti per ciechi cenacoli.
Esco in mezzo alle nuvole. Scie insonore.
Però rintraccio la strada. Più in basso un puzzle di malinconia giunge . Altri sconosciuti senza censura .Voci a video che rimandano la base lunare.
– Oro Saiwa gusto unico-
Ricordo ancora il fiume per la boscagliArida
e il signor Enea che moriva felice.
Tremo nel ritmo del Bolero.
Puro ricalco della brezza tra gli alberi.
Si alzano bordi senza drone . Guardo le figure selvatiche nel cortile
lombardo.
L’ incerto giace.
Servo della mia ombra .Una diapositiva di occhi.
Granaglie di un passaggio.

*

-il callo-

solo
in un assedio gravido
era a perdersi dentro quella piega.
Secoli di bilance
dove portare la carne e le cose.

Sulla carta di papiro
il callo sotto strati di memorie.
Un callo
sotto tanti errori immediati. La lunga tortura.

Non sapevo
del suo dolore impenetrabile
e neanche di quella donna
che si fermò alla luna per un varco
intorno le pietre.

Tuttavia m’ha fissato
in quella stanza.
Volo nel silenzio
che piccoli spazi di tempo
affannano a misurare .
Ricordo un brulichio e un crisantemo.
Una bambina.
Poi un attimo
più nessuno.

*

-il treno –

compie l’ultimo rumore
il treno che entra alla stazione. Passeggeri dietro il finestrino
in attesa del fermo di ferro.
Visi danneggiati. L’intorno del sole ha girato nel nulla.
E mentre un dolore rigido li muove
guardo il loro sciamare illeggibile e senza bagaglio.
Poi scendono.
Scendono inebetiti
dai fumi mentali che ci confinano.
Nel marasma, l’altoparlante
gracchia ai tardivi : l’alta velocità non risparmia nessuno, grida.
Colpevole del grande orologio che ha traboccato in un attimo.
Intanto
adesso la distanza al binario.
Porto il mio nome
ad animare i calanchi
che si estendono a ritroso.
Binario7. Altri vagoni. Una porta aperta.
Ma qui mi dichiaro: una donna inizia, una donna prosegue.
Due bauli pieni.
Il canto in Odissea.
Sollievo oltre un container di sonno.

*

-inter-poesia-

-la nave-

assicurando la scala
consueta a scalarei fianchi di una nave.

Ma sono anni.
Oscilli muti del momento.
Sono anticamere
che le nebbie indefinite sfiorano.
Unico disbrigo
della terra in pasto per i pipistrelli.

E ora l’invito. L’invito del segreto.
Una nave pronta con l’elica al cielo che scorre.
Il vortice davanti un oceano.

In cima vedo
Demetra e la porta.
Un’ombra e l’ animale ferito.
L’incrocio è una verticale ai crini di luce.
Urlo: guardami cercando di scrostare i gradini.
Guardamiseminando questipiedi
ovunque Pegaso in rancore curvi lo spazio.
Ovunquesi disperda l’occasione.

-Piano superiore : l’oblò è spalancato.
L’incrinatura del vetro non trova riposo.-

Eppure il mio corpo massiccio
conta le paratie.
Scruta la scala che espira
malgrado schiaffeggi le sue vedovanze
fino al basso.
Un’illusione.(E’ già notte . Le nuvole di pietra mi separano dalla luna).
Pulso.
Entro _______________ E(s)co.
Salgo e scendo.

*

-poltroncine rosse-

la sala di un cinema.
File di poltroncine. Poltroncine rosse nel gioco tremolante delle ombre.
Poltroncine.
Rosse poltroncine dentro uno spazio accampato
di mormorii
di singhiozzi.
Poltroncine.
Poltroncine rosse sotto fievoli acustici che entrano a battere gli occhi.
L’illusione
sopra una tela bianca.
Come il corpo nudo scoccato dal fotogramma.
Guardo.
Respiro.
Volti bianchi e neri
paesaggi emarginati che stanno in fondo. La grana sgretolata dello schermo.
Sono pesi mortali e dove ogni fianco si stanzia per dormire.
Tutto scivola tra i muri alzati.
Poltroncine. Poltroncine rosse legate in ogni fila.

***

Note Biografiche

Francesca Dono nasce a Reggio Calabria ma vive e lavora a Milano.
Scrive già a sei anni la sua prima poesia e comincia a dipingere all’età di 16.
I suoi interessi si muovono dalla pittura alla fotografia e all’arte in toto.
Tante sue opere poetiche selezionate e inserite in varie raccolte ed antologie del
panorama editoriale italiano.
Pubblicazioni sulla rivista Odissea di Angelo Gaccione e Bibbia d’Asfalto di Alessandra Piccoli, Paolo Aldrovandi ed Enzo Lomanno.
Molti dei suoi componimenti si sono classificati ai primi posti in vari concorsi tra cui :premio internazionale Otto Milioni di Bruno Mancini, premio internazionale “Terra di Virgilio”con critica di Enrico Ratti ,premio “La Stampa”con critica di Maurizio Cucchi . premio Speciale Presidenza “Abbiate Coraggio di Essere Felici” di Antonella Ronzulli e Annamaria Vezio ,premio “Internazionale Leopardi d’Oro” dell’Accademia Leopardiana di Reggio Calabria come ambasciatrice e procuratrice dell’Arte e Letteratura Italiana nel mondo . Premio MilaninSight. Concorso Racconta la tua Milano.
Anche i dipinti sono stati pubblicati su vari Cataloghi d’Arte, tra cui il catalogo d’arte “ l’Elite” anno 2013 e 2014, catalogo d’Arte di Assisi e di Artelis di Reggio Calabria nel 2015.
A Novembre edita la sua prima raccolta intitolata “ Tra l’Insionismo, l’Inversionismo e il dialogo” “Irda Edizioni”.
Nel 2014 fonda insieme all’artista Chirio una Nuova Corrente Artistica denominata “INVERSIONISMO”.
Collabora da quasi due anni con l’Associazione “Teatro delle Donne” di Maria Diluciae Antonella Addea che promuove manifestazioni poetico-culturali nella città di Milano.

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2 pensieri su “Inediti di Francesca Dono

  1. Ringrazio Antonella Taravella per aver ospitato i miei testi. Ovviamente il ringraziamento e’ esteso a tutti coloro che collaborano per questo splendido blog. Un caro saluti a tutti voi!

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