Confini. Il dove della Poesia Italiana: Daria Menicanti


daria

Vivere è non sapere le ragioni.
Dopo un silenzio da contarsi a mesi
o anni, questa sera
ho una cena ridente affollata.
Al vino amaro si riscalda, a belle
donne, alle rose alte la cena.
Seduta accanto a lui, commensale adulato,
mi sento al sole. Affilo le mie spade
per la prima apertura di guardia.
Vivere è tutti i giorni cominciare.

***

Io mi sento il palloncino
fuggito dal suo grappolo: una cosa
ironica e leggera e all’apparenza
felice.

***

Genova P.P.

– Quanto tempo – dirai. E ci sarà
odore di treni, di fritto
e una piuma di vento marino
già dall’Uscita. Sugli agri giardinetti
della Stazione tornerà la luna.
– Come va – chiederai. Da un indomato
vecchio spiccio poema d’amore
sorriderti sarà meraviglioso:
– Bene, quando ti vedo.

***

L’amore (non) è eterno

Non può durare. Certo non durerà.
Si attacca l’amore smaniando
al tuo corpo bruciante e corre ad altre,
eterno solo in questa sua vicenda.
Il resto che si dice è peste e corna
di poveri poeti.

***

Epigramma per il cuore

Se il cuore è innamorato
il fracasso che fa.
Io non capisco come mai la gente
non se ne avveda mentre quello va
tambureggiando sospeso nel petto
e non sosti interdetta a domandarsi
qual che si sia e chi fa.

***

Il lago

Conchiuso tuttavia come un anello,
calmo, compiutamente
perfetto, sé riassume dentro sé.
E non linee di fuga,
non assenze socchiude il suo orizzonte,
non impronte
conserva la liquida lama,
ma estraneo ad ogni mutazione
onda per onda si ripete
identico eternamente
come un dio che si pensa,
come un capolavoro
che in perpetuo si inventa.
E nella sua ventura
di morte interdetta
con facile respiro
beatamente mi ritrovo.

***

A mano a mano quale ero ritorno:
una che va vestita come càpita,
contenta del poco, di rari
amici scontrosi,
una dìspari
felice di bere alla brocca
della sua solitudine.

***

E’ ancora capace d’infanzia

E’ ancora capace d’infanzia
il tronco ficcato sul cuore
della città. Una luce d’alba gli esce
dai rami, ai piedi gli si affolla
tremando un subbuglio di verde.

A un vento improvviso lo zampillo
della fontana gira verso il tronco
assentendo, approvando: -D’accordo,
sussurra, la vita può essere
ancora bella.

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