L’ode di Dionisia Rain D’Annunzio


unnamed

Ph Donatella D’angelo

Quando e come nasce Dionisia Rain?

Dionisia Rain nasce nel bosco dietro la casa della mia infanzia, luogo prediletto di giochi solitari e rifugio in cui vivere il mio mondo fantastico che mi assorbiva con le sue immagini e le sue visioni e che mi ha lasciato in dono un ‘Sentire’ selvatico.

Dionisia Rain nasce da un affanno.

Stavo uscendo dilaniata nel corpo e nella mente da una storia di violenze psicologiche e mi parve di buon auspicio un nuovo nome, per rinascere, che racchiudesse le vibrazioni potenti de “La pioggia nel pineto” di D’annunzio, fuoco della mia adolescenza.

La pioggia come acqua che che feconda a esprimere il mio spirito dionisiaco e la mia volontà di crescere rigogliosa.

Infine Dionisia Rain viene alla luce con Alex Gallo, che è parte fondamentale di questo processo di integrazione e di ricostruzione.

My Flesh your flesh è stato il primo lavoro con Alex Gallo e con la moglie e musa Sandra De la luz, My flesh your flesh è la frase che portiamo impressa sulla nostra pelle, a sancire una amicizia profonda e una collaborazione nate nella carnalità di un incontro del destino, che lega tutti e tre ormai quasi da dieci anni.

Nelle tue performance, è sempre presente un ritorno alla terra. Un’azione osmotica che ti porta a diventare un tutt’uno con la natura. Come nascono le tue collaborazioni e che ruolo gioca la cultura pagana nel tuo processo creativo?

La terra è un elemento che sento prepotente.

Un richiamo alla tenerezza della mia casa , all’accoglienza e alla cura che ho imparato dalle mani pratiche e ruvide di mia madre,vivendo i cicli naturali dell’orto, del bosco e degli animali che a casa mia non sono mai mancati, più che dalla cultura pagana.

La morte è un’altro elemento che sento vicino, un passaggio di ritorno alla casa nella sua ineluttabilità di parto. Nelle mie visioni sono lì in posizione fetale con il mio vestito migliore,il corpo nudo nella terra viva.

Visione che ho realizzato con Marco Malattia lo scorso anno, tentando una reale sepoltura in una buca scavata nel terreno, nel cuore della notte, condizione che ne ha amplificato e esaltato il senso, rendendola un’ esperienza multisensoriale che mi ha toccata nel profondo. La buca come un grembo, lo stare dentro la terra in totale abbandono a godermi il suo abbraccio , caldo e freddo,senza paura e ancora una sensazione di non tempo e l’odore che ritrovo anche a distanza. mi hanno lasciato un ricordo vivido di una totalità che non si può rendere a parole.

La terra,la madre, la morte, la casa.

Un cerchio che si chiude.

Le mie collaborazioni nascono sull’onda di questo Sentire animale, in virtù del quale vengono a me esperienze e collaborazioni che hanno il mio stesso tipo di sensibilità.

unnamed-3

Ph Dorothy Bhawl

unnamed-4

Ph Dorothy Bhawl

unnamed-7

 Ph Dorothy Bhawl

Come descriveresti il messaggio che desideri veicolare attraverso il tuo corpo?

Credo nella necessita’ di trovare un proprio Bello, che varchi i confini di ogni canone, che stia a mezza via tra la consapevolezza del proprio brutto e il desiderio ardente di vivere.

Il portarsi addosso una storia fatta di cicatrici,pieghe, segni, in maniera trionfante come un guerriero

che torni da una battaglia,la propria: é la personale sfida che mi piacerebbe veicolare.

unnamed-8

Saturno Buttò

unnamed-6

Saturno Buttò

Qual è la tua personalissima poetica del corpo?

Il corpo ha una voce e io la ascolto nel silenzio del mio spazio interiore. Ogni volta che mi esco dentro non posso non accordare fiducia al mio corpo che mi sostiene nella perfezione delle sue meccaniche fino a quando mi smuovera’ uno scopo. Le mani nella terra, senza paura sono il mezzo e il fine del mio viaggio in cui il corpo è l’abito migliore che indosso per onorare la Bellezza esasperante di vivere.

Attaverso il suo calore digerisco la relazione con il mondo e mi rendo digeribile al mondo, percio’ ogni esperienza è trasformativa e si costruisce sul riconoscimento che tutti siamo connessi nella carne.

Con il fotografo Alex Gallo avete creato alcuni scatti piuttosto particolari. Simbolismi religiosi,

penitenza … senza che vi .sia quasi mai redenzione. E’ così? Non si crea per redimersi ma per

esprimere e crescere?

L’intento dell’opera di Alex Gallo sta proprio nella destrutturazione e nel riscatto dai vincoli, che è poi l’etimologia di redenzione, dei retaggi che ci portiamo dietro e che appesantiscono con la loro grevita’ il nostro incedere. Quindi nella creazione esiste redenzione.

Nel Mysterium dolorosum,la redenzione passa attraverso la carne, non esiste pentimento perchè non

c’è colpevolezza nella carne, ma celebrazione della stessa, nella sua estrema vicinanza a quello che si intravede oltre.

Ecco abbiamo voluto celebrare la sacralita’ del volere intravedere ‘il buco del culo di Dio’ che è desiderio legittimo dell’Uomo che cerca.

Ma la redenzione non è mai definitivamente un punto di arrivo, perchè il processo creativo si rinnova nella sua continua trasformazione.

(C) Alex Gallo REVOLTMASKED www.alexgallorm (1)

Ph. Alex Gallo REVOLTMASKED www.alexgallorm.com

(C) Alex Gallo REVOLTMASKED www.alexgallorm (3)-2

Ph. Alex Gallo REVOLTMASKED www.alexgallorm.com

inedita MD (C) Alex Gallo REVOLTMASKED www.alexgallorm (8)

 Ph. Alex Gallo REVOLTMASKED www.alexgallorm.com (inedita per WSF)

Che cos’è per te la religione e come mai è spesso così presente in molti tuoi lavori?

La religione lega l’uomo e il suo corpo al mito, al mondo immaginale e quindi al sacro. Religione per me, è la potenza della creazione di me stesso, il trovare il filo che mi collega al mio

divino e farlo scendere, esattamente come fosse una corda per calarsi in qualche cavità, per trovare il bambino che sono, nella sua culla.

In questo senso non può non essere presente nei miei lavori essendo il centro del mio sentire e il significato del mio percorso.

L’Estetica del Rito mi ha sempre affascinato, la sua gestualità che da’ risalto al mistero, l’altezza e l’armonia che sono così simili al processo di creazione in ogni forma di arte.

Per te che cos’é l’eros?

L’Eros è un certo tipo di sguardo con il cristallino all’infinito, che mi fa provare la vertigine dell’Armonia anche in contesti inusuali..la curiosita’ che mi faceva raccogliere le cose da terra da bambina , la luccicanza del quotidiano, la straordinarieta’ delle piccole cose che ancora oggi mi fa tenere oggetti in cui ravviso una luce o un’ombra.

Nel mio lavoro di insegnante mi toglie il fiato la capacita’ dei bambini di meravigliarsi, questo è Eros che incentivo trasmetto e diffondo come un virus, stimolando le reazioni immunitarie adeguate per proteggersi dalle adulterazioni venefiche di chi vuole uniformare l’infanzia anzichè favorirne

una crescita libera e bruciante di passioni. Mantenere sempre viva la propria componente bambina, avere l’immediatezza degli animali.

In tutto questo ravviso Eros.

Il corpo, specie nella società di diventato sempre più un oggetto da esporre. Tu invece insieme a

Donatella D’angelo avete mostrato idealmente come il corpo femminile sia sempre dotato di una

bellezza intrinseca e priva di canoni stupidi. Che ricordo hai di questa esperienza e come definiresti

il tuo corpo?

Con Donatella è stato subito un’intendersi silenzioso, fatto di intuizioni e un piacevole conversare sincero, calmo e accorato al contempo, che ha messo subito in luce le analogie nel nostro percorso di donne e madri soprattutto e poi quelle relative allo stesso modo di intendere il corpo delle donne.

Corpo che vuole raccontarsi e essere raccontato per riconoscersi, liberarsi in tutta naturalezza e vedersi con gli occhi della Natura.

Nella mia casa che immagino come un utero, spesso sto senza vestiti e stando sdraiata non percepisco confini tra me e l’esterno.

Così definisco il mio corpo, come appeso a testa in giu’ nel sacco amniotico della vita in attesa di rinascere

ogni volta.

unnamed-1

Ph Matteo Linguiti

unnamed-2

Ph Matteo Linguiti

Cosa dà e cosa toglie creare?

Vivendo nella visione, il mettere a terra, dando una forma all’inconsistenza fragile del sogno,mi pare sempre una violenza e mi crea frustrazione, perchè si tratta di rendere finito qualcosa che non lo è.

Tuttavia la necessita’ di creare la vivo come un bisogno fisiologico da espletare con impellenza. In questo preferisco farmi canale io stessa e lasciare che attraverso di me si materializzi la visione di qualcun altro, mettendo a disposizione la sostanza sottile che rende attiva la mia partecipazione all’opera e al contempo rendendomi plasmabile come creta.

Chiunque posi per una foto, sperimenta la paradossale situazione di vedere se stesso in senso storico: trasformato da soggetto a oggetto, corpo imbalsamato, passaggio di un momento che è stato e che non è più. Tutto questo si potrebbe definire una microesperienza della morte. Trasformato in Tutto Immagine, il fotografato diventa quello che gli altri decidono per lui. Diventa corpo inerte.”

R. Barthes

Quali sono le sensazioni che provi mentre posi?

Come dicevo sopra mentre poso mi sento tutt’altro che inerte cerco di sgombrare la mente da ogni aspettativa e di rendermi plasmabile, perchè devo canalizzare una forza, devo farmi ingrediente che si ammalgama, sto in una specie di stato contemplativo.

Spesso ho la sensazione di non avere colto qualche dettaglio importante ma il risultato mi sorprende sempre, mostrandomi una parte di me che non conoscevo.

L’oggettificazione la vivo dopo,attraverso gli occhi di chi guarda le mie immagini, talvolta, ma credo che sia inevitabimente riconducibile a quello che sostiene Barthes.

Tra le tue collaborazioni più importanti ricordiamo Alex Gallo, Saturno Buttò, Marco Malattia, Donatella D’angelo, Nicola Fornoni, Dorothy Bhawl che influenze hai ricevuto da questi artisti e quanto ti hanno aiutato nella tua crescita artistica?

Con molti degli artisti con cui collaboro sono legata da un rapporto di amicizia e familiarita’ che mi da il privilegio di vivere con loro il quotidiano,

Vedere l’aspetto umano dell’artista è come essere l’apprendista dell’alchimista che assiste da una postazione eccellente al processo di trasmutazione della materia e ne assorbe per osmosi la Bellezza.

Di questo sono grata.

_tGvz4u2zxGVtxa73UJgIiaIIkNcc3exaXS2fQ2xpl5VeJzYQKG82Aib5yIVo1-0ChfWKfH1gnrETGcEtsX5BW8zdCfsvo3by8Xj74VTT_SaMeOUqvJ8Byjq37JsKS6OaeaK6RdWOH7G61wpLCgE1Q2D_5LRytvXclnNk-XgUbVUbsuvpA6kWcP_cljPNp3PXeU1Ab6cR150MOpMxKEZFg

Alex Gallo Ph Alex Gallo REVOLTMASKED www.alexgallorm.com

Puoi anticiparci i tuoi progetti futuri?

Con Alex Gallo continua la promozione del Mysterium dolorosum del quale siamo orgogliosi con una pubblicazione su Bibbia d’Asfalto che ha dedicato la copertina del suo prossimo numero in uscita, a questo lavoro.

E’ prevista la partecipazione di Alex Gallo al Varvara Festival di Torino in settembre, durante il quale verranno esposte alcune foto che mi vedono ritratta.

Attualmente ho iniziato collaborazione con Nicola Fornoni , artista e performer bresciano, che con il duo NICK&RAIN mi sta dando l’occasione di vivere con lui un’esperienza ricca ed esaltante in cui potere esprimere i concetti di armonia mentecorpo che ci accomunano.

La collaborazione ha all’attivo diverse performance live e video che hanno partecipato a alcune manifestazioni artistiche dandoci molte soddisfazioni e continuera’ con altri lavori che sono in fase progettuale.

Ho in programma di pubblicare una raccolta di miei scritti, alcuni dei quali hanno avuto l’onore di fare da didascalia ad alcune opere del pittore Claudio Gaspari durante la sua personale VIXI dello scorso anno e continuero’ con i progetti in corso d’opera.

Grazie Dionisia

All images and materials are copyright protected

Official site: http://raindannunzio.blogspot.it/

Offcial Fb page: https://www.facebook.com/pages/Dionisia-Rain-D-Annunzio/425410377659711?ref=ts&fref=ts

Christian Humouda

Annunci

Un pensiero su “L’ode di Dionisia Rain D’Annunzio

  1. Con grande sentimento scrivo queste poche parole per la mia heterocera Rain.
    Posso dirvi di conoscerla molto profondamente, in modo INTRAUTERINO, essendo impressa nel mio derma/tessuto/struttura, e insieme a Sandra, è parte integrante della nostra vita.
    Le parole da lei scritte sono realmente autentiche, una confessione vivida, più che una banale intervista; essa è di una semplicità che sconfina il reale, bellezza armoniosa, dote assai rara di questi tempi, ove l’esagerazione diviene simbolo tumorale di riluttante volgarità. Sono onorato di averla incontrata sul mio percorso, e ancor di più, di continuare a scrivere una storia che non avrà mai fine.

    “Rispettala sempre, perché Lei è la scandalosa e la magnifica, e par che nell’immenso fresco viso della pioggia s’immilli il suo sorriso.”

    Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...