Divinazione prêt-à-porter “a qualunque costo”


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Ho un ricordo nella testa, come un lungo flash delle noiose mattinate al liceo, in cui un professore senza volto spiega qualcosa.  Ad un certo punto, questi esordisce con la frase “quando le certezze crollano, la superstizione dilaga”.

Un motto dal sapore settecentesco più che un pensiero oggettivo, che ha continuato a dormire nella mia mente, fino al suo risveglio di  fronte a questa pagina bianca. Ed è la risposta alla domanda complice della nascita di questo articolo: perché al giorno d’oggi ancora parliamo così tanto di Divinazione?

Nonostante la scienza, la tecnologia, le scoperte della fisica perché ancora, web e TV pullulano di medium e sensitivi?

Sarebbe abbastanza semplice evocare in fila per due, i grandi demoni del nostro tempo: crisi dei valori, crollo della Fede, globalizzazione e quant’altro ma noi cerchiamo di sottrarci ai luoghi comuni, e pensiamo con la nostra testa, se ancora qualcosa è rimasto al suo interno.

Prima di tutto. Che cos’è la Divinazione?

“Fenomeno culturale di natura religiosa, che consiste nel venire a conoscenza di necessità o eventi diversi, mediante facoltà o tecniche che, trascendendo le normali modalità del conoscere, sono volte a raggiungere fatti impercettibili dai sensi e imprevedibili per via di ragionamento o di calcolo”

Questa la spiegazione dettagliata che potete trovare sull’Enciclopedia Treccani, che in effetti spiega molto bene la faccenda puntando su un nodo cruciale: Fenomeno culturale di natura religiosa.

Religiosa? Avete mai provato a confessare al prete (a patto siate cattolici) che avete interrogato Tarocchi e Astri per predire la sorte? A me è capitato e non è stato divertente, soprattutto perché ho dovuto spiegare che ero io ad occuparmi di simili cose.

Allora che cosa intende la Treccani? Come al solito, valutiamo il background culturale occidentale e non.

La Divinazione è una pratica molto antica, legata in modo indissolubile al concetto di dio antico. Tutti i popoli dell’antichità hanno creato, sperimentato e conservato diverse tecniche di predizione, arrivando ad interpretare ogni azione umana o animale ed ogni evento naturale in modo da trarne presagi.

Il concetto base risiede nell’idea primigenia di Natura come manifestazione divina. Ogni cosa che accade è strettamente correlata poiché ogni singola azione ha un proprio effetto/conseguenza.

Per queste motivazioni è semplice capire come “il passaggio degli uccelli” o “il versare l’olio” può avere valenza più o meno negativa. Un’azione richiama un’altra azione per la legge universale che “cose simili” si attraggono. Il passo alle tecniche più sofisticate è chiaramente breve, ed oggi giorno, Tarocchi e Pianeti fanno da padroni della divinazione prêt-à-porter.

Dalla classica vecchietta del piano di sopra al “guru vip”, con tanto di groupie al seguito. Non che in passato i ciarlatani non esistessero o le richieste non fossero così esose ma oggi giorno la “Divinazione” è rimasta orfana della sua genitrice: la Religione. Questo legame, snaturato del suo più intimo significato, ha prodotto una vera e propria escalation di maghi, veggenti e sensitivi in grado di approfittare in modo anche crudele della gente. Del resto, viviamo un clima sociale che ci spinge a fare sempre meglio e sempre di più, coltivando quella che potremmo definire una vera e propria “ansia da prestazione”, in continua lotta contro il tempo e l’idea che qualcuno possa dirci cosa accadrà non fa che darci quella apparente sicurezza di cui abbiamo bisogno.

Il Cattolicesimo, come ribadito più volte, è una religione monoteista fondata sull’idea che Dio sia il solo ed unico fautore del creato. Ogni cosa, passata, presente e futura risiede in Lui in quello che gergalmente è chiamato “progetto di Dio”. Ogni cosa avviene perché iscritta in quel progetto (tralasciando il discorso di predestinazione e libero arbitrio che come sappiamo furono anche parte della rivoluzione di Lutero) e nessuno, all’infuori di Dio stesso, può conoscere le sorti di ognuno.

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Ecco il primo distacco tra mantica e religione. Pizie e Sibille sono ormai un ricordo del passato. E’ facile notare a questo punto la distanza che la Chiesa prende dalla Bibbia, che pullula di Profeti, capaci di ascoltare la parola divina e tradurla al popolo (in accordo a quella che era l’idea di mantica antica, ovvero il dio che “invasava” il prescelto, in grado poi di tradurre alla sua comunità quanto compreso). La mossa operata da primi patriarchi non è religiosa ma politica: la Chiesa stava nascendo e doveva consolidarsi. Occorreva una voce unica che parlasse al popolo e doveva essere il Papa in cui il gregge doveva vedere nello stesso tempo Dio, la Legge e lo Stato.

Anche se nel corso della storia del Cristianesimo non sono mancati veggenti e profeti, la mantica ha iniziato a percorrere una strada separata ma parallela, facilmente leggibile nel folklore locale (come del resto quella che molti chiamano “la Vecchia Religione”), correndo per i secoli e giungendo fino a noi e quel poco che rimane in materia di Divinazione.

Questo discorso andrebbe affrontato in modo più corposo e ampio, perché ricco di sfaccettature e risvolti interessanti, ma ai fini del nostro articolo, quel che ci serve comprendere è che, nonostante tutto, l’uomo conserva nel suo DNA il bisogno di divinare, al di là di quelle che sono le situazioni sociali che sta vivendo.

Allora che cosa, oggi, ha reso la Divinazione così oscura e tetra? Ne abbiamo parlato prima, “la mancanza di certezza”, non dovuta tanto all’incredulità nel chi vede la sorte, ma nella scarsa fiducia che il periodo di Crisi sociale-politico-religiosa il nostro mondo sta vivendo.

Ogni persona ha il bisogno di riconoscersi in un ordine fissato, in un’etnia, una comunità, una nazione, un’idea. Non è un inno al nazionalsocialismo, al contrario è un dato di fatto poiché è partendo dal comprendere chi siamo che possiamo capire chi sono gli altri. L’idea di “globalizzazione” come perdita di cultura sta purtroppo dilagando e, più che agevolare gli incontri, provoca disagio e destabilizzazione.

La famosa crisi dei valori è normale in un momento di cambiamento culturale, il problema è la stasi che si è creata e che mischiando in una sola ed unica multi cultura ogni cosa, crea scompiglio, ignoranza e fraintendimento.

La figura del guru, del sensitivo giunge a calmare, a dare speranza ma il problema è che non c’è un moto comune, unitario, stabilizzante. Al contrario, ognuno dice la sua, dissacrando e frammentando le conoscenze del passato e in modo ancora peggiore, mercificando e stuprando saperi estremamente antichi.

Ecco perché la Divinazione moderna, prêt-à-porter sta diventando un male sociale. Essa è uno strumento di controllo estremamente controverso e capace di ridurre al lastrico migliaia di persone.

Non che nell’antichità gli oracoli non fossero strumenti politici e di controllo delle masse. Se volessimo fare un paragone, se una volta la politica si faceva nei templi e nei fori oggi nei salotti della TV ma esistevano gruppi e scuole di pensiero in grado di fornire una struttura certa, stabile e concreta.

Nel caos moderno invece, abbiamo persone che parlano e sparlano e creano ambiguità, deteriorando la materia e coloro che la studiano con passione.

Il recupero della Divinazione e della mantica antica non è semplice ma neanche difficile. Purtroppo religiosi, scienziati e ciarlatani non lo rendono assolutamente agevole, paragonandolo alla superstizione.

Ma il punto cruciale è esattamente questo. Quella moderna è superstizione, non Divinazione.

Ecco perché, la frase del mio vecchio professore “quando le certezze crollano, la superstizione dilaga” è calzante. Non perché la Divinazione sia superstizione ma perché è a questo che oggi stiamo assistendo, brutalizzando la materia. Il web è il grosso calderone in cui trovare di tutto di più. Gente allo sbando che segue gente sbandata. Tutto qui. E il rischio è di caderci per poi puntare il dito non contro il singolo ma tutto il settore.

L’ansia per il Futuro non è una buona ragione per consultare un esperto. La Divinazione è un presagio, una possibilità offerta dal rapporto speciale con l’energia dell’Universo.

Ognuno è libero di credere in ciò che vuole e desidera ma prima di adirarsi, scontrarsi o seguire sedicenti professionisti è il caso di fare mente locale e domandarsi perché?

Riscopriamo il passato piano piano, con amore. Riformiamo la nostra società e diamole un senso, una ragione, un insieme di idee e principi ai quali accostare anche quelli antichi.

Forse è la sola vera soluzione che ci rimane, piuttosto che cedere alle debolezze e alle crisi e lasciarsi andare.

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