Libri, film, musica: i consigli di Maggio del WSF


[Film]

Storie pazzesche 

Erroneamente consigliatomi come il nuovo film di Almodóvar (che invece lo ha prodotto), questa bizzarra “antologia di cortometraggi” diretta da Damián Szifrón è una delle cose più assurde che mi sia capitato di vedere quest’anno. Si tratta di sei cortometraggi separati fra loro che, sulla lunghezza della pellicola, portano avanti il tema della vendetta e del rancore. A suo modo comico, drammatico, bizzarro, sconvolgente, coloratissimo e folle, non c’è nulla che colpisca più di questo film fra quelli usciti nell’ultimo anno. Assolutamente consigliato.

Vizio di forma 

Questo è un film quasi snobbato agli Oscar, a parte un paio di nomination (anche se va detto che l’Academy ha preso spesso degli abbagli, negli ultimi anni) e che avrebbe meritato un po’ più di considerazione anche da parte della critica. Tratto dall’omonimo romanzo di Thomas Pynchon (distribuito in Italia da Einaudi), il film vede, nel suo cast di stelle, un bravissimo Joaquin Phoenix nei panni del disincantato protagonista. La narrazione è al tempo stesso gotica e surreale, e si lascia guardare dall’inizio alla fine senza annoiare neanche per un istante, coinvolgendo in maniera spettacolare la mente e l’occhio dello spettatore (la fotografia è una delle migliori dell’anno); e, alla fine, possiamo anche perdonare al regista i cambiamenti apportati alla trama rispetto al romanzo. Da vedere.

Whiplash 

Uno dei film-sorpresa del 2014, “Whiplash”, è di quei film che vanno assolutamente visti: non perché sono i più chiacchierati o i più attesi, ma perché sono talmente belli che vanno visti e basta. Questo, in particolare, parla dell’ascesa, della caduta e della ripresa di Andrew, un giovane batterista di talento e ambizioso che vuole assolutamente diventare il migliore di tutti; di Fletcher – suo insegnante, nemico e mentore (uno strameritato Oscar a J. K. Simmons per questo ruolo), e del loro complicato rapporto. Della fatica che ci vuole per diventare i migliori, dell’alto prezzo della bravura, e delle infinite insidie del mondo dello spettacolo.

[Libri]

CopertLa zona morta – Stephen King 

Stephen King è da sempre un autore o molto odiato o molto amato; ma ci sono romanzi che, anche se lo si odia, non si può non leggere. Parliamo in questo caso de “La zona morta”, meraviglioso romanzo ad alta tensione che, fra quelli della bibliografia di King, resiste agli acciacchi del tempo (fu pubblicato più di trent’anni fa) e se la gioca ancora fra i più recenti. “La zona morta” è la parabola di un uomo solo, costretto a confrontarsi con un potere ben più grande di lui e da lui stesso odiato, e che deve agire per salvare quella stessa umanità da cui è escluso e che non crede né alle sue parole né al suo potere. Una lettura che è consigliata a tutti, amanti o meno di King.

Delitto e Castigo – Dostoevskij 

Uno dei romanzi migliori di Dostoevskij è proprio “Delitto e castigo”, che con le sue profonde riflessioni esistenziali è in grado di far riflettere anche il lettore più ottuso. Cosa porta al delitto? Quali sono le strade che la mente di un uomo compie prima di compiere un crimine? E dopo, qual è la punizione – non solo quella legale, politica, burocratica, che vede l’uomo come un numero e lo chiude in un carcere, ma quella umana, della mente che sa di aver fatto del male? La punizione non è solo quella della legge, ma anche – e sopratutto – quella della mente. Un romanzo di grande attualità che racconta anche della Russia di un tempo, nelle sue mille sfaccettature storiche e umane, e indaga a fondo nella psiche dell’uomo e dei suoi sensi di colpa.

Mariella Mehr – Ognuno incatenato alla sua ora 

Mariella Mehr – coniugando Celan, Nelly Sachs e Artaud in una prospettiva di riscatto, di laica redenzione o di lucido delirio – rimane strettamente legata, soprattutto nella produzione più recente, al cortocircuito verbale, alla ‘Wortbildung’ (la parola tedesca composta che diventa trampolino di lancio per l’invenzione) cui segue la concatenazione sghemba dei versi, sempre inaspettata, provocatoria, materica e mai astratta o fine a sé stessa. Mariella Mehr arreda il suo universo linguistico come fosse un parco selvatico. Cosi la sua ricerca poetica approda a volte a una magia crudele, altre volte a un meticoloso esercizio speleologico, il tutto avvolto e travolto da una notte che inghiotte, restituisce e sottrae: s’insinua ovunque. (dalla prefazione di Anna Ruchat)

[Telefilm]

Secrets and lies 

Ben Garner (Ryan Phillippe) è in procinto di passare da buon samaritano a primo indiziato di omicidio, dopo aver trovato nel bosco il corpo del giovane figlio del vicino. Quando la Detective Andrea Cornell (Juliette Lewis) scava per trovare la verità, emergono i segreti e le bugie che coinvolgono tutti gli abitanti della città. Nessuno è al di sopra di ogni sospetto. La vita della famiglia di Ben sarà capovolta e l’uomo sarà costretto ad intraprendere un complicato percorso per riuscire a dimostrare la sua innocenza.

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