The soul scars to Jon Lezinsky – Le cicatrici dell’anima di Jon Lezinsky


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“Witness to a Transfiguration”

Benvenuto su Word Social Forum Mr. Lezinski

“Come e quando nasce la tua passione per l’arte? / E: How and when did your passion for art begin? How did it developed in you?”

E: When I was young I was always drawing, creating or making something. Over time this just became a part of me. I don’t think I ever made a decision or thought about being an artist. The passion has always been there and has grown with me each day.

I: Quando ero giovane ero sempre intento a disegnare, creare o fare qualcosa. Nel corso del tempo è semplicemente diventata una parte di me. Non credo di aver mai preso la decisione o pensato di essere un artista. La passione è sempre stata lì ed è cresciuta in me ogni giorno.

“I: Dove trai l’ispirazione per le tue opere? / E: Where do you get the inspiration for your works?”

E: A lot of my illustration work is for commercial assignments so the topics are already determined. It is very different than sitting down to create something for myself. If I am working on a personal piece the approach is a bit more abstract. Ideas are always coming to me usually as reactions to things. Recalling parts of dreams, watching weird off beat movies, reading poems or listening to music usually gets me thinking. I also keep sketchbooks filled with all sorts of sketches, images, words, phrases and poetry. I usually start with something abstract, a vague idea or even an emotion that a word causes and then I see where that takes me.

I: Molte delle mie illustrazioni sono commissionate a fini commerciali, quindi i temi sono già determinati. È molto diverso dal sedersi per creare qualcosa per me stesso. Se sto lavorando su un pezzo personale, l’approccio è un po’ più astratto. Di solito le idee vengono da me come reazioni alle cose. Ricordare parti di un sogno, guardare strani film, leggere poesie o ascoltare la musica in genere mi fa pensare. Conservo anche taccuini pieni di schizzi, immagini, parole, frasi e poesie. Di solito comincio con qualcosa di astratto, una vaga idea o anche un’emozione nata da una parola, e poi vedo dove mi porta.

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“Integrating Care Helps Reduce Stigma”

MortgageBanking

 “A Rentention Revolution”

“I: Cos’é per te l’arte? / E: What is Art for you?”

E: Art can be found anywhere and made out of the simplest of things. If it moves you and stirs something inside of you then it is something special.

I: L’arte può essere trovata ovunque e fatta delle cose più semplici. Se ti emoziona e muove qualcosa dentro di te, allora è qualcosa di speciale.

“I: Quali artisti o correnti artistiche hanno influenzato di più il tuo modo di creare? Dadaismo, pop art? / E: Which artists or art movements or artistic eras influence the way you create the most? Dadaism, Pop Art?”

E: I have always been drawn to artists that use texture and layers. I guess Abstract Expressionists have had the most influence on me, but I wouldn’t limit it to just them. When I was in school I was really influenced by Robert Rauschenberg, Antoni Tàpies, Robert Motherwell, Alberto Burri, Joseph Cornell, Kurt Schwitters, and Romare Bearden. Fred Otnes and Greg Spalenka, both ilustrators, have also played a major part in inspiring my work. I look at a lot of modern and current artists, most that are not as well know but just as amazing as some of these masters. With the Internet you can discover a handful new artists daily that you would never have come across in your lifetime.

I: Sono sempre stato attratto da artisti che usano consistenze e strati. Credo che l’Espressionismo Astratto abbia l’influenza maggiore su di me, ma non mi limiterei solo a quelle. Quand’ero a scuola ero molto influenzato da Robert Rauschenberg, Antoni Tàpies, Robert Motherwell, Alberto Burri, Joseph Cornell, Kurt Schwitters e Romare Bearden. Fred Otnes e Greg Spalenka, entrambi illustratori, hanno svolto un ruolo molto importante nell’ispirare il mio lavoro. Osservo molti artisti moderni e attuali, la maggior parte dei quali non sono molto conosciuti, ma sono fenomenali tanto quanto questi maestri. Grazie ad Internet è possibile scoprire ogni giorno una manciata di nuovi artisti che non avresti mai conosciuto nella vita.

“I: In ogni tua opera é presente una forma di trasfigurazione, basti pensare all’opera “Whitney to a Trasfiguration”, Corsa ti porta a trasfigurare il mondo o più semplicemente a ricrearlo? / E: In all your work there is like a form of transfiguration, like the opera “Witness to a Transfiguration”. What brings you to transfigure the world or simply to recreate it?”

E: I think everyone sees the world differently and when you create art it allows you to reinterpret your experiences. You get to show people what you see and how it affects you. When I illustrate a topic I want to make sure that it not only conveys its message but that it also feels personal and stirs some emotions.

I: Penso che tutti vedano il mondo in modo diverso, e quando crei dell’arte questa ti permette di reinterpretare la tua esperienza. Arrivi a mostrare alla gente quello che vedi e il modo in cui lo affronti. Quando illustro un dato argomento voglio essere sicuro non solo che trasmetta il suo messaggio, ma anche che sia percepito nel personale e che susciti delle emozioni.

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“Madame Sunday’s Horn”

“I: Come nasce la serie di opere: “Boy of Bone”? / E: How did the series of works “Boy of Bone” born?”

E: I was approached by Siman Media Works, a small publisher in New York. They had seen my work and thought it would be perfect for a new book of short stories written by Kathleen R. Sands. She wrote a collection of short fiction inspired by the displays at the famous Mütter Museum in Philadelphia. The museum is filled with pathological human anatomy and other medical oddities. The stories were amazing to read, so beautiful and haunting as they explored the dark depths of human emotion. And they were great to work with because they stirred up so many ideas. It was one of those exciting projects where everyone involved was great to work with and they let me have complete artistic freedom

I: Sono stato contattato dalla Siman Media Works, una piccola casa editrice di New York. Avevano visto i miei lavori e pensato che sarebbero stati perfetto per un nuovo libro di racconti scritti da Kathleen R. Sands. Aveva scritto una raccolta di racconti ispirati alle esposizioni nel famoso Museo Mütter a Philadelphia. Il museo è pieno di casi di patologie dell’anatomia umana e altre stranezze mediche. Le storie erano incredibili di leggere, così belle e inquietanti, come se esplorato le oscure profondità delle emozioni umane. Ed è stato meraviglioso lavorarci, perché mi davano tante idee. Era uno di quegli emozionanti progetti in cui i soggetti coinvolti sono grandi persone con cui lavorare insieme, persone che ti permettono di avere completa libertà artistica.

“I: Che rapporto hai con la religione e le immagini sacre? E: How do you relate with religion and sacred images?”

E: Religion and art have always been intertwined. I love adding imagery that brings additional meaning into a painting. I definitely like the mystery that is attached to using religious themes or images. Everyone has their own opinions and beliefs about religion and they are usually very strong ones. It is magical to juxtapose these emotions and images together while creating a narrative.

I: Arte e religione sono sempre stati intrecciati. Mi piace aggiungere un immaginario che porti ulteriori significati ad un dipinto. Mi piace molto il mistero collegato all’uso di temi religiosi o immagini. Ognuno ha le proprie opinioni e certezze sulla religione, e di solito sono molto forti. È  magico giustapporre queste emozioni e immagini insieme nella creazione di una narrazione.

Pregnenolone

“The Next Step in Anti-Aging Hormones, Pregnenolone”

“I: La tue opere paiono riportare sempre un segno distintivo. Una “cicatrice” se così vogliamo dire. Come nasce una tua opera e qual è il messaggio che cerchi di veicolare attraverso di essa? / E: Your works seem always to bring a hallmark. A “scar” if you will. How does your own work begin and what is the message you are trying to convey through it?”

E: My process is a bit chaotic. I rely heavily on intuition, chance and faith. Because I use so many textures and layers I wait for those surprising accidents to occur that lead to new discoveries. Then I react to each one as I am exploring and building up layers of texture. I use just about everything in my work, from the junk that I collect to scraps of paper, metal, and all sorts of found objects. When I start a painting, I usually work on a wood panel and slowly build layers of paint with paper, tape, bits of magazines and scraps mixed in. Most of the time these beginning layers are completely painted over or scraped off. I tear up layers as quickly as I put them down. Then, at a certain point the painting begins to feel right emotionally and compositionally. This really is the starting point of the piece. Sometimes I will continue to work on the actual painting and sometimes I will scan what I have and bring it into Photoshop.

Whether I am illustrating an editorial piece with a particular theme or working on a personal piece I always try to communicate a feeling or emotion through the narrative. I want the viewer to feel a sense of history and that there is a story that goes along with each of the layers. And at the same time I hope that they start create a bit of there own personal narrative from what they see.

I: Il mio processo è un po’ caotico. Mi affido molto all’intuizione, la possibilità e la fede. Perché io uso così tanti materiali e strati che aspetto arrivino dei risultati sorprendenti in grado di portare a nuove scoperte. Poi reagisco a ognuno di questi risultati mentre esploro e metto su nuovi strati. Uso quasi di tutto nel mio lavoro, dalla spazzatura che raccolgo a pezzi di carta, metallo, e ogni sorta di oggetti trovati in giro. Quando inizio un dipinto, di solito lavoro su un pannello di legno e lentamente costruisco strati di vernice con carta, nastro adesivo, pezzi di riviste e materiali di scarto vari mischiati insieme. Il più delle volte questi strati iniziali vengono completamente ridipinti o tolti. Strappo via strati alla stessa velocità con cui li costruisco. Poi, ad un certo punto, la pittura comincia a sembrare giusta, emotivamente e compositivamente. Questo è il vero punto di partenza dell’opera. A volte continuo a lavorare sulla pittura reale, altre volte la scansiono e la lavoro con Photoshop.
Che stia illustrando un pezzo editoriale con un tema prestabilito o stia lavorando su un’opera personale, cerco sempre di comunicare un sentimento o un’emozione attraverso la narrazione. Voglio che lo spettatore abbia la sensazione di osservare una storia – e che ci sia una storia che vada di pari passo con ogni strato. Al tempo stesso, spero che comincino a creare un po’ della loro storia personale da ciò che vedono.

“I: L’arte deve temere o abbracciare il denaro? / E: Art must fear or embrace the money?”

E: This is probably the most difficult part of being an artist today because it can totally control how you create. Being a fine artist and being a commercial artist are two very different things. There are not too many true creative outlets within the commercial world. There is however a lot of compromise and different skills needed to survive, ones that usually conflict with being an artist. No matter who you make your art for, at some point you need to satisfy that inner desire that is in your soul to create for yourself. I read a quote once that has always stuck with me, it said, “Denying one’s creative impulses can lead to sadness and depression.” It is very easy to lose your focus and direction amongst the responsibilities and demands of making a living today.

I: Questa è forse la parte più difficile dell’essere artista oggi, perché può controllare totalmente il modo in cui crei. Essere un bravo artista ed essere un artista commerciale sono due cose molto diverse. Non ci sono più molti sbocchi creativi all’interno del mondo commerciale. Tuttavia ci sono molti compromessi ed era necessario che alcune competenze sopravvivessero, competenze che spesso sono in conflitto con l’essere artista. Non importa per chi crei l’arte, ad un certo punto diventa imperativo soddisfare quel desiderio interiore dell’anima che ti spinge a creare per te stesso. Ho letto una citazione, una volta, che mi è rimasta impressa, e dice “Negare i propri impulsi creativi può portare a tristezza e depressione.” È molto facile perdere la concentrazione fra le responsabilità e il bisogno di guadagnarsi da vivere oggi.

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“The Face Phantom”

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“Boy of bone”

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“The Jesus Wound”

“I: Puoi anticiparci qualcosa sui tuoi futuri progetti? / E: Can you tell us something about your future projects?”

E: I have begun to focus on some more abstract work. I am experiementing with paintings and collages that are rich with textures as well as themes that are more personal and abstract than my previous illustrations. I will be posting some of them here (http://jonlezinsky.tumblr.com).

I: Ho iniziato a concentrarmi su lavori più astratti. Sto sperimentando con dipinti e collage, che sono ricchi di strati, e temi che sono più personali e astratti rispetto ai miei precedenti lavori. Ne pubblicherò alcuni qui (http://jonlezinsky.tumblr.com).

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“Boy of bone”

All images and materials are copyright protected and are the property of Jon Lezinsky

Official site: http://jonlezinsky.com 

Official tumblr: http://jonlezinsky.tumblr.com

Official Facebook page: https://www.facebook.com/JonLezinskyIllustration/timeline

Christian Humouda

Trad. Daniela Montella

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3 pensieri su “The soul scars to Jon Lezinsky – Le cicatrici dell’anima di Jon Lezinsky

  1. Ho una predilizione per questo tipo d’arte…e lezinzky ne veste alla perfezione ogni angolatura.
    Complimenti a Christian per l’intervista e a jon per la sua arte.

    Rispondi

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