Voci nuove: Intervista ai Laguna


Su Words Social Forum torniamo ad occuparci delle ultime uscite musicali, prediligendo i più interessanti lavori emergenti dall’intricato dedalo dell’ underground made in Italy. Oggi abbiamo il piacere di presentarvi i Laguna.

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I Laguna nascono nel 2013, in Sicilia. Il loro intento è <<esplorare, attraverso un metal melodico e decadente, un immaginario cupo e surrealista.>>
Ma partiamo dal principio: come nasce e riceve il suo battesimo il progetto?

Come ogni band che si rispetti, trovare il nome è stato un problema. Laguna è il personaggio di un videogioco (Final Fantasy VIII): non è novità per Gabriele e Gioacchino proporre nomi legati al mondo dei videogames alle loro formazioni musicali. Il nome è piaciuto a tutta la band perché comunica due elementi cari al nostro immaginario: lo stato liquido e il mistero. In parole povere: ci piacciono gli acquitrini stagnanti.

Lo scorso 27 febbraio, avete debuttato con la vostra prima pubblicazione dal titolo: “Inside Panopticon EP“; una scelta molto suggestiva che immediatamente contestualizza l‘introA Dark Lane” in un locus spazialmente definito pur nella sua assenza di concretezza, carico e infestante come la stratificazione di un campo elettromagnetico…
Oltre ad essere un Extended play, potreste definire “Inside Panopticon” anche come un piccolo Concept Album?

Non è stato pensato per esserlo, ma a volerlo analizzare, tutti i testi dei brani hanno un elemento in comune: la prigionia. Quindi sì, è un piccolo Concept Album inconsapevole.

Noi di Wordsocialforum.com diamo molta importanza al processo creativo legato alla parola. Di cosa parlano i testi del disco? Avete subito l’ascendenza di qualche riferimento letterario?

Ci piace scrivere testi come se fossero micro-storie. Non riguardano elementi di vita vissuta dai componenti, né intendono essere esplicitamente critici verso qualcuno o qualcosa. La formula da noi adoperata consiste nel raccontare una storia suggestiva, che non si spieghi del tutto, ma che lasci all’ascoltatore la libertà di completarla con la propria immaginazione. È “micronarrativa” cupa e surreale. Ci illudiamo di poter trasmettere il senso di disagio che si avverte giocando a videogiochi horror psicologico o guardando un qualsiasi film di David Lynch.

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Mistery Man: Perturbante personaggio del film Lost Highway diretto da David Lynch

Bob: entità maligna della serie tv statunitense “Twin Peaks”, ideata da David Lynch e Mark Frost

The Host parla di un ospite, un aguzzino all’ interno del proprio corpo; Aurora racconta la fuga di due persone da una struttura sorvegliata da cani, attraverso un buco nel muro; Panopticon, che da il nome all’EP, parla di una prigionia ingiustificata e di incontri allucinati.
Non c’è un diretto riferimento letterario nelle nostre canzoni, ma riteniamo Franz Kafka e Dino Buzzati due autori che contribuiscono alla creazione dell’immaginario e dell’atmosfera che ricerchiamo.

Da amante nostalgica di “Twin Peaks”, sono rimasta piacevolmente colpita dalle vostre ispirazioni cinematografiche: David Lynch in testa, con il felice seguito di Angelo Badalamenti e, a poca distanza, BOB. E poi ancora, per quanto concerne l’ambito video-ludico: “Silent Hill” e Akira Yamaoka… nomi che rimandano ad un colore molto vicino a quello del lyrics video di “Aurora“. Come si combina la componente culturale di ciascuno di voi con la vostra musica?

Per alcuni di noi Twin Peaks è un culto! Il comparto contenutistico delle canzoni è totalmente frutto delle nostre fruizioni culturali. In diversi livelli siamo tutti appassionati di film, o telefilm, o videogiochi, o libri. Dalla realizzazione dell’artwork di copertina (l’occhio del custode del panottico, illustrato da Antonio Cascio ed elaborato graficamente da Gabriele) fino alla scelta dell’estetica del video di Aurora,  abbiamo seguito da vicinissimo i lavori, essendo il nostro grafico un componente della band e avendo ben chiaro in mente cosa volessimo citare e comunicare.

Pyramid Head -:Mostro immaginario presente nella serie di fumetti e videogiochi survival horror ” Silent Hill”

Panopticon“, fra gli altri, è un pezzo che mi è piaciuto particolarmente e che mi ha ricordato molto Opeth, Katatonia e Porcupine Tree in un’ amalgama sui generis, inedita e originale. Quali sono le vostre influenze musicali?

Opeth, Katatonia e Porcupine Tree sono nomi indovinati: il metal decadente un po’ prog del Regno Unito e dei paesi scandinavi è un nostro riferimento musicale fermo. Inoltre, provenendo da diversi background musicali, rimane in noi un certo attaccamento all’alternative rock e metal californiano: sicuramente Tool e Deftones scorrono nelle nostre vene. Infine, vorremmo condire i nostri brani di suggestioni emozionali o ambientali tipiche delle colonne sonore di Badalamenti o Yamaoka.

Sono diverse le band italiane che, soprattutto nel sud della penisola si spendono per dare vita e vigore alla scena musicale con prodotti  “di genere” che qualitativamente non hanno nulla da invidiare a grandi nomi del panorama internazionale. Eppure moltissime restano in ombra, il più delle volte conoscono notorietà soltanto all’interno di una cerchia selezionata di connazionali. A cosa è dovuto, secondo voi, questo oscurantismo italiota?

Per quanto siamo dei grandi sostenitori del “de gustibus non est disputandum”, riteniamo che la situazione riguardo alla cultura musicale in Italia sia abbastanza critica, sicuramente non favorevole nei confronti di certi generi musicali. Ci sono realtà italiane nell’underground rock/metal contemporaneo quali L’ Alba di Morrigan, PTSD, Kubark, Arctic Plateau e Klimt 1918 che non hanno nulla, ma proprio nulla da invidiare a nessun collega internazionale, eppure l’Italia “mainstream” non sa neanche chi siano.
Per concludere con un po’ di sano ottimismo, aggiungiamo che crediamo in una ripresa della cultura musicale nelle future generazioni, grazie ai social network e alla maggiore fruizione della musica su internet.

Inside Panopticon EP” è disponibile su diverse piattaforme on line, da Spotify a Deezer. Quanto la rete vi sta dando soddisfazione in termini di risposta da parte del pubblico?

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Cover illustrata da Antonio Cascio. Elaborazione grafica di Gabriele Fontana

È forse un po’ presto per parlare, ma finora stiamo ricevendo dei feedback veramente positivi, e la cosa ci sorprende e ci gratifica. Ci riteniamo fortunati di vivere in un’epoca in cui realizzare un disco non è più un miraggio irraggiungibile; inoltre, per promuoverlo, oggi esiste l’enorme mare di internet. Tanto enorme che ci si può perdere, è vero, ma non è mai stato così semplice far arrivare la musica alla gente.

Progetti futuri e prossime performance live?

Nel prossimo futuro è previsto un vero e proprio album, attualmente in fase di scrittura e composizione. Per quanto riguarda le performance live, diciamo che ci stiamo lavorando, e speriamo di riservare a chi ci segue qualche sorpresa gradita.

E come da rito, dulcis in fundo: presentiamo le singole unità di questa promettente esperienza artistica!
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I Laguna sono:
Toti Castronovo (voce), Gabriele Fontana (basso), Tommaso Lombardo (chitarra), Domenico Messina (chitarra), Gianvito Di Matteo (tastiere) e Gioacchino Fulco (batteria)
.

Potete trovarli a questi indirizzi
:
Mail: bandlaguna@gmail.com
Sito Web: http://lagunaband.bandcamp.com/
Contatto stampa: metaversus.press.promo@gmail.com
Agenzia di prenotazioni: bandlaguna@gmail.com


Simona Di Profio

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