Fuoco sui ragazzi del coro di Carmine Mangone – Nautilus Autoproduzioni 2014 (Sonia Lambertini)


Copertina ad opera di Marco Castagnetto

Copertina ad opera di Marco Castagnetto

Il libro, in tutte le sue forme, siano esse materiali o digitali, non esaurisce alcunché; non giunge cioè a compiere, una volta per tutte, le definizioni o le storie o le possibilità di chi intende lasciare una traccia della propria umanità o disumanità.
Il libro è sempre un libro aperto. Anzi, a dirla tutta (e meglio), solo i dispositivi testuali che si vogliono come una breccia, una feritoia, una porta socchiusa, rispetto al lettore o alla mancanza di lettori (che talvolta è soprattutto una mancanza dell’autore), solo tali opere hanno la capacità di risuonare nei territori del sapere, del senso, poiché è proprio la loro apertura, il loro farsi transito, a consentire quella continuità delle esperienze umane che è (facendosi desiderio e brama di una sua stessa recidiva) alla base di ciò che ancora possiamo chiamare sapere o senso.


Ecco, ogni mio scritto è una recidiva della mia unicità e dei miei rilanci di senso, un modo indiretto per lasciare ogni volta una porta aperta (una lacuna?) a chi volesse entrare ed occupare i miei pensieri, il mio desiderio, a chi volesse installarsi nel flusso degli eventi che sono anche miei, sortendo così degli effetti sulla vita, sulla morte, e compiendo magari insieme, in un attimo splendidamente compiuto, la continuità di tutte le possibili esperienze del vivente.
Fuoco sui ragazzi del coro non sfugge a tale ricerca di continuità. Anzi, tra le pagine di questo smilzo libretto, in maniera impaziente e verosimile, c’è tutto ciò che mi ha sempre stregato, e che continua ad ammaliare la mia mente, il mio corpo, la mia unicità vivente. Ci sono l’amore carnale, l’anarchia, la violenza della mia volontà di vivere; c’è altresì qualche tentativo spurio di tenerezza (grande conquista, la tenerezza!) e c’è evidentemente la voglia di giocare con le parole e la retorica nel grande gioco della poesia. E tutti questi elementi sono concatenati, interrelati, rivelandosi allo stesso tempo delle finestre, delle linee di fuga, dei cuccioli che si rincorrono invano vicendevolmente, in un tentativo di narrazione, di storia, che poi è un modo bizzarro per raccontare una grande storia collettiva: quella della rivoluzione anarchica spagnola del 1936-’37. Raccontarla a modo mio, naturalmente, benché nel rispetto degli eventi storici realmente accaduti.
Il canovaccio è infatti la vicenda personale di un miliziano anarchico (dalla nazionalità indefinita) che va a combattere in Spagna tra i ranghi della Colonna Durruti. Intorno a questa vicenda, e al suo ammasso di amore e odio, si snodano tutti i miei tic poetici, i miei concetti, le mie irragionevoli sentenze di vita.
Ora, se dovessi spiegare il perché e il come di questo libricino mi toccherebbe scrivere decine e decine di cartelle, forse centinaia – e non è detto che io non lo faccia in futuro, anche per il solo gusto di dare ulteriore linfa a quella continuità di fuoco. Intanto, per vostra fortuna (?), la brevissima presentazione che compare sul risvolto di copertina dice però già l’essenziale:«– Quanto siete ingenui! Non vedete che la guerra è persa in partenza? Perché vi ostinate ad assecondare un ritmo che non permette conquista e che abbatterà ogni costruzione? – Ingenui noi? E sia! Lasciatemi però dire che voi mettete sullo stesso piano la nostra andatura e i vostri scopi, la nostra potenza e il vostro potere, ma così facendo vi sbagliate di grosso, non potete illustrare la carne viva con parole di pietra, non si può esaurire l’idea del volo con lo sbattere di una mosca contro il vetro. (…) Passano invano su questa terra i vostri droghieri, i vostri gendarmi, le vostre anime pie, non certo quelli che hanno la faccia tosta di sparare sulla morte e su chi le arrota la falce». Anarchia, erotismo e “poesia pratica” nella Spagna rivoluzionaria del 1936-’37. Un racconto ancora ostinatamente aperto.
[ Sera del 13 dicembre 2014 ]

di Carmine Mangone, tratto dal suo blog:

http://carminemangone.com/2014/12/13/carmine-mangone-fuoco-sui-ragazzi-del-coro-nautilus-2014/

http://carminemangone.com/2013/01/25/capitale-gratuita-comunizzazione-anarchica/

http://www.iyezine.com/carmine-mangone-fuoco-sui-ragazzi-del-coro

http://www.nautilus-autoproduzioni.org/

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4 pensieri su “Fuoco sui ragazzi del coro di Carmine Mangone – Nautilus Autoproduzioni 2014 (Sonia Lambertini)

  1. Grazie di cuore per lo spazio che avete concesso alle mie idee e a questo “smilzo libretto”. Ottima la scelta d’inserire quel link su capitale, gratuità e anarchia: dà senz’altro uno squarcio sul panorama teorico in cui ho sempre cercato di collocare le mie parole, la mia “poesia” (Grazie Sonia!).

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  2. Pingback: Carmine Mangone, “Fuoco sui ragazzi del coro”, Nautilus, 2014 | POCHI AMICI * MOLTO AMORE :: Il blog di Carmine Mangone

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