Il surreale e l’estetica cura dei dettagli – Intervista a Stefano Ronchi aka Ronch


Anche Stefano Ronchi, fa parte della schiera d’artisti scoperti sulla rivista ILLUSTRATI, le sue opere sono così piene e surreali da rendersi palpabili, vere, che quasi attraversano la carta o lo schermo per impossessarsi degli occhi di chi li guarda.
Leggendo in giro di lui si parla come uno Jacovitti dark dai microcosmi infiniti…ed è con piacere immenso che lo ospitiamo qui su WSF.

Anto', acrylic on canvas

Anto’, acrylic on canvas

Parlaci della tua storia artistica. Qual è stata la scintilla che ha acceso in te l’arte?

Non c’ è stata una scintilla, o meglio, la scintilla che è in dote ad ognuno fortunatamente nel mio caso non si è mai spenta, anzi è stata curata, tenuta sempre accesa e rinvigorita.
Molti dei miei ricordi fin da bambino sono legati alla pittura e al disegno: mio zio che dipinge quadri pazzi all’aperto in campagna ed io accanto che disegno gli “stumtrooper”, o mio padre che disegna le copertine dei cartoni per le videocassette masterizzate e io che le coloro.
Ci sono stati poi i numerosi anni di liceo artistico e successivamente l’Accademia di Brera, le prime mostre dal 2007/08 ed eccoci qua.

Carnevale, pencil on paper

Carnevale, pencil on paper

Che cos’è per te il disegno?

Il disegno è la base fondamentale da cui partire. Credo che per essere un buon pittore si debba prima di tutto essere un bravo disegnatore, e per questo è fondamentale essere un acuto osservatore, poi dipende un po’ dalla pittura che uno vuole fare.

Follow the White Rabbit, matite su carta

Follow the White Rabbit, matite su carta

La cosa che salta subito all’occhio nel tuo lavoro è la particolarità, la minuzia. Fornisci anche lenti per perdersi nel “trip”, come mai questa cura? Questo bisogno ?

E’ nata come un’ esigenza estetica per la cura dei dettagli, poi è diventata un medium attraverso il quale perdersi.
All’interno di quel cerchio di lente si possono scoprire moltissime cose, ci si può muovere nell’opera e ascoltarne il “brulichio”, osservare situazioni e dipanare il loro sviluppo, risolvere enigmi o crearne, entrare nelle finestre o giocare con le nuvole.

I pesci grossi mangiano i pesci piccoli, matite su carta

I pesci grossi mangiano i pesci piccoli, matite su carta

Come procedi nella produzione di un tuo lavoro?

Dipende, ma la costante è il disegno. Parto sempre “idealmente” da studi o sketch, ed ogni volta che studio una cosa la metto “nello zaino”, diciamo. Nel momento in cui si lavora ad un’opera non si dovrà cosi’ perdere tempo e concentrazione per copiare il soggetto: il soggetto viene fuori da solo, basterà ricordare ciò che si ha imparato (e naturalmente reinterpretarlo). Credo che in questa maniera tutto risulti più fluido e meno forzato.
Stesso discorso per le scenette che animano i miei lavori.

Il Giochino, matite su carta

Il Giochino, matite su carta

Parlaci dei mondi che crei, che sono oscuri-fitti.

Mi piace creare paesaggi affollati, pieni di rumori, situazioni paradossali. Il fatto che siano oscuri penso sia un po’ conseguenza del nostro tempo…
Cerco di dipengere dei posti in cui l’osservatore possa insinuarsi, cercare tracce e perderle, spingendosi tra le rocce, gli alberi o i palazzi. Come dicevo mi piace l’idea che ci si possa muovere nei miei lavori, un po’ come in un videogioco alla Skyrim. Le montagne in lontananza si possono visitare e magari si scopre un ometto intento a combattere un drago, o un ragazzo imprigionato che urla.

L'elefante verde, acrylic on canvas

L’elefante verde, acrylic on canvas

Credi che l’arte possa tornare ad essere portatrice di senso all’esistenza in un’epoca come la nostra dominata da altri interessi?

E’ sempre stato e sarà per sempre così.

L’arte rappresenta la realtà o la crea?

La modifica.

Pretty Woman II, pencil on paper

Pretty Woman II, pencil on paper

Quali artisti ami nell’arte più e meno recente?

Ne dico tre, rappresentati di una lista infinita, che si amplia ogni giorno: tra gli artisti del passato, Hyeronimus Bosch; tra i pittori moderni Salvador Dalì, primo grande amore, fondamentale per la scelta della direzione che ho preso; Agostino Arrivabene tra gli artisti contemporanei.

Tom, acrylic on canvas

Tom, acrylic on canvas

Progetti Eventi Futuri?

Da gennaio a giugno ho già fissato parecchi impegni: per la prima volta esporrò fuori dall’Italia, Edimburgo e Londra tra febbraio e marzo; sarà anche la prima volta in un museo di arte contemporanea, in una collettiva curata da Stefano Pellizzari a Lissone, e la prima volta pure a Roma, sempre in una collettiva con Nero Gallery a giugno. Speriamo bene… 🙂

Web Site: http://www.ronch.it/
Fan Page: https://www.facebook.com/pages/Ronch/210026102408427?fref=ts

All images and materials are copyright protected and are the property of Stefano Ronchi

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