Interstellar, il buco nero di Christopher Nolan


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Era una gioia appiccare il fuoco. Era una gioia speciale vedere le cose divorate, vederle annerite, diverse. Con la punta di rame del tubo fra le mani, con quel grosso pitone che sputava il suo cherosene venefico sul mondo, il sangue gli martellava contro le tempie, e le sue mani diventavano le mani di non si sa quale direttore d’orchestra che suonasse tutte le sinfonie fiammeggianti, incendiarie, per far cadere tutti i cenci e le rovine carbonizzate della storia. Col suo elmetto simbolicamente numerato 451 sulla solida testa, con gli occhi tutta una fiamma arancione al pensiero di quanto sarebbe accaduto la prossima volta, l’uomo premette il bottone dell’accensione, e la casa sussultò in una fiammata divorante che prese ad arroventare il cielo vespertino, poi a ingiallirlo e infine ad annerirlo.”

Fahrenheit 451 – Ray Bradbury

In molti sono partiti per lo spazio profondo. Alcuni sono tornati spingendo il progresso verso un nuovo centro creativo. Altri, sono semplicemente scomparsi dietro alla luce di un pianeta morto. Nolan con il suo film rimane in un cosmo limbico fatto di computer grafica, nozioni e buchi, neri come l’inchiostro su cui é scritta la sceneggiatura. Il plot della storia é già stato sezionato e visto più volte. In un imprecisato futuro gli Stati Uniti stanno morendo. Il motivo? Una tempesta di polvere sta ricoprendo lentamente la terra rendendo sterili i campi coltivati. Cooper ex astronauta imprestato alla coltivazione del grano, vive in una tipica cittadina americana, in una di quelle casette lignee a due piani, che mantengono quell’odore di sacra ruralità. Qui insieme al protagonista, vive Murphy (la figlia), Tom ed il nonno. I continui fenomeni paranormali che si susseguono all’interno della camera di Murph porteranno padre e figlia a scoprire la presenza di un campo gravitazionale autonomo; ma sarà solo grazie ad un codice binario recuperato da un drone che la loro ricerca avrà definitivamente una svolta inaspettata.

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Interstellar é un semplice prodotto commerciale, nulla di più. Innegabilmente perfetto sotto il profilo attoriale e registico, ma assolutamente semplicistico nei contenuti.

Il regista pare non aver compreso in fase di sceneggiatura, l’essenza ultima del genere fantascientifico, che non può e non deve solamente essere una messa in scena di navicelle spaziali ipertrofiche, quanto più, quella di ricreare uno spazio concettuale e filosofico all’interno del quale i timori esistenziali possano trovare un motivo di esistenza: perché esisto, da dove vengo, chi sono? Tutto questo non solo non viene assolutamente sfiorato, ma anzi seppellito sotto una mera quantità di formule quantistiche e geometriche.

La geometria del cerchio che si tridimensionalizza e diventa una sfera solida calcolabile secondo un’ unità di misura definita dai punti dello spazio euclideo.

Menzione a parte va rivolta al concetto di tempo, che secondo la fisica quantistica altro non è che una variabile intermedia, non una quantità.

Pertanto, il tempo non esiste.

Il viaggio cosmico dei personaggi diventa dunque un percorso che pone al centro la dialettica filosofica kantiana, anzichè l’equazione matematica che definisce il presente come unica realtà possibile.

Queste poche nozioni spicciole di fisica quantistica non bastano a dare spessore ad una pellicola che gioca tutte le sue carte nella sfera grafica e scenografica, lasciando, nelle quasi tre ore di girato, una forte sensazione d’incompiutezza.

La storia mutua il suo esistere su due grandi opere di genere: Matrix sotto il profilo architettonico concettuale e “Ghiaccio 9” di Kurt Vonnegut.

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Nessun viaggio indietro nel tempo o alla velocità della luce, nessun comandante Kirk o xenomorfo aggressivo, solo la lenta ed inesorabile disgressione all’interno di un buco nero, che tutto risucchia non lasciando più spazio a nessuna metrica.

Interstellar é indubbiamente un film ricco di possibili citazioni, che “spaziano” dal pensiero kantiano del “progresso verso il meglio” a pellicole del passato come Solaris e 2001 Odissea nello spazio rimanendo però lontano da quella fantascienza classica fatta di cosmi interiori e non di buoni sentimenti ed immagini spettacolari.

Un film da vedere dunque, se si cerca la spettacolarità, dimenticando per sempre che Discovery 9 e Hal 9000 sono ancora in viaggio, in quell’universo parallelo, in cui il tempo non esiste.

Christian Humouda

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10 pensieri su “Interstellar, il buco nero di Christopher Nolan

  1. Mi chiedo di cosa si parlasse sul web prima dell’arrivo di Interstellar. Ah sì, forse de ” La grande Bellezza ” se non sbaglio. In fondo L’Italia è un paesone crea e depenna miti , che poi miti non sono, l’importante è avere sempre qualcosa su cui cincischiare. Come già ti ho anticipato in altri luoghi, sono assolutamente d’accordo con la tua recensione e mi viene da chiedermi se anche tu rientri a far parte di quel gruppo di delusi che hanno esecrato il falso scientifico sotto questo film. A mio avviso era tutto ciò su cui Nolan poteva contare per farne un gran film , mentre alla fine lo ha approssimato e plasmato in base alle sue necessità perchè la trama filasse, o meglio, perchè risultasse meno farraginosa ed arruffata. E come tu dici, alla fine è un mero prodotto commerciale, che come tradizione vuole, ha però entusiasmato migliaia di bimbiminkia. Beati loro, un pò di entusiasmo l’avrei voluto provare anch’io.

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      • Una innocente critica la chiami ” sputare veleno” ? No dai, è esagerato. Certo che c’è un tipo di cinema che mi entuasma. Vedi Chabrol, Kiewslowski , il cinema asiatico ad esempio. Ma non chiedermi di entusiasmarmi per un film come questo, che al pari delle tartarughe ninja tra un pò diventerà la cover di qualche album di figurine o dei sacchetti di patatine 😉

    • Diciamo che forse ci aspettavamo tutti caro Cri , che Nolan avesse fatto un salto di qualità in contenuti puntando più al rigore e meno alla gomma americana. Tu credi che la stragrande maggioranza del pubblico abbia capito la sciccheria del suo usare il sci-fi ? Ma che ! Si sono entusiasmati per l’eroe che vuole salvare l’umanità e che alla fine si beve la sua meritata birra ( caduta di stile pazzesca ! ) nella stazione spaziale in orbita attorno a Saturno. Che anche qui…voglio dire , scelgono un pianeta che ha una fascia di asteroidi copiosissima che gli orbita attorno che come nulla in variazione di moto potrebbero polverizzare quella stazione con un semplice urto. Ridiamo dai 🙂

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  2. Sarò una bimbominchia, allora, ma questo film è un capolavoro destinato a restare nella storia; non come “la grande bellezza” che ha causato un polverone solo in quanto vincitore dell’ Oscar, ma esaltato dagli stessi idioti che il film esecrava.

    Caro Christian, la tua recensione presenta gli stessi buchi che attribuisci alla sceneggiatura di Nolan perché non argomenti: in cosa la sceneggiatura avrebbe delle pecche? L’ho visto due volte al cinema e, per due volte, di pecche o buchi nella storia non ne ho trovati. O sei uno di quelli che ha bisogno di essere imboccato punto per punto su dettagli irrilevanti alla storia?

    Mi dispiace ma non sono d’accordo, Interstellar è un capolavoro destinato a grandi cose proprio per la sua perfezione a tutto tondo, non perché “fa figo” e a livello scenografico è bello da vedere…

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  3. Ciao Daniela, io trovo che una recensione non può e non deve essere un saggio. In quanto lo scopo ultimo é quello di dare un’opinione su quel prodotto. Nei film come nei libri lo spoiler non é concesso dunque lo evito.
    La sceneggiatura può anche filare, non ho detto che ci sano buchi evidenti, ma una non comprensione “grammaticale” del film di genere. Rileggila bene e se ci sono dei punti che non sono chiari oppure oscuri postameli qui sotto e cercherò di dare una risposta più approfondita.
    Non condivido il bimbominchia di Bianca e non ti reputo tale, ma le polemiche tra voi le lascio a voi. NON TIRATEMI IN MEZZO. A me interessa parlare della mia recensione e discutere di questa. Ho dato un’opinione su una pellicola e dico registicamente e graficamente perfetta, ma senza anima o comprensione del genere. Sunshine é mille volte meglio perché con la metà del prezzo é riuscita a capire cosa significa fare un fantascienza. Se avete domande scrivetemele pure, se dove sparare a zero tanto per sparare, non m’interessa sinceramente.
    Buona serata 🙂

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  4. Vabè se la mettete così….se esprimere un parere personale significa per voi sparare a zero, vi meritate il silenzio. Silenzio in cui potete fare la festa e godervela, come vi aggrada. Ho ben chiarito i motivi del film che mi hanno delusa , ovvero l’usare un falso scientifico per fare filare la trama. Io, che ho una formazione prettamente scientifica, non lo accetto e trovo il film ben poca cosa rispetto che a tratteggiare il reale mistero dell’universo. Un semplice parere personale non può minare l’autostima di nessuno credo, e se l’ha minata, fatevi vedere da uno bravo. Poi magari ci rivediamo da Mac Donalds con l’happy meal di Interstellar a discutere insieme di tutto ciò che volete , tranne che del doversi esprimere su un film alla ” volemose bene” , perchè non ci sto. Se cercate conforto o bon ton di convenienza su un giudizio sincero, di lecchini ipocriti, ne trovate a iosa. Io non sono tra quelli. Saluti.

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