L’incantevole e profonda Dora Carrington


La sua storia è indubbiamente un percorso misto, una gimcana nei boschi, ma anche su strade asfaltate nulla di certo e nulla che rendesse la sua vita un percorso talmente liscio da risultare noioso, se poi ci mettiamo quel suo caschetto mescolato alla profondità dei suoi occhi ne viene fuori una donna che incantò moltissimi grandi nomi dell’arte e della letteratura del’900.

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Dora Carrington quarta dei cinque figli di Samuel Carrington e della moglie, Charlotte Houghton, nata ad Hereford 29 marzo 1893 in seguito la famiglia si trasferì a Rothsay Gardens a Bedford. Parlando in seguito di aver avuto “un’infanzia terribile.”
Una famiglia puritana, la sua, dove non era permesso nessun discorso sul sesso o su altre cose riguardanti le funzioni corporee, era addirittura vietato parlare delle donne incinta, dove la domenica era dedicata alla preghiera in ginocchio e la casa era piena di ornamenti e chincaglierie religiose che sua madre raccoglieva e venerava.
E questo voler chiudere che veniva dalla famiglia esplose nei suoi dipinti che, a detta dell’amico Frances Marshall, il suo senso individuale di divertimento e fantasia l’aveva resa un’incantevole compagna, anche se era presente un ceppo nevrotico, evidente anche nei suoi dipinti ad olio che sono stati molto influenzati da Mark Gertler nella loro tecnica, nell’effetto tri-dimensionati, e densi e dunque ricchi di colore. “Ottoline Morrell, che ha avuto modo di conoscerla durante questo periodo, la descrisse come “un pony delle brughiere selvagge”.
Dora Carrington, per questo suo essere anticonformista si ritrovò spesso a scatenare passioni, come quando si ritrovò presto in mezzo a due fuochi, l’amore di Mark Gentler e la passione che Christopher Nevinson provava per lei e quest’ultimo non la nascondeva soprattutto nelle lettere che le scriveva per lei era un amico, ma lui provava vera e propria frustrazione sessuale a non averla, tanto che il 12 giugno del 1912 Dora gli scrisse lamentandosi dell’eccessiva intimità che lui metteva nelle loro lettere e che non lo poteva vedere come possibile amante ma come un caro amico.
In contemporanea ricevette anche una lettera di Mark dove le faceva una proposta di matrimonio che lei rifiutò e per tutta risposta lui le scrisse che forse pensava più a Nevinson che a lui e che aveva scritto a Christopher dicendogli che non erano amici se erano rivali in amore.
Nevinson le scrisse ancora supplicandola di continuare ad essere amici che si sentiva perduto senza di lei e senza il caro amico Gentler, ma entrambi non diedero risposte positive, Mark perchè troppo innamorato di Dora e quest’ultima era troppo presa dall’arte tanto che nel 1914 abbandonò la Slade School e fu accolta da Virginia Wool che le chiese di produrre numerose xilografie per la Hogarth Press e in seguito, Roger Fry le fornì un lavoro di restauro su un Mantegna in Hampton Court.

Frances Marshall rivide la Carrington nel 1914 e disse di lei:”Il suo sapore unico e personale la rende straordinariamente difficile da descrivere, originale, fantastica immaginazione e umorismo. La sua risposta poetica verso la natura traspare dai suoi dipinti, e dalle lettere, la cui scrittura era di per sé una forma d’arte e di lei fisicamente, le caratteristiche più notevoli erano i suoi grandi occhi azzurri, infossati, capelli del colore del grano maturo e la sua voce molto dolce era anche un po ‘infantile e aveva la risata deliziosamente contagiosa. “

Anche in questo periodo Aldous Huxley venne colpito dalla Carrington, tanto da innamorarsene: “I suoi capelli corti, tagliati come una pagina di giornale, appesi su di una campana d’oro elastica e sulle sue guance. Aveva grandi occhi blu Cina, la cui espressione andava dall’ingenuo , al perplesso, fino ad arrivare alla profonda serietà”.

Dora amava la compagnia di Huxley, ma non era alla ricerca di un rapporto fisico con lui, mentre Aldous lo desiderava così tanto da metterlo nel suo romanzo, Crome Yellow (Mary Bracegirdle). In quel romanzo Huxley ha ricreato i numerosi colloqui con la Carrington che gli spiegò quello che stava cercando davvero in un uomo e cioè che: “Doveva essere qualcuno d’intelligente, qualcuno con interessi intellettuali da poter condividere e deve essere qualcuno con un il rispetto per le donne, qualcuno che sia disposto a parlare seriamente del suo lavoro e della sue idee. E non è per niente facile trovare una persona così. “

Dora Carrington incontrò Lytton Strachey durante il soggiorno con Virginia Woolf ad Asheham House a Beddingham, nei pressi di Lewes. L’autore ha sottolineato: “Fui attratto dalla Carrington fin dal primo sguardo e che aveva coraggiosamente tentato di baciarla durante una passeggiata attraverso il South Downs e la sensazione della sua barba scatenò un infuriato sfogo perché lei ne era riluttante. Si dice infatti che per vendetta lei scivolò nella sua stanza di notte con l’intenzione di tagliare la barba e che destatosi fu ipnotizzata dai suoi occhi, che ha aperto improvvisamente guardandola intensamente e da quel momento i due divennero praticamente inseparabili.
Questa storia però fu vittima di pettegolezzi perché ritenevano la coppia alquanto curiosa, Lytton era alto e allampanato, occhialuto, con una voce stranamente acuta ed omosessuale, Carrington piccolina, paffuta, vestiva in maniera eccentrica e portava i capelli audacemente corti. ”
Nel 1917, Dora Carrington si stabilì in casa di Lytton Strachey a Mill House nel Berkshire. Nel 1918 sia Strachey che Carrington iniziarono una relazione con Ralph Partridge. Secondo il suo biografo, crearono un ménage à trois che sopravvisse agli affari di entrambi senza distruggere l’amore profondo che li legava, una sorta di figura paterna fu per lei, Lytton e lui le diede un’educazione letteraria, mentre lei dipingeva e gestiva la famiglia. Partridge divenne indispensabile sia a Strachey, che si innamorò di lui, che alla Carrington. “

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Nel 1921 Dora si sposò con Partridge e scrisse a Lytton Strachey mentre era inviaggio di nozze: «Io non sono innamorata di lui, ho pianto tutta la notte a pensare al destino cinico che aveva reso impossibile il mio amore per voi, devastante amore. Arriverò fra due settimane e saremo di nuovo felici tutti insieme”.

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Dora si caratterizzava per il grande intuito emotivo e intellettuale, artista di completa flessibilità espressiva, disegna altre verità che si sono poi, nel Novecento, materializzate in altri movimenti di artisti-intellettuali, vicini come in una sorta di “factory“ composta da una ristretta cerchia di persone, come il Bauhaus, o la underground prophecy di Wharol e compagni.
Ma Dora rimane nella storia soprattutto per essere stata la donna che ha amato – di un amore molto difficile e complesso, un uomo che chissà fino a che punto interiorizzò il suo amore e tutta la sua “invenzione“ sentimentale si dipanò proprio e solo per stare vicino a Lytton Strachey – il quale morì di cancro a soli 52 anni e Lei, appunto, non sopravvisse a quel distacco al punto da uccidersi solo due mesi dopo.

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Nel 1995 uscì un film, Carrington di Christopher Hampton, con Emma Thompson, Jonathan Pryce e Rufus Sewell.

Il testo qui presente è stato reperito in rete (Spartacus-educational e da un forum inglese) e tradotto da me, Antonella Taravella.

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