Confini. Il dove della Poesia Italiana: Antonio Curcetti


Antonio Curcetti è nato nel 1960. Ha pubblicato: Tutto il resto è variazione – Geiger, Reduci da un bel nulla – Anterem e Poesie del linguaggio corrente – Lythos. Ha collaborato con la rivista Poesia di Crocetti editore, pubblicando un saggio e la traduzione di alcune poesie di Klaus Kinski; numerose recensioni ai suoi libri sono apparse su riviste specialistiche e su antologie.

Come scrive Tiziano Salari nella nota introduttiva al libro Poesie del linguaggio corrente:

“Curcetti pone al centro dell’indagine se stesso, radiografando allo specchio le proprie insufficienze; ma soprattutto constata l’assenza dell’Altro, cioè di quell’ordine simbolico o immaginativo, attraverso il quale si è venuta a comporre la sua identità in un succedersi di scissioni e identificazioni, […] l’autore non vuole perseguire le vie troppo facili dell’accomodamento nel silenzio o le formule consolatorie di interpretazione della realtà. E se nella reciprocità tra il poeta e il mondo nasce una poesia apparentemente negativa, apparentemente sfiduciata del proprio intimo, “la poesia assoluta, la poesia senza fede, la poesia senza speranza, la poesia non diretta ad alcuno …” (Benn), è perché prima ancora viene il deserto.

Alcuni testi:

Sogno violentato la poesia:
convalescente in mezzo agli strepiti,
allo stesso tempo eccitata
dalle bestemmie, dalle armi
puntate sulla coscienza.
E non soltanto su quella.
Ho già inghiottito l’acqua
in bocca dell’essere interiore,
le sacre verità da tacere;
cosa scrivere, se poi a sottolineare
sono tratti ordinari del potere,
se a fare la guardia al luogo
dell’origine è un’istituzione?

***

Poesie tratte da Reduci da un bel nulla – Anterem

*

Il tempo
guarisce tutto,
con qualche
incurabile
eccezione

***

I brandelli astuti
dell’esca che ci dileggia,
sono un richiamo
che ride ininterrottamente
senza muovere le labbra,
mentre l’abbondanza
di cattive notizie
confonde le idee
e disgrega il tutto,
confidando in una
casuale ricomposizione.

***

Poesie del linguaggio corrente – Lythos

*

Le parole prenderanno
a smussarsi nel silenzio:
medicina dissoluzione tomba
andranno dettando quel che rimane.
Il nulla aggiunge nuove
ombre al carnaio; nelle sue
diverse versioni non assomiglia
a nulla di ciò che avevamo
immaginato

***

La forza si dissipa
sotto i colpi del metallo;
è un demone che non
soccombe all’ordine,
ai doveri ufficiali in cui
ci si scambiano coltelli,
regole imposte a bruciapelo.
Il martello echeggia
pagine ammucchiate,
perse; scandisce nelle
orecchie un ritmo ubriaco,
quasi quanto il cuore di Faust.

Per Giacomo Bergamini
Martello di Faust

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