Il teatro e la poesia di Gianmarco Busetto


Gianmarco Busetto, Regista-attore-poeta-drammaturgo.
Nel 2006 fonda la compagnia teatrale e performativa Farmacia Zoo:E’.
Autore di numerose performance e spettacoli teatrali da lui scritti e diretti tra i quali si ricordano “Pornografie”(2007), “Oggi è solo salsa piccante”(2008), “Le usanze dei rivoluzionari ai tempi del coma”(2009), “Beat Improvisation”(2010), “La Distanza”(2010), “Velluto DiVino” (2011), “(Voci) Di ritorno”(2011), “Religions” (2013)e 9841/Rukeli (2014).
Ho avuto il piacere d’incontrarlo e sentirlo all’opera, durante l’evento Oblom poesia, svoltosi a Torino a metà giugno.
Il desiderio di conoscerlo meglio, mi ha spinto ad intervistarlo, buona lettura.

busetto

Parlaci di te presentati ai lettori di WSF.

La verità è che malgrado il lavoro che faccio, sia quello poetico, teatrale o formativo, trovo sempre molto difficile parlare di me stesso in prima persona. Se dovessi definirmi con un aggettivo credo sarebbe “curioso”. Ecco, penso di essere una persona sostanzialmente curiosa. La curiosità spinge alla ricerca, allo studio, alla sperimentazione, al non accontentarsi mai di ciò che si è ottenuto e a spingersi sempre un po’ oltre, in una danza oltre l’ultimo passo per dirla con Velter.

Come nasce la Farmacia Zoo: E’.

Farmacia Zoo:È è un gruppo di ricerca che opera nell’ambito del teatro, delle arti performative e della formazione il cui focus è orientato allo studio del contemporaneo. Nasce nel 2006 da una mia idea subito sposata da Carola Minincleri e da altri artisti. In quel periodo lavoravo come attore per alcune compagnie di teatro classico e parallelamente portavo avanti l’attività poetica ma sentivo sempre più forte l’esigenza di far confluire il tutto in un’unica forma espressiva. Così è nata Farmacia Zoo:È, dal bisogno di portare in scena una poetica che mi appartenesse e da quello di dare alla mia poesia un respiro che andasse oltre la parola scritta. Carola ha una matrice teatrale molto diversa dalla mia e il suo apporto è stato fondamentale per declinare il concetto poetico ed emozionale dalla parola al corpo degli attori e dei performers. Ora, otto anni dopo, credo che Farmacia Zoo:È sia cambiata molto, credo sia cresciuta, ha sviluppato le proprie tecniche di ricerca e ha abbandonato quella poetica del ribellismo che ne ha contraddistinto gli esordi, per passare ad un focus di analisi molto più attento, più calibrato, meno impulsivo.

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Credi nella poesia? E alla poesia mescolata con altre arti?

Credo nella poesia in quanto atto creativo capace di sublimare l’emozione in parola. Credo nel potere motivante della poesia. Credo che per scrivere poesia non basti il talento poetico come non basta saper piantare un chiodo per definirsi calzolaio. Credo che il talento poetico per crescere e diventare poesia abbia bisogno di cura e ricerca costante. Credo nella bellezza della poesia e credo che per amplificarla e farla arrivare a più persone possibili, la contaminazione con altre arti non solo sia utile ma necessaria.

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La pelle o la devozione. Come mai questo titolo?

“La pelle o la devozione all’anima” è il titolo del mia ultima raccolta poetica. Il titolo è una provocazione che si manifesta nella presenza della congiunzione disgiuntiva “O”. Io credo fermamente che l’essere umano sia uno, che corpo e anima siano uno. Nella società in cui viviamo sembra invece che al corpo sia stata attribuita una funzione esclusivamente organica ed estetica, mentre all’anima quella di unica depositaria di tutte le percezioni spirito-emozionali.

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Quanto è importante per te il tempo? E quanto il silenzio?

Proprio ieri parlavo con un amico e gli dicevo che se mai dovessi inciampare nella lampada del genio e potessi esprimere tre desideri chiederei: tempo, tempo e tempo. Credo che la possibilità di poterlo dilatare sia l’unico modo per poter tradurre tutte le idee in esperienza concreta. Il mio rapporto con il silenzio invece credo sia fondamentalmente ambiguo: da una parte ne ho bisogno, dall’altra il bisogno è sempre quello di romperlo con qualcosa per cui ne valga la pena.

Regalaci qualcosa d’inedito, notizie o un testo tuo. (se puoi)

Questa poesia è tratta da una raccolta inedita il cui titolo provvisorio è La Merda

*

aggiusto la camicia, mastico una voglia, il pomeriggio

lo schiaccio tra le dita

queste mura di cinzano e rosette, troppe volte mi hanno visto pregare:

l’amore di pulire, il fegato di resistere, la gola di smettere

Piero dice – mia madre era strana: leggeva Schopenhauer e portava tacchi alti

sapesse Piero quante volte ho immaginato sua madre stesa a gambe aperte

ora non sarebbe così mieloso

– da queste parti lo strano era mio padre – dico io

– mi picchiava con la cinghia e portava le bretelle

sotto al cavalcavia oggi, hanno gettato due cessi nuovi di zecca

domani saranno delle ortiche, oggi della stupidità

Prossimi eventi? Poetici-teatrali?

Nel 2015 uscirà ufficialmente 9841/Rukeli, un monologo tratto dalla storia di Johann Trollmann, un pugile tedesco di origine sinti che ha visto l’apice del proprio successo in concomitanza con l’ascesa del nazismo. A mio avviso una delle storie più belle e meno raccontate del secolo appena trascorso. Una storia tanto tragica quanto incredibilmente poetica. Una storia che parla di dignità. La produzione è di Farmacia Zoo:È e alla regia sono stato affiancato da Enrico Tavella.
Nel frattempo ci saranno alcune date de La Pelle o la Devozione all’Anima, il recital tratto dal mio ultimo libro.

rukeli

Tutte le date comunque potete trovarle qui: http://www.farmaciazooe.com

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