ILLUSELFISMO – LA FRUSTRAZIONE ANATOMICA DELL’HOMO SELFIE


mondo selfie

Foto di WSF

“Io sono la forma – la cui conoscenza – è illusione” (da Petrolio, Pier Paolo Pasolini)

AVVERTENZE: L’articolo che segue non è un articolo, è una selfie alla selfie. Qualcosa di estremamente inutile ed utile allo stesso tempo. Pertanto si consiglia il pubblico che dovesse ritenersi senza selfie, di scagliare la prima posa, prima di continuare.

Archiviati gli ultimi residui pudorali degli anni ’90/’00, il secondo decennio di questo secolo sta dando il suo brillante benvenuto al terrificante Homo-Selfie. Classico come un Narciso-affogato nel touch screen, spregiudicato e felice come un clown, esibizionista e solo, ma sempre connesso. Un essere tecnicamente infinito e praticamente incorniciato. Privo di organi interni, il suo tempo non passa mai: i propri eterni ritratti di Dorian Gray sono continuamente esposti, filtrati, sfumati…il suo tempo, visto al vetrino, un neoilluminismo politicamente illuminato col flash, che qui di seguito ci prendiamo l’onere di definire “Illuselfismo”: nuova corrente sculturale/aridistica che ha già conquistato ed omogeneizzato tutti gli strati della nostra “socialità”, senza esclusioni, Vip, Capi di Governo, Operai, Disoccupati, Padri, Figli, Madri. Égalité. Qualcuno si augura venga presto declassato a moda, talmente moda che su Google News produce 13.200.000 risultati e un numero N di Hashtag su Twitter, Instagram e Facebook.

Ecco qualche titolo estrapolato da Google News: (Da leggersi come #poesia)

Un sorriso contagioso, il selfie con cammello è cult.
                                          Ecco le foto scattate pochi istanti prima di perdere la vita.
Scattano un selfie dopo la rapina: arrestati.
                                           “Stupidi i vip per selfie hot rubati”.
Abusivismo edilizio: Renzi e i selfie.
                                          J.Lo, selfie dopo l’incidente: “Grazie a Dio stiamo tutti bene”.
Ti fai un selfie con Berlusconi? Via dal partito.
                                          Nuda con le orecchie da Minnie, il sexy selfie della figlia piccola.
Finalmente potrai scattare selfie memorabili, grazie a ShutterBall.
                                          Selfie all’università di Teramo è partito il corso che sdogana le selfie.
Selfie con la fidanzata morta? Tranquilli è un fake.
                                          Il selfie che fa bene all’anima – La Selfieterapia che fa bene all’anima.
Renzi: tutti i selfie e le altre bruttezze del Matteo nostro.
                                          Selfie di gruppo dopo il gol, ammonito.
Alessia Marcuzzi, selfie tenero con la figlia Mia.
                                          Psicologia: se scatti “selfie” non ti piaci.
IMPERIA. “FATTI UN SELFIE CON L’EMIGRANTE”.

selfie 2Illuselfismo. Che sia la più grande installazione artistica della storia dell’uomo? Ancora non ci sono prove al riguardo. Fatto sta che nelle mani di ognuno di noi, c’è ora un’arma di distruzione di massa, smart e phone, che ha il potere di testimoniare, decapitando corpi, ogni tassello di questo passaggio che si chiama vita. Per quanto tempo? Non importa. Via le vecchie lancette. L’esistenza è stabilita dalla quantità, dall’ampiezza della diffusione, ora e adesso, dalla dimostrazione che chiunque può/deve essere eccezionale… Un nuovo Kitsch selfeggia sulle nostre vite virtuali, sui nostri corpi mozzati, un nuovo specchio si pone tra noi e il mondo esterno: la consapevolezza di non riuscire a farne parte e il riflesso illusorio e ondulato dell’eterno tentativo. Nulla di nuovo, davvero, credetemi, la solita Caverna di Platone, solo che le ombre sul muro sono quadratini di selfie a colori e al centro della caverna al posto del fuoco…l’indispensabile caricabatterie.

Una nuova estetica, senza fronzoli, in pigiama o in mutande, si impone con pose classiche alla Venere di Milo, in cima ad un grattacielo con una selfie-stick in mano, per arrivare più in alto, più su, come ci vedrebbe Dio, piccoli piccoli e schiacciati a terra. O subito dopo una rapina. O prima di morire… ubriachi nel grande Teatro del Mondo. 100mila like. Ed è subito sera.

Non c’è un momento che non valga la pena di essere selfato, anzi più questo risultasse intimo, per il senso comune com’era prima, più la fotina sarà riuscita e la propria esistenza automaticamente caratterizzata. 1 milione di like. Un’estetica immediata che si nutre del #cisonostato, #sonostatoio”, #chefigata, #dajerega. Un carpe diem delle carpe che ha abbattuto l’ermo colle e potato la siepe. Dimenticate ogni ritegno, Homini Selfie: siamo qui, macrocefali alla ricerca del “mi piace” definitivo.

Oppure è la solita frenesia: un amore smisurato, prigioniero di un Io che ha una fottuta paura di rimanere svisto.

In ogni caso fra 30.000 anni, tutti questi segnali radio, saturi di selfie, continueranno a vagare nel vuoto, ricordandoci con orgoglio, ma forse non saranno mai captati da nessuno in grado di comprenderli davvero. #basta #tifiamoasteroide

selfie astronauta

selfie moon landing (60 x 32) 30/30 - giorgio brunelli 2014

selfie moon landing (60 x 32) 30/30 – giorgio brunelli 2014

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8 pensieri su “ILLUSELFISMO – LA FRUSTRAZIONE ANATOMICA DELL’HOMO SELFIE

  1. Io li trovo un pò grotteschi questi selfie. Li trovo un pò tristi come l’ultima testimonianza di vita prima della morte. E comunque voglio segnalare il più simpatico nonchè veritiero post a proposito che gira su fb : ” da selfie nei cessi, a cessi nei selfie è un attimo ! ” ( parole che secondo me andrebbero incise nella pietra ) 😉

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    • Io trovo che siamo di fronte a qualcosa di terribile e sublime, in senso negativo, poter assistere ad una tale depravazione estetica di una realtà tanto misera quanto artefatta… Essere spettatori della rinuncia a quel millimetro di intimità e imbarazzo che generano infiniti… Ne faremmo volentieri a meno, certo, ma questo è. Una cosa così effimera che nasconde in sé un raccapricciante messaggio ontologico… Quindi ridiamoci sopra, l’erba ricoprirà ogni cosa!

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  2. Rido, Bianca! Hai adottato un pacato eufemismo per definire solo come “grottesca” questa moda idiota ineunte da radici vippaiole. Tuttavia, trovo curiosa la visione endoscopica analizzata dall’autore dell’articolo, poichè culturizzare questo gesto fatuo del clic, che ammorba un largo collettaneo di narcisismo spicciolo d’allure provinciale, non era cosa facile da riderne sopra.
    Bravo/a.

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    • Esattamente Giorgio carissimo, una moda grottesca alimentata dall’avvento dei social, mentre io per contro ho scelto di essere in internet entità virtuale e surreale, rivelandomi de visu solo a chi ritengo in qualche modo degno di fare la mia conoscenza reale. In altri tempi questa mia si sarebbe chiamata riservatezza, oggi invece si fa presto a definire ” cozza” o ” carampana” o addirittura fake e troll chi non si mostra in tutte le salse.

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      • Il discorso riservatezza meriterebbe tutto un capitolo, cara Bianca Troll, l’identità vive effettivamente più di un dilemma. Io la penso come te, sento di avere qualcosa da proteggere, sento di non essere in grado di parlare un linguaggio unico e identico a tutti nello stesso momento, sento di stare in una partecipata distanza… La verità è che è ormai è tanto tempo che l’identità si trova contemporaneamente rappresentata in una realtà che crede reale ed una virtualità che gli sembra ancora più reale e assoluta, dove gli sembra di perdere ogni forma di controllo… Ancora sociologicamente non c’è un equilibrio tra me e questa immane connettività. E qui potremmo idealmente inviadiare la semplicità e il senso di adattamento dei selfisti a tutto questo. Ma anche no. Loro sono i più confusi perché si illudono di non perdere nessun pezzo in questo fluire.

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