Poesia di questa carne che siamo – II parte


Mariangela Neve

Mariangela Neve

 

Lucciola di Loredana Di Biase

la pioggia affila i denti
teoria di consonanti
a fil di labbra
sempre l’errore sottolineando –
il neo sulla carne bianca –
la natura mai delicata / il fiore
gridato
ai cimiteri marini

***

EROS di Stefano Mangione

Corpo nudo
come la nuda lama d‘un pugnale
il brivido che dai è come il sangue
che sgorga a fiotti.
Se mordo il tuo seno
o imprimo una rosa alla tua spalla
s‘inarca il dorso
poggiato sulla morsa delle braccia
e altro pugnale
s‘insinua, neve e fuoco,
nel tuo segreto fiume.

***

di Ghiannis Ritsos

Anche le parole
vene sono
dentro di esse
sangue scorre
quando le parole si uniscono
la pelle della carta
s’accende di rosso
come
nell’ora dell’amore
la pelle dell’uomo
e della donna.

***

di Bernard Noel

Grappoli di bocche aggrediscono gli organi ———————————–
————–e queste bocche masticano senza divorare, e gli organi diventano pastone
—————————————————–e il mio scheletro cerca invano di puntellare
questo purè di carne —————————————————————————–

Mariangela Neve

Mariangela Neve

di Rubina Valli

Vorrei un corpo
Che non sia un mucchio d’ossa,
spinoso tempio di echi
svestito di carne.
Vorrei un corpo
Profondo, culla di mare,
carne levigata e forte.
Corpo di pane, di latte,
di sale, d’acqua e
respiro.

***

di Paola Turroni

qual è il punto in cui brucia?
non ci sono labirinti nella memoria
sono nelle mani degli altri, nella mia pelle.
parlare in una inutile serie di frasi accomodanti
che diventano il ferro per il fabbro che costruisce chiavistelli.

quando si rompe uno specchio sette anni di rivincita del fato,
vedendoci riflessi in frantumi cogliamo la distanza
tra le nostre differenze,
il fato liberato da una unità illusioria che spalanca
le linee della gabbia.

***

di Rosy Iuliucci

a c c a d e / che sul filo del giorno a malapena nasce e tace il gesto della memoria refrattaria al fremito di sensazioni che manca alla solitudine come il verbo per il sincero cuore_ a c c a d e / ch’io possa assistere in silenzio all’avvenimento del mio divenire in un tutt’uno di spasmi illusori che mi concludono poi nel cerchio aperto della notte_

[ non sempre è facile per me sentirmi morire l e n t a m e n t e in quella crisi poetica che mi lega la lingua all’anima e la stringe finchè non si strozza di un urlo che diviene evoluzione ]

***

di Loredana Magazzeni

(Tu fai cantare il mio corpo – tu lo fai gioire
questa è la mia festa).

*

Accordi me strumento
e mi percorri con l’archetto.
Sono la cavità che canta
con fianchi di chitarra,

con corde pizzicate, glissate, sfiorate,
canta la gioia della mia pazienza.

*

(Tu fai cantare il mio corpo – tu lo fai gioire
questa è la mia festa).

***

di Monica Maggi

L’acqua ha mille movimenti
col guizzo rapido degli occhi
anche le increspature parlano
e forse scrivono.
Assolate, le schegge delle parole
tue penetrano nella pelle

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...