Novità Editoriale – Le persone di Roberto Carvelli (Kolibris Edizioni 2014)


Vi proponiamo alcuni estratti dalla nuova fatica letteraria di Roberto Carvelli, una silloge poetica pubblicata con i tipi della Kolibris Edizioni, un invito nemmeno troppo occulto a leggere e se vi scoprite interessati alla sua scrittura di acquistarlo, che la poesia deve girare, non rimanere negli scaffali più nascosti di certe librerie…Buona Lettura!

le persone

Dalla prefazione di Claudio Damiani:

La scrittura di Roberto Carvelli è anzitutto osservazione di cose vicine, molto concrete e tangibili, luoghi che viviamo e amiamo, che ci circondano e contengono, su cui poggiamo, cose che tocchiamo, su cui rimane la nostra orma. Un suo libro si intitola Letti, e racconta uno per uno i letti su cui l’autore ha dormito, dalla culla in poi. È come se Carvelli potesse parlare di noi solo attraverso le impronte che lasciamo, come se la sua fosse un’archeologia del presente. Come se così veloce scorresse il presente, e così poveri, così fragili noi, che altro non si potesse che attaccarsi alle cose, come a tronchi o pietre che anche loro rotoleranno nella corrente della vita.
Così Carvelli ci conduce per mano per i nostri luoghi, tra le nostre cose[…]

Memento mori

Dopo staremo tutti lì
con un memento
cesellato da un marmista
dalle mani diafane e arse.
Le lettere non saranno
cancellate ab aeterno
ma non sarà responsabilità
di nessuno
la coerenza del rilievo
con la vita irrilevante,
né la foto troppo statica
per un ricordo dinamico.
Un peso diverso
assumeranno
le frasi d’altri
affidate ad annunci
sui giornali
un tanto a parole
o in righe vergate
su biglietti di addio
recapitati a famigliari,
contriti o sollevati,
dalla fine di un dolore,
all’inizio di un precipizio
in bordi listati.
L’atlante delle piante spontanee
racconterà il tutto si trasforma
per via compendiata.
Tarassaco, malva, portulaca
bucheranno il telo verde
e spunteranno dalla ghiaia,
occhieggiando ai fiori finti
infilzati a sbiadire nei vasi
tra marroni di tributi
più antichi e vivi.
L’eternità apparirà
un concetto sopravvalutato.
Converrà ricordare
il punto in cui tutto
è nato.
Quel tempo comandato
all’attesa
nell’ansia
del divenire,
libero dalla furia
della ricerca.
Vivo dell’invisibile.
La posizione più complessa
e vera dell’esistenza:
la latenza.

***

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La terra del mai [Narrativa]


Quando la guerra finì, l’uomo passò molto tempo a piangere la donna amata. Erano cresciuti insieme e non le aveva mai confessato i suoi sentimenti. Credeva, ingenuamente, che sarebbe bastato il suo amore silenzioso a salvarla dai bombardamenti. Quando morì, prima del dolore lo colpì l’incredulità: era impossibile che la pace arrivasse senza di lei, senza averle mai detto niente, e senza sapere se lei avrebbe mai ricambiato la sua devozione. Continua a leggere

L’Icastica di Hirst


  pecora-hirst

E’ inutile dire il contrario.

Questa seconda edizione di Icastica é stata per molti versi contrassegnata dalla polemica contro “The black sheep”. Una protesta pacifica, che ha avuto una grande adesione facebookiana, non replicata con altrettanta partecipazione attiva nelle piazze d’Arezzo. Continua a leggere

Icastica 2014


Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi porta progressi; e’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie, chi supera la crisi supera se stesso senza essere superato, chi attribuisce alla crisi i propri fallimenti, dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi é la crisi dell’incompetenza. L’inconveniente delle persone e delle nazioni é la pigrizia nel cercare soluzioni; senza crisi non ci sono sfide, senza crisi non c’é merito: nella crisi emerge il meglio di ognuno di noi. Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa: la tragedia di non voler lottare per superarla!”

Albert Einstein

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La ceramica gotica di Kirsten Stingle


Scultura come forma d’arte che porta dentro un mondo, qualcosa che assomiglia alle favole macabre, ecco cosa sono le preziose creazioni di Kirsten Stingle, giovane artista statunitense.

Hello Kirsten, first of all I would like to congratulate you for your work and then ask you where it comes from? Salve Kirsten, prima di tutto mi piacerebbe congratularmi con te per il tuo lavoro, poi vorrei chiederti: da dove nasce?

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Poesia di questa carne che siamo – II parte


Mariangela Neve

Mariangela Neve

 

Lucciola di Loredana Di Biase

la pioggia affila i denti
teoria di consonanti
a fil di labbra
sempre l’errore sottolineando –
il neo sulla carne bianca –
la natura mai delicata / il fiore
gridato
ai cimiteri marini

***

EROS di Stefano Mangione

Corpo nudo
come la nuda lama d‘un pugnale
il brivido che dai è come il sangue
che sgorga a fiotti.
Se mordo il tuo seno
o imprimo una rosa alla tua spalla
s‘inarca il dorso
poggiato sulla morsa delle braccia
e altro pugnale
s‘insinua, neve e fuoco,
nel tuo segreto fiume.

***

di Ghiannis Ritsos

Anche le parole
vene sono
dentro di esse
sangue scorre
quando le parole si uniscono
la pelle della carta
s’accende di rosso
come
nell’ora dell’amore
la pelle dell’uomo
e della donna.

***

di Bernard Noel

Grappoli di bocche aggrediscono gli organi ———————————–
————–e queste bocche masticano senza divorare, e gli organi diventano pastone
—————————————————–e il mio scheletro cerca invano di puntellare
questo purè di carne —————————————————————————–

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Confini: Il dove della Poesia Italiana – Flavio Almerighi


almerighi

da qui è Lontano, 2010

Al cuore della sera

Gramigna di ricordi
colori animati e vivi
qui è lontano – ma

Non vedo l’ora di ferirmi
afferrando qualcosa
che m’impedisca di farlo

Per essere vicini la sera,
col ventre al buio
a dirti amo

***

Barbaro

Non fosse per i tuoi presentimenti
io non ne avrei – solo paia di baci,
echeggiati dalle labbra scostate,
scostante fino al sangue.
Ti amo senza nessuna diagnosi,
bellissima scatoletta di tonno,
duecento grammi di modernità compatta,
quadrata, senza luce, senza occhi,
ferro nei presentimenti, buono il prezzo,
la pelle sarà parte
di altri processi di produzione,
la voglia di luna – parte del gioco.
Estende l’impero
fino al bisturi del danubio
da tagliare senza stampelle,
sono barbaro non sono qui,
quando farai l’amore
ti sarò dentro.

***

essere

il mio essere treno d’ossa,
fiducioso aspetto un segno e uscire
dal mezzo di una stazione sognante
immersa emersa in mille soste estive,
tante volte una voce assonnata
annuncia partenza e liberazione
poi in sequenza muore,
senza lasciarmi andare
mai

***

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