Il DNA di William Burroughs di Bizzarro Bazar


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Sterminate ogni pensiero razionale. (W.S. Burroughs)

Abbiamo spesso parlato del grande William Burroughs e del peso che ha esercitato e continua ad esercitare sul panorama artistico mondiale, dalla metà del secolo scorso fino ad oggi. Anche da morto, però, non smette di stupire.

Infatti, grazie a due artisti, Tony Allard e Adam Zaretsky, il vecchio zio Bill è al centro di un progetto di bioarte che è destinato a fare scalpore. Come ormai sapete, Burroughs è conosciuto per il cut-up, uno stratagemma letterario utilizzato per far esplodere la forma narrativa, vista come opprimente macchina di controllo. Allo stesso modo, tutta la sua vita è stato un instancabile tentativo di valicare ed espandere le frontiere della nostra percezione, della nostra mente, del nostro linguaggio, del nostro corpo. A partire da questi concetti, e in ammirevole sintonia con il pensiero di Burroughs, Allard e Zaretsky hanno elaborato un progetto artistico che portasse il concetto di cut-up a un livello fisico, ispirati da una celebre massima burroughsiana: “Quando il presente è tagliato, ne sgorga il futuro”.

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Raggianti sensazioni, testo inedito di Patrizia Calcagno


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Crescendo, mi ero resa conto di quanto egli fosse diventato importante per me.

Erano forti le emozioni che provavo, a tal punto da rendermi conto che qualsiasi altra azione, lungi dal guardarlo, non mi avrebbe lasciato distogliere lo sguardo.

Era stranamente labile ed intrigante la visione del suo calore su di me, così da percepirlo sulle mie ciglia e, dal momento in cui mi soffermavo a farci caso, le mie palpebre a stento sopportavano il carico di troppo trasporto.

Quando la concentrazione svaniva, ecco che riaffiorava un altro sentimento su uno sguardo differente.

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L’universo discografico della 7d Media


Sono molte le case editrici e discografiche indipendenti che stanno sviluppandosi sempre più intorno a noi. Questo può essere positivo se consideriamo che pubblicare qualcosa oggi è relativamente più semplice se si ha un budget alle spalle, ma indubbiamente ciò causa anche la proliferazione di materiale davvero scadente che mai nessuno avrà intenzione di acquistare.

Abbiamo deciso di guardare più da vicino questa realtà, concentrandoci sull’universo della 7d Media, label americana nata dall’idea di Trey Gunn (fra le altre cose ex-chitarrista dei King Crimson). Il materiale che ci è stato inviato risulta di ottima qualità sia dal punto di vista musicale (con un sound ricercato e ben delineato) che da quello dell’artwork.

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Confini: Il dove della poesia italiana: Enrico Testa


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quanti graffi t’ha lasciato sul viso
l’esultanza dell’odio!
e sulle ciglia
quante macchie dell’argilla…

la tua immagine si confonde
col sospetto furtivo
delle vesti appassite
tra la parete e il portone,
che si chiude col batticuore
sull’orto, sul gelo
salino dello sconforto

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Narcyssus, Look Back In Anger – Monica Visintin (Maintenant)


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Iniziamo. Fu così che Tiresia si trovò coinvolto nella vicenda di un altro mitico mammone: Narciso, figlio di Liriope e del solito dio che, approfittando del fatto di essere un fiume, era scappato dopo la fugace liason con la bella ninfetta. I fiumi che fuggono c’entrano in tutte le storie di amanti falliti: se non mi credete, andate a rileggervi la storia di Apollo e Dafne.

Ad ogni modo, come molte mamme mollate dal padre, Liriope riversò tutte le sue attenzioni sul figlio unico maschio. Ed ecco che entra in gioco Tiresia che alla domanda se il piccolo Narciso sarebbe pervenuto ad una serena senectute, rispose che sì, a patto che non volesse conoscere se stesso.

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L’arte surreale e ironica di Alex Urso


1.Impossible nature (omaggio a Joseph Cornell), 2014 (28 x 20 x 8 cm)

1. Impossible nature (omaggio a Joseph Cornell), 2014 (28 x 20 x 8 cm)

 

2. Impossible nature (omaggio a Joseph Cornell), 2014 (28 x 20 x 8 cm)

2. Impossible nature (omaggio a Joseph Cornell), 2014 (28 x 20 x 8 cm)

Parlaci un po’ di te, e non la solita biografia, apriti a Words Social Forum.

Sto bevendo thé al limone nella città dove sono cresciuto, in provincia di Ascoli Piceno, dove torno ogni estate per qualche settimana. Dopo aver vissuto a Milano ed essermi diplomato in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera mi sono trasferito a Varsavia, dove attualmente lavoro come assistente curatore presso la Zacheta National Gallery e dove porto avanti parallelamente la mia ricerca artistica.

Perchè la Polonia?

Ho sempre provato un certo fascino per l’est europeo, pur non conoscendolo molto prima di trasferirmi a Varsavia. I paesi dell’ex area sovietica vivono oggi di forze opposte, in cui i ricordi tragici di una passato (vicinissimo) si fondono con desideri di modernità ed emancipazione fortissimi. Questo crea un movimento culturale notevole, vertiginoso, se si pensa alla velocità con cui una città come Varsavia è cambiata negli ultimi anni. C’è un fermento culturale che coinvolge tutti gli aspetti della vita cittadina, e questo è dovuto sicuramente a una condizione economica in crescita.
Tutto ciò si riflette positivamente anche nell’arte: dagli anni Novanta ad oggi sono nate ottime gallerie private, mentre le istituzioni pubbliche si sono sempre più aperte al mercato internazionale. In generale, nonostante ancora i forti limiti strutturali relativi al mercato e all’assenza di un sistema di coesione interna tra le varie istituzioni, credo che l’est europeo sia una realtà interessante sotto diversi punti di vista e di cui si sentirà parlare sempre di più in ambito artistico.

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