(Officine D’Autore) – Intervista a Sara Bilotti


Chi non mi conosce sa molto poco della mia vita da lettrice accanita e che adora letteralmente andare a scoprire, tramite amici scrittori altre voci italiane che meritano d’esser lette, una di queste è Sara Bilotti, donna dal caldo sangue napoletano del ’71.
Scoperta tramite un altro autore a me caro Luigi Romolo Carrino, ho letteralmente divorato e amato la sua prima fatica letteraria, Nella Carne edito da Termidoro Edizioni, che reputo altamente prezioso e rubando a piene mani dalle presentazioni in rete scrivo che è un tuffo a occhi chiusi nel buio dell’anima, nella morbosità, nel disagio di vivere, nella disperazione, nel delirio. Dodici racconti da leggere, godere e soffrire, perché Sara Bilotti sa far male, ma con una leggerezza, un incanto, una capacità di far vedere senza mostrare che ne fanno una prescelta. Per esplorare il buio, bisogna saperlo guardare e nessuno vede nei meandri più oscuri meglio di lei.
Sono venuta a sapere che presto uscirà la sua seconda fatica e mi pare giusto, almeno per me che ne sono sua fan, darle lo spazio che merita ed è con grande onore che la ospito su WSF con questa intervista, Buona lettura!

nella carne

nessuna più

Come ti sei avvicinata alla scrittura?

Non c’è mai stato un avvicinamento, nel senso che i personaggi sono sempre venuti a trovarmi per raccontare le loro storie, la cui trascrizione è cominciata nel momento in cui ho imparato a scrivere frasi complesse. Ho scritto il primo racconto a nove anni, anche allora le storie mi cadevano addosso, mi sembrava naturale scriverle. Pensavo lo facessero tutti.

Come ti è arrivato questo desiderio di liberare il noir, quella metà oscura di cui parli?

E’ arrivato in modo molto naturale: mi è sempre piaciuto leggere e scrivere di misteri, svelare intrighi, strappare maschere. Oggi il noir è molto amato, forse perché è veramente difficile scrivere del Lato Oscuro senza lasciar trasparire verità dolorose nascoste nell’animodegli autori stessi. Abbiamo tutti bisogno di verità, di questi tempi.

Cosa pensi della scrittura noir italiana?

Sta vivendo un periodo meraviglioso, non posso che esserne contenta. E le voci sono tante, diverse, personalissime. Questo contrasta in parte una tendenza all’omologazione che ha dilagato per parecchio tempo, e mi fa sperare in un riconoscimento maggiore per il genere, spesso bistrattato in favore della cosiddetta produzione “mainstream”.

scrittoredevestare

Cosa pensi del format conclusosi da poco, Masterpiece?

Non guardo la televisione da cinque anni. Li conto, sì. Non posso dare un giudizio basato su ciò che ho visto, dunque mi limiterò a parlare dell’idea, del format: lo trovo deprimente. Avrebbero potuto sostituire la scrittura con la tela e i pennelli, o l’argilla, o il marmo, alla gente interessa solamente vedere un gruppo di umani che si scannano per emergere. E’ un po’ come tornare all’età della pietra, o tra le file degli spettatori al Colosseo.

Il tuo prossimo libro, ammetto che ne sono incuriosita e lo aspetto con fervore, ci puoi accennare di questo tuo secondo nato?

Purtroppo non posso parlarne, non ancora almeno, perché manca ancora un po’ alla sua pubblicazione. Ti dico solo che ha in sé diversi elementi, tra cui il noir. Mi piace sperimentare. E per fortuna in Einaudi Stile Libero me lo fanno fare!

sara

Sara Bilotti lontana dalle pagine di un libro com’è? Vivi in una realtà non facile, tu cosa ne pensi?

Un tempo ti avrei risposto senza esitare: sono una donna senza pelle. Qualsiasi cosa mi faceva male. Vivo in un paese di provincia che mi ha continuamente rigettata perché diversa, libera. Anche durante la maturità ho subito attacchi personali, al punto che non riuscivo a uscire di casa, ricattata dalla violenza verbale di alcuni vicini, i quali impedivano addirittura ai loro figli di giocare con i miei. Un’inquisizione, praticamente.
Adesso le cose sono cambiate, e anche se non ho ancora le coordinate della mia nuova vita mi sento più forte. Vivo in campagna, finalmente respiro, lontano da tutto e tutti.
C’è ancora un’Alice che resiste dentro di me, si meraviglia di fronte alla Bellezza. Spero che non mi abbandoni mai, anche se il mio cuore diventa ogni giorno più duro.

I tuoi scrittori preferiti?

Donna Tartt, Elfriede Jelinek, Bret Easton Ellis.

E visto che sono di parte, cosa ne pensi della poesia? Hai poeti che ami?

Ho un timore reverenziale nei confronti della poesia, ne parlo poco, e sempre con grande rispetto.
La poesia ha una potenza enorme racchiusa in uno spazio minimo, esplode all’improvviso, ti abbaglia, ti strema, ti scuote. Ne leggo tanta, da Pavese a Dylan Thomas a Bukowski, ancora non ho trovato la mappa di questi luoghi, spero di trovare un giorno almeno le parole giuste per parlarne con consapevolezza.

Il mio grazie a Sara Bilotti, una nuova penna della letteratura italiana che merita di essere letta!

Grazie a te, Antonella, è sempre un piacere chiacchierare con te, fuori e dentro la rete!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...