Inediti di Donatella Pezzino


do

Travalicare

La mia preghiera
sgrana semi d’organza e fiordalisi
mistifica l’aria stagna in una sinossi viscerale.

Rimpiango tutto: di me
ricalcherei solo i puntini in sospensione.

Ed ho nella specchiera, un che di opaco:
è la nebbia del fiato, che mi tasta il polso.

***

Le embolie dell’ego

Altro cemento per endovena
ed altro ancora

mentre indosso la pelle sterile
del mio colostro solitario e barbaro

disperatamente
mi devo bastare

e farmi utero, ed embrione
per tenere le ossa al caldo

***

La finestra chiusa

Serpeggio
liquida fra clavicembali ben temperati
encefali anestetizzati, catechismi alcalini.

Idiosincrasie si rincorrono sulle pareti.
Forse particole di luce retroflessa, d’aria viziata.

E glisso
oltre una decalcomania che non sbiadisce
sulla retina di un ominide appena sbozzato.

E mi chiedo cosa resta ai tramonti, alle acque reflue.
All’ozono che germoglia le rondini in volo.

***

Convergenze

L’orlo del bicchiere sa il veleno, il sale
le vocali aperte e poi richiuse.

Abbiamo dissanguato i petali alle margherite
prima di consegnare i tendini all’indifferenza.

Prima di restare così, come sospesi
sovraimpressi in un plenilunio d’erba.

***

Il salto del cavallo

Rappresa, invelenisco.

Mi nego così, fra i purismi della mantide
e le bestemmie deliranti di un vento al catrame.

Ubriaca, riemergo.

Riemergo dai confini di una scacchiera claustrofobica
e con un unico salto bianco, stordito di silenzi

sono oltre.

***

Rientranze

L’angolo ovale
è graffito su una piaga scoperta

e mi rintocca sul tempo delle estinzioni precoci
delle cicatrici mal riposte, delle graticole supponenti.

Dimenandosi in quadratura
libera eclissi non ancora addomesticate.

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9 pensieri su “Inediti di Donatella Pezzino

  1. Una più bella dell’altra. Convergenze credo sia quella che si adatti meglio al periodo che stiamo vivendo…..nei tuoi versi c’è un mondo di verità…..Stupenda idea di riunire in un sito a parte le tue poesie. Un abbraccio forte alla mia dolcissima, nonna Tina

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  2. Riemergere dai confini di una scacchiera claustrofobia, e con un unico salto bianco, stordito di silenzi, essere oltre. Sì, essere oltre gli schemi limitanti delle forzate convenzioni, maglie vetuste di una mentalità non libera.
    E’ questo il vero ..volo, non quello di Icaro, che ti riporta di nuovo a terra, ancora una volta prigioniero. Ciao Donatella.

    Marghian

    Rispondi
  3. In versi di grande originalità e impatto, si estende leggera una anima che non dimentica il segreto dell’abile acrobazia: restare in equilibrio senza mancamenti, confidando in se stessi, “farsi utero ed embrione”…docilmente emerge da questa silloge, una grande personalità e una notevole forza d’animo. Ancora una volta, ammirata!

    Rispondi

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