Le avventure del capitano Ego – testo di Ludovico Polidattilo / immagini di Elio Copetti (1° parte)


Romanzo in 108 brevi capitoli ciascuno dei quali contiene almeno un colpo di scena, una rivelazione, un omicidio, una scena di sesso, una cosa sublime, una cosa raccapricciante o una cosa che non c’entra nulla. I protagonisti si muovono per lo più disorientati nello scenario rappresentato da un conflitto politico/economico/militare tra due nazioni che è anche una storia d’amore (e spionaggio) tra un uomo e una donna che è anche la relazione tra stereotipi del maschile e del femminile che è anche l’interazione funzionale tra due sistemi riproduttivi sessuati che è anche la connessione simbolica tra i partner del maithuna tantrico. Qui i primi 54 capitoli, che WSF è lieto di accogliere nella sua casa.

Elio Copetti. Nato a Udine nel 1964, è laureato in Scienze dell’Informazione. Ha esordito artisticamente nel 1999, all’interno del gruppo internazionale Art Beyond Borders, con il quale ha partecipato a diverse esposizioni in Italia e all’estero. Dopo una collaborazione – nell’anno 2000 – con la galleria d’arte Gnaccarini di Bologna, ha intensificato la sua partecipazione alla vita di alcuni gruppi artistici e letterari basati su Internet. Interessato anche alle dimensioni teoriche dell’arte, ha collaborato alla rivista TempoFermo, diretta da Renato Calligaro.

Ludovico Polidattilo. Nato ad Alessandria nel 1966, è laureato in filosofia. I suoi testi teatrali “Eumenidi talk-show”, “Apokalypsis à la page” e “Apokalypsis pour homme”, sono stati rappresentati dalla compagnia Regno delle Madri Entertainment dal 2010 al 2013. Venerando e irridendo la propria lingua, ha scritto liriche, novelle e romanzi stipati di allegorie indecifrabili. Quanto scrisse, scrive e scriverà, se non finirà altrove, farcirà il blog “Polidattilografia”.

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[#1] La signorina Fröhliche adora catturare insetti, piccoli rettili e uomini. La signorina Fröhliche adora torturare insetti, piccoli rettili e uomini. La signorina Fröhliche adora calpestare insetti, piccoli rettili e uomini. La signorina Fröhliche adora uccidere insetti, piccoli rettili e uomini. Questa sera scarseggiano sia gli insetti che i piccoli rettili. La signorina Fröhliche si intratterrà pertanto con ciò di cui dispone.

[#2] L’alta uniforme degli ufficiali di Narcisoburgo prevede, in corrispondenza di ogni ferita riportata in battaglia, un oblò in perspex atto a svelarne la cicatrice. I nove oblò trasparenti sull’alta uniforme del Capitano Ego dicevano di questi che aveva veduto il fronte tutt’altro che in effige. Durante il ricevimento presso l’ambasciata di Isterolandia a Neutrovilla la signorina Fröhliche, guardandolo, era consapevole di un fatto: la prossima ferita non avrebbe lasciato alcuna cicatrice.

[#3] L’ambasciata di Isterolandia a Neutrovilla è nota, paradossalmente, altrettanto per l’inaccessibilità quanto per i costumi libertini. Periodicamente vi vengono organizzati ricevimenti assai esclusivi. Non è raro – o piuttosto è consueto – che l’epilogo di tali eventi manifesti caratteristiche in grado di definire inequivocabilmente l’orgia. Isterolandia ci negava da secoli la possibilità di transito attraverso lo Stretto di Salpingi. Chiave del commercio con l’Extraborea. Occorreva un pretesto per dichiarare guerra a Isterolandia. Occorreva annientare Isterolandia. Occorreva sottrarre definitivamente a Isterolandia il controllo dello Stretto di Salpingi affinché potessero transitarvi innumerevoli luridi cargo.

[#4] Mi onorereste danzando con me la prossima polka chinata signorina Fröhliche? Cosa vi fa pensare, capitano Ego, che il mio tradizionale corteggiatore, il dottor Cuckold, non sanzionerebbe gravemente la vostra audacia? Il fatto che il suo nome non sia mai apparso prima d’ora in questo testo e che alcuno dei suoi protagonisti l’abbia menzionato, mi induce a ritenerlo marginale, se non privo di rilevanza alcuna. Che lo si nomini qui, presso conversazione trascurabile, mero antefatto di sviluppi ulteriori, non inficia punto.

[#5] Mentre danzo con la signorina Fröhliche l’esecuzione orchestrale e la mia determinazione esitano simultaneamente. Maximilian Zambonj, direttore dell’orchestra di Neutrovilla più apprezzata dalla locale aristocrazia, costruisce un raccordo al levare che rende impercettibile e giustifica armonicamente l’incertezza del suo ensemble. Da parte mia immagino per un istante di rimuovere la spoletta differita dell’ordigno che ho collocato nell’edificio che ospita l’ambasciata. Poi guardo negli occhi la mia partner e la danza mi travolge, imponendo di trascurare l’ordigno, la missione, il dovere, la patria, le smisurate ambizioni del tetrarca Zurg.

[#6] Quando la signorina Fröhliche divenne bambina amò un cane, un cappellino color malva e il proprio padre. Dei tre solo quest’ultimo non ricambiò il sentimento. Quando la signorina Fröhliche divenne donna decise di punire in ogni uomo il padre che non l’aveva amata. Decise inoltre di punire se stessa per non avere saputo meritare l’amore del padre. Ritenne che la chirurgia e il controspionaggio rappresentassero i contesti ideali per realizzare il proprio progetto. Entrambi consentivano di vedere cosa contiene un uomo ma il controspionaggio esentava dal rimetterlo dentro.

[#7] La spoletta differita che egli va collocando ove potrà cagionare deflagrazione risolutiva, fu inventata nel 1916 da colui che nel 1936 avrebbe concepito la terapia elettroconvulsivante. Il capitano Ego dispone prima e fissa poi il percussore alla distanza esatta di sedici millimetri dalla superficie che su opportuna sollecitazione colliderà con la cuspide innescando l’ordigno destinato a distruggere l’ambasciata di Isterolandia. Lavorando indugia nell’immaginare Ugo Cerletti che avvicina la propria lingua alla clitoride della moglie Etta Marzolo reputando curiosa l’analogia tra percussore e clitoride medesima, tra deflagrazione e orgasmo, tra ordigno bellico e donna.

[#8] Al cancelliere Van der Karma di Isterolandia piace giocare a golf. Giocando a golf riflette assai meglio. Giocando a golf prende decisioni ponderate a puntino. Giocando a golf amministra Isterolandia come si deve. Stava giocando a golf quando fu informato del piano del tetrarca Zurg. Occorreva impedire che Narcisoburgo giungesse a controllare lo Stretto di Salpingi. Le esose gabelle che il transito attraverso lo stretto consentiva di incassare finanziavano gli svaghi meno noti e decenti del cancelliere. Per sgombrare la mente e predisporla a individuare una soluzione, ritenne opportuno sfondare la calotta cranica di un caddie con il sand wedge.

[#9] Il capitano Ego sa essere un buon ufficiale. Esegue gli ordini impartiti dagli ufficiali di grado superiore. Impartisce ordini agli ufficiali di grado inferiore e ai militari di truppa. È scrupoloso e metodico. Affidabile e coerente. Talvolta improvvisa ma solo in caso sussistano margini di improvvisazione. Ogni missione affidatagli viene portata a termine con successo. Agisce nella realtà concreta. Si muove nel mondo materiale delle cose. Un mondo governato dalla logica. Fu decorato più volte. Ricevette elogi, encomi, promozioni sul campo. Nulla di quanto descritto avrà più significato quando il capitano Ego, lungo il proprio cammino, incontrerà l’amore, il paradosso e il trinitrossipropano stabilizzato.

[#10] Piacere Ego. Piacere Fröhliche. Saranno nomi o cognomi? Chiedetelo all’autore. Temevo faceste Wissenschaft di cognome. Siete uno sciocco. Vi trovo bellissima. Avremo una relazione in qualunque modo mi troviate. Come evolverà? Come tutte le relazioni: cercheremo di ucciderci a vicenda. Mi amerete? Questo non si deve capire. Non lo devo capire io? Essenzialmente il lettore. Io vi amerò? Voi amate chiunque. Faremo sesso? Una sola volta. Saremo felici insieme? Saremo funzionali a una macchinazione. Cos’è questo oggetto che porto ovunque con me? Una bomba. Esploderà? Baciatemi e concludiamo questo dialogo intollerabilmente stucchevole. Vi trovo bellissima.

[#11] La vosta burla intorno al mio nome, capitano Ego, pur nella sua irrisoria sagacia, mi rammenta e consente di menzionare l’aforisma sessantasettesimo del libro in questione, assai pertinente il caso. Lo faccio. “Lei ora lo ama, e da questo momento guarderà innanzi a sé con placida fiducia al pari di una giovenca: ma guai a lei! Proprio in questo stava il suo incanto, nell’apparire perfettamente mutevole e inafferrabile! Troppo a lungo il tempo di lui non è stato variabile! Non farebbe bene a simulare il suo antico carattere? A simulare indifferenza? Non le suggerisce dunque nulla – l’amore? Vivat comœdia!”. Sorridete senza avere tuttavia compreso. Siate prudente povero signore.

[#12] L’esigenza di dare un nome a un ordigno esplosivo non è diffusa capillarmente né in ambito militare né tra i membri delle organizzazioni terroristiche internazionali. Nonostante ciò, il capitano Ego volle battezzare il proprio congegno. Inizialmente pensò sarebbe stato appropriato chiamarlo “Colei che è nel numero delle trenta”. Datato. In seguito, in omaggio al pubblico internazionale, ritenne preferibile “Cherry on the cake”. Yankee. Quando infine comprese l’autentica natura delle cose o almeno si illuse di averla compresa, si risolse per “Ricciolo di una ciocca di capelli dell’amata”. Fu soddisfatto. Allora chiuse gli occhi e strinse la bomba tra le braccia.

ego1bisLa seconda parte

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8 pensieri su “Le avventure del capitano Ego – testo di Ludovico Polidattilo / immagini di Elio Copetti (1° parte)

  1. Scatole cinesi che parlano arabo, poesie mentite sulla geometria sparuta che governa il mondo.
    Tanti spot da illuminare, dico a caso: “Piacere Ego. Piacere Fröhliche. Saranno nomi o cognomi? Chiedetelo all’autore. Temevo faceste Wissenschaft di cognome. Siete uno sciocco. Vi trovo bellissima. Avremo una relazione in qualunque modo mi troviate. Come evolverà? Come tutte le relazioni: cercheremo di ucciderci a vicenda. Mi amerete? Questo non si deve capire. Non lo devo capire io? Essenzialmente il lettore. Io vi amerò? Voi amate chiunque. Faremo sesso? Una sola volta. Saremo felici insieme? Saremo funzionali a una macchinazione. Cos’è questo oggetto che porto ovunque con me? Una bomba. Esploderà? Baciatemi e concludiamo questo dialogo intollerabilmente stucchevole. Vi trovo bellissima.”
    un applauso sincero, anche a elio.

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  2. “Scatole cinesi che parlano arabo, poesie mentite sulla geometria sparuta che governa il mondo.” per tutta la settimana lo dirò ad alta voce a quanti mi capiteranno di fronte. Peggio per loro e per la mia vita sociale. Grazie infinite!

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  3. e la contemplazione anche motoria, un bel ping pong encefalogico e non solo visiva meritano le immagini, merita la lettura e al contemplare il contempo si vada con lettura di questo testo o meglio merita farsi fare rilegatura da questo testo farsi sospendere con nodi a gorgiera e un po’ anche a stele di rosetta e anche a cardiogramma merita che le sue spire ci acciambellino gonadi ovaie ovoidali sparsi e che le ghiandole artistiche comprendano qui la manna del piacere infernale e per volontà divina anche paradisiaco di perdersi di estasiarsi di confortare con un volo il loro peso. a parte tutte le mie divagazioni: un godimento almeno per me. ecco. 🙂 e complimenti anche qui molti e ad entrambi. non dimenticate il teatro…
    un saluto
    paola

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