Alessandro Assiri su “Bagnanti” di Renata Morresi – Giulio Perrone Editore, 2013


renata_morresi_bagnanti

“La forma pubblica di un’isola” è questa la cifra del lavoro di Renata Morresi, quasi il rispecchio di quel momento storico dove il noi divenne io e da quell’io irriconoscibile non siamo ancora usciti.
Una strategia di linguaggio che asciuga anche quando esonda, assottiglia e lima con quella sapienza Calviniana del “si arriva a un punto che dobbiamo iniziare a togliere”.
Chiamano le cose, perchè chiamarci è l’unica cosa che possono fare, sta a noi ascoltarle o tentare di dirle, sta a noi far diventare i luoghi atteggiamento. Questa è la poesia della Morresi questo irrompere insurrezionale della partecipazione, questo esser testimoni comunque. E forse è proprio la testimonianza che riattribuisce una dignità agli spazi, alla frequentazione anche quando poeticamente possiamo solo sottrarre dettagli. Tutto l’impressionismo pittorico che ha ritratto e tematizzato Bagnanti ha consegnato qualcosa per lo sguardo, fosse pure per una mania voyeuristica dalla quale non ci si può esimere, o la profusione di forme immesse solo per farsi contemplare e a questo il lavoro di Morresi non si sottrae, anzi nell’osservazione si definisce, anche quando i bagnanti sono solo corpi che privati della dignità spalancano porte a una solidarieta melensa e falsa. Poesia civile? No, solo davvero la forma pubblica di un’isola che solo le parole possono raccontare.

di Alessandro Assiri

Alcuni testi dalla silloge:

*

in estinzione ma all’alba
risaliti gli ultimi stolidi
esemplari

sulle sabbie non passi

ma strusci di calli nudi
graffiati dallo stesso verso
come pelli –

partoriranno tutti
anche i vecchi

*

è che a forza di pensare all’Italia
siamo diventati un po’ Italia anche noi
mugola da scorza vecchissima
mugola mucosa
ulcerata dalla plastica

c’hanno visti con le altre nelle vasche
a Linosa all’ospedale
cinquanta chili o dieci o due di carapace
(le bambine più bruciate) in cura dalle piaghe
prega per dio non dal mare

*

…spiccava fra i corpi quello di una donna avvolta da una tunica di un fucsia sgargiante…non dimenticheremo mai quel luccichio fucsia diventato per noi un punto-nave per potere dare indicazioni alle motovedette e ripetere dei giri concentrici nella speranza di trovare qualcosa in movimento.

(Intervista agli elicotteristi Raffaele Signorelli e Daniele
Bissanti, Corriere della Sera, 8 Aprile 2011)

caduta nell’acqua sbocciata
aperta d’un tratto rotonda
come una medusa rosa
gola plena di camelia

caduta nel velo nel viola
signora delle tende
nella corrente
bandiera

*

Colleverde

All’ultimo piano 3 vani 2 bagni
soggiorno ampio con angolo cottura
panorama sulla valle momentanea
sospensione degli allacci possibile
ricavare altra stanza-studio poco
rumore dagli appartamenti – ma no
non m’oriento troppo vuoto troppo nord
un vento che il muro non sa confinare.

Renata Morresi traduce, scrive saggistica e poesia, insegna. Sue poesie sono apparse su varie antologie; la prima raccolta organica, uscita per peQuod nel 2010, è Cuore comune (Premio Metauro 2011). È nella redazione di vari lit-blog e riviste tra cui Nazione Indiana e punto critico°.

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2 pensieri su “Alessandro Assiri su “Bagnanti” di Renata Morresi – Giulio Perrone Editore, 2013

  1. Grazie Alessandro, leggerò e rileggerò questa tua nota con grande attenzione, la riflessione sul rapporto con le cose che “chiamano” (su di noi che chiamiamo dai loro interstizi) mi interessa molto.
    Un saluto caro,
    Renata

    Rispondi

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