Inediti di Alessandro Monticelli


alessandro monticelli
Letter from home

In questo mutuo disordine gli ultimi istanti di gloria
Permeano i tetti delle chiese, delle moschee, delle sinagoghe.
Prigioni di vetro dalle serrature di sughero
Che custodiscono anime di porcellana di una commedia autunnale.
Altrove in un tempo inedito, nascosto,di luce brulicante tra le foglie
Si agitano insospettati oppositori dello scintillio estivo
Sui sudici sanpietrini romani.
Ma resta in un respiro di pece
L’isolato rumore di passi in una fredda domenica mattina verso casa.
L’odore di legno antico che emana da una mela tagliata a metà.
Che dirti?
Come animale prima che la terra tremi…..lo sento.
Ora che vivo in quella casa a pochi passi da Alexanderplatz
E mi tengo ben stretto tutto quello che non conosco.

Grazie Mr. Cohen

È un pensiero percotente
Coagulatosi in questa via crucis dell’intelletto
Che le parole ostinate come stalattiti
Non riescono a penetrare.
Difendi il corpo portando le mani al viso
Ma l’onda nel tuo bicchiere
Si infrange sul vetro senza farti del male.
Quando arriverà l’odio col suo pacco
Ricordalo
Impediscine la consegna.

*

Alla fine abbandonato dal sole
In un campo affogato dalla pena.
Restava leggero negli interstizi di un fascinoso niente
E nelle increspature delle parole che si affacciano
nella quiete di un mattino che si perde.
Tutto ciò che di giorno scriveva sulla sabbia
Di notte il mare lo cancellava.
Intorno case avvolte dal silenzio
E in quelle stanze le alte e basse frequenze del suo umore.
Ora, in blasfeme solitudini
Persiste l’eco nitida, acuminata della voce postuma.
Se si potesse scegliere, come allora
Diremmo Barabba.

*

Ogni giorno cerco di far passare almeno
Una mano per la cruna di un ago.
Ma è impossibile per chi scrive poesie
E un po’ se ne vergogna.
Per chi su di un verso può restarci un anno
Seduto all’ombra di un Tolstoj
Senza cavarci un segno.

Applicazione matematicopoetica

Ricordo l’inizio di una splendida poesia di Penna
Diceva”La vita …è ricordarsi di un risveglio triste
In un treno all’alba…”
Mi è accaduto di pensarla quella volta che aprii
Gli occhi sul bus che da Milano mi aveva condotto
A Francoforte.
Facendo un ragionamento matematicopoetico
Si potrebbe affermare che variando i mezzi di
Locomozione il risultato poetico non ha subito
Alcuna mutazione.

poesie tratte da “Concerto di un re minore”, silloge di prossima pubblicazione

Alessandro Monticelli è nato nel 1973 a Sulmona (L’Aquila) e ha pubblicato le seguenti raccolte poetiche: Medicine Scadute, Mauro Baroni Editore, Viareggio, 2004; Made in Italy, Edizioni Progetto Cultura, Roma, 2004; Favole da un Manicomio, Edizioni Il Foglio, Piombino, 2006 (2ª edizione 2007).
Suoi testi sono apparsi su diverse riviste letterarie: «Ellin Selae», «Prospektiva», «Il Segnale», «Tratti», «Il Monte Analogo», «Inverso».
Nel 1999 ha iniziato la sua poliedrica attività artistica, che lo porta tuttora ad esporre nelle maggiori città italiane.

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