GRAVITY – Ma dove si sogna? – Recensione del film


 Questa è la storia di un abbaglio. Si sa, nello spazio può capitare, tra un’aurora boreale e uno sciame di meteore, per chi ama le profondità dell’Universo è facile accecarsi. Come è successo a me quando ho visto il trailer di Gravity. Tra l’altro un bellissimo trailer, veloce e completamente aperto. Devo ridirlo, trailer bellissimo, tanto che sono corso a vederlo non appena uscito. In giro ho letto “come 2001 Odissea nello spazio” e altre minchiate simili, ma in realtà io avevo un altro pensiero fisso. Prima di vederlo. Pensavo a Major Tom di David Bowie, alla deriva nello spazio quando dice, perdendo per sempre il segnale radio con la torre di controllo:

 
 
Malgrado sia lontano più di centomila miglia,
mi sento molto tranquillo,
e penso che la mia astronave conosca quale strada prendere
dite a mia moglie che la amo moltissimo
lei lo sa
Torre di Controllo a Maggiore Tom
Il tuo circuito si è spento,
c’è qualcosa che non va
Puoi sentirmi, Maggiore Tom?
Puoi sentirmi, Maggiore Tom?
Puoi sentirmi, Maggiore Tom?
Puoi……
Sono qui che galleggio
attorno al mio barattolo di latta,
lontano sopra la Luna,
il pianeta Terra è blu
e non c’è niente che io possa fare
(ascolta Space Oddity di David Bowie qui)

Cosa passerà mai per la testa di Major Tom? Guardando il trailer di Gravity, quell’astronauta che viene scaraventato alla deriva da uno sciame di detriti, ho pensato che quel film avrebbe potuto mettermi in quella tuta, come un uomo qualunque che oltrepassa i propri limiti e scopre la sua interiorità. Una specie di Sisifo, un po’ meno astuto, che sfida se stesso e i suoi preziosissimi lontani ricordi. Mi sono illuso di poter vedere dove era andato a finire Major Tom.

Invece il trailer è tutto quello che succede nel film: durante una passeggiata spaziale in orbita intorno alla Terra, gli astronauti vengono colpiti da uno sciame di detriti, che provocano la distruzione dell’astronave e la deriva dei due sopravvissuti. Il film prosegue coi soli tentativi rocamboleschi dei due astronauti che cercano di salvarsi facendo su e giù tra le altre stazioni orbitanti e i detriti che arrivano piano piano come coriandoli e li colpiscono ogni 40 minuti. Scena degna di nota: Sandra Bullock che usa la spinta dell’estintore per muoversi nello spazio e raggiungere una fantomatica stazione cinese anch’essa prossima al collasso… Del 3d, a parte una lacrima furtiva che  usciva dallo schermo in una danza da lago dei cigni dei noantri, non mi sono accorto più di tanto,  perché la pellicola era davvero piatta… pare che Gravity (con sopra pure George e Sandra) galleggerebbe anche quaggiù a Terra, senza peso.

Una curiosità sull’alta tensione di cui si parla tanto: per tutto il film la faccia di George Clooney è sempre serena, stampata e distesa, come se stesse passeggiando col cane su Sunset Boulveard dopo aver bevuto un frappuccino. – Certo – direte voi – è un cane che tira parecchio il guinzaglio. Guardate.

Avvertenze: se vi piace sentirvi nello spazio, su youtube si trovano video anche più spettacolari, o seguendo su twitter @astro_luca (Luca Parmitano, l’Astronauta Italiano a bordo della Stazione orbitante Iss) si traggono più emozioni, soprattutto umane e in diretta con i suoi continui tweet di foto mozzafiato, di quanto siamo piccoli in un brodo infinito e meraviglioso. E sono gratis. Per i meno tecnologici un telescopio può essere più utile.

Insomma finisci il film ed è come quando vedi un superattico di 8mq compresa cucina e bagno, senza letto, ma con una finestra che guarda su un bel parco. Per carità, panoramico, ma dove si sogna?

Costo onesto del biglietto per vedere questo film sarebbe stato: 1 euro, solo perché il trailer e la locandina meritano.

«Houston, ho un brutto presentimento» (Il mantra di George Clooney nel film)

Che la Fantascienza è roba un po’ più seria…

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9 pensieri su “GRAVITY – Ma dove si sogna? – Recensione del film

  1. Proprio qualche sera fa, alcuni amici mi hanno invitato a vederlo e la mia risposta è stata : ” No, vi prego, i film puttanata, NO ! ” Potrebbe sembrare un sordido pregiudizio il mio, forse lo è, ma così come non sopporto i film storici in costume, così ho una idiosincrasia per i film di fantascienza. A questo aggiungici il monocorde Clooney con la sua espressione monofacciale, che per me è Il Valerio Mastandrea del cinema americano, ecco che …insomma, non ce la posso proprio fare.

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  2. Oddio, sono qui per chiedere perdono: una persona di cui mi fido molto in quanto a gusti cinematografici mi ha detto proprio ieri sera che sono una idiota, perchè questo film è bellissimo. Il momento più poetico è stato quando qualcuno , non mi ricordo chi, ha pianto nello spazio e per assenza di gravità le lacrime si sono sollevate verso l’alto. Insomma, aspetto altri vostri pareri in merito .

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    • i gusti sò gusti. e su questo non ci piove.
      ma io mi tengo la mia, non la cambio solo perchè mi hanno detto o mi hanno sfatto, il film l’ho visto e metterlo a confronto con 2001 odissea nello spazio, come ho sentito anche nelle premiere delle varie tv è un bel po’ eccessivo. perchè per me quello è il top del top del top.
      tutti gli altri sono fotocopie e non sempre ben riuscite.

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  3. e fai male, perchè il film merita. Poi non vedo il caso di fare paragoni con 2001 Odissea nello spazio, che è IL film. Si può forse dire che 2001 sia “un film di fantascienza”, sic et simpliciter? Certo, è “anche” fantascienza. Ma è come dire che i film di Chaplin sono film comici, o che i Blues Brothers è un film musicale, o che Apocalypse Now è un film di guerra.
    Questo è invece un bel film di sf, che tiene veramente incollati gli occhi allo schermo, e ti chiedi come diavolo riescano a fare certe scene, maledetto computer! Ai tempi di Apollo 13 Tom Hanks si librava in assenza di gravità grazie all’aereo in caduta parabolica, ma qui?

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    • Finalmente ho trovato tempo e voglia per vedere questo film. La voglia è nata dal fatto che è da un pò che mi sono appassionata a pubblicazioni di astrofisica ed anche alle varie teorie sulla nascita dei pianeti e sull’universo. Prima avevo espresso un parere sull’onda delle impressioni, ma ora il film l’ho proprio visto e direi, senza se e senza ma, che è una BOIATA pazzesca. A parte che le riprese sono molto simili , se non peggiori, dei documentari tv , ma poi come si fa a dire che si tratta si science – fiction? A questo proposito i soli libri di Ray Bradbury regalano emozioni ed una ricchezza molto più intensa. Insomma credo che Andrea abbia fatto una recensione ad hoc , e Clooney come al solito finisce per essere ridicolo con quell’aria serafica in una situazione a dir poco agghiacciante . Tu wwf dici che non si riesce a staccare gli occhi dallo schermo. ecco un pò questo sì, perchè da spettatrice attendevo accadesse qualcosa , risoltasi poi nel classico lieto fine american style. Cosa salverei di questo film? La magnifica desolazione e l’invivibilità dello spazio , di cui le scene, in forma pessimamente romanzata, rendono l’idea.

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  4. di cinema voi non ci capite assolutamente niente, e ciò non sarebbe un grosso difetto paragonato ai mali della vita, ma la cosa che non si sopporta sono le persone che recensiscono un film come se sapessero qualcosa di cinema, e scrivono della cagate pazzesche su un CAPOLAVORO come Gravity. Non potevo resistere dallo scriverlo, perché io adoro il cinema e quando leggo scemenze spacciate come pareri di esperti mi incazzo inevitabilmente!

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    • Dario, leggo commenti come il tuo e il tutto mi basisce. Il fatto di dichiarare di adorare il cinema ( quale tipo di cinema poi? ) non ti erge a nessun titolo a detentore di giudizi degni di nota, a meno che tu non venga a spiegare qui, perchè ritieni questo filmucolo un CAPOLAVORO. E non mi pare che tu l’abbia fatto. Ora dimmi, che cosa ha di indimenticabile questo film, e qual’è quell’impronta personale che il regista imprime, perchè sia ricordato e riconosciuto. In altre parole , attieniti al film che declami, magari io sarei pronta a cambiare idea su di esso.

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