Visioni di Davide Scianca


Davide Scianca

Davide Scianca

Carny

Carny

Nella tua biografia dici di quanto il fiabesco sia parte di te, qual è la tua fiaba preferita? La ridisegneresti?

Sin da bambino la fiaba é stata la mia dimensione naturale.
Ascoltando o leggendo storie, potevo spaziare con la fantasia e, da buon figlio unico, mi costruivo mondi immaginari paralleli, abitati da figure fantastiche o creature incredibili e mi ci trovavo meravigliosamente bene.
Delle fiabe più classiche mi ha sempre affascinato, terrorizzandomi, la presenza dell’ oscuro e della fatalità degli eventi; di quel territorio mentale atavico, dominato dalla paura, da ciò che non si conosce, fino ad arrivare alla dimensione del “malvagio”.
Certo, il lieto fine presente in quasi tutte le storie, tendeva ad allentare la tensione e dare un senso al tutto, ma secondo me qualcosa di irrisolto in noi è sempre rimasto.
Per ciascuna delle fiabe ascoltate.
Anche se, chiaramente, le elaborazioni alle quali siamo chiamati da piccoli, sono percorsi educativi che ogni bambino fa spontaneamente, da sempre in me, anche in età adulta, é rimasto quel certo “strascico”, trovando forse il suo giusto sfogo nel lato artistico della mia vita.
In questo senso mi piace rendermi conto, oggi, che la curiosità e la voglia di immaginare che avevo allora, sono aspetti rimasti praticamente intatti nella mia mente; naturalmente perfezionati ed arricchiti dalla conoscenza che il vissuto mi ha sin qui donato.
Potere spaziare liberamente con la fantasia in età matura, alle volte, é forse ancor più stimolante, se non magico.
Tornando nello specifico della tua domanda e pensandoci un pó su, per esempio, posso dirti che rimasi da subito affascinato quando mi trovai davanti al mondo grottesco ed agghiacciante di Pierino Porcospino.
Mi ricordo che i suoi racconti, a tratti addirittura spaventosi, infusero da subito in me quel gusto per le trasformazioni e le deformità descritte nelle sue storie assurde, come nelle illustrazioni di stampo oscuro ed ostile. E poi gli ambienti sporchi e miserabili delle figure cattive, le algide streghe malvagie, gli incantesimi ed i poteri sovraumani; tutto un filone estremamente affascinante anche se agghiacciante.
Le fiabe da bambini comunque, spesso racchiudono al loro interno un certo alto grado di spietatezza nella struttura degli avvenimenti, nel comportamento dei protagonisti che sembra davvero impossibile pensare che possano essere una parte importante per la crescita e la serenità di tutti noi sin dalla tenera età.
Ma parlando prettamente di fiabe preferite, quelle più classiche ed indimenticabili, devo dire che Pinocchio e Hansel e Gretel sono da sempre per me al primo posto. L’indimenticabile burattino poi, abbastanza presente anche nei miei disegni più recenti.
Mi rendo conto che sarebbe bello, un giorno, potermi godere la possibilità di illustrare alla mia maniera fiabe o libri per bimbi o ragazzi . Mai dire mai.

Upload

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Gynaeceum

Gynaeceum

Tu come si senti in quest’Italia un po’ alla deriva? Ti senti influenzato da questo momento nero?

Devo dire che riguardo alla situazione in Italia di oggi, il mio pensiero é parecchio altalenante.
Delle volte mi rendo conto di quanto la situazione preoccupante di crisi sia un totale controsenso per un paese come il nostro, con immense ed incalcolabili ricchezze a disposizione da sempre.
Mi rendo conto che l’Italia potrebbe essere la terra più ricca al mondo e mi dispiace vederla giorno per giorno deperire per tutta una serie di inefficienze, tanto da essere costretto ad ipotizzare periodicamente un eventuale espatrio per poter immaginare un futuro più sereno e ricco di possibilità, soprattutto per le nuove generazioni come quelle di mia figlia.
Altre volte, invece, il sentimento di speranza in un reale cambiamento si fa sentire bello forte ed altrettanta la voglia di rimanere, crederci e contribuire.
Mi sembra che si stia talmente toccando il fondo che, se si trovasse la volontà ed il coraggio di ripartire sul serio, si potrebbe assistere addirittura ad un nuovo boom economico…la storia ed i suoi cicli lo insegnano, ma bisogna davvero fare un grosso sforzo di immaginazione, e temo che ci vorrebbero davvero troppi anni per tornare a livelli di condizione “sana” o apparentemente tale.
Artisticamente penso sia inevitabile che i diversi sentimenti quali l’angoscia, l’incertezza e la paura si riversino in qualche modo nelle opere che si realizzano, magari anche inconsapevolmente per gli autori stessi. Anche se, nel mio caso, data la natura stilistica di ciò che creo, dei temi trattati, assieme alla monocromia predominante dei miei disegni, forse si noterebbe comunque poco il contrario.

Nascosto

Nascosto

Paesaggio Onirico

Paesaggio Onirico

I tuoi disegni, che trovo vicinissimi a Giger (artista che amo), hanno una profondità che risucchia chi li guarda, cosa provi mentre disegni? E cosa ascolti?

Prima di tutto, mi metto gelosamente via il tuo prezioso complimento e ti ringrazio.
Tanto per essere chiari, é palese che anche io adori Mr. Hans Ruedi Giger.
Credo che sia indubbiamente uno dei più grandi artisti contemporanei del surreale e dell’immaginario; grande visionario ed ispiratore per tanti artisti e, nel mio caso, grandissimo mentore…ahimè, dico sempre, a sua insaputa.
Cosa provo mentre disegno? Sicuramente sono molto rilassato.
Provo continui piaceri quando sul foglio bianco, le linee, le ombre e i dettagli prendono via via forma, proprio come in quel preciso momento li sto immaginando.
In quelle ore, giorni o settimane necessarie per la produzione di ogni singolo pezzo, la mia penna a sfera rigorosamente nera, diventa decisamente un prolungamento naturale della mia mano.
Amo disegnare direttamente su carta, senza linee guida o layout, partendo da segni leggerissimi fino ad arrivare mano mano a quelli più decisi e definiti di fine lavoro, quindi é sempre una grande soddisfazione vedere il pezzo finito.
Per me é ogni volta é come una sorta di piccola alchimia e quando decido di mettere la firma, il momento é perfetto.
Mentre modello o scolpisco nel mio box, quasi in eremitaggio, ascolto molta radio e molto rock.
Quando disegno invece, amo decisamente ascoltare musica classica o colonne sonore in genere. Star Wars in primis e, se possibile, rigorosamente in cuffia.

Semen

Semen

Il passaggio dal drawings alle creature prima in 3D e poi a quelle a misura quasi umana? Parlaci del periodo nel settore degli effetti speciali.

Personalmente concepisco il disegno e la scultura come due canali distinti nelle modalità ma univoci nell’approccio.
L’uno é l’estensione dell’altro.
Quasi senza volerlo, nella mia produzione, alla realizzazione di un disegno sembra seguire quasi sempre una scultura.
Con le creazioni tridimensionali ho sempre voluto trasferire “dal vero” tutto ciò che immagino mentre disegno; da qui anche l’idea di racchiudere in cornici entrambe le tipologie di creazioni. Lo spettatore o l’acquirente può così “toccare” la materia oltre che ammirarla in un immagine.
Spesso disegnando, magari partendo da alcuni piccoli particolari, mi vengono nuove idee per delle sculture, e ciò accade sovente anche viceversa.
Le dimensioni accresciute, come anche quelle diminuite, a seconda del pezzo, sono spesso una necessità del soggetto stesso da rappresentare
É la creazione che ordina al creatore.
Il mio periodo nel settore degli effetti speciali, risale agli anni novanta.
Subito dopo avere ultimato gli studi artistici ho avuto la fortuna di lavorare in un laboratorio all’ interno di un grosso centro di produzione per la realizzazione di effetti speciali televisivi e cinematografici, fino ad arrivare anche alla realizzazione di elementi scenografici di rilievo per parchi giochi importanti come Euro Disney di Parigi.
Un momento molto importante nella mia vita, durante il quale ho potuto apprendere tecniche nuove di produzione, perfezionarmi nel modellare sculture e mettere in pratica gli insegnamenti carpiti durante la mia formazione base con materiali come plastilina, lattice, poliuretani e resine.
Preziose conoscenze che tutt’oggi mi sono ancora di grande aiuto per il settore che mi sono scelto e per le lavorazioni personali che metto in pratica.
Rimane il fatto che, come nella vita di tutti i giorni, c’é sempre da imparare.

Piccolo regalo per i lettori di WSF:

People Evolution - Work in progress

People Evolution – Work in progress

Davide Scianca: http://www.sciancacreatura.com/

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7 pensieri su “Visioni di Davide Scianca

  1. Mi ha molto colpito la tecnica a “Bic”. Guardando i disegni si pensa il tratto sia a matita o carboncino, i chiaroscuri sono resi benissimo e sfumati davvero con maestria (cosa affatto facile con una comune penna Biro). Mai provato a riprodurre “Alien” di Giger con la Bic? Solo per esercizio eh…:D Complimenti

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  2. Scianca fa parte di quegli artisti che con una bic fanno cose magnifiche :))))
    ecco sarei curiosa pure io di vedere alien nascere dalle tue mani 🙂

    un grazie infinito a Davide !

    ps: ecco a cosa pensavo guardando le tue piante carnivore…la piccola bottega degli orrori!
    film cult che ho amato!

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  3. Deve assolutamente fare dei libri per i bambini… con la speranza che in questo paese la sua arte venga apprezzata più di altre.

    Complimenti per i magnifici disegni in bic e per i modelli… ma complimenti anche all’intervistatrice! 😀

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  4. Sei bravo nel fermare, in molteplici paia di occhi, svariate eventualità emozionali: paura, sarcasmo, diffidenza, angoscia, stupore, indifferenza, sberleffo, noia!
    Ti vien voglia di scrutare bene, per coglierne ancora!
    👀

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  5. Noi ti conosciamo nell’ambito lavorativo e in parte conosciamo le Tue creature. Conservo ancora lo ‘scarabocchio’ fatto 4 Anni fa o forse piu’ mentre Una delle tante bobine giravano imperterrite Nell avvolgitrice. Chissa’ forse un giorno varra’ molto…. Bravo Davide continua a dar sfogo alla tua fantasia e permettici di condividerla.

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