Inediti di Alessandro Manca


alessandro manca

PER IL NETTURBINO DELLE PENTOLE (R.C.)

E allora ho scoperto il tuo volto
(volente o nolente).
Gli scritti marxisti di Giudici.
I sorrisi per prigione
confortevole,
concessioni a tratti
possesso
demoniaco
“il lato oscuro della luna:
il lavoro, nella maggioranza dei casi,
non produce alcuna cultura”.
Questo è per te fratello.
Maglietta bianca
Capezzoli duri e paglietta che viaggia.
Dichiaro benvenuta la tua liberazione.

Notte 28-29 novembre 2010

*
Dondolando un oceano su un bastone

Vorrei arrivare a tutte le voci
E mi sforzo di sentirle.
E più tardi Bowers scrisse: “non mi ero mai figurato un odio tale”.
Dove vivi?
Non ho posto-ovunque-sorriso Chaplinesco.
Povertà, castità, disobbedienza più digiuno.
Grazie per essere qui.
Si cura una persona e quando si ha finito ce n’è già un’altra che chiede aiuto
Molto tempo fa.
Che cosa stiamo facendo al nostro pianeta, Eric?
Che senso ha ricordare la tua matita, ora?
Un viaggio mancato?
La matita, quella rossa, senza culo…

No nel senso che quando hai detto niente…
Ho risposto niente?
Perché non mi sembrava che non ci fossimo detti proprio niente stasera.

Dimenticano le piante selvatiche,
lasciano il tempo dei sogni
e innalzano un muro.

Vada l’augurio
Di essere felice
Di avere tempo per capire le farfalle.

fine aprile-4 maggio 2011

*
Per Parigi
con giacca ancora di lana
in giornata di caldo quasi estivo.
Ancora una volta fare il punto della situazione.
Quali gradini davanti sul sentiero.
Nel frattempo l’Occidente è di nuovo in guerra e
chi lo metterà in pace col suo lucido suicidio
Ahimé non si fa a tempo a tirare il fiato…
Gianni Milano mi aspetta!
Monica si ricorderà ancora di me quando sarà in Spagna?
Questa sera mezzo litro di Borgogna a un prezzo assurdo
Sacro Cuore sarai degno dei tuoi 13mila affiliati?

Tutti vanno a casa a fare l’amore
Braccialetto tribale, riti vudù, mi vuoi sposare?
E un negro mi ha nominato ministro dell’economia
Siamo ancora capaci di non essere turisti?

Shakespeare & Co. non l’ho trovata
e allora l’ho scritto
Et l’or de leur corps
E del Dio che esce dal legno. Ti cerco ovunque

Davanti a Van Gogh c’è un obesa che rumina
negra-vaso-baffi
C’è Gesù che ritorna a camminare sulle acque
Fuori dalla chiesa di Auvers
Parigi 25-27 marzo 2011

*

Fermati tav

a Marianna

Fermati tav,
anche gli scoiattoli hanno il coraggio di vivere,
fermati tav.
qui è tutta roba nostra.
Necessario di parole cariche,
mentre seguo le tue orme
facendo un giro per il campo.
20 anni-tolgo 6
tolgo il pisello
sono io.
Senti che aria di fasci
stasera, stanotte e stasera lo so
gradi di luce dalla tua parte
e gabbiani nel cielo della stanza
mutande non cambiate
forse voglia di piangere.
Bisogna trovare una parola.
Devo farmi ascoltare.

Casatenovo
sera, domenica 18 settembre 2011

*
Finto
CUT-UP – STONEY (2)
[POLLOCKIANA – Torino Poesia]

Stavo per restare, con l’occhio screziato dal nubifragio delle luci
Era come un bosco
e una volta lassù
per certezze intermittenti lampi la semplicità
assoluta della nostra definitiva smentita.
sfociare in passione
paesaggi e autostrade e sensazioni
Il sole si affaccia oltre il cancello
insieme siamo andati lontano
nella bella fine di tutti i giochi
e una volta lassù
guardarsi intorno.
e moltissime parole

la potenziale vita interiore
è il realismo del nostro tempo
di ciò che è fuori dalle città
la luna sulla terra
sono rimasti in alto e senza voli
e amazzonici deserti…
lì rimane, come incisa una sentinella.
Con dei fori, ed entrate potenziali

di un mezzo prescelto
—con l’impressione di uscirvi e entrarvi
pur senza realizzarla completamente
come calibrato sulla luna
Le cose, gelosamente asseverate
Era come una gabbia
Ritira le tue mani
Ingenuo qualsiasi afferrare
qualunque sia lo sguardo.

3 ottobre 2012 Fuerteventura

Nota Bio

Quanto siete bravi? Dimostratelo.
O cosa credete, giovani come siete.
William Carlos Williams

Sono nato a Lecco il 26 maggio. Vivo a Casatenovo e cerco di muovermi felicemente in provincia. Sono figlio di un cuoco e un’infermiera in pensione. Dopo studi di informatica (completamente rimossi) e nell’ambito socio-psico-pedagogico mi sono iscritto alla facoltà di Lettere Moderne presso l’Università Statale di Milano.
Il primo ricordo di un sincero interessamento verso un qualche tipo di parola scritta mi riporta ad una domanda un po’ ingenua rivolta dopo una lezione su Leopardi : “ma si sentiva solo?”.

Permettetemi di aggiungere due pensieri, non miei, importanti. Ancora oggi fecondi.

… tornare alla materialità propria del fatto poetico. Si fa poesia per vedere qual è la tenuta d’una parola, il collante tra un’esperienza ed un’altra trasposta in parole.
Valerio Magrelli

Chi è il poeta nella società di oggi? Il poeta, secondo me, io alle volte lo spiego ai miei ragazzi, ai miei amici, è un unicorno. È una persona speciale. È un diverso. Una persona che va in paradisi artificiali e no, che ha un suo paradiso interiore e che lo vorrebbe far vedere agli altri, ma non può. Perché è un paradiso ristretto e anche universale È duro da spiegare ma il paradiso del poeta per me è la solitudine, una grande interiore mistica solitudine in cui lavora e perdona spesso. Perché il perdono è una cosa necessaria alla vita, è una cosa che aiuta a vivere. Alda Merini

Il desiderio di comprendere la poesia nelle sue implicazioni più ampie dura tutt’oggi, come una ricerca di un’alternativa alla posizione dell’ego-poesia dell’immediato presente; una poesia senza inizio né fine, la cui essenza risiede nel «puro attivismo, vita che diventa parola ALLA SUA STESSA SORGENTE» [D.H. Lawrence].
a. Per noi l’arte è un’avventura che ci conduce in un mondo sconosciuto. Soltanto coloro che per libera volontà si assumono tale rischio possono scoprire questo mondo [Adolph GOTTLIEB, Mark ROTHKO, Barnett NEWMAN].
Poesia come voce dell’esperienza.
Ci piacerebbe trascorrere la nostra vita alla ricerca del cosmo vivente, con uno sguardo agli Indiani del Nord America e tra le macerie profonde (evidenti a tutti, spero) della nostra società.
Abbandonare il pensiero, la vita e quindi la poesia di tipo «evolutivo» per una ricerca «rotatoria» che coinvolga anche il pensiero e le immagini. E le loro armonie-melodie.
b. Noi siamo a favore di una semplice espressione del pensiero complesso.
Quel che stiamo cercando di fare, attraverso quanto tento di delineare, non è solo di individuare gli elementi di una misura ma di ricreare una nuova misura o un nuovo metodo di misurazione che sia compatibile con il mondo economico e sociale in cui viviamo in contrapposizione al passato e che richiede una misura diversa. Noi dobbiamo cogliere la nostra opportunità ed accrescere il coacervo di cui altri scopriranno l’utilità. In ciò dobbiamo trovare il nostro orgoglio. Dobbiamo avere l’orgoglio, l’umiltà e l’entusiasmo di questa produzione. (1948, William Carlos Williams).
L’alienazione del linguaggio della Natura è il risultato della caduta dell’uomo.
L’uomo stesso è un animale mammifero (Michael McClure), la cui vera funzione non è il controllo della natura, ma il tentativo di essere una cosa sola con essa.
La creazione poetica diventa una semplice liberazione di queste forze naturali, nelle quali il poeta si sente parte del cosmo.
c. Tra i pittori è diffusa l’opinione che ciò che si dipinge non conti, purché lo si dipinga bene. Questa è pura accademia. Non esiste un buon quadro sul nulla.
Poesia aperta che non precluda elementi chiusi (Robert Duncan).
La poesia non è da farsi. Accade.
(E quindi) Niente è insignificante.
Lingua parlata, o meglio, «udita» (William Carlos Williams).
Lawrence la definisce come «vita che diventa parola alla sua stessa sorgente», Olson come «atto proiettivo del poeta», presentazione diretta (Pound) delle visioni spontanee e originarie (Ginsberg), alcuni «immediatezza presentazionale».
Nel momento in cui ti lasci trasportare da un ragionamento puramente «architettonico» o «letterario» senza tener conto di ciò da cui esso nasce, hai reciso l’arteria vitale e non ne ricavi altro che del marciume (William Carlos Williams).
Come si potrebbe riscrivere una poesia che ti è stata ispirata? (Duncan)
“Spingere il mio universo fisico alla spinta di quella prosodia”.
21.Lotta per disegnare il flusso che già esiste intatto nella mente (Kerouac).
Whitman non ha avuto la superstizione della perfezione, cosa che la vita stessa non ha.
24.Non aver paura o vergogna della dignità della tua esperienza, lingua e conoscenza (Kerouac).
Olson parlava di verso proiettivo che coinvolge l’intera fisicità del poeta, dice Ginsberg.
Se egli è contenuto entro la sua natura come è parte della forza superiore, saprà ascoltare, e il suo sentire attraverso se stesso gli comunicherà segreti che gli oggetti condividono…è in questo senso che l’atto dell’artista nel vasto campo degli oggetti, porta a dimensioni più vaste che superano l’uomo.
Perché il problema di un uomo, nel momento in cui questi lo mette in parole in tutta la sua pienezza, fa sì che la cosa che fa trovi il suo posto a fianco delle cose in natura. La Montagna mi parla.
Sedetevi al tavolino senza programmi e cominciate a stendere parole sul foglio come colori – cercate di scoprire quel che farebbe la natura nelle stesse circostanze – lasciatele andare e (senza pensarci e preoccuparvi) state a guardare dove vi portano. Potreste avere delle sorprese, potreste anche finire per diventare un esperto scrittore.
Conta solo energia e movimento.
5.Qualcosa di quello che senti troverà la sua forma (Kerouac).
Dovete lasciarvi andare, abbandonarvi ad essere quella trascendenza (ma sotto il controllo della tecnica che avete appreso, come la voce di un cantante d’opera), ma all’interno di quel quadro di riferimento dovete abbandonarvi all’atto.
L’universalità del singolare (W.C.W.).
Quanto all’azione egli è diverso dal filosofo. Egli è l’uomo integrale, non colui che spezza ma colui che mette insieme. Egli non traduce la sensualità dei suoi materiali in simboli ma ha direttamente a che fare con essi. Per questo appartiene al suo mondo e al suo tempo, sensualmente, realisticamente (…) non si tratta del passivo «essere» ma dell’attivo «sono» (W.C.W.).
Dipingere è azione di autoscoperta. Ogni buon artista dipinge ciò che è.
L’artista moderno lavora per esprimere un mondo interiore; in altri termini: esprime il movimento, l’energia e altre forze interiori (Jackson POLLOCK).
Svelare cosa? L’interiorità dell’uomo.
E lotta contro il sonno.

L’obiettivo non è la sperimentazione ma l’uomo (W.C.W.).

Sembra molto semplice.
Tutto quel che ti occorre sapere è il significato delle parole, e poi lasciarti andare.
E allora? Quale fu la prima cosa che imparasti?
Che non è così facile lasciarsi andare.
WILLIAM CARLOS WILLIAMS “La tecnica dell’immaginario”

Una poesia vera può creare una calma divina nel mondo.
FERLINGHETTI

Questo breve scritto non sarebbe nato senza “La nuova poetica americana”, 1982 Newton Compton

Le citazioni di Jack Kerouac sono tratte da “Scrivere Bop”.

Ma se tutto è vuoto, dove si poserà la polvere?

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