Intrauterine di Alex Gallo


Ciò che potrebbe apparire talvolta dissacrante, trova nella fotografia di Alex Gallo una sacralità ormai assopita e abortita. Le sue foto si imprimono e si avvinghiano all’osservatore che dopo poco risulta risucchiato all’interno di un mondo tanto surreale quanto crudo e reale. La nudità delle Muse e il modo “sincero” in cui viene proposta la foto ne naturalizza il contenuto “sbattendoci” sotto gli occhi ciò che dovremmo essere ma che spesso rifiutiamo: un prodotto dell’eterno ciclo della rinascita dal ventre della madre.
L’Artista infatti riguardo all’ultima selezione che l’ha tenuto impegnato e che ha intitolato MACRO SACRED scrive: “questa fotografia è INTRAUTERINA, sprofonda nei meandri del cervello e del nostro animo più recondito, frastorna la nostra mente, sconvolge ma anche ci emoziona, fa ritornare attaccati all’utero materno. Io personalmente la trovo si nuda e cruda, ma ha molto del romanticismo quindi affettuosa, tenera, nuovamente materna”. Simbolismo, Romanticismo puro e fisico, Surrealismo: “un reportage di divina potenza, erotico, istintivo, sovversivo e immortale, carnale e molesto”.
La Donna è un elemento quasi costantemente presente nelle sue opere talvolta estremizzata nella sua sessualità, un nudo che non solo vuole esprimere il Bello Ideale delle forme e della Natura, ma che vuole essere chiave per penetrare nella sua Arte e nell’essenza stessa della donna. La Donna-Musa non è quindi uno strumento, ma è semplicemente espressione di se stessa.
Il valore intrinseco è aumentato grazie ai significativi dettagli sparsi (e talvolta nascosti) nella scena, che racchiudono spesso, insieme al titolo, una chiave di lettura addirittura iniziatica. Questo grazie soprattutto all’occhio del Fotografo-Artista che ammaestra e coglie la meravigliosa “foto” che si svela tra giochi di luci ed ombre: qui sta la bravura nel saper vedere ed udire dove altri non giungono. Lo spettatore è quindi ancora una volta catapultato all’interno dello scatto che immortala (nel senso più alto del termine) un’idea, espressione pura del proprio Daimon: una foto che non si ferma all’immagine proiettata da uno schermo, ma diviene di volta in volta manifesto per un’Arte che muta e cresce insieme all’Artista.

© Alex Gallo (39)

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Come definiresti l’Arte fotografica?

In fotografia bisogna avere un equilibrato senso del dovere e amore per il soggetto fotografato. Il senso del dovere porta ad impegnarsi per prestare attenzione costantemente, l’amore porta a caricarsi di passione ed a realizzare immagini uniche. Inizialmente questo. Successivamente, è l’interpretazione di un Fenomeno Soprannaturale.

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Qual è la critica che fai ai fotografi tuoi contemporanei?

Posso dire solo che cerco di esser recettivo, di fare da canale per permettermi di distillare l’essenza del soggetto immortalato, tutto ciò che desta il mio interesse.

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Pensi di essere compreso e valorizzato in questo paese?

…guarda, è troppo facile esprimere un giudizio negativo di questi tempi sul nostro paese, si rischierebbe di cadere nella faciloneria e nella facile ironia, di sicuro non è un paese che dia valenza all’arte e alla cultura, purtroppo, anche per questo vedo necessario, quanto inevitabile, un’arte violenta che destrutturi, la massificazione.
Amo Parigi, i paesi bassi, i paesi nordici.

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Come mai hai scelto “RevoltMasked” come “titolo” per la tua Arte?

Lo decisi 10 anni or sono, frequentavo ancora l’Accademia Belle Arti di Brera, mi piaceva il nome, suonava bene, e poi allora ero più rivoluzionario (da qui revolt), la mia fotografia aveva un’impronta diversa, si cresce ci si evolve, tra l’altro analizzando la frase nella sua struttura è presente un errore, ma a volte il non rispettar le regole è più divertente, mentre l’esser troppo precettistico porta ad una depressione post-ieronale, basta possedere del buon equilibrio decentrato.

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Come mai parlare di “ritocchi” ti fa rabbrividire?

Riguardo i ritocchi scusami ma io si, rabbrividisco sempre quando ne sento parlare e quando li accostano cosi facilmente alla Fotografia.
E’ come defecare sull’Essenza.
Credo che l’Artista quando Fotografa debba essere essenzialmente un occhio che assorbe ciò’ che la luce illumina e ci mostra, così come lui la percepisce l’illusione della visione, riconoscendo il divino e l’inesprimibile dentro dì essa e accostandovisi con rispetto e umiltà’. Perciò’ non concepisco e aborro tutto ciò’ che è artificio mistificante e che è, esattamente ciò’ che è opposto alla mia ricerca artistica e al mio intento espressivo. Un Fotografo si limita semplicemente a saper guardare, guarda dove altri non vedono, sente dove altri non odono, e sa con umiltà, educare la luce.

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Cosa è sacro e cosa è dissacrante per Alex Gallo?

Sacro è il bambino che risiede all’interno delle cose, il proprio Genio è sacro, diversamente, dissacrante è abortire Quel bambino.

© Alex Gallo (21)

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Nella tua fotografia la Donna è un elemento costante, che valore le dai?

Primario, una forza sacra e dissacratoria, la Donna è tutto per me, genitrice, dea, malefica tentatrice.
«L’inno a Iside» penso che la riassuma splendidamente.

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Il simbolismo Esoterico è facilmente evincibile dalle tuo foto e spesso riesce a penetrare nello spettatore portandolo ad una comprensione intima ma probabilmente non afferrabile consciamente. C’è un messaggio iniziatico a cui tieni particolarmente e a cui dedichi gran parte della tua Arte?

Si, la Ierogamia ovvero il matrimonio alchemico.
Un concetto al quale mi rifaccio costantemente.
Questa citazione sul Simbolismo riprende totalmente la mia filosofia: “Una parola o un’immagine è simbolica quando implica qualcosa che sta al di lá del suo significato ovvio ed immediato. Essa possiede un aspetto più ampio, “inconscio” che non è mai definito con precisione o compiutamente spiegato. Nè si può sperare di definirlo o spiegarlo. Quando la mente esplora il simbolo, essa viene portata in contatto con idee che stanno al di là delle capacità razionali”. (tratto da “L’uomo e i suoi simboli” di Carl Gustav Jung)

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© Alex Gallo (14)

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Credi che questo matrimonio alchemico venga consumato anche dal Fotografo e dalla sua Musa durante il set?

Assolutamente, io personalmente penso che sia inevitabile; per tematiche cosi importanti difatti si scelgono solo Muse Iniziate, che abbiano un «potere» o perlomeno una alta conoscenza su argomentazioni di tale portata.
Tra l’altro è prettamente la mia metodologia. Quando un soggetto decide di lavorare con me, proviamo a creare un’esperienza unica che ci mette completamente a nudo, il mio obiettivo è quello di arrivare a carpire e mostrare in foto la loro bellezza dell’anima e dell’animale.

© Alex Gallo (12)

© Alex Gallo (11)

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Che ti aspetti da uno spettatore ignorante in materia?

Mi aspetto senz’altro un incontro lungo e difficile, con post-emicrania.

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Qual è il concetto più frainteso della tua Arte?

Tutto può essere frainteso, soprattutto riguardo la mia personale visione verso l’erotismo, la pornografia o quando si viaggia su tematiche sacre ed occulte, spesso la gente tende a ridurre e sporcare sempre tutto, quando in realtà dietro, risiede un immenso universo complesso, poetico quanto istintivo.
Dopo tutto è comprensibile questo loro deviato pensiero, probabilmente provo anche del piacere a farmi «fraintendere».
Inoltre penso che, il mondo dell’Arte, abbia un valore intrinseco ed estrinseco, totalmente soggettivo. Unica cosa veramente oggettiva è l’espellimento degli orpelli dalle mie immagini, viscerali e cangianti, che vanno ad alterare la visione soggettiva dell’Arte.

© Alex Gallo (6)

© Alex Gallo (5)

© Alex Gallo (4)

Quale tra le tue foto è quella a cui ti senti più legato?

A quasi tutte sono particolarmente legato, questo è un mio grande difetto, l’ho sempre avuto, difatti nel fare scelte sono sempre alquanto indeciso, ho delle gravi difficoltà a sceglierne una, rispetto ad un’altra, per me sono tutte amanti.

© Alex Gallo (3)

© Alex Gallo (2)

© Alex Gallo (1)

C’è qualcuno che ti senti di ringraziare?

Colgo l’occasione per ringraziare, tutte le modelle che mi stanno particolarmente vicine, e perché no… anche le difficili e le spocchiose, quelle che non si vogliono togliere le mutande (fortunatamente per me sono poche!), quelle con le mutande color carne e le finte decadenti. Infine le mie Muse, coloro, che da anni ormai, per amore della mia arte rischiano il tutto per tutto, si addentrano e si lasciano addentrare corpo e anima, come un caleidoscopio, che liberamente mi fanno girare, osservando come un bambino curioso, i loro colori che mutano, come il colore del sangue, delle lacrime, degli orgasmi, delle gioie e delle pazzie. A Sandra e Rain.

Modelli citati nelle immagini:
Sandra Saltamontes de la luz
Rain D Annunzio
Selene V.
Violet
Raffaella T.
Corinne
Antonio B.
Deborah
Antonietta
James Emilio

foto copertina AGAssecondo il mio piacere a svelare e illuminare i lati complessi e spesso oscuri della natura umana; attraverso una fotografia, diabolica, cruda, reale e urtante.
Le mie visioni fondono, la perversione con la purezza e l’innocenza con l’inquietudine;
visioni cangianti a volte confusionali e assolutamente impopolari, che sottolineano l’assurdità della realtà e l’oggettività nella fotografia; mi diverto con essa riprendendo solo la verità delle cose, difatti le mie immagini smuovono emozioni e provocano sentimenti contrastanti.
Per me non esiste un unico canone di bellezza, il mio occhio rileva la bellezza erotica in persone, contesti e situazioni non accessibili a tutti.
Quando un soggetto decide di lavorare con me, proviamo a creare un’esperienza unica che ci mette completamente «a nudo», il mio obiettivo è quello di arrivare a carpire e mostrare in foto la loro bellezza dell’anima e dell’animale.

SITE: http://www.revoltmasked.com
MACRO SACRED: http://www.revoltmasked.com/muse

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95 pensieri su “Intrauterine di Alex Gallo

  1. Non conoscevo alex Gallo, dunque ringrazio Luca per questa bellissima scoperta.

    Passando alla fotografia di Gallo, diretta – limpida – senza mezze misure, e arriva arriva feroce nel pensiero e nella parola con la libertà che un corpo deve avere ed essere.
    Mi ricorda Araki, altro fotografo che amo, per questa cura e per l’amore che sento per le sue muse.

    Complimenti.

  2. Articolo notevole non solo per il lavoro di Alex, ma anche per la personale filosofia che ho ha mosso. Chissà che qualcuno ora, leggendo anche l’intervista che accompagna le immagini , non riesca a capire l’arrangiamento nonchè scelta del soggetto, resa della fotografia rispetto al lato concettuale insito. Perchè tu sai che foto così mi sono costate una bannazione della mia pagina facebook per le segnalazioni di quale carampana pudica ricamatrice del Piave o parimenti da parte di quale prostatico forforato disadattato. Articolo bellissimo.

    • In che senso ,si spieghi meglio perchè non mi è affatto chiaro ;o risultanti i nessi,le vicende ma forse (capendo un pò gallo ) il motivo a “muoverlo” verso queste fotografie ,che come accennato da lei non è concettuale ma prettamente amoroso.

      • “a parte” amoroso,che è una parola che ho messo io,s’intende.
        E anche non è forse l’erotismo sfrenato che la donna o le donne emanano ,che quest’autore come gran parte degli artisti ” non concettuali” (: si dice così,no? abborrendo in primis che il concettuale non sia -dato il contrario di come corrono i tempi al giorno d’oggi- parimenti per quelli etero e sfrenato forse scandalosamente nella libido -ma che non di certo attestano un possibilità neanche minima di violenza [e figuriamoci se camuffata da ideologia-e forse ripercorrendo la storia ,si vede] nei confronti della donna,quella vera , dotata di una femminilità e degli attributi che anche solo nelle mosse contarie e attaccate all’intimo,che lancia comunque ,per allontare quest’obbiettivo che è l’occhio dell’autore[eformandone un filtro,falso daparte sua e pseudo-filmico],dallo stesso verrebbero prese per dolcezze ,potenzialmente – e qui ,si e anche innocenti- amorose)

      • Anche l’amore implica una concettualità di fondo. Dietro ogni soggetto da rappresentare c’è un concetto che può prendere le mosse dal convenzionale diffuso o può essere reinterpretato in maniera del tutto soggettiva e personale anche sotto forma metaforica, allusoria, sarcastica e dir si voglia. C’è chi lo rappresenta con colibrì dal fiore in bocca in un volo al tramonto e chi lo rappresenta con ombre, mimica facciale o corporea e potrei continuare. Il concetto è ciò che muove la scelta della rappresentazione e della tecnica. Mi pare una cosa molto ovvia. Mi dovrebbe spiegare lei invece, il concetto espresso nel suo commento, perchè nel pout-pourri delle parole che leggo, tra soggetti, verbi, complementi, virgole e parentesi rovesciati nel più completo soqquadro, è assai difficile trovare un filo logico. PS: Da quando ” obbiettivo ” si scrive con due b?

  3. Vorrei ancora una volta ringraziare i modelli citati e lo Staff di WSF, in modo particolare Luca Piccolo per aver raccolto i miei scritti, avendo massima cura di questa intervista.
    AG

    • E io vorrei ringraziarti ancora una volta perché oltre un grande artista ho conosciuto un grande amiche con cui sicuramente continuerò a collaborare per altri progetti.
      Ti abbraccio forte,

      LP

  4. Communque volevo solo aggiungere ,perima che mi caccino: touchez dall’articolo e magari lo fossi anche da quelle belle donne nelle foto o potessi almeno io ,toccarle.

    Capisco gallo o piccolo insomma, e aggiungo anche che io ripeto sarei stato forse un pò meno frenato nei loro confronti ,visto che (a quanto visto anzi,ci si lamenta ancora della chiusura in questi campi come nel caso ,com’è giusto che sia) anzi avrei esagerato proprio ,sempre come detto sopra ovviamente.

  5. mi è partita una lettera in più (seriamente: ho la tastiera da cambiare ,perchè a parte tutto ogni tanto sblinda).E infine ,da buon rompicoglioni esagerato ,fastidioso megalomane ,negli spazi e anche nello scoprire quelli più stretti (che esistono quindi? ),dico anche che : si ! sono sicurissimo
    che non solo l’eros ,spinge l’autore verso le donne ,anzi ,direi un infinito amore e anche cura ,che non sembra e(che viste le due righe ,che ha scritto ;vorrei aggiungere in sua difesa che deve nonostante tutto,avere il cuore a pezzi per questa donna a cui deve volere un bene e un attrazione sentimentale oltre intellettiva oltre che non solo sessuale per intenderci immensa-basta vedere com’è ridotto e non mi sembra uno che scherza ,nè che ha avuto poche possibilità in passato e anche in presente per valutazioni di tal genere.) e non di certo un freddo squallore di poco tempo.

    direi anche se in molti non ci credono a vederlo ad ora che magari le sue 180 e passa almeno di possibilità compiute da una parte non tanto dolce e dall’altra almeno una 20 e vere forse solo 3 e questa ,per assurdo ….questo senza fare lo sborone(e ora si il termine che sto utilizzando io che sono di palermo e non un bolognese o figuriamoci altro ,quindi sempre attenzione) al posto suo ,che in questo caso sarebbe lo stesso(quindi col cavolo le supposizioni “da lontano” e lontananza).

    Grazie dello spazio e mi scuso di aver fatto per una volta davvero forse l’adolescente con la conta di queste dati ma pazienza ,ogni tanto se si può veramente.

  6. Un sconfessione le esaltante
    Di effetti collaterali
    Se si vuole un mare e non un condominio di pozzanghere e muffe
    Cantine rinascimentali
    Un asse nuovo
    Il baricentro di una follia sbagliata di follia emersa a fonte a risorgiva
    A fare gare di ballate
    si spezza la fronte
    Granito in fiori subacquei
    Escono le ossa per le piume
    Un on
    the road ci sibilla noi puro pitone piumato
    L ascesa é sulla terra
    La terra cruda soffice sorniona morbida
    Di questa overture di scatti dissacra l impuri di navate
    a killer del nostro su é giù
    Nel cervicale ormai routine
    Spara sulla folla l ampolla rotta che tutti
    in respiro in bosco oscuro urbano
    metropolitano tribale
    dentro scheletri
    Di ali
    Vorremo partecipare
    Rotta la luna
    Spezzati i denti
    E le costole
    Serpenti
    Onirika rimescola un kontrasto
    D avorio di legno nero
    Che sono
    Il sole di chi siamo
    L ombra é solo una proiezione lenta
    Che ci regna soffusa
    La calpestiamo sbagliando ci
    Ma in questo ispirazione di
    Soggetta alla luce
    E il fascino di questo collage di visioni più che dell immagine
    Ricrea uno statuto selvaggio
    Naturale
    Dove brilla
    Il vero volto di noi
    Non a templio
    Non a dio
    Non a libertà
    Ma di un canto che assorbe
    Un incanto di tutto é concesso
    Per mezzo dell ‘ uomo che vuole essere uomo
    Senza timore di ogni se stesso
    Qui aleggia un motivo mistico
    Palese e non
    D’Esoterico mondo che stimola
    L arcaica bellezza di gustare ogni poro su poro del nostro corpo
    Animale da somma
    per secoli
    Animale animato di sua essenza e di sua volontà a esserci dentro a Tutto in tutto il grande tutto che non piu sostiene ma inizia a galleggiar ci distesi
    su noi stessi
    Immaginification
    Il serpente che striscia
    di sparo alle icone di vesciche e suture
    Trasfigurando lo nella intensità
    Di un ventre che si muove a strettissimo contatto con
    Il seno di madre terra
    E da un seno ci si può solo aspettare
    culla che sostiene la nostra
    Crescita senza prostituzione
    A inganno postura le del
    Civico malato che
    Fino ad ora poteva abitatrici
    E ora questo fascino di arena
    Questo scorcio esaltante
    Di un femminio
    Soave e che tutti vorremo baciare
    Sono ritrovamenti
    di morfologie geologie di un varco
    Un valico dentro il
    Nostro sconfessionarci a dirci
    ” che ci sia concesso tutto senza legge
    senza la misura a reato teatro finalmente di in me che si é ritrovato sotto questa spinta metamorfica ”
    di Alex che ci dice dentro il suo visionario apprendista trasformista
    “Non permettono più il solito illusorio fantasticare
    Ma la forza pura dura di un riscatto !”
    Testo by ny Tommaso Righetto TO ne continue d

  7. non ho capito nulla da “sconfessionare” di tommaso in poi .e anche il pezzo dove riprende come alex ecc..

    Comunque non si era detto e sembrava il post correre su un aspetto non concettuale ,”tanto per non forzare ad un’ideologia”-chiamandola bonariamente- che personalmente non credevo appartenesse a questo post ,se no neanche lasciavo il mio di commento se questa sembra comunque essere la riga .

    Poi ognuno è libero diciamo di credere ad un’ideologia e discuterla ,discettarne ecc,,quanto si vuole oppure no .ma in quanto al proprio essere e quindi alle volontà che si declinano (e se vogliamo come detto non solo da me) in un lampo,quelle non possono subire metamorfosi ne
    cambiamente : dato che già sono desiderio di un pensiero(o di chi la fatto,scritto:come sempre l’autore).

      • No,sono leggibilissimi e se vuole facendo sforzi differenti (che poi è un pensiero con un fine e dirittura d’arrivo semplicissima e anche nel suo parare )probabilmente da quelli che fa nelle sue critiche dovrebbe capire abbondantemente.
        Ripeto e tanto semplice come un uomo e una donna che fanno l’amore -sic et sempliciter,come dtto- con partenza dall’amore,passando dal sesso e nel primo a ricongiungersi solo veramente (se vuole prendo l’annesso ,narrativo o pseudo-storico,così ,si può dire di allontanarsi dalla poesia: ma così non è!) e con tanto di soddisfazione e desiderio semplice da sconvolgere proprio per questo .

        per l’obbiettivo sbagliato detto da lei: ripeto ho la tastiera che manca di dieci tasti .

  8. e cambia menti ,perchè sono più di uno a quanto visto come proponimenti,tipo:Alex,Tommaso ecc..

    P.S poc’anzi la m si è ripetuta involontariamente ,sono uno che ripete sempre..che ce posso fa.Si vede che nessuno ascolta sul serio .

    • Forse più concretezza e meno “flussi di coscienza” renderebbero i suoi commenti più leggibili e commentabili.
      Messi così sembrano solo un’accozzaglia di Ego e di parole sconnesse. Oltre a sembrare un infantile modo di caricare un articolo di commenti inutili, distorcendo il lettore ed il commentatore serio.

      Si prega quindi di evitare commenti inutili, sia dal punto di vista intellettuale che da “notiziario”, visto che il mal funzionamento della sua tastiera non è un problema che ci riguarda. 🙂

      • Non mi sembra di detto nulla di inconcreto (anzi forse stasera per la prima volta qualche asserzione si è fatta e trasparente-ecco ,il perchè delle critiche) e poi non mi sembra di aver detto di essere di torino e di abbracciarmi ad ogni verso come qualcun altro ha fatto.
        Probabilmente si sbaglia ,verifichi meglio .Per esempio a me è capitato d’aver a che fare con un ragazza che infondo era o poteva essere un amore una volta e un’amica che aveva ,quasi al latere (e mi creda altro che infantile di più ,ridicola e oltre) purtroppo ma con un “grande amiche ” proprio no ,per niente.Evidentemente io coilibrì suoi non c’entro assolutamente,chiaro.

        un saluto

  9. La ” e” di risposta poc’anzi a mezzanotte è saltata anche quella ma a quella, si che ci tengo ,altrimenti cambia tutto il pensiero e i periodi da inizio serata ,enunciati.

  10. ho iniziato a leggere l’articolo, ma non l’ho finito. Le foto, sicuramente artistiche, per come l’arte è e deve essere scevra di qualsiasi regola o pensiero normativo, non le ho rette: erano troppo per me: menomazione mia! Le ho sentite come una violenza, ancora menomazione mia. E’ che non reggo le fighe cucite e saturate con le cose appuntite che si ficcano dentro…la mia che si sappia: LA VOGLIO LIBERA! LA VOGLIO FRANCESE E RIVOLUZIONARIA e non vi sognate di mettermi cose dentro che vi stacco le dita. Per il commento del signor sconclusionato, rompiballe, offuscato mental Renato: è così noioso. Che palle!

    • Ma io le reggo benissimo e quello ho detto sin dall’inizio (e con tutte le spinose aggravanti e baricecntriche situazioni ,anzi che ben vengano pure loro ):solo, non vorrei che come in lei scaturiscano immagini troppo profonde e pensieri che sfociano in delle case chiuse e che non hanno bisogno di stanare nulla (o forse quello comunque fanno come sostantivazione a se stante) ..ma ,anzi stanano proprio situazioni donne e persone (o mezze) che non si affidano e sperano in un concettualismo non escavante pur di allontanare le dita del fotografo (che in questo caso premono ,sul pulsante della rolleflex o con la penna sulla carta) e danno fastidio,evidentemente.Ma io sono favorelissimo alle 68ine (purchè mantengano i numeri ,adesso in questo commento scritti e tutte le lettere ,senza sbagli d’indirizzo) e mai utilizzeri violenze contro di loro ma di certo sarebbe il massimo del piacere e della libertà (vostra perchè a lei mi riferisco dati i suoi riferimenti al tradizionale-e a i suoi gusti illibertini) “donata” – come succede nelle più basse anche delle famiglie intellettuali ,per tutte le figlie appena tengono le prime stilo in mano- e carineria che accetterei sicuramente con il massimo ,del rispetto e anche con i principi dell’Arte da voi enunciati (solo in questo caso,però -dati gli impossibili frintendimenti).

  11. Troppe parole e invece bisognerebbe solo lasciarsi trascinare da tutto quello che cì sale su,facendocì trafiggere da quella katana che è l’Arte.

  12. Dell’eterno ciclo della rinascita dal ventre della madre, non riesco a vedere in queste immagini, sebbene la foto della madre con il bimbo abbia il suo perché (anche se in questo contesto la estrapolerei a priori, perché pare sia stata messa lì come unica prova che si dice il vero quando si enuncia, più volte, il concetto dell’utero materno; ma non conosco altra produzione fotografica di Gallo a parte quella che vedo qui e potrei sbagliare).
    Né vedo alcun elemento definito da Gallo “romantico” , soprattutto perché le parole “molesto” e “sovversivo” mal si accompagnano ad una visione romantica. Ma cos’è il romanticismo per Gallo? Tutto sta a capirlo. L’idea che mi sono fatta è che foto come quelle mostrate in questo articolo siano più una copia della dimensione interna del fotografo piuttosto che solo una prospettiva artistica e ideale della donna per la donna, concordando parzialmente con il commento di Piccolo che cita:
    “Lo spettatore è quindi ancora una volta catapultato all’interno dello scatto che immortala (nel senso più alto del termine) un’idea, espressione pura del proprio Daimon”

    Vedo l’ombra di un complesso di Edipo più che surrealismo in questo reportage, reportage che Gallo definisce
    “divina potenza, erotico, istintivo, sovversivo e immortale, carnale e molesto”. Sarei tentata a questo riguardo di dire “Immor(t)ale”, piuttosto, per quanto il morale o l’immorale abbiano significati pressochè nulli nel mondo dell’Arte moderna, preferendo invece interpretazioni e termini come concettuale o non concettuale. Il resto della definizione appare calzante, a parte la “divina potenza” che mi appare decisamente un azzardo. Tecnicamente le immagini mi sembrano di buona levatura sebbene i soggetti, o Muse, nei loro atteggiamenti ossessivi e claustrofobici rimangano fermi e costretti in una dimensione poco edificante, brutalizzante a tratti e senza alcun volo verso l’alto. Anzi. L’uso del B/N accentua queste caratteristiche in modo estremo. Il discorso iniziatico lo lascerei agli iniziati visto che noi comuni mortali non iniziati non abbiamo le necessarie conoscenze per afferrarne tutte le sfumature. Da non iniziata non fraintendo tuttavia nulla, e credo che il “simbolismo” trasmesso da queste immagini lasci davvero poco spazio all’immaginazione o al fraintendimento. Inoltre, per concludere, non penso che il reale debba per forza essere diabolico e urtante, a meno che non si abbia una percezione di esso in questi termini. La predilezione verso certe tematiche/visioni dissacratorie (per usare un termine che le raggruppa tutte in breve) proviene da una visione personale del mondo che piace all’artista e lo diverte (come sostiene Gallo), enfatizza il suo Ego con tutti gli annessi e connessi di un’alterazione ragionata e non solamente istintiva. Legittimo. Se così non fosse, la creazione artistica sprofonderebbe nell’impersonale mondo della spersonalizzazione. Ogni Arte si rappresenta da sè, semplicemente per quel che è. Diffido da interpretazioni che scrutano troppo l’intrinseco di un’opera d’arte (quindi di tutta la critica d’arte esistente 🙂 )

    • critica pacata ed educata, che lascia il tempo che trova, colma di lacune, totalmente improduttiva e fortemente piena di luoghi comuni, se il tentativo fosse di autobanalizzarsi, autocelebrarsi (miseramente) e autosodomizzarsi, questo è riuscito completamente.

      Abbraccio affettuosamente il commento di Scarlet Crimson.

      SS

    • La reazione ad un quadro di Picasso varia da persona a persona. I quadri di Caravaggio vengono accettati archetipicamente ormai anche se molti celano il lato oscuro del pittore, ma è più facile accettarli per il borghesotto che vuole sembrare onesto.

      Poi c’è Alex Gallo, che propone la sua visione del mondo, dell’universo, della Donna, traducendo il tutto in fotografia. Viene resa divina l’idea femminea, e per certi versi sembra avere addirittura più rispetto di una donna (come te) verso quest’essere incantato. E qui c’è il romanticismo: l’accettazione della parte Divina della donna, la “sacralizzazione” (passatemi il termine) della carne, della Natura… siamo tutti nudi in Natura, e lo torneremo… sicuramente una volta morti (ammesso che esista qualcosa) non saremo vestiti di un velo bianco… ma saremo nudi, di una nudità senza malizia. Infatti in alcune foto di Alex la nudità è solo un mezzo per ammazzare il pudore, la falsità… i complessi sociali.

      C’è sicuramente un amore per il Materno, ma chi è l’orribile bestia che non ha avuto il Complesso di Edipo? Chi è che nel fondo del proprio animo non continua ad amare le labbra da cui è stato partorito…
      Non capisco cosa c’è di male? …forse sei più portata ad un Complesso di Elettra tu?
      Io ci vedo una cosa stupenda nell’amore per la Donna e per la Madre… perché ad un certo punto si parla di Amore e non più di Sesso (e qui torna il “romanticismo” che poi è un termine che può essere interpretato in mille modi).

      >>>”L’idea che mi sono fatta è che foto come quelle mostrate in questo articolo siano più una copia della dimensione interna del fotografo piuttosto che solo una prospettiva artistica e ideale della donna per la donna […]

      Ma perché c’è un’opera d’Arte accettabile che non sia espressione dell’animo dell’artista?

      Si vuole scandalizzare utilizzando immagini naturali, e in effetti ci si riesce.

      Grazie per il commento educato Fede, un bacione…

      • Senza andare troppo lontano, basta solo pensare che William Blake fu un precursore del movimento romantico e credo sia risaputo che le sue opere hanno rappresentato in un personale simbolismo oltre il bene, anche il male e l’odio con un certo occhio sovversivo al tema della liberazione da tutte le inibizioni causate dalle istituzioni religiose e civili. Romanticismo che predilige la spiritualità, la visione pur irrazionale con una autoaffermazione dell’individualità dei caratteri di ogni artista.E romantico Gallo lo si può intendere anche nell’accezione più comune. In questo senso il commento di Rain d’Annunzio lo spiega perfettamente, soprattutto in quel passaggio dove parla di ” donne che sbocciano come orchidee” , visione che ho avuto anch’io guardando le foto di cui una mi ha riportato alla mente proprio l’impollinazione entomofila. Romantiche sono le forme morbide delle modelle e il richiamo all’infanzia come simbolo di un’innocenza intatta, condizione di una suprema felicità e libertà.

      • Luca, non c’è niente di male in nulla di ciò di cui parli. Il mio intervento non voleva essere una nota moralista alle fotografie di Alex, se è passato questo mi spiace, perchè non è così. Ho esaminato le foto in base al commento dell’articolo, nel modo il più razionale possibile, cercando di mantenere l’equilibrio fra ciò che vedevo e ciò che pensavo delle parole espresse nel tuo articolo. Inoltre pare che qui si tenda a dare all’educazione un’accezione negativa. Questo mi lascia piuttosto allibita. Sono abituata ad esprimermi educatamente, non lapidatemi. Mi sono attenuta al contesto Alex Gallo, quello mostrato qui. E non ho ritenuto necessario tirare in ballo Caravaggio, Picasso o Blake. Ho espresso delle perplessità. Posso? Grazie. Luca,quando dici che “Viene resa divina l’idea femminea”, io dissento, non ci vedo nulla di divino nelle foto di Gallo. Nè nella nudità sta il problema. Tutto l’Amore di cui tu parli, la sacralizzazione e via dicendo, seppur esistenti nelle intenzioni/idee dell’artista (credo a Gallo sulla parola) non si vedono. Almeno, io non le vedo. Pazienza, fatevene una ragione. Personalmente non sono portata verso nessun complesso, neanche quello di Elettra. E quando parlo di “prospettiva artistica e ideale della donna per la donna”, intendo la volontà dell’artista di estraniarsi dal suo proprio orticello particolare per elevarsi a qualcosa di più sublime. Ovvio che ogni artista esprime ciò che ha dentro ma solo pochi riescono ad andare oltre questo. Tu dici “Si vuole scandalizzare utilizzando immagini naturali, e in effetti ci si riesce”. Allora è questo il fine? Scandalizzare? Benissimo. Gallo in effetti ammette di divertirsi con le immagini che crea, mostrando senza veli le sue intenzioni. In questo non ci trovo niente che non vada, è il suo modo di essere che lo spinge a fare ciò. Esteticamente le sue immagini non mi attraggono, e non per i soggetti che ritrae, ma per il taglio che dà alle sue foto.

      • >>>[…]Tu dici “Si vuole scandalizzare utilizzando immagini naturali, e in effetti ci si riesce”. Allora è questo il fine? Scandalizzare? Benissimo. Gallo in effetti ammette di divertirsi con le immagini che crea, mostrando senza veli le sue intenzioni.[…]

        Il fine è far notare quanto una donna “au naturel” possa scandalizzare… 🙂 Mi sa che mi sono espresso male prima.

        >>>[…]non ho ritenuto necessario tirare in ballo Caravaggio, Picasso o Blake. Ho espresso delle perplessità. Posso? Grazie. Luca,quando dici che “Viene resa divina l’idea femminea”, io dissento, non ci vedo nulla di divino nelle foto di Gallo. Nè nella nudità sta il problema. Tutto l’Amore di cui tu parli, la sacralizzazione e via dicendo, **seppur esistenti nelle intenzioni/idee dell’artista (credo a Gallo sulla parola) non si vedono.** Almeno, io non le vedo. Pazienza, fatevene una ragione. […]

        Ognuno in un’opera d’Arte riesce a vedere ciò che il suo animo riesce a svelare (per questo mi sono appellato ai “Grandi Nomi”).
        Il tuo commento sembrava commentabile, per questo mi sono permesso, non volevo offenderti o farti cambiare idea, ma renderti partecipe del fatto che in effetti non sono semplici nudi stravaganti, ma c’è una filosofia (e qui si potrebbe disquisire sulla natura del nudo e sul se sia meglio in effetti utilizzarlo come mezzo o semplicemente apprezzarlo nella sua estetica bellezza).

  13. Rispondendo alla Fedefica sopra ,crede che il simbolismo sia generato e finitura e solo rappresentazione del surrealismo ; epoi : questo simbolismo non è comunque desiderio e sfogo ininterrotto dell’autore che viene attraverso quello a “svelare” caverne e solidità che spesso questo sesso (le donne) si creano come baluardo o spada(impossibile) pur di non essere rappresentate in tutto il loro folgorato amore o chiusura pudica e quindi l’essere trapunte (e stoffe pregiate,comunque diciamo,per “le zone mostrate”) di baci dove si lo scrivente deve anche inventarsi sarto (poco affine e sempre basso ) pe non farle sbavare di cotone?

  14. Concludo infine (dato che stanotte non l’ho fatto per stanchezza e un sentimento, ormai rifiutato -che quello si che sarebbe stato perno l’unico accettato anche dall’altra parte,perchè meramente dolce e intellettual e d’amore ) che le foto io poi sono andato a guardarle tutte sul sito dell’autore
    e devo dire che mi sono trattenuto e con poche difficoltà a prendere la penna in mano e innondare di commenti quest’inserzione o le scriventi ,che hanno rifiutato in toto e nei nessi visivi e illuminanti nel reale.

    • (mettete per Renato i sottotitoli alla pagina 777).
      L’intera filmografia di Mario Merola è di gran lunga più comprensibile.

  15. Mì sembra doverosa una puntualizzazione,sebbene creda che un’opera,una produzione,un’elaborazione,un’ emozione,in quanto rigurgiti pulsionali alla stessa stregua di bisogni primari,non richiedano una tale produzione logorroidale sicuramente sterile dal momento che non cì sì avvicinera’ mai al suo nucleo-sole,correndo il rischio di cadere dolorosamente,novelli Icaro.Lavorare con Alex Gallo è il passaggio successivo al Vivere,cioè la sua elaborazione grafica,la trasposizione delle nostre nottì, ìl sangue della nostra carne fleshante, la distillazione della nostra amìcìzìa profonda,la nostra Reverie.Le nostre fighe non sono cucite,nessuna castrazione costrittiva,nessuna spudoratezza ma impellenza creativa deflagrante,che all’uopo ce le fa estrarre dalla loro custodia,come si estrae una spada da un fodero o le fa sbocciare come orchidee a mostrarne la cruda natura,duplice,di madri,quale siamo e di Femmine al contempo,senza contraddizione alcuna,in nome dell’Uno.Libere sempre e indomite,non gìa’ golem ma Nature selvatìche,che promettono,per loro Volonta’ ”,obbedienza, passivita’ e coraggio”,e per dirla tutta, continuero’ citando sempre la Naglowska, ne Il Rito Sacro ”Se siete in grado di immaginare la gioia tutta particolare che sprigiona da tali carezze ( una carezza senza nessun toccamento),voi vi sarete fatti una vaga idea di cìo’ che ìo avvertìì ìn quell’ìstante e sarete d’accordo con me che nessun comune mortale,cìoè uno come tuttì,è ìn grado dì mettere una donna ìn una condìzìone dì delìzìa così grande.Tutto ìl mìo essere gìoìva dì questa non esìstenza voluttuosa e la forza da cuì ero ìnebrìata non aveva lìmìtì.Era l’ìmmensìta’ dell’ìnfìnìto che mì assumeva cancellandomì,ed ìo mì sentìvo ìmmensa senza essere…”
    Perchè Gallo non ìmburra baguette a tradìmento come fece nell’Ultìmo tango Bertoluccì,ma
    assìste la nostra ìrìdescenza e cì accompagna nella nostra danza sabbatìca.

    • Amo il tuo commento.

      A parte che avendo collaborato con Alex hai più di tutti voce in capitolo… hai citato la Naglowska, che è quanto dire.
      Urge articolo su suddetta autrice.
      Ti bacio forte…

  16. Grazìe Luca,apprezzo tantìssìmo la tua stìma e ho amato ì tuoì garbatì e non verbosì ìnterventì…urge sì un atìcolo sulla Sacerdotessa.
    Tì bacìo e abbraccìo forte..

  17. Luca@ certo che il mio intervento è commentabile, perchè non dovrebbe? Non ho ravvisato alcuna mancanza di rispetto nella tua replica nè mi sento offesa 😀 I miei commenti sul fattore educazione erano riferiti ad un’altra persona che ha commentato prima. Quando hai anche tu fatto riferimento alla stessa cosa, ho ritenuto opportuno chiarire la cosa. Ho capito che c’è una filosofia dietro questi scatti, l’hai spiegato nel tuo articolo su cosa si basa. Non sono nudi stravaganti, non li trovo stravaganti ma brutti, non appagano il mio personale senso estetico e non mi trasmettono nulla di positivo. Ma questo è un punto di vista soggettivo e probabilmente il fatto che questo alone negativo sia tanto evidente è la prova che il lato oscuro che voleva mostrare Gallo, arriva.

  18. Io penso che tutto il fulcro del discorso sull’arte , sia che si stia parlando in questo caso di Gallo, o che si parli di altri artisti contemporanei, dipenda dal piano su cui si vuole portarlo, o meglio sul piano su cui si riesca personalmente a portarlo. In questo senso dice bene Luca quando parla di filosofia dell’opera , cosa tra l’altro che ho nominato anch’io. Questo a voler intendere quel complesso rapporto tra significante e significato che in nessuno di noi è avulso da una sorta di imprinting che si è andato formando nel tempo partendo da una predisposizione genetica ( il gusto personale di ognuno è di origine genetica) e evolutosi tramite personali studi, ricerche e approfondimenti. Fatto sta che una cosa continua a piacere o non piacere, ma questo dovremmo ammetterlo, è frutto, è risultato di complesse elaborazioni interiori che ci portano ad abbracciare o rigettare altre visioni di un concetto che se avesse la rappresentazione che vorremmo, abbraccieremmo anche noi. Sta qui , in questa capacità di andare oltre il nostro autolimite, la capacità di avvicinarci e parlare d’arte? Personalmente riconosco ” artistico” un certo timbro infuso dall’artista nell’opera di destare emozioni molto forti, siano pure esse non propriamente positive, come ad esempio di disgusto o repulsione, di shock. Il resto dell’arte, quella che non mi desta particolare emozione, per me fa solo parte di una produzione scolastica, manieristica, convenzionale di cui fai presto a dimenticarti perchè la confondi con mille altre patacche, per cui puoi dire : ” carucce sì, ma chi se ne fotte ! ” Questa la mia personale e magari traballante visione sull’arte che mi fa dire : mi piace o non mi piace.

    • Ciao Bianca. Cerco sempre di andare oltre il mio autolimite, non sempre ci riesco, ma ci provo. L’Arte è vero, deve destare emozione. Ma vedi, una cosa è emozionarsi (in bene o in male), un’altra è rimanere indifferenti. Il Brutto (inteso come concetto soggettivo; ciò che è brutto per me per un altro può essere l’esatto opposto) mi lascia indifferente e non mi emoziona. Il Bello (inteso come concetto soggettivo e “genetico”, di retaggio culturale) mi emoziona ma non solo dal punto di vista estetico, d’impatto, ma anche interiore. E ti dirò di più: più un soggetto artistico si avvicina al Bello, più ne riesco a vedere anche i lati oscuri.

      • Cara Federica, fermo restante che tutti siamo pervasi da grandi o piccoli autolimiti, ci troviamo spesso in questo contesto a richiamare concetti come ” bello ” o ” brutto ” . Ad esempio la foto che ritrae la vagina con il grillo ( se sia grillo o altro non voglio saperlo neanche essendo entomofoba e trovando gli insetti gli esseri più mostruosi sulla faccia della terra) in un primo mento mi aveva inorridita. E questa sensazione mi è arrivata in primis per il contatto ravvicinato uomo-insetto ( roba da peggior incubo) , in secondo luogo perchè mi ha dato un flash di vita-morte. Eppure nella sua bruttezza la foto mi è risultata bella , non solo per lo scatto , ma anche per gli ulteriori significati , tipo donna come un fiore, che gli si potevano attribuire. Stando a quanto dici tu, è proprio perchè non mi ha lasciata indifferente che mi ha costretto ad andare un pò oltre il mio primo giudizio. Sull’estetica, il bello o il brutto, dovremmo spiegarci, essendo concetti ampissimi che contemplano vari modelli e naturalmente gusti personali, ma mi rendo conto che partirebbero disquisizioni filosofiche da cui non ne usciremmo in tempi brevi senza per altro che ci sia nessuno a cui attribuire torto o ragione. 🙂

  19. La verità, Bianca, è che trovare un torto o una ragione sarebbe davvero arduo e lungo in un dibattito come questo 😀 L’indifferenza, se c’è, è perchè non è successo niente. E dico niente niente niente…:D Quando invece non c’è allora si può anche aprire una porticina 😉

    • Federica certo che ci vuol un grande sfrontato coraggio a dir che Gallo non emozioni, (mettiamo sempre un gigantesco SECONDO ME dietro questi ibridi insulti) che Gallo sia niente o che non faccia accadere niente, che Gallo non desti impressioni o sia indifferente; in realtà e come ammettere che il sole non illumini o che Bosh disegni scarabocchi puerili. A mio parere hai una metodologia di vedere e di assorbire, palesemente limitata e inibita probabilmente da un’indottrinamento agorafobico.
      Parli facilmente di complesso di Edipo, analizzando qui i tuoi scritti, tu sicuramente appartieni a coloro che hanno il complesso di Crono o meglio ancora quello di Caino.

  20. Conosco Alex Gallo, tempo fa vidi anche una sua mostra, molto bella, con questa pubblicazione però ha superato se stesso, trovo tutto molto interessante mi pare una fotografia nuova rispetto a tante altre, l’intervista poi è eccellente, si nota benissimo che c’è una ricerca, un senso di evoluzione, non riesco a spiegarlo… ma in ogni foto e come se si sentisse l’odore o si percepisse il suono di ciò che accade.
    Non sono brava a spiegarmi come le persone precedenti a me, cerco solo di farvi capire cio che sento guardando le sue foto. Se prima adoravo Alex ora lo amo. Complimenti.

  21. Francamente ho visto parecchie volte le sue foto, famoso in questa categoria e l’ho sempre ritenuto tra quei fotografi, seppur pochi, dai toni trasgressivi (concedetemi questo termine); devo ammettere però, che questa sua Macro Sacred e accompagnata da questa intervista ha destato interesse, una fotografia molto buona, distinta dal punto di vista tecnico, bianchi e neri carichi e di grande impatto emozionale, la trovo pungente al punto giusto, materna e romantica, sacra non lo so, ma sicuramente da ammirare e farsi trasportare.
    Confesso che è stato soprendente, anzi io fossi in lui, continuerei su questo percorso “intrauterino” perchè “entra dentro”.
    Bravo!

  22. Un’altra cosa: qualcuno qui spieghi a Federica che per interpretare la “maternità” non esclusivamente servono donne gravide o bambini felici, come anche per il “romanticismo” non è caratterizzato solo da fiori che sbocciano o cieli azzurri con sfondo di gabbiani bianchi.
    🙂
    Se Gallo avesse immortalato donne gravide parlando di utero e autodefinendosi “materno” sarebbe stato ovvio, moscio e fin troppo facile, non credi? Quindi quoto Gallo, che parla di intrauterino fotografando insetti e non solo…
    geniale!

  23. In massima sintesi, trovo quest’elzeviro dedicato a Galli, eccessivamente pontificante e prolisso rispetto alla debole cifra degli elaborati qui esibiti dallo stesso. Non vi trovo nulla di esaltante o di ‘nuovo’ in questi clik, se non l’avvertenza di una marcata cifra misogina, dissimulata fra le pieghe di una contestualizzazione artistica inneggiante la complessità del femminino, di esito – a mio giudizio – negletto tout-court. Oltremodo, l’annosa rappresentazione tematica dell’oggetto Fica – poichè sulla fica è imperniato il paradigma del disvelamento assieme al focus fruitivo e non certo su un’indagine sociale e poetica della sfera emozionale della Donna – diciamocelo, non regge più per raggiunta stagflazione antropologica. Benevolmente per tanto, consiglio al fotografo di rivestire l’ensemble del suo simpatico harem, per poi seguitare a denudarlo solo dopo aver stanato un afflato poetico-artistico più credibile, dai connotati espressivi meno cruentemente ostentati e soprattutto, meno stucchevolmente già percorsi da un vasto coacervo di variegata artitudine, In attesa di prove migliori, un abbraccio caro.

    • >>>In massima sintesi, trovo quest’elzeviro dedicato a Galli, eccessivamente pontificante e prolisso rispetto alla debole cifra degli elaborati qui esibiti dallo stesso. […]

      Purtroppo questioni di spazio non permettono di pubblicare tutti gli elaborati di qualsiasi autore, rispetto ad altri abbiamo preferito inserire un numero maggiore di immagini dell’Artista per far comprendere come un vasto assortimento possa comunque essere compenetrato da una sorta di filo conduttore. Come vediamo dalla prima all’ultima foto tutte hanno un qualcosa in comune… non solo quelle che riguardano la “fica” (come Lei la chiama).

      >>>Oltremodo, l’annosa rappresentazione tematica dell’oggetto Fica – poichè sulla fica è imperniato il paradigma del disvelamento assieme al focus fruitivo e non certo su un’indagine sociale e poetica della sfera emozionale della Donna – diciamocelo, non regge più per raggiunta stagflazione antropologica.

      In più di 17 foto, la “fica” (come Lei la chiama), non rientra nella scena nel fotografo, e in queste 17 foto non ho incluso quelle che ritraggono i seni. Purtroppo la verità è che la limitatezza psicologica, sorretta da ormoni salterini, spinge l’occhio a rimanere “catturato” da una “fica” (come Lei la chiama) scoperta, piuttosto che da un bambino. Come al solito i “preconcetti” sono in chi guarda, non in chi compone.
      Un Artista viene trascinato ed esaltato da qualcosa di “sottilmente forte”, e la sua visione dell’Universo viene sospinta fino a separarsi da quella del “comune” critico perbenista che non è abituato a vedere “fiche” (come Lei le chiama) nude, e viene colto d’ira quando un fotografo talentuoso riesce a penetrare nel femmineo mondo.

      Infatti credo che uno dei problemi più grandi per un uomo o per una donna riguardo a queste foto sia che a fotografarle è un uomo che è riuscito a penetrare in una sfera (per convenzione borghese e sociale) intima della donna.
      Penso che questa sia una adeguata lettura “antropologico-psicologica” se a questo punto vogliamo parlare di Donna ed Uomo.

      >>>Benevolmente per tanto, consiglio al fotografo di rivestire l’ensemble del suo simpatico harem, per poi seguitare a denudarlo solo dopo aver stanato un afflato poetico-artistico più credibile, dai connotati espressivi meno cruentemente ostentati e soprattutto, meno stucchevolmente già percorsi da un vasto coacervo di variegata artitudine, In attesa di prove migliori, un abbraccio caro.

      Quest’ultimo trafiletto invece non merita neanche un commento visto che tocca sfere più che personali dell’artista e dà opinioni ingiuste ed immorali di lui e delle artiste coinvolte. è una mancanza di rispetto per chi viene apprezzato da una critica mondiale (oltre che dalla maggior parte dell’Italia, sia inteso).
      Insomma “ignorare” una riflessione “ignorante” che non considera retroscene impercepibili e non prendibili in considerazione.

  24. Ogni qual volta che l’arte di Gallo viene “esposta”, la sequenza di commenti, critiche ed elogi è via via sempre più lunga e astrusa.
    Non intendo essere una di questi personaggi e cadere nell’autoesaltazione del mio pensiero o del mio personale sapere, credo soltanto che tutto ciò sia specchio di quanto, nel bene o nel male (cosa è bene e cosa è male?), ognuno dei visitatori abbia finito con l’essere «toccato» dall’Artista in questione. Impossibile quindi uno sguardo indifferente.
    Un’ unica nota personale: chi non riesce a vedere il romanticismo in un’immagine forte e violenta, chi non vede maternità e femminilità in una natura femminile aperta o semplicemente Amore in «un’imperfezione» (non a caso le virgolette) fisica volutamente non corretta, forse farebbe meglio a dedicarsi ad altro e a sfogliare riviste patinate e commerciali piuttosto che imbarazzarsi e infastidirsi davanti a cotanta Libertà.

    • Ma dico: una cosa è esprimere un proprio modo di vedere per quanto esaltato e astruso sia, un’altra è autoesaltarsi e arrivare a dire cosa bisognerebbe vedere o non vedere in una foto. Posizioni e opinioni come queste, francamente mi fanno ridere, anche perchè a voler meglio precisarne lo stampo, sono circoscrivibili a quel generalismo spicciolo e retorico degno de ” La vita in diretta”.

  25. Nessuno si può mettere in cattedra e “insegnare” a chicchessia cosa “vedere” in un’opera d’Arte. Credo che il punto di vista di ognuno debba essere rispettato, a prescindere dall’apprezzamento “mondiale” di un artista. Il mondo è bello perchè è vario. I consigli non richiesti poi, lasciano il tempo che trovano, particolarmente quando vengono dati con la presunzione di aver capito tutto a discapito di chi invece, pare non ce l’abbia fatta 😀

    • “insegnare” è un brutto termine. Credo che molti commenti vogliono solo essere un ulteriore stimolo (oltre l’articolo) a guardare certe cose con un occhio diverso.

      poi… De gustibus non disputandum est, indubbiamente. 🙂

      • Sì infatti Luca. Posso dissentire da un certo punto di vista espresso da un fruitore dell’opera tanto quanto lo sono io, ma certo non trovo rispettoso imporre un punto di vista personale ,ergendolo a universale, di quello che l’opera voglia o non voglia comunicare, o meglio RIESCA a comunicare. Dal mio punto di vista ho espresso i miei perchè, e ho trovato interessante anche l’occhio di chi in questi scatti non ci ha trovato assolutamente nulla. Per mia propensione personale sono abituata a giustificare il mio giudizio. L’ho fatto, ma fatto sta, che avrei potuto anche non farlo. Quindi si deve apprezzare pure questo, che non è gratutito, altro che definirlo astruso. Posso saper posare con la fica o i miei seni ok, questo non mi dà certo capacità di esegesi e ancor più capacità di comunicazione degne di essere prese in considerazione. Dunque uno si esprime come può, come sa, come vuole.E quando deciderò di non dilungarmi e farlo per contro esprimendo un ” mi piace”, ” non mi piace”, magari fatevi i cazzi vostri e stateci ! 😉 E’ chi propone che deve preoccuparsi, non chi fruisce della proposta . 😉 😉

  26. Si vero De gustibus… etc etc… (aforisma logoro in cui credo personalmente poco e nulla)
    d’altro canto, risiedono delle regole o delle leggi, non partorite dall’uomo bensì dal Multiverso a cui bisogna dare rispetto e non stravolgere volgarmente dandogli una mutazione soggettiva; sto parlando della «Maternità» e mi rivolgo in particolar modo alla Signorina Galletto che ha stravolto con una semplicistica metodologia emorroidale questa eterea e sacra filosofia.
    Tutti i simboli collegati alla Grande Madre o alla Femminilità o che si riallacciano alle proprietà del “materno” sono di fatto contraddistinti da una forte ambivalenza, una duplice natura, positiva e negativa, quella della “madre amorosa” e della “madre terribile”. Secondo Jung l’archetipo della Grande Madre è:

    «La magica autorità del femminile (donna/madre), la saggezza e l’elevatezza spirituale che trascende i limiti dell’intelletto; ciò che è benevolo, protettivo, tollerante; ciò che favorisce la crescita, la fecondità, la nutrizione; i luoghi della magica trasformazione, della rinascita; l’istinto o l’impulso soccorrevole; ciò che è segreto, occulto, tenebroso; l’abisso, il mondo dei morti; ciò che divora, seduce, intossica, molesta, violenta ciò che genera angoscia, l’ineluttabile».
    (tra l’altro, all’interno dell’intervista, Gallo più volte lo esplica al giornalista)

    Con questo vorrei terminare col dire, senza esagerare, che Gallo ed uno dei rari artisti contemporanei che con l’uso della Fotografia si avvicina, o meglio, si addentra emanando e portandoci in chiara lettura e in massima elavatezza questo recondito significato ambivalente della femminilità.

    • Per prima cosa mi chiamo Galetto. Seconda cosa tenga per sè la sua metodologia emorroidale, ho espresso un’opinione e non ho offeso nessuno. Terza ed ultima cosa, ritengo che sia vero che la maternità abbia valenze e prospettive diverse (buio/luce) da considerare, non sono passata qui a commentare per scrivere un trattato su questo argomento. Ho sintetizzato impressioni per non dilungarmi inutilmente.Inoltre stravolgo quello che mi pare, Howard Stanton Levey sa? Detesto le gabbie dei dogmi e chi si permette di dare del volgare a chi pensa con la propria testa e non segue la scia. La visione soggettiva è importante e non me ne voglia Jung, che ha senz’altro ottime e valide argomentazioni nell’enunciazione del suo archetipo (e questo detto con massimo rispetto e senza polemica come il mio intervento precedente). L’Arte non è di chi la fa e neanche di chi la teorizza, l’Arte appartiene al fruitore, e alla libertà di discernere.

  27. Ma ma…ma a chi si vuol darla da bere qua? Ma scherziamo? Ma dai su! Facciamo establishment spicciola dell’arte millantando estimatori mondiali dell’arte gallesca? Cazzo è sta robaccia? Piccolo, se fai fare il dressage al tuo cavallo accetta le critiche e stai muto…e impara! Non a tutti piacciano le stesse robe ‘u sai??? Soprattutto robe incuietanti come queste! Ma scherziamo? Cazzo è il pugnaletto conficcato nella fica? Ah, ti scandalizza il termine fica che hai ripetuto 1000 volte facendome il versetto bacchettonamente? A missa che sei un chierico, tu! Beh, e del grillo chirurgo praticante una episiotomia vogliamo parlarne? Ma parlare de che???? O la fica glabra e gonfia a 3 atmosfere con la biglia sul clito? O le tette strizzate? Robaccia filo bdsm buona da inserire in pornolupo. Almeno Weber faceva del fetisc raffinato! Sarebbe cio la rappresentazione del dolor??? Ohhh…Ma siamo uomini o caporali? Ma la conosce la arte o credete sia na roba da imbottirci il panino assieme alla mortadella per poi degustarselo sulla tazza del cesso??? Pollice verso ed addio a questi geni. Ho deliberato.

    • Purtroppo la connessione ha fatto in modo che la mia risposta precedente non venisse pubblicata.
      Ma riassumendo il mio commento precedente credo che le sue critiche se denudate di inutili parolacce si sfumi lentamente nel senso che non c’è.
      Prima si dice che “non a tutti piacciono le stesse robe ‘u sai?” e poi mi si dice – alla fascio – di stare “muto ed imparare”. Queste ad esempio sono contraddizioni che annullano da solo un commento. E non meritano neanche di essere presi in considerazioni commenti del genere.

      Riguardo al mio accettare le critiche, io sono ben disposto ad accettare e confrontarmi su vari punti, basta che non si intacchi le sfere personali dell’Autore, o di altri utenti. Visto che le dinamiche personali sono poco interessanti al fine dell’articolo.
      Non mi sembra di aver cancellato commenti contrari alle idee presenti nell’articolo, ma anzi, credo di essere sempre stato disposto a confrontarmi con risposte per lo meno “intellegibili” e “sensate”… un po’ come al suo commento precedente che avrebbe potuto precedere innumerevoli post intelligenti prima di stroncarlo con questo accumulo di volgarità.

      “Fica” è un nome che si dà ad un oggetto che non è un oggetto.

      Riguardo al “pollice verso”, sotto questo articolo i vostri pollici potete ficcarveli in qualsiasi orifizio vi dia più piacere. Visto che come ho già detto qui nessuno impone la propria idea ma la espone soltanto liberamente, e liberamente accetta le critiche.

      Quindi la abbraccio liberamente (e non de-liberatamente, poiché qui vige la libertà di pensiero, e la de-liberazione è una privazione di libertà sia per se stessi (non accettando più critiche) che per gli altri).

  28. Con il pollice ben ficcato 😳😊, ho letto gli interventi di Federica (insieme agli altri… tranne quella sorta di singhiozzanti e innocui deliri verbali di… non ricordo il nome e non andrò a guardarlo) e, nel ritrovarmi in assoluto accordo con la sua percezione, mi sono divertita pazzamente nel constatare quanto faccia incazzare quel sacrosanto ‘resto indifferente perché non mi dicono niente’ che è sempre, per i sedicenti ‘dissacratori/provocatori/blasfemi/etc.etc’, la pugnalata più profonda e netta che si possa ricevere. 😃 La verità (drammatica e impietosa) è che foto (ma vale per qualsivoglia opera d’arte di sorta) come queste non possono scandalizzare, nemmeno minimamente, i veri cultori o estimatori o frequentatori abituali dell’Arte e, di conseguenza, per rinvenire tracce risibili di siffatte reazioni bisogna necessariamente ampliare il ventaglio dell’eventuale utenza, andando a confrontarsi col, diciamo, “popolino” (e si prega di non intavolare bagarre relative al termine e di intenderlo con l’intelligenza dovuta 😉)! Ma questo implica, necessariamente, uno straripamento (anche personale) che gli autori stessi non possono che vivere con tragica guerriglia interiore. Laddove, invece, si resti nel confronto effettivamente ‘artistico’, allora, sopraggiunge la sentenza reale ed essa, che sia quella di Federica (che condivido in toto) o che sia quella dell’estasiato Luca, resta, sempre ed in ogni caso, una sentenza che non contempla lo ‘scandalo/trasgressione/eresia/dissacrazione’ che l’autore, probabilmente, vivrebbe come un riconoscimento effettivo di originalità, se non addirittura genialità! Invece, ahilui, la sua opera non è assolutamente scandalosa, né rivoluzionaria, né oltraggiosa… ma, solo e semplicemente, ‘piacente o non piacente’! In fondo, ha fotografato delle cosce aperte (e non credo certo che dovessimo aspettare lui, per vederne) con organi genitali e non (fiche o minne o cazzi o culi spalancati che siano) in primo piano, alcuni maldestramente agghindati o strizzati, altri allegramente gestiti e ‘indossati’, che possono, allo stato attuale, ‘scandalizzare’ soltanto la casalinga dell’entroterra di turno (e nemmeno ci scommetterei)! Quindi, se il confronto si fa fra ‘artisti’, allora, un’opera del genere non può ambire ad altro che ad un ‘mi piace’ o ‘non mi piace’, come ce ne sono altri millemila, in altre millemila occasioni. Se, invece, si ambisce al titolo (e, ahimé, là siamo soltanto nell’Olimpo, e non mi sembra certo questo il caso) di ‘provocatore, dissacratore, riBBBBBBelle’, beh… … … nel caso di questo autore, non si può far altro che cedere alla smagliatura dell’utenza e arrivare fino al collant 80den della casalinga ultranovantenne, spettatrice di Cento Vetrine! Ah, dimenticavo: SECONDO ME! 😃

  29. Sono andata a riguardarle… Perdonatemi, ma io, addirittura, sono divertita di fronte a questa necessità prevalente di buchi vari! Che vale, per me, quanto la eventuale necessità di ritrarre sempre e solo gabbiani, o cacche di vacca, o semafori! Mi è capitato di annoiarmi di fronte alla ennesima Ninfea del mio adorato Monet, figurarsi se non mi fracassano gli zebedei trenta foto di zizzette e buchetti vari in svariate angolazioni e svariatamente agghindati! 😂😂😂 L’uomo che fuma spicca per originalità e desta interesse, invero. E, la cosa bella, è che le foto son fatte anche bene. Angolazioni interessanti, colori netti e seducenti… ma ti rompi i coglioni, se non sei alla canna del gas, quanto a fruizione artistica. Perché è una minestra mangiata e stramangiata e non puoi fare a meno di interrogarti sulla forza interiore dell’autore! 😌

    • Anna, avendo letto i tuoi commenti, vorrei aggiungere qualcosa, perchè tu sai che noi ( geni quali siamo 😉 ) siam abituate a fare queste discussioni sin da quando eravamo bambine 😀 Non discuto sul tuo giudizio, ci sta tutto. Tutto ruota attorno alla comunicazione, alla recettività, alla soggettività, ma volendo fare un passo oltre , oltre le fiche, oltre le tette e vari orifizi che è vero non scandalizzano ( ma l’autore voleva scandalizzare? non credo, o almeno non mi pare) volevo precisare due cose. La prima sull’indifferenza : sarebbe una pugnalata se a Gallo fregasse qualcosa del parere di Federica, tuo, o mio. Un artista credo metta sempre in conto le più disparate reazioni quando propone qualcosa. Credo che un minimo di ferita per un artista sia il disinteresse totale, tipo l’astenersi di noi lettorsi dal commento. Credo, ho detto, credo…poi magari, non gli frega neanche di questo, non saprei.Secondo sul soggetto scelto da Gallo , molto monotematico in questa serie qui proposto: la scelta del soggetto prevalente o predominante è parte dell’identità di quasi tutti gli artisti. Diventa parte dello stile, nonchè timbro di riconoscibilità dell’artista. Ad esempio, un’artista che mi piace molto è Julia Randall. Ecco, lei dipinge solo ed esclusivamente cavità orali femminili. E quando esce un suo nuovo lavoro, è cosa che mi esalta, seppure so che sarà l’ennesimo paio di labbra che vedrò, però proposte con una sfumatura differente. Di questa serie di Gallo mi hanno colpita pochissime foto, su quelle mi sono espressa, fermo restante che ribadisco che lo scatto è curato ed ha indubbiamente un messaggio di fondo. Vi amo !!!

      • Progetto, immagini e fotografo. Superlativi. Un lavoro magnifico, che fa perdere i confini. Che depista, sposta e sconvolge.

  30. Il fatto é che Gallo ci fa da Specchio,e in questo gìoco di chiari e scuri ci mostra nientemeno che la figa della Madre.E’ questa la ragione di tutto questo sproloquiare querulo e bacchettone.Ci prende male l’idea che nostra Madre,la vagina che ci ha messi a terra sia anche una fica.Allora Gallo avvia un processo di elaborazione interno facendoci fare i conti con un tabu’. L’Arte cosa è se non Trasformazione?Ergo Gallo è a tutti gli effetti un artista,un Maestro alchimista con buona pace di tutti gli accademici della Crusca di cui sopra.

  31. Paradossalmente, Mid, abbiamo sottolineato, come ‘tragico per un autore’, la medesima forma di restituzione da parte di un pubblico: l’indifferenza! Ciò che intendevo dire, quando ho interpretato e condiviso le parole di Federica, era proprio che lei, come me, ha nutrito, d’istinto, una dichiarata indifferenza emozionale di fronte al ritratto, probabilmente perché esso appare, all’occhio detrattore, come monotono e già visto! Dove si innesta, invece, la ramificazione del mio discorso? Laddove iniziano a levarsi le solite, ritrite e inutili parole rilevanti un presunto valore dissacrante e ‘forte’ che si vorrebbe sostituire alla reale e dichiarata percezione di chi ha ossevato e restituito il proprio parere di fruitore! È qui che io subodoro una supposta intenzione, fallita, di proporsi come genio della provocazione e dello scandalo. È chiaro che, laddove questa intenzione, poi, non appartenesse effettivamente all’autore (e questo lo saprà solo lui, a prescindere da quello che dichiara a valle di un confronto), il mio discorso lascerebbe il tempo che trova. Sulla ‘monotonia’ devo necessariamente rimandare a dopo! 😕😘

  32. È logico che Gallo appaia un provocatore, un immane tragressivo (lettura totalmente provinciale) agli occhi dei mediocri abituati ai loro riflessi “chiasmatici”, autodidattici che spurgano commenti sterili e alcuni palesemente colmi di astio; come è logico che Gallo sia un genio fuori da ogni lobby di mediocri, un camaleonte che si aggira con maestria in scenari sempre sorprendenti al di fuori dei soliti canoni di Policleto.
    Esso scuote forti impressioni, “gioca” sulle nostre emozioni; ed è proprio qui che si spezzano fondamentalmente due tipi di spettatori o di recettori.
    Il primo, un pubblico sicuramente più intelligente, si lascia trasportare correndo su un teso filo di lana facendosi “scorrere” da immagini ed energie ad esse conosciute o sconosciute.
    Il secondo abituato alla “pappa pronta” al troglodimento, abituati alla facile lettura, si fa infastidire lasciandosi manovrare come una marionetta dal Suo stesso animo giocoso da Bambino Penetrante.

    È tutto altamente selettivo (meno male) e questo articolo è l’ennesima prova evidente di ciò che semplicemente accade.

    «Accomodatevi miei Cari porci,
    abbuffatevi pure di grossolane e abbondanti porcherie, miei cari porci, ingrassatevi, impinguatevi, noi ci accontenteremo di gustare solo rilucenti preziose perle.»

    • Tu caro Frederic, che ti riempi la bocca di ” selettività” come il più piccolo dei borghesucci, esponi tesi che sul piano filologico e della stessa logica ( ammesso che per te abbia una valenza ed in secondo luogo tu sappia cosa sia) fanno acqua da tutte le parti. Parli di ” giocare con le emozioni” , manco se ogni artista fosse in grado di essere un demiurgo dell’arte. A voler meglio precisare di noveau artisti che giocano a fare il Nobuyoshi Araki o il Daido Moriyama della situazione ne conosco tanti e dunque ci sarebbe da argomentare ampiamente a riguardo. La tua esposizione difetta in primo luogo sul piano filologico: di quali energie parli? Precisa meglio se hai argomenti. In secondo luogo, cosa sarebbe la cosidetta ” pappa pronta ” ? Il linguaggio artistico si fregia ovviamente di fior di metafore nell’ideare le immagini. Hai mai pensato che fioretti e biglie nella fica potrebbero far pensare ad un beneamato cazzo di niente?? Che se poi devo lasciami andare ad uno sfogo liberatorio, ti dico: sono stanca sia degli artisti che pensano che ogni loro idea e produzione sia dettata dal divino sentire e che lo spettatore sia solo un troglodita se non riesce a penetrare l’opera e sono altresì stanca dei cosiddetti critici d’arte ( soprattutto quelli della domenica) che sbandierano precetti che si fondano sulla generalizzazione più spinta. Scassate meno le palle e scendete dall’altarino che nella vita quotidiana non si campa con la fotografia o la critica tanto al chilo. Che se qualcosa ha veramente valenza di essere definita ” intrauterina” quella è solo una visita ginecologica a pagamento, o una TAC o una PET. Attenti a non sbrodolare cazzate e a ritenerle oro, dunque. E se qualcuno gentilmente ha speso dieci minuti del proprio tempo per dire ” bello” o ” brutto”, ringraziate e state muti, che i vostri rutti critico-artistici , sebbene folkloristici, sono solo flatus vocis.

  33. Noto in alcuni commenti uno “sbroccamento” e e chi sbrocca così, significa che è sfrustrato!
    Io ti farò solo i miei complimenti, le immagini e le parole incantano e penetrano; del resto, come è stato detto, bisogna esser ricettivi lasciandosi trasportare, cosa per nulla difficile davanti alle tue opere.
    La gente è disturbata dalle tue immagini perché semplicemente vorrebbero farle loro ma non ci riescono, oppure per proprie paure, timori di confronto, di apprendimento e di non accettazione del proprio sè ammalato; ad esempio come chi non sopporta i film drammaturgici o di generale violenza oppure anche quelli d’amore e si autoimpone di non guardarli assolutamente quindi “spara a zero” su chi contrariamente li ama.
    ECCO riassumendo in una parola, coloro sono paragonabili agli OMOFOBICI ! 😀
    Grazie

    • Ecco un altro che nel credersi equilibrato sciorina i luoghi più comuni degni di un circolo del dopo lavoro ferroviario. Addirittura si pala del turbamento ed impotenza dello spettatore e del suo ” apprendimento” udite, udite….. si tira fuori l’omofobia( meteorismo allo stato puro) .Tale prosopopea generalista è degna di essere paragonata alle trenodie lagnose dei sindacalisti o alla cosidetta vanvera dei discorsi politici. Ma levate, và !

    • Ahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahah 😭😭😭
      Ma, grazie a te, tesoro! Erano almeno due giorni che non mi scompisciavo così e non provavo quel gradevole senso di superiorità intellettiva che, invece, si dovrebbe poter provare almeno una volta a settimana!
      Grazie ancora, eh! 😊

  34. Giudizi costruttivi su!…Non siate poveramente acidi, permalosi e autolesionisti, già la vita è difficile di questi tempi; dopotutto stiamo parlando di Arte (che piaccia o meno) ponete dei giusti commenti e critiche che possano elevare portando tutto ad un grado piacevole di discussione e non ad un accanimento insensato e spettacolare.
    A me è piaciuto e anche assai, ho trovato la sua arte bella, coinvolgente e interessante, guardando anche il suo sito ho notato lavori importanti; io l’ho paragonato un po’ a quei film di Hitchcock, intricati e sorprendenti che non ti stancherestimai di riguardare… poi De gustibus… certamente.

    ps.: il commento di @Scarlet mi fa impazzire!!! 😀 ha colto un essenza davvero nascosta, e se ci stai a pensare quasi oggettiva.

  35. Caro Bobrob, è proprio ciò che si sta tentando di fare! L’inghippo si manifesta, inverò, in quel tragicomico istante in cui uno dice ‘non mi piace-mi fa cagare- non mi suscita alcuna emozione-è roba trita e ritrita’ e il popolino {ché, alla fine, ho capito che il popolino non è soltanto la casalinga dell’entroterra che guarda cento vetrine ma anche, e soprattutto, l’intellettualoide della straminchia che confonde dissacrazioni e cagate (e non intendo dire che quest’opera lo sia, beninteso) e si riempie bocca e culo di stronzate variegate} interviene blaterando di scandali, di gente che ‘non avrebbe mai il coraggio di fotografare la fica della madre e il cazzo del nonno’ o che ‘non accetta che i nonni abbiano scopato come ricci nel fienile e il nonno sia venuto in tutti i buchi possibili’ o che ‘prova angosce sinistre e scorsoie all’idea che una donna sia anzitutto una vacca che svacca e stravacca’ e altre boiate di questo tipo! Capisci, caro Bobrob, dove si intoppa il confronto? E, il cappello, è proprio quel “è logico” sul quale avevo tentato di resistere ma che Mid, con mia grande soddisfazione, ha colto in pieno e ha proposto allo sputtanamento globale, che campeggia come un cazzo nella minestra, sul discorso (discorso?) assolutamente privo di aderenza con quanto detto prima e, appunto, privo di qualsivoglia ‘logica’ possibile! Insomma, uno dice ‘non scandalizzi nemmeno mia nonna’ e quello risponde ‘ma perché vi scandalizzate? Questa è Arte, è genialità, è l’ardimento supremo di fotografare il cazzo del proprio padre’! Mi dici, caro Bobrob, quale futuro possa mai avere un confronto così condotto? L’abbiamo detto in tutte le salse: siamo fruitori di Arte, scopiamo anche in pubblico, giriamo senza mutande, pensiamo a nostra madre come a quella che si è scopato nostro padre EPPURE, queste fotografie non ci hanno suscitato emozioni né ci hanno fatto sussultare l’anima! Perché continuare la solfa e non intraprendere, invece, il confronto reale (che forse l’autore stesso meriterebbe si inteaprendesse)? E chest è! 😳😎

  36. ” Hai mai pensato che fioretti e biglie nella fica potrebbero far pensare ad un beneamato cazzo di niente??”… aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaahahahahahahahahahahah! Ailloviu! 💚

  37. Mi vorrei rivolgere a @Federica @Anna & Company, ponendo un quesito.
    Perdonatemi ma se queste immagini non vi danno alcuna emozione, e vi sono indifferenti perché per forza naturale debba esser scontato che sia colpevole l’Autore di questo, e non prendere, almeno minimamente, in considerazione, che sia Vostra la colpa di non saperle guardare. La mia domanda È: Perché dare esclusivamente e per scontato colpa all’Artista?!? O_o

    Magari, magari dico, queste immagini non sono adatte alla vostra lettura o che non siate in grado di riceverle RIFIUTANDOVI DI EMOZIONARVI. Chiedo gentilmente, Questo si potrebbe prender in considerazione?

    Contestualizzando la Vs. teoria in modo così legislativo (come fosse un 11esimo comandamento) non vi sembra di esser o di risultare un po’ ciniche e presuntuose?
    Che tra l’altro è totalmente contrastante con la Sacra Libertà di pensiero.

    Grazie.

    • Perdonami, ma al secondo ‘colpa’ ho smesso di leggere! È un mio limite, questa intolleranza verso le contorsioni inutili e sterili di un confronto, lo ammetto, ma… proprio non ce la posso fare! Se, per ventura, il discorso dovesse ritornare sui binari giusti e interessanti, non mancherò di parteciparvi! Io sono per la concatenazione logica fra botta e risposta; quando mi accorgo che questa latita, perdo interesse e passo oltre! È, ripeto, un mio grandioso limite! 😀 Ciao!

  38. Che, poi, sono andata a riprendere quel glorioso finale, adorato Bobrob, nel quale manifesti un orgasmo nei confronti di questa “coltura di un’essenza davvero nascosta”… … … 😳
    Ma quale sarebbe, di grazia, questa “sfuggente e dissimulata essenza suprema”? Che tua madre non ti ha concepito dopo la visita del Gabriele ma facendosi ingroppare alla grande da tuo padre (anche se… il padre è sempre incerto, ricorda)? No perché… questa sì che sarebbe una rivelazione traumatica e difficile da metabolizzare! Vuoi vedere che, questo Natale, dovrò convincermi a regalare a mia madre un perizoma invece della solita Aureola Autumn-Winter che le propino da sempre? 😳😥

  39. “In fotografia bisogna avere un equilibrato senso del dovere e amore per il soggetto fotografato.”
    Mi chiedo per quale ragione sia stato tralasciato, dagli estimatori di queste fotografie, questo stralcio che, a mio avviso, rappresenta, invece, il valore del lavoro fotografico intrapreso da un autore. Questo passaggio fonde, in un unico infuocato e fermo, il fotografo e il suo fare, proponendo una visione commovente (fra le più commoventi che abbia mai ascoltato o letto) e impietosa. L’autore diventa la sua opera, perché non può farne a meno, perché ne ha bisogno e glielo deve al contempo. È questo passaggio, secondo me, che, una volta incarnato, rende quei colori, quelle angolazioni e quei toni dei quali ho detto sopra!
    “…ci mostra nientemeno che la figa della madre”… se fossi Alex, ti ringrazierei per l’incondizionato apprezzamento ma ti chiederei di non trasmettere le mie intenzioni al prossimo spettatore.
    Il valore di questo lavoro risiede altrove. Ed andrebbe trattato come merita, dalle persone che meritano di trattarne.
    In questo senso, Luca esordisce con un incipit significativo ed essenziale, parlando di una
    sacralità abortita’ che dovrebbe, appunto, tappare la bocca al popolino e restituire al confronto il valore che merita.
    SECONDO ME!

    • Mi è piaciuta molto l’intervista, interessante, per una volta priva di megalomania e noia, come mi capita tanto di leggerne, e noto come questo artista abbia mosso un grosso guazzabuglio. Commenti alcuni divertentissimi tra l’altro!
      Le foto le ritengo ricche di sentimento, evidenziano vari stati d’animo, mostrano fuori i flussi interiori di un essere umano; un “eros” personale posto in ognicosa e in ognidove, difatti mi piace proprio l’idea di associare uno scatto di un primissimo piano di una vagina – che forse è meno disturbante – con quello di uno scatto architettonico che troviamo in sequenza subito dopo… sorprendente!
      Grazie e complimenti.

      • Mi fiondo su questo spiraglio di interazione intelligente e interessante 😇
        Concordo sul valore intrinseco dell’intervista, essendo stata, invero, la cosa che maggiormente mi ha interessata, proprio perché ha concesso al lettore di sindacare, quasi, la nudità autoriale e di coglierne passaggi di gran valore, legati, soprattutto, al rapporto fra l’autore delle opere fotografiche e l’arte fotografica stessa. Dicevo sopra, infatti, che, a mio avviso, il confronto avrebbe potuto tenersi proprio su questo piano, e la cosa sarebbe stata possibile, invero, laddove si fosse inerpicato, esclusivamente, sui profili spigolosi ma credibili di determinati lettori.
        Invece, come spesso accade (e, forse, vivaddio che sia così), l’Arte è fruibile da chiunque, anche da chi, in lavori come questi, visualizza immediatamente l’elemento che può farlo sentire, una volta tanto, partecipe di un qualcosa di ‘trasgressivo e ribelle’! È un po’ la storiella del quindicenne che si sfonda di canne per sentirsi ‘bello e maledetto’ e, arrivato ai cinquanta con le cellule in declino anticipato, non sa più di cosa sfondarsi per non sentirsi un maledetto coglione. 😳
        Sotto quest’opera, alla stessa maniera, sono arrivati a vaneggiare di fiche genitrici taluni spettatori evidentemente poco avvezzi alla libertà interiore e, di conseguenza, disperatamente legati all’idea che mostrarsi ‘profondi estimatori del significato recondito di fotodifiche’ faccia ‘disinibito-trasgressivo-rivoluzionario-etc’!
        L’autore, invece e a mio personalissimo avviso, avrebbe meritato di essere apprezzato per ben altro (ma, appunto, trattasi di cane che si morde la coda: il valore e la definizione dell’apprezzamento dipendono, impietosamente, dal valore e dalla definizione intellettiva dell’apprezzante) e di non essere ridotto a quello che ‘ha fotografato NIENTEMENO che la figa della madre’. E insisto, in particolare, su questo goffo apprezzamento (fra i tanti letti) proprio perché mi ha dato la misura della maggior parte della platea estimatrice (essendoci, senza dubbio, anche chi non ha avuto bisogno di soffermarsi sulla ‘fica’ per discettare dell’opera… vedi lo stesso Luca, in primis)!
        Mi piacerebbe tanto, in questo senso, sapere se Alex si senta realmente inorgoglito da talune ‘geniali intenzioni artistiche’ attribuitegli o se gli avrebbe fatto più piacere essere ascoltato intensamente nelle parole riferite a Luca Piccolo ed essere sindacato (sempre artisticamente parlando, ovviamente) magari, proprio in quelle foto dove tette e culi non necessitano di comparire.
        Questo è un punto che sostengo da sempre e che sosterrò fino alla nausea: personalmente, non so cosa farmene degli apprezzamenti di persone inebetite da simboli e simbologie disparate (che sia ‘la sensibilità di sole-cuore-amore’ o ‘la trasgressività di culo-tette’, entrambe risibili, ridicole, vacue, inutili… tragiche per il sostenitore, infine) e poco inclini ad andare oltre, nell’apprezzamento così come nel diniego più netto e irreversibile.

        In ogni caso, grazie per questa occasione di dibattito altro! 😌

      • @Anna, sinceramente credo che ognuno in un’opera possa leggere solo le cose che vengono poste nel suo linguaggio… come in un libro dove c’è inglese italiano e francese e io riesca a comprendere solo l’italiano con molte sfumature dell’inglese e quasi nulla del francese se non per intuito. Un’opera non può mai essere percepita completamente, né dall’artista né dal critico del momento. è inutile impuntarsi su questo punto.
        Pertanto mi pare normale che alcune persone si donino completamente all’opera e altre ne rimangano indifferente. Non è questione di limiti, ma di predisposizioni, come ho detto sin dall’inizio a Federica (probabile che abbia usato altri termini).

        Il confronto sull’intervista purtroppo non c’è stato dall’inizio perché alcuni utenti hanno ammesso di non averla neanche letta tutta l’intervista infastiditi dalle foto… per questo la discussione s’è spostata su altri temi. 🙂

      • 😳 A questo punto, non capisco più chi ci sia e chi ci faccia!
        In ogni caso, non saprei davvero cosa risponderti, Luca, perché è talmente chiaro ‘chi abbia sostenuto cosa’ che … davvero non so cosa rispondere!
        Avevo anche pensato di riprodurre un mini-schemetto logico e sintetico, che recasse il senso del botta e risposta intrapreso, ma… sinceramente, è un compromesso troppo pressante, per me!
        Io preferisco pretendere, dai miei interlocutori, quella volontà di comprendersi realmente che, a mio avviso, suona sempre e comunque come un attestato di stima che porgo loro.
        Certo, in alcuni casi mi riesce più facile accantonare il confronto (perché l’interlocutore si appalesa, da subito, in tutta la sua mediocrità logica) mentre in altri mi costa un più lento lavoro di definizione, però… tant’è!
        Lo stesso (anzi… forse di più) vale per il discorso della ‘poca lucidità’: insomma, non è che ci volesse un grande intuito per distinguere la paternità di un’intezione concettuale dall’EVIDENTE fare un verso, meramente verbale, a tutte le scempiaggini generatesi da bocche altre! 😳😳😳
        La verità, me tapina, è che sopravvaluto per istinto e, fortunatamente, poi, ridimensiono per necessità intellettiva!
        😱😄

      • Nello sventurato caso in cui tu abbia rivolto a me, questa domanda, ti rispondo che trattasi di un problema di ‘invii’ con l’IPad e di mia scarsa dimestichezza con la posizione dei post nei blog (non ne frequento, ahimé)!
        Ma… nello sventuratissimo caso, eh!
        Ciao, Luca!
        😌

  40. Cara Anna quanti cazzi e fighe nella tua bocca,e quante immagini bucoliche tra vacche svaccate e nonni cazzutì, turbano ìl tuo Sè …se fossi Freud mi insospettirebbe la tua eccessiva veemenza,che rimanendo sempre tra i fienili e le stalle che disturbano i tuoi sonni,puzza un po’ di latte acido…

    • Quindi non hai colto nemmeno il minimo sindacale? 😳
      Tesoro mio, con tutta la buona volontà, ma… … … cosa ti potrei mai rispondere?
      Se ti saluto solamente, va bene lo stesso?
      Ciao ciao! 😉

      • Solitamente colgo giuggiole e non minimi sindacali e poi Anna cos’altro c’era da cogliere, oltre allo sterco verbale e verboso disseminato nelle stalle dei tuoi turbamenti?
        Ti saluto anch’io.

      • Sorvolando sulle varie turbe di cui poco mi interessa (anche se fossero vere non sarebbe un buon motivo per colpevolizzarti o sputtanarti)…
        In effetti alcuni tuoi commenti sono stati poco commentabili Anna, ti sei lasciata un po’ trasportare… ho evitato di commentare infatti finché non sei tornata lucida.
        Seguendo la scia dell’educazione vi saluto con un bacione.

  41. odddioooooooooooooo

    ma voi siete matti. Matti ,matti,matti ,matti
    Le foto non mi piacciono ( posso dirlo ?)
    sono dozzinali come le cartoline degli uffici postali e anche un po’ troppo teatralizzate ( ma sapete come ci rimasi male quando ho scoperto che il Bacio,il famoso Bacio, non aveva nulla di spontaneo ed era stato predisposto nei minimi particolari ?)
    Invece mi piace molto come ha condotto l’articolo e ,fino all’arrivo delle sufraggette e degli stewart della trasgressione davvero low cost , la discussione nei commenti Luca Piccolo .
    Preferisco chi la trasgressione non la fotografa,ma ne fotografa semmai gli effetti e i prezzi . Antoine D’Agata potrebbe essere un buon metro di misurazione.
    Dai vi lascio alle vostre fooollieeeeeeeeeeeee

    • Te lo dico in continuazione, Samoa, che sei un bacchettone e che non riesci a trasgredire nemmeno sotto spinta divina…
      Non ti piacciono? Questo non è possibile, caro! Suvvia, interroga bene il tuo ‘sé’ e accettane i limiti: evidentemente, la vista degli organi genitali ti traumatizza e ti asfissia e tu ‘non avresti mai il coraggio di fotografare gli orifizi di tua madre’ e poi ‘ti reca un gran fastidio il fatto che la vagina della tua madre genitrice sia anche una fica” (ehm, questa, in specie, ha mandato in visibilio gli antri riflessivi di Boborop) e poi “è logico che un’opera così scandalosa traumatizzi i bigotti e le pigotte (o forse le pigotte non erano menzionate? Vabbe’, fa lo stesso) e poi “perché devi colpevolizzare (questa anche è bellissima… ti lascia senza parole) un artista se TI RIFIUTI di emozionarti davanti alla sua opera e non colpevolizzi invece te stesso per questo rifiuto ostinato” e poi (aspe’, ché devo andare a ripescarle nel fiume… non le ricordo tutte, ringraziando gli dei)… ah, ecco, “perché non accetti il tuo sé ammalato e omofobico e non ammetti che ti impauriscono quelle immagini così scioccanti” (sì, credo le ritengano ‘scioccanti’) e, infine, … … … “PORCO, accomodati e abbuffati pure di grossolane e abbondanti porcherie… ingrassati, impinguati, noi ci accontenteremo di gustare solo rilucenti preziose perle.» (ti giuro che è stata proposta anche questa citazione; giuro!). 😳😂😂😂

      Invece, seriamente: condivido in toto la visione circa l’intervista di Luca e aggiungo (ripetendomi noiosamente) che Alex stesso avrebbe meritato un pubblico più libero e avvezzo (e parlo, ovviamente, della libertà seria e profonda e non della panzana proposta dai blateranti di cui sopra che, ahiloro, dovessero mai svegliarsi da questa goffa e, a suo modo, tenera illusione di esserlo, avrebbero davvero di che affannarsi 😆) e non questo baraccone inneggiante alla mutanda che si è ritrovato qui sotto ad estimarlo per motivazioni risibili e pietose.
      Certo, potrebbe anche essere che Alex miri, invece, proprio a questo… Ma, su questo punto, solo lui può sapere come stiano effettivamente le cose! 😉

  42. Trovo nelle foto di Gallo e nel suo immaginario, una soave essenza esplosiva, una esibizione di potenza e flessuosità, il marchio con il quale si segna a fuoco l’inizio di una gesta.

  43. Anna in effetti.,…in effetti…no vabbe dai, il tenore di certi commenti sarebbe stato vetusto anche all’epoca delle contestazioni del ruppi 63, avrebbe fatto inarcare il sopracciglio perfino ad Achille Bonito Oliva mentre si sfilava la mutanda per lasciare che Pop Star gli immortalasse il micro fallo rivelando così all’universo mondo perché tanto cervello in un corpo così minuto. Mi sembrano ,in effetti , interventi degni di un paragrafo di Porci con le ali. Uno di quei paragrafi che poi l’editor ha pietosamente rimosso

  44. Sono profondamente delusa. Qui si scambia il sarcasmo e l’ironia per maleducazione ed è una cosa tristissima. Credo che sia più maleducato dare del troglodita, omofobo e porco ad un commentatore che non ha gradito le foto, piuttosto che ironizzare sui piatti , ristretti ed insignificanti giudizi espressi da chi ha visto in queste foto, la resurrezione e la creazione universale. Inoltre non posso fare a meno di sottolineare la visione strabica di chi ha parlato di ” sterco letterario” indicandone la poco elegante ( tuttavia ironica e travolgente) semantica e non la concettualità insita in esso e si è introdotto nella discussione apportando ancora una volta la vanvera da sbarco piuttosto che qualcosa su cui valesse la pena di soffermarsi per parlare d’arte. A mio avviso quindi è ben più deprecabile lo ” sterco concettuale ” di cui qualche stercorario si è ricoperto incoscientemente , fiero di proclamarsi ” addetto ai lavori.

    • Ti ho già detto in privato ciò che avevo da dirti su questo tuo ennesimo, intelligentissimo e ‘libero’ intervento.
      Divago, dunque, e dico che ho appena guardato le foto di D’Agata, di cui parlava Samoa e la mia anima si è immediatamente sentita interpellare! Sarebbe fantastico intavolare una discussione (aperta fino ai famosi 90den, ché è più interessante e divertente 😆) circa le motivazioni effettive che sono dietro le espressioni artistiche, circa le esigenze che le spingono e, soprattutto, le aspettative che esse nutrono. Sarebbe davvero fantastico. Parlarne senza finti intellettualismi, in maniera sincera, intelligente, libera e dissacrata! In realtà, durante il mio ultimo giro per musei (in specie: ultimo piano del MET) mi sono ritrovata ad interrogarmi proprio su questo! Mi piacerebbe tanto, parlarne! 😘

  45. L’arte è l’uomo aggiunto alla natura – natura, realtà, verità. Ma col significato, il concetto, il carattere che l’artista sa trarne, che libera e interpreta.”

    Vincent Van Gogh – Lettera al fratello Theo, 1879.

    Detto questo , vi lascio un simpatico link 😉 : L’arte spiegata ai truzzi :

    http://lartespiegataaitruzzi.tumblr.com/

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