Prospettive. I fotografi che hanno fatto la storia della fotografia: Anke Merzbach – Omaggio di parole


anke merzbach per alessandra piccoli
SCIACQUI

“…e se sostassi nello scarico prima di andarmene del tutto dissolta dagli acidi che spargi generosamente? E se mi aggrappassi al tappo metallico sempre un po’ sollevato che filtra acqua saliva sangue le tue cose e ci prova a trattenere frammenti di te, un intero che si basta e li getta via? E poi dove me ne andrò a zonzo compiendo evoluzioni dentro tubi che fanno giri assurdi come su montagne russe sublimata da un tuo gesto annoiato? Rasati ancora, Amore, ripassa il rasoio, guarda lo specchio e lascia che ti osservi sparsa generosamente ovunque. Inalabile.”

di Alessandra Piccoli

*

per Anke Merzbach

Perdono glaciale
nel mentre chiedo perchè
enucleazione oculare
bocche cucite
corpi imbalsamati.

[Un vetro spesso ci separa
copre la ricerca,pertugio angusto].

Vedo in altri costanti ritorni a te stesso
mi affaccio alla finestra
il sole illumina il tuo viso
da lontano.

Articolo parole
ho smesso farmaci
proteggendoti
come facevo a farti sapere chi ero?
Come vento contrario
ora nelle voci ti incontro
alzo la mano
nel fumo di un corpo
fuggito come il tempo troppo saggio.

di Luca Ispani

anke-merzbach per fernando della posta
AnkeM

chissà con quali occhi vedi
chissà con quali occhi parli
chissà con quali dita tessi
chissà con quali labbra baci.
chissà con quali intrecci, di fili e sete
decadi il mondo e lo reinventi,
chissà con quali trame di emozioni
ti figuri e ti rapisci al vento,
ti neghi all’occhio fosco ed inesperto
di chi vederti non sa ancora
oppure non lo accetti ancora, oscuro.
o come giri l’espressione fissa
ai nascondigli tuoi sicuri, senza colpa.
coartato appena disapprovo
– ma facendo luogo ammiro
confessioni per dispetto e per rispetto
rivendicando spazio interno
dove posare mente e corpo,
e reliquiarsi in abbandono,
la pelle a reclamare il nudo
– ananké necessità
che si rivela a gioco fatto –

designarsi a denunciare:
“non ho paura di mostrare;
segnar su piani lattescenti
i solerti schiaffi dell’immoto;
per riavermi a nuova forza.

05/06/2013

di Fernando Della Posta

anke merzbach per daniela pericone

*
Non chiedermi nulla, nulla
ho da dire, né altro m’attende se non
con poco sguardo
sentire quest’ora – ogni ora –
scorrere a balzi sui fianchi senza
sapere se sia polvere d’ossa
o tritume di stelle quel che
resta sospeso confuso al rosso
del fiato alla volpe dei capelli.

di Daniela Pericone

am

fisso la mezzaluna infedele
il taglio crudo dell’ascia che ci svive
come una ferita irreparabile
il corpo dal corpo
e un reflusso soprannaturale
di rosso infuoca l’aria dove
ci concediamo tutto
il cielo per ritornare
fiato alle mani

di Enzo Moretti

Sylvia-Anke Merzbach

d’ improvviso non fu strano
sentire tutto
il vuoto indispensabile
a concederti qualunque forma da darmi

nella stanza plurale
venne a mancare la sedia
della bambola viziata
dall’ esistenza
nascosta degli alberi morti
in luogo delle parole

me lo disse la mano esattamente
collocata sull’ interruttore della luce
da decifrarti per smentirmi
la finzione scenica della bocca
che tacendoti sussultava
l’ inferno mobile
del cuore

di Sylvia Pallaracci

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12 pensieri su “Prospettive. I fotografi che hanno fatto la storia della fotografia: Anke Merzbach – Omaggio di parole

  1. tre poesie molto affascinanti.
    graffiante la prima per la sua crudele lucidità che non vuole e non può farsi prosa poetica, ma si libra dentro un linguaggio di consuetudine altamente lirico.

    interrogativa e profonda la seconda che si interroga e scava attorno al mistero del fotografare che alla fine risulta essere la stessa domanda attorno al modo di vedere, di osservare di ogni artista , e perciò analogo a quello della poesia.

    nella terza, quella di Pericone, la scelta del silenzio, il rifiuto di rispondere a qualsiasi domanda,
    ecco ciò che ” trasuda ” letteralmente da questi scarni versi.

    Non c’è che il silenzio dentro quello sguardo che si dice ” poco ” non per la sua insufficienza, forse perchè deve essere solitario, scarno, e riservato per permetterci di ” toccare l’ora “, il momento che passa addosso ad ognuno di noi e che rimane sospeso dentro un indefinito ” tritume di stelle “.

    Noi sempre noi, ridotti a ” polvere d’ossa ” ancora prima di scomparire dalla vita, confusi dentro il colore di volpe, la fiamma rossastra di una capigliatura che si dissolve dentro un lavello.

    Il tono di Pericone è quello che contraddistingue i suoi ultimi lavori, è avvolto dal silenzio e dallo
    sgomento di scoprirsi ” tritume di stelle ” ( magnifica espressione ) e lo sgomento assieme allo stupore costituiscono la base del suo farsi poesia.

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  2. Grazie, Luigi, del commento davvero profondo, mi ci sono specchiata e mi hai dato occasione di riflettere con un’attenzione diversa su alcune espressioni chiarendomi molti segreti intenti. Il tuo pensiero ne ha carpito il nucleo d’ispirazione.

    Rispondi
  3. Oh! Finalmente!
    Che meraviglia! Quegli ‘sciacqui’ sono, semplicemente, sublimi! Una dissolvenza che solo apparentemente sembra congiungere corpo ed acqua, posto che quell’acqua è diventata corpo d’altri! Trovo, in quei versi, una genialità straordinariamente acerba e importante; ed un’eleganza che emerge, tanto più, nell’assenza di contrasto con quel radersi che è gesto, di per sé, tutt’altro che costituzionalmente romantico! Ecco: trovo che questo scritto rechi un Romanticismo novello, rivisitato per l’occasione e meravigliosamente caldo!
    Il ritratto è un capolavoro!

    Ferny lo conosco da sempre e mi ha entusiasmato il suo paziente e consapevole percorso artistico, soprattutto perché ha un tratto che manca, disperatamemte, di arroganza e, per me, l’arroganza, in un aspirante artista è elemento di assoluto valore! Lui è pacato, è sereno, è determinato; ed è lì a ricordarmi che, forse, potrei anche rivedere la mia idea di ‘arroganza artistica’. 😃
    Il suo ‘mittente sbagliato’ non ha mai abbandonato la mia pagina fb!

    Il terzo scritto, assolutamente validissimo, mi emoziona meno perché mi rammenta, probabilmente, alcune idee artistiche dalle quali vorrei allontanarmi. Ma è una Poesia assolutamente di valore, ci mancherebbe.

    Spazio bello assai, questo!

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