L’immagine sospesa e vibrante di Stefania Gagliano (Stella)


lezione di danza(signore in un caffè), 2008

lezione di danza(signore in un caffè), 2008

attesa 2007

Il tuo tratto è scarno, va nell’anima, percorre ogni incavo di corpo – parlaci di come ti senti quando le tue dita trasformano il foglio in una storia.

Quando lavoro cerco semplicemente di rimanere fedele a me stessa. E questa spesso è la cosa più complicata. Assecondare gesti, graffi, carezze che vengono da dentro e impegnarsi a distinguerle da ciò che è lezioso, artificioso, dalla “cipria”, come avrebbe detto l’uomo che reputo il mio maestro. Lotto in continuazione per riuscirci e non sempre capisco se ce l’ho fatta veramente. Ma il gesto è soltanto una parte dell’opera poiché non comincio mai un lavoro senza aver prima avuto un’idea. Seguo un progetto, alle volte anche molto strutturato, e cerco di dar vita ad immagini che dentro di me già vivono. E poi devo attraversare me stessa, fisicamente e concretamente, per farle uscire. E la tela, che con la sua vita risponde ai miei gesti, non sempre assecondandoli, a volte esigendo, altre imponendosi. Il gesto, quello mio intendo, è solo una parte appunto.
Se dovessi scegliere un aggettivo per descrivere come mi sento in quei momenti credo che l’unico del quale possa sentirmi abbastanza sicura sia “concentrata”.

sant'agata(chiusa nei suoi jeans), 2007

sant’agata(chiusa nei suoi jeans), 2007

stefania gagliano 3 - pillole, 20112012

anorex, 2012 - particolare

anorex, 2012 – particolare

Nella raccolta presente nel tuo sito, ci trovo una spiritualità, soprattutto in santi e in venerdì 17, sei spirituale?

Spiritualità. La sola parola mi mette in difficoltà. Credo che esistano tanti tipi di spiritualità e  a seconda dei momenti della vita ci si accosta ad uno piuttosto che all’altro. Si cerca di restare ben piantati con i piedi per terra e di ancorarsi a qualche certezza che non necessariamente identificherei come “spirituale”. Cercare di essere ottimisti credo che sia un’ottima forma di spiritualità. Anche se magari dai miei lavori non traspare. Forse nemmeno da me. Ci sto lavorando.
Se per spiritualità invece vogliamo parlare di fede l’argomento si fa ancora più insidioso. Sono stata educata alla religione cattolica e, come credo la maggior parte degli italiani, ho studiato la storia della nostra civiltà e dell’arte ad essa legata: una storia fortemente intersecata a quella del Cristianesimo.
Determinati passi della Bibbia, le vicende drammatiche di alcuni personaggi, le vite dei Santi e tutto ciò che è stato scritto, dipinto, cantato su di loro, mi affascinano molto. Nonché la bellezza sofferta che questi personaggi trasmettono. Ecco perché alcuni di loro riaffiorano anche dalle mie opere. Sono eterni e anche “inflazionati” se proprio vogliamo dirla tutta, ma non ha alcuna importanza. Tutto è già stato rappresentato. La mia sensibilità, il mio modo di farli rivivere però, sono solo miei.
Per quanto riguarda venerdì 17 di superstizione, si tratta di un piccolo corpo di opere (un’installazione di 17 tele, come 17 piccole finestrelle sul mondo) che ho realizzato nel 2010 in occasione del festivalfilosofia (manifestazione annuale che si svolge fra Modena, Carpi e Sassuolo) che quell’anno aveva come tematica la «fortuna». Ho scelto di inquadrare questa vastissima tematica in una sua accezione più specifica, delineandola nella «superstizione». Ho realizzato questa installazione che ho esposto durante il festival nella mostra collettiva ac_cadere, presso la galleria ArtEkyp, a Modena. Ho voluto rappresentare alcune forme di superstizione, avviando una ricerca che si è rivelata davvero vastissima: in epoca medievale il repertorio era inimagginabile. Azzarderei ad affermare che attraverso la “superstizione” gli uomini fossero in grado di giustificare pressoché qualsiasi avvenimento e ricorrendo a riti di buon auspicio, piuttosto che malocchi o improbabili sorte di iniziazioni cercassero di indirizzare il corso degli avvenimenti. E così ho scelto fra immagini molto riconoscibili, vere e proprie credenze popolari tramandatesi sino ai giorni nostri, e riti perduti, pazzesche scaramanzie veramente ingegnose e degne di nota.

san sebastiano trafitto II, 2009

I tuoi tratti, le tue opere sembrano come sospese – è un senso di libertà o …

In effetti esiste una sorta di sospensione. E’ come se fossero in bilico, lì, appoggiati alla mia mente, appesi, come se avessi cercato di catturarli in un’istantanea che li ha immobilizzati, incastrati lì in un’immagine che vibra poiché tanto altro avrebbe voluto dire. Credo sia colpa mia.

la perversion du monde, 2011

la perversion du monde, 2011

Paragono i tuoi disegni ad Enki Bilal, più embrionali, ti ci vedi?

Ringrazio molto per il paragone con Enki Bilal. Trovo che sia un disegnatore straordinario. Personalmente però non ci avevo mai pensato. No, in realtà non credo di vedermici ma fa piacere che qualcuno, guardando i miei lavori, abbia trovato affinità con una tale “mano”. Grazie.

venerdì diciassette di superstizione (mozzare con un morso la testa del primo maggiolino a primavera), 2010

venerdì diciassette di superstizione (mozzare con un morso la testa del primo maggiolino a primavera), 2010

la dureté du monde, 2011

Ci terrei molto a ringraziare tutti voi di WSF. Grazie infinite per aver dimostrato interesse per il mio lavoro, per averlo guardato con “occhio che ascolta” e per esservi soffermati a tal punto da porvi delle domande, un grado di attenzione tutt’altro che scontato di questi tempi. Grazie.

                                                                                                               stella (Stefania Gagliano)

http://teffolina.wix.com/stella_stefaniagagliano

Prossimo evento:

festivalfilosofia sull’amare

Sede Espositiva
Art Ekyp, via Torre 65, Modena

Titolo dell’evento
farfalle e gastriti

Artisti
stella (Stefania Gagliano) e Giulia Barsuola

Curatore
Giulia Barsuola

Data di vernissage
Venerdì 13 Settembre, ore 18.30

Data di chiusura
28 Settembre

Abstract di presentazione
Un dialogo silenzioso, un portarsi per mano, uno scambio di battute su un palcoscenico di tela e carta, domandandosi reciprocamente senza aspettare risposta.
Una conversazione tra Stella, pittrice, e Giulia, scrittrice: intreccio di segni di creta e parole di un taccuino per quadri che parlano e scritti che immaginano.
Puro gioco linguistico tra amare come verbo transitivo e aggettivo femminile plurale in un confondersi di gusti e moti d’animo. Papille gustative disorientate di fronte a sentimenti sublinguali.
«Un ragionar d’Amore» tra due donne che si amano.

Orari di apertura
mattino 10-12:30, pomeriggio 16:30-19:30
chiuso Domenica, Lunedì mattina, Giovedì pomeriggio.

Sito internet
Galleria:
http://www.artekyp.com
stella (Stefania Gagliano):
http://www.teffolina.wix.com/stella_stefaniagagliano

Ingresso libero

Farfalle e Gastriti

Farfalle e Gastriti

farfalle e gastriti2

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4 pensieri su “L’immagine sospesa e vibrante di Stefania Gagliano (Stella)

  1. Brava pure per me, molto. Quel tratto a schizzo che prediligo poichè anche fortemente tecnico che va a rinforzare l’idea e la comunicazione oltre che l’immagine ed il suo dinamismo. Sembra tutto sperimentale, eppure è tutto così compiuto !

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  2. “il gesto è soltanto una parte dell’opera poiché non comincio mai un lavoro senza aver prima avuto un’idea. Seguo un progetto, alle volte anche molto strutturato, e cerco di dar vita ad immagini che dentro di me già vivono.

    Se dovessi scegliere un aggettivo per descrivere come mi sento in quei momenti credo che l’unico del quale possa sentirmi abbastanza sicura sia “concentrata”.”

    È per questo che sei BRAVA, secondo me.
    Questa idea dell’Arte così rispettata, curata, fortemente impiantata in un progetto dovrebbe affermarsi, oggi più che mai, allo scopo di liberare la strada da tutta l’immondizia che la riempie e la deforma.
    L’Arte è tale, per me, quando usa l’istinto per i propri scopi e non quando si fa usare, pietosamente, da esso!
    Bravissima davvero. Sei interessante, anche (il che non è mai scontato, appunto)!

    Mi ritrovo, peraltro, anche in tutto il discorso sulla spiritualità, che vivo in maniera assolutamente libera e soggettiva, alla tua stessa maniera. Ed è per questo che non la subisco, probabilmente.

    Grazie!

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