Dialoghi: Sebastiano Adernò – Gian Ruggero Manzoni


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Partiamo da una precisazione. Gian Ruggero è l’uomo, Manzoni l’artista. Ma GRM è un sistema?

Direi un sistema stellare che fa sistema a sé… sono il sole, i pianeti, i satelliti dei pianeti, gli asteroidi, le comete, le orbite, le collisioni, poi le particelle che si muovono in detto sistema o lo attraversano, e anche la Materia Oscura presente in esso. Pare che, non più come uomo ma come sistema, GRM sia stato osservato, dal vostro telescopio orbitante, 56 anni fa dei vostri terrestri. Da allora lo si è definito con tale sigla. Peccato che in detto sistema non possa dimorare la vita come la intendete voi terrestri. Non esistono atmosfere simili alla vostra. Solo la visione, quella che non necessita di respiro e che non ha alcun riferimento con la materia di cui siete composti, e il sapere che da tale visione scaturisce vi dimorano. GRM è un sistema inospitale per voi terrestri, inavvicinabile, impossibile, per chi si pone, ancora, come terrestre. GRM si basta, come sempre si è bastato, nella sua assenza di bisogni interni ed esterni a esso. In GRM può dimorare solo lo spirito, che appunto non necessita di respiro, di cibo, di acqua, di nulla, poi quella visione e quel primo sapere.

Un sistema è un complesso di relazioni fisiche e logiche che, dopo valutazione, risponde secondo principi condivisi e mai traditi dal sistema stesso. Il sistema non conosce Edipo, né sua madre, né il suicidio. La pensi anche tu così?

Ogni sistema cosmico ha una fonte comune che non è terrestre, quindi tutto ciò che può implicare la sfera del terrestre e le percezioni, le ansie, le gioie, la psiche, i pensieri dei terrestri non è madre né padre di detto sistema o di un sistema pari mio. Ad esempio, il sistema GRM è frutto di una mutazione di campo di ben altro cosmo o sistema il quale, a sua volta, è scaturito da una mutazione di campo di un altro, e via così, all’infinito e ad libitum. Edipo? Chi è Edipo? E madre? Cosa significa madre o padre? E il suicidio? Già una mutazione di campo, se risolta, è un suicidio di quella certa percentuale di cosmo in cui si è venuta a generare. La mutazione di campo è una sorta di tumore, come lo definireste voi terrestri, che genera nuova materia… che poi diventa altra dall’originale; il tumore, come ben sapete, può essere benigno o maligno, perciò è una variante di cui non si conosce l’esito. Quindi, e da ciò, non si può che evincere che il suicidio è già insito nella materia, invece non lo è nello spirito, considerato che lo spirito non è soggetto ad alcuna mutazione, ad alcuna variante.

GRM hai memoria di quando ti colse la tensione che ancor non t’abbandona? L’istante in cui annientasti il fanciullo in nome della poca sopportazione verso il mondo esterno?

La sola memoria che possiede GRM è quella di una esplosione iniziale. GRM non è mai stato fanciullo, almeno in questo universo. GRM non ha tempo, è atemporale, perciò non si rifà a componenti sottoposte anche a uno spazio e all’evolversi della materia. Come si è venuto a creare a seguito di una mutazione di campo, cioè a seguito di una variazione di ben altro, così, prima o poi, GRM svanirà, e GRM spera che ciò avvenga a seguito di un’esplosione, quindi a una mutazione, perciò a una variazione, che darà nuova essenza, maligna o benigna, a un altro cosmo. Comunque altra, come altro è lui.

GRM ti capita ancora… hai la fortuna di riuscire a piangere?

Come ho precisato sopra il sistema GRM è privo di atmosfera, quindi di acqua, quindi di liquidi. GRM forse piangeva quando era nella dimensione precedente. A seguito della mutazione di campo che lo ha proiettato in questo cosmo, ora, di certo, GRM non piange più, e mai piangerà, almeno fin quando starà qui. Il pianto è per voi terrestri. Il pianto non è mai una fortuna, anche quando è di gioia.

GRM ci sveli qualche soprannome che in questi intesi anni per meriti o demeriti ti sei guadagnato? Uno, due. Come preferisci.

Il risolutore e, se non ricordo male, qualcuno disse anche lo spietato, ma sono leggende, quelle che a voi uomini piacciono tanto.

GRM, evitando le facili insinuazioni, ti chiedo: non credi che per evitare i Demoni, occorra diventarlo?

O esserlo già stato. Nel precedente cosmo, quello in cui dimoravo e che poi mi ha proiettato qui, tramite, appunto, una mutazione di campo, ero un demone. Questo lo ricordo benissimo.

GRM, negli anni in cui hai prestato servizio per le Forze Armate, hai visto persone, soldati o civili morire? Hai preso parte a missioni la cui complessità t’impedisce di sapere con certezza se anche tu hai ucciso qualcuno?

Nella precedente dimensione in cui mi trovavo ho visto donne, uomini e bambini morire a seguito di ciò che in guerra succede. Le missioni, che in quella dimensione ho svolto e portato a termine, non erano poi così complesse come si possono immaginare, quindi già questo può consentire di sapere se si è ucciso o non si è ucciso.

GRM, evitando le facili soluzioni: non credi che vivere sia lottare affinché la vita ci venga restituita? O, almeno, non sottratta? Cosa scontiamo vivendo?

Voi terrestri lottate sia per toglierla, la vita, sia per togliervela, sia per difenderla, e molti di voi pensano che togliere una vita, che sia di un essere animale o vegetale, possa rafforzare la propria; ciò può essere vero se quando togli un vita credi che tale pratica o processo o azione possa trasferire in te l’energia di ciò che va a morire, quindi ti porta beneficio, altrimenti il senso di colpa non restituisce che morte, così che poi vivendo, si sconta la dimensione in cui ci si trova. Voi, trovandovi in un sistema in cui la vita è presente, scontate la vita, sia la vostra, sia quella degli altri, sia anche quella che magari avete tolto, io, essendo un sistema in cui non esiste vita, forse sconto l’assenza di essa.

GRM, tolta l’Etica che rimane? I Santi sono una milizia? Esiste un suono, un silenzio, un colore che ti aiutano più di un altro a comprendere che hai ragione?

Tolta l’Etica rimane l’Estetica; tolta anche quella, non resta che la mediocrità, che poi è un limbo. I Santi, come gli Angeli, come i Demoni, come gli Inviati del Signore degli Inganni, e via così, si raggruppano in Legioni. Solo chi milita nello spirito può dirsi legionario. La materia non ha truppe, né schiere, né bandiere, né emblemi stabili. La materia di continuo muta, quindi quando mai potrà essere sottoposta a un codice? Per quel che riguarda il suono… solo lo spirito lo possiede, mentre, il silenzio, è della materia. Invece i colori che determinano lo stato dell’essere e del non essere sono il nero, che compete alla materia, e il bianco, che è dello spirito. La ragione non ha colore perché la ragione è sempre incompleta. Alcuni dicono che il colore della ragione, ponendosi, essa, tra materia e spirito, sia il grigio, invece neppure il grigio le compete. La ragione è incolore, ma non diafana, eterea, ma proprio incolore, forse perché, e infine, non esiste, come poi non esiste una verità.

GRM, cosa tiene distanti le persone dal comprendere che tentar d’essere è la sola e unica strada per divenire? Perché ancora oggi i miei coetanei guardano con sospetto chi cura il proprio “particulare”? Non ti pare disonesto far passare per cultura tali persone accidiose con una o mezza qualità?

Io non so più delle persone. Quale sistema che si basta, così come ti ho detto sopra, in GRM non dimora alcuna persona e a me non si avvicina alcuna persona perché, per le persone… cioè per voi terrestri… io sono inospitale. So, comunque, che molti di voi terrestri ancora vi affannate per essere, per esserci a tutti costi, perciò “il tentar d’essere al fine di divenire”, come lo definisci tu, non è altro che un modo fra i tanti per ingannare il tempo che intercorre fra la vostra nascita e la vostra morte, perciò nulla più che un dibattersi della materia che vi compone perché tale materia sa che, prima o poi, tornerà polvere, cioè si polverizzerà, fino a svanire. Poi cos’è la qualità? Le sole qualità che io conosco sono quelle contemplate dallo spirito. A questo punto non posso che pregarti di non farmi più domande da terrestri. Tutto ciò che è terrestre non mi appartiene e, anche solo sentirne parlare, mi richiama a stati precedenti… e, quindi, mi crea fastidio.

GRM, se potessi scegliere tra ciò che fu inventato, e ciò che lo sarà, tu vorresti esser stato, o diventare l’inventore di quale stupenda meraviglia?

Già io sono stato inventato, e inventerò quando diverrò mutazione di campo, perciò è anche questa una questione che se da un lato mi appartiene, essendo parte integrante del mio essere, dall’altro, sapendo da dove vengo e sapendo dove andrò e a cosa darò vita, non è mia. La meraviglia è di voi terrestri, perché, nel vostro avere tempo al fine di pensare alla vostra morte, non potete che meravigliarvi quando, anche solo per un attimo, smettere di pensare ad essa per pensare ad altro; e ciò vi crea stupore. Ma siete a tal punto presi dal senso di morte che pur di attimi si tratta. Infatti l’angoscia di dover morire vi attanaglia a tal punto la gola che vi rimane ben poco per potervi meravigliare. E poi meravigliare di cosa… forse che sebbene sappiate che dovrete morire, ancora vivete, e fate, e vi arrabattate? Forse di questo vi meravigliate, cioè che non vi diate morte prima dell’inevitabile morte che vi polverizzerà? Sì, giusto di questo potreste meravigliarvi, di altro ne dubito, considerato che non sapete alcunché, se non che dovrete, prima o poi, morire.

GRM, mi è stato chiesto il perché io possa rivolgermi a te con toni che rasentano l’amicizia. Se non lo trovi inutile, vorrei rispondessi tu.

Perché sono estraneo da te, e tutto ciò che è estraneo da me può essermi come non può essermi amico. Io non so cosa sia l’amicizia, mi è, appunto, estranea, perciò fai tu, fate voi, sai già che mi basto e che sono qui per bastarmi. Tali categorie di vicinanze, di sentimenti, di familiarità, o i loro contrari, li lascio a voi terrestri. Non mi appartengono più. Forse, prima che avvenisse la mutazione di campo da cui ho avuto origine… questa origine, per essere più che preciso, considerato che ne ho vissute già infinite e ne vivrò altrettante… dicevo, forse anch’io ero amico di qualcuno, ma ora non ricordo e, sinceramente, non è che poi sia così importante ricordare tali facezie. Bene. Ti ho già detto. Adesso lascia che mi comporti da sistema autosufficiente, così come ti ho enunciato sopra. Io non ospito vita come succede sul vostro pianeta. O, meglio, quella vita che voi pensate che sia vita. No, non posso e non voglio ospitarla. Mi basto. Mi avanzo. Non mi compete, almeno in questo stato. Forse nel prossimo chissà? O forse in quello che è stato? Mah!

Ma mi stai prendendo in giro?

No, sto procedendo solo per metafore, per paradossi. Non sai che l’arte è un paradosso e l’artista è il paradosso del paradosso? Non sai che tutto si risolve in paradossi e che il paradosso è la faccia più vera dell’uomo? Io la penso così, se vuoi possiamo riflettere ancora riguardo tale aspetto, poi mi dirai se ciò che affermo è verità oppure no.

Alcune opere di Gian Ruggero Manzoni:

Gian Ruggero Manzoni

Gian Ruggero Manzoni

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4 pensieri su “Dialoghi: Sebastiano Adernò – Gian Ruggero Manzoni

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  2. Molto intensi i dialoghi di Sebastiano Adernò con Gian Ruggero Manzoni, così intensi da essere “autosufficienti” per usare termini cari all’uomo-artista. Il senso di angoscia in attesa della morte è un prisma dai mille riflessi in cui ognuno si può “ripensare” ed avvicinare al “darsi morte prima dell’inevitabile morte che polverizzerà” per avere uno sguardo altro sul Tutto, anche se la Decisione resta forse l’unico atto vero di libertà. Dialoghi bidimensionali, molto terreni e alienati dalla carne, parole dell’Altrove dove non esiste né spazio né tempo, l’umano visto come fardello fastidiosa. Complimenti Sebastiano Adernò.

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  3. Gian Ruggiero è uomo fuori dal comune ed anche dirlo fuori è escluderlo dal tutto che questo nostro stare rappresenta. E’ cosmo, universo di bene e male, di uomo oltre e ringrazio Sebastiano per aver detto di lui.

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