Musicraiser, ovvero, quando l’unione fa la forza di Francesca Garrisi


Musicraiser

Temo di essere un pessimo venditore, ma cercherò di rendervi complici della mia gioia nel continuare a scrivere canzoni e lanciare progetti che invece di semplificarmi la vita, me la complicano. La rendono più complessa, in realtà. Complesso, irto di pensieri e spine, è stato decidere di recuperare quanto è trascorso, portarlo ancora su un palco e condividerlo con altri artisti e amici, davanti a un pubblico che ha passione di ascoltarlo.

Così sono nati questi concerti e questo documentario […] Nessuna appropriazione indebita, né riesumare salme. “Questa non è una replica, facile e leggera; non è una mossa tattica”, ricordate? E’ la mia vita, espressa in note. Lasciate che io possa chiudere i miei cicli, ricongiungendomi a ciò che è stato.

[…]

Come dicevano CCCP: “Acquisiteci”.

Ha scelto queste parole (1) Massimo Zamboni, una delle anime dei CCCP, poi CSI, dal 2004 solista ma non troppo, per parlare, qualche mese fa, da un palco molto particolare.

Questo palco si chiama Musicraiser (2), ed è il luogo in cui il cantautore emiliano ha presentato il disco nato dal percorso musicale a due con Angela Baraldi. “Si chiude ora per me il cerchio della ‘solitudine’ conseguita alla fine dell’esperienza CSI, si apre una nuova collettività” dopo “due anni di concerti in giro per il Paese”, spiega Zamboni (3). Presentarsi in nuova veste dunque, presentare il figlio di una nuova stagione musicale, e chiedere a quanti hanno condiviso tutta o in parte la strada che ha portato Zamboni e Baraldi fin qui, di contribuire a “dare gambe” a questo progetto affinchè possa camminare. “Il nuovo disco è pronto ci manca il supporto economico per la parte forse più costosa e importante, vale a dire la promozione. Un buon ufficio stampa , un video e un lavoro promozionale ben fatto sul web”.

Musicraiser è, infatti, una piattaforma fondata nell’ottobre 2012 da Giovanni Gulino (Marta sui Tubi) e Tania Varuni per la raccolta fondi ed il finanziamento dal basso di progetti musicali. In una parola, crowdfunding (da funding, “finanziamento”, e crowd, “folla”): definire il proprio progetto e darsi una scadenza entro cui raccogliere la somma necessaria a realizzarlo. Nel mezzo, coinvolgere il più ampio numero possibile di persone, partendo dalle cerchie più prossime (parenti, amici, conoscenti…), per raggiungere il traguardo monetario fissato. Il crowdfunding è esploso recentemente, grazie ai new media ed a strumenti social come Facebook, Twitter, che consentono di amplificare al massimo questo principio di “coinvolgimento a cascata” (parenti, amici, conoscenti, attraverso questi delle persone a loro più prossime, e così via). Una sorta di “contagio progressivo” che consente quindi  a chi ha un’idea da realizzare di farsi conoscere anche da cerchie a cui non ha direttamente accesso. Negli Usa c’è Kickstarter e Spot us, in Italia invece, tra le principali piattaforme per il crowdfunding ci sono, oltre a Musicraiser, Ulule (4), Youcapital (5) ed Eppela (6).

Come funziona, quindi, Musicraiser? Chi ha “in cantiere” un disco, o un tour, e ha bisogno dei soldi necessari a produrlo, si iscrive a Musicraiser, e attraverso esso racconta il suo progetto. E’ fondamentale essere il più dettagliati, precisi ed appassionati possibile, per partire “con il piede giusto”, convincendo, intanto, le persone più prossime della bontà e unicità della propria idea. Importante, in questa fase, rilanciare su Facebook la pagina di Musicraiser che ospita il progetto, condividere su Twitter, Instagram, Flickr eventuali foto (della band, della sala di registrazione, ecc ecc), pubblicare su Youtube un video di presentazione del progetto e/o dei suoi ideatori.

Decisivo, come abbiamo detto, il grado di partecipazione che si riesce a scatenare nei potenziali supporter. Il coinvolgimento economico nel progetto richiede però una forte motivazione, che invece, in genere, nasce su una base emozionale. Il cuore delle campagne di crowdfunding è infatti il sistema delle ricompense: gli ideatori fissano una serie di premi per i raiser (chi contribuisce al finanziamento), in base alla cifra donata. Con 10 euro, ad esempio, il raiser riceve una maglietta autografata del gruppo, con 20 il cd, e con 50 un pass per il backstage. Al di là dell’aspetto prettamente materiale della ricompensa, è importante l’aspetto psicologico ad essa connesso: la percezione di essere parte integrante di qualcosa che si sta realizzando, che prende forma sotto i propri occhi.

Alla data di chiusura della raccolta fondi, scatta poi  il principio del “tutto o niente”: se è stata raggiunta (o superata) la cifra fissata, il creatore del progetto la incassa, paga il 10 % più IVA e costi di transazione Paypal a Musicraiser, e consegna ai supporter i premi pattuiti. Se invece la raccolta fondi resta sotto la soglia determinata, l’ideatore del progetto non riceve nulla e Musicraiser rimborsa i supporter che hanno effettuato una donazione.

Il crowdfunding è uno strumento capace di sfruttare, amplificandoli, principi quali quello della raccomandazione virale, della conoscenza distribuita, valorizzando,  peraltro, il concetto di microfinanza (7). Si tratta quindi, di un esempio di buone prassi attraverso i new media e gli strumenti social; la dimostrazione, ulteriore, che il digitale può essere davvero utile per migliorare la vita della comunità, se non calpesta ma valorizza la componente umana e relazionale, che non lo attraversa semplicemente, ma ne è, di fatto, la stessa ragione fondativa.

(1)       http://www.youtube.com/watch?v=YQy8RhHDk6Y

(2)       https://www.musicraiser.com/it

(3)       http://www.musicraiser.com/it/projects/600-sostieni-lortodossia

(4)       http://it.ulule.com/

(5)       http://www.youcapital.it/

(6)       http://www.eppela.com/

(7)       http://www.agoravox.it/Che-cos-e-il-Crowdfunding-e-come.html

articolo di Francesca Garrisi

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