Discussioni in/sensate: essere pene o vagina?


l'origine del mondo2

[L’origine du monde – Gustave Courbet 1866]

Maledetti social network.
Ti svegli un mattino, apri la posta – e già ti sembra strano aver ricevuto un messaggio – e trovi la tua amica che improvvisamente dice di sentirsi un pene. Inutile chiederle cosa intenda dire ma per educazione uno lo chiede comunque.
Così inizia questa storia.
E improvvisamente vieni catapultato in una riflessione socio – filosofica sull’essere pene o vagina. Già, perché non è più importante essere uomo o donna – basta con questo sessismo – ma è importante sapere se si è un pene o una vagina, laddove vagina non vuol dire donna e pene non vuol dire uomo.
Maledetti social network.
Quella stessa mattina ti ritrovi a chiedere pubblicamente se è meglio essere una vagina o un pene, e le donne votano per quest’ultimo:  si sa, le donne amano la comodità e vogliono finalmente fare pipì in tutti gli angoli della terra.
Ma la questione è ben più complessa.
Il mondo ora verrà nuovamente diviso e catalogato in base alla vostra natura più profonda: donne e uomini che voi siate pene o vagina fatevi avanti, questo articolo è per voi!

autostima

[Affresco di Priapo a Pompei]

Maledetti social network.
Una sera stai senza far niente d’importante e parlando della tua vita personale – che in questi giorni ristagna come l’acqua di un pozzo – un tuo amico prende e ti dice “mi sembri un cazzo!”.  Tu  ti fermi, rifletti, ci giri intorno e ti rendi conto che è esattamente quello il problema più grande della tua esistenza ora. Tu vivi come un pene, quando invece sarebbe bellissimo vivere come una vagina.
Provo a spiegarmi meglio: io cerco sempre di piacere agli altri perché così credo di potermi gratificare, tipico atteggiamento da pene che per sua “intima” natura deve far vedere che c’è – pensate a quante volte l’uomo stesso è costretto a toccarlo fosse anche per pratica sistemazione – sì, lui sempre deve far sentire che c’è.  Poi, io mi ergo per rappresentarmi.  Io trattengo, quello che sento secerne per poi liberarsi come una qualsiasi e banale eiaculazione. Sì, vivo troppo come un pene.
Maledetti social network.
Così la mattina dopo l’illuminante scoperta, mi sveglio ancora confusa da questa nuova consapevolezza e mando un messaggio – come per liberarmi da un peso – scrivo alla mia amica che mi sento, a torto e non a ragione, un pene.
Da questo inizia una discussione in/sensata tra me e lei, che prende forma e diventa una ricerca di verità. Non dobbiamo più pensarci uomini e donne ma peni o vagine.

La verità è che noi siamo due peni – non in senso figurato, in fondo non siamo neanche due brutte donnine, non proprio da buttare via – e non vogliamo più esserlo. Vogliamo essere vagine e questo nonostante sembri così semplice non ci viene per nulla naturale, anzi più cerchiamo di essere vagine più il nostro pene si ribella in noi. Non vogliamo più erigerci per farci valere, non vogliamo più tenere tutto in noi per poi eiaculare – spesso in momenti poco adatti – bensì vogliamo riprenderci ciò che è nostro ed essere capaci di dire ‘noi siamo vagine e le vagine non bussano mai due volte’. Per intenderci la vagina non suona neanche una volta: lei prende ciò che vuole semplicemente perché lo vuole, avvolta in quello che la mia amica definisce ‘sano egoismo’. E poi – diciamolo – la vagina ha un certo fascino, è insito in lei. Anatomicamente parlando: il pene è lì, c’è, ingombra, magari infastidisce; la vagina rimane sì chiusa in se stessa eppure ha tutta una sua forza.

TERZA

[LA FONTAINE (Jean de) – Charles EISEN illustrateur]

Ragioniamoci gente, da sempre al mondo esistono alcuni peni puri e alcune vagine pure. La Madonna era un pene puro, Gino Strada è un pene puro, Cleopatra era una vagina pura, Marylin Monroe – che abbiamo sempre creduto fosse esempio di femminilità per mille e mille motivi – ha sempre vissuto artificiosamente come un pene e non come una vagina, senza purezza perché involontariamente forzava una qualche sua naturalità per vivere in modo indotto e ovviamente insoddisfacente.
Analizzando questi aspetti, apparentemente banali, noi ci siamo rese conto che la nostra scoperta è proprio antropologicamente  da valutare, da capire, da affrontare.
Il cazzo fondamentalmente è altruista, chiede il permesso per entrare, è disposto a sacrificarsi, anche laddove si trova a dover godere senza dare godimento in cambio. Insomma la Madonna era pene sì, chi può essere più pene di una donna rimasta incinta senza volerlo? Contando che poi la notizia non l’ha sconvolta neanche così tanto. La vagina invece pensa per sé – e chi fa da sé fa per tre – Cleopatra ne è l’esempio lampante: la verità è che Cleopatra nonstante abbia avuto più uomini di Elisabeth Taylor – impresa difficile ma non impossibile – è sempre rimasta solo di se stessa, senza farsi possedere appieno, sempre per via di quel sano egoismo.

Non riduciamo questo discorso ai minimi termini, la questione è complessa: scegliamo di essere pene o vagina o semplicemente ci nasciamo? La trasformazione è possibile? Rendiamoci conto dei pro e dei contro: per quanto il pene potrebbe risultare come genere superiore, con svariati pregi annessi, è poi la vagina a scegliere anche per lui? La vagina lascia al cazzo la possibilità di credersi qualcuno, di contro lui – per non affaticarsi troppo, immaginiamo – non pone limiti ad alcuna provvidenza?
Donne pene, drizzatevi e diventate vagine!

Beh se non vi è invece congeniale esserlo – perché è soggettiva la scelta e forse naturale – restate pene. L’importante per noi, che abbiamo fin troppo abusato di questo spazio, era in realtà condividere… una scoperta o solo una personale volontà? Ha poca importanza, così come non importa che sia poi diventato – per noi che spesso siamo esagerate – un significato dell’esistere, un tendere a qualcosa, un emanciparsi, un divertirsi, un esistere nuovo. O semplicemente la verità finale è una e solo una: abbiamo giustificato noi stesse e il nostro modo d’essere, in una di quelle giornate in cui scopri precisamente che per “quel motivo” ti stai infinitamente sul culo!

Roberta&Adriana
che da questa “idiozia” sono diventate:

Le Papaye
(http://lepapaye.tumblr.com/)

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26 pensieri su “Discussioni in/sensate: essere pene o vagina?

  1. Pingback: Discussioni in/sensate: essere pene o vagina? | Visioni del mondo

  2. Ohi Maria si, la vagina ha il suo ergo-sum sacramentale. 🙂
    Butto sul tavolo, come sempre, le mie cartoline orientali. Esiste il concetto di Lingam, il potente uccello di Shiva, ma non è mai disgiunto dalla Yoni-vagina cosmica che in forma di anello lo racchiude alla base. L’affare oltresessista è raffigurato ovunque, dalle aiuole delle grandi Mall agli spartitraffico del delirio di Mumbai, passando per ogni genere di tempietto.
    E forse, almeno filosoficamente, un passetto avanti a noi viaggiano, come tutte le tradizioni persistenti in faccia al fuoco di paglia della Modernità.
    Bel post Roby.

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      • Ci ho pensato…tendo all’ermafroditismo sequenziale. In un certo senso credo non sia per nulla speciale appartenere a questa categoria, anzi è una condizione ordinaria e insita nell’essere umano.
        Alzarsi una qualsiasi mattina e sentirsi pene, vagina o entrambi è direttamente proporzionale allo stato emozionale delll’involucro in questione.
        Però nel preciso istante in cui hai dichiarato la stessa cosa sul “benedetto” social network, ho letto anche io una miriade di commenti femminili tendenti al cazzismo che sinceramente ho trovato, quelli si, molto ordinari.
        Vero è che la banalità nel mondo femminile è altrettanto smisurata che nel mondo maschile ma il desiderio da te espresso di divenire vagina a tutti gli effetti è la testimonianza di eccezioni gradite.
        Stimolanti anche gli esempi che avete descritto.
        Finisco con una frase per niente british…certe vagine a volte sembrano sto cazzo 🙂

  3. Bedda matri ! Ammetto che una questione così possa rimandare a riflessioni molto profonde. Adesso che ci penso, io il problema non me lo sono mai posto dato che al di la di questioni strutturali, i ruoli sono spesso intercambiabili. Mi sono posta altre questioni però : essere preda o predatore ? essere un vertebrato con materia grigia , un microcefalo, o un essere unicellulare ? Pene, vagina si insomma, sono problemi….forse tutti dovrebbero avere un unico apparato, anonimo come il naso che presenta per uomini e donne lo stesso aspetto e funzione.Sono comunque arrivata alla conclusione che l’essere unicellulare è davvero quello in stato di beatitudine, dove la passività dell’osmosi è croce e delizia, dolore e godimento. ahahahaha

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    • Come darti torto, l’essere unicellulare non avrebbe permesso neanche questa discussione! Però a noi è servita non poco per conoscerci meglio 😀

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      • L’osmosi pensavo, è un atto sessuale in grande stile. Tu godi o muori facendoti trapassare da informazioni e materia. Tu puoi rilasciare o inglobare con un ruolo assolutamente intercambiabile, senza porti troppe domande, senza il bla bla bla di risposte cervellotiche, pseudo-pindariche azzardate.A che servono ? Ora ti chiedo, non è la perfezione questa ? Guardate che ogni conformazione di un oggetto ha in se i suoi problemi di equilibrio stabile. Forse in questo senso il pene ne ha di più, dal momento che per sua conformazione, la funzione gli chiede di essere eretto. E vi assicuro che l’estensione in altezza può essere assicurata solo su accurata progettazione di fondazioni ed eventuali carichi agenti, primo tra tutti quella del vento…ahahahaha

      • Mezzanotte, I cover you, e se mettiamo pure che l’epigenetica di Lipton ha verificato che all’unicellula, puoi anche asportare il nucleo con tutti i geni della lampada compresi senza che l’esserino perda nulla in prestanza e capacità di accrescimento…Ah, è il Nirvana, finalmente 🙂

  4. “Il cazzo fondamentalmente è altruista, chiede il permesso per entrare, è disposto a sacrificarsi, anche laddove si trova a dover godere senza dare godimento in cambio”…e credo che questo sia da chiarire ed approfondire. Il cazzo se cosa sacra che si erge quasi ad idolo, sta per aprire e versare ciò che è stato stimolato a versare. E se c’è stato stimolo, non è altruismo ma in qualche modo induzione all’altro: alla vagina. Poi, che chieda il permesso, questo non sempre avviene, infatti, molti penetrano le questioni, le ragioni degli esseri senza essere invitati, ma per piacere di dire: Eccomi! Pensavi non ce la facessi ad intromettermi, invece ce l’ho fatta! Da questo mi viene alla mente il detto: chi si presenta senza essere invitato come un asino viene apprezzato, tant’ è vero che dire sei un asino o sei un cazzo (ne), poca differenza fa. Ma l’argomento è sicuramente stimolante 🙂

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  5. Care ragazze, mi avete fatto ribaltare dalla gioia! Ad un attempato della mia età questi ragionamenti allungano le speranza di vite! Anche perchè ho trovato una risposta a stati emotivi che non riuscivo a collocare,,Spiego,, quando alcune mattine mi capita di alzarmi dal letto, come dire: umorale? è perchè sono vagina e magari in fase ormonale ciclica regressiva e uterina,,,e siccome da qualche tempo sono incline anche al pianto è perchè mi sto avviando verso la menopausa virtuale e/o emotiva,,, Solo una cosa mi lascia perplesso –Ho sempre pensato che noi maschietti fossimo, rispetto alle ragazze, fisiologicamente parlando piuttosto meno– A parte le gonadi cosa abbiamo noi! –Le ragazze hanno :labbra piccole e grandi – utero – mestruazioni . secrezioni vaginali- la vita che cresce dentro di loro. placenta – liquido amniotico- IL FETO! –Noi abbiamo un glande – un’asta . e due sacche .Punto!– Voi avete orgasmi multipli a ritmi invidiabili –Il/la clitoride!– Ragazze il dio del cielo Vi ha benedette anche se gli uomini sulla terra Vi hanno e continuano a vessarvi! Per conto mio siccome credo nella reincarnazione, prossimamente voglio nascere come voi! La perplessità: Ho sempre pensato a Gino Strada come semmai ad un clitoride turgido e alla Maria della chiesa incastrata a ‘far fioi’ regali a motivo del suo rango, ma con il clitoride turgido per le sue amiche,,Quindi per concludere: Il segreto della vita è l’ermafrodita e la donna è vicino all’ermafrodita — Non è allora un problema di pene o vagina, ma di clitoride più o meno pronunciato!

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